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Tra una balla e l’altra l’informazione di regime omette di dire che…

Dopo la farsa di Neda (la “martire” al pomodoro) ecco la farsa di Sakineh, la virtuale martire delle corna.

Se non riesce la rivoluzione verde si può sempre provare con la rivoluzione sessuale, sembra abbiano pensato i maghi dell’advertising.

Sono tutte operazioni pubblicitarie studiate a tavolino. Cliccate Neda e Sakinek, vedrete la stessa inquadratura, stesso viso da modella, stessa  mano al Photoshop con effetto flou e viraggio seppia, stesso sorriso da Gioconda della solita agenzia pubblicitaria. Sono trucchetti che interessano i mezzi di informazione di massa dell’intero mondo. Questi abboccano all’amo (volenti o nolenti ) pur sapendo che in Iran non lapidano più da un pò e che  la ragazza sembra sia la mandante dell’omicidio del marito.

Se muoiono centinaia di musulmani al giorno in battaglie e attentati, o per errori dei soldati occidentali non frega più niente a nessuno e non fanno più notizia, ma se una donna rischia la morte e finirà in  galera ed è anche fotogenica scatta lo scoop. Siamo un mondo di ingenui quando non  miserevolmente ipocriti ed in Italia lo siamo un pò di più che in altri paesi.

Fate la ricerca testo e foto in internet e vedrete quale dispendio di forze di comunicazione abbiano messo in campo con estrema piaggeria e servilitudine tanti organi di stampa e comunicatori a vari livelli, per far contenti i nostri padroni nemici dell’Iran in quest’ennesima campagna disinformativa volta alla distruzione dell’immagine del paese islamico e per trovare il consenso necessario ed un’alibi per  una eventuale aggressione civilizzatrice. ndr  Ed ora il commento di un lettore del blog di Gianluca Freda.

postato da Gianluca Freda (06/09/2010) fonte: Blogghete!

Ricevo da un lettore e volentieri pubblico:

La vicenda di Sakineh non è soltanto un indicatore di tensione geopolitica, è qualcosa di più, è una fotografia di che cos’è diventato l’occidente, di come si è modificato.

Questa storia di Sakineh, ci racconta poco sull’Iran, di cui grazie alla propaganda sappiamo poche cose e confuse, ma ci racconta molto invece, sul nostro occidente.

Per l’occidente Sakineh è molto più che una semplice poveraccia a cui risparmiare una morte crudele, ma è una martire, un’adepta, una santa, una ”convertita” ai ”nostri valori” che muore per essi… una figura che se fosse trasportata in occidente avrebbe un’autorità morale superiore al Papa, che parlerebbe da un pulpito come un Papa, perchè secondo me al giorno d’oggi è fin troppo facile prendersela con il Papa, con la Chiesa, perchè la Chiesa è ormai morta: chi se la prende invece con i nuovi dogmi, con la nuova chiesa di cui Sakineh è martire?

Questa è la nuova religione, di cui le donne occidentali sono diventate sacerdotesse, che non si può criticare, che dev’essere accettata come dogma.

Una volta l’occidente si incazzava se venivano uccisi dei cristiani, per esempio nella rivolta dei boxer in Cina, la Cina è stata punita con una spedizione apposita per aver ammazzato dei missionari. Allora per avere le opinioni pubbliche dalla loro parte si diceva che bisognava andare a difendere i cristiani, oggi invece in difesa di chi va in guerra l’occidente?

Le femministe svolgono in sostanza la stessa funzione che allora era  propria della chiesa cattolica, forniscono un collante ideologico in funzione del quale l’occidente si mobilita, rendendo accettabile e anzi irrinunciabile la guerra  per le opinioni pubbliche.

Viene spontanea la domanda, se in occidente, nel frattempo, la religione non sia cambiata…

Ora infatti c’è la religione del sesso libero (ma solo per lei), delle corna (ma solo per lei), dell’intangibilità della Donna, la quale ha rubato la D maiuscola a Dio.

Così come prima si veneravano coloro che rischiavano la vita per Cristo, oggi si venera chi rischia la vita per fare le corna. Questa, rendiamocene conto, E’ LA NUOVA RELIGIONE.

Perchè qui non si chiede soltanto pietà per un’adultera, qui le si vuole costruire un monumento, dedicarle un dipinto, un’opera d’arte, un pò come una volta si faceva per i santi…santa Sakineh martire delle corna…

ma immaginate che cosa succederebbe se questa venisse in occidente, il tappetino rosso che le stenderebbero…

i soldi che prenderebbe facendo libri, immaginate gli applausi scroscianti mentre viene intervistata a ”Che tempo che fa” da Fazio, manco fosse Gandhi…come se tradire e ammazzare il marito fosse un atto meritorio…

qui non si chiede pietà, qui ci si indigna, non solo come se lei fosse innocente, ma come se addirittura fosse una figura esemplare che ha fatto una cosa per cui andrebbe premiata.

Io capisco che si faccia così per un prigioniero politico, ma questa è in carcere per adulterio e omicidio colposo… [In realtà è accusata di essere mandante di un omicidio premeditato, NdR].

Evidentemente si dà a questi atti un valore politico, una donna che tradisce e uccide il marito ha evidentemente aderito ai nostri valori, un’assassina, un’adultera viene vista come una femminista, prova in più di come le femministe considerino realmente sé stesse, COME DELLE ADULTERE ASSASSINE.

Questi sono i danni del femminismo, perchè noi siamo diventati l’Islam all’incontrario, dove viene chiesta in tv la castrazione fisica degli stupratori, ma ci si indigna per la legge del taglione islamico, solo se ovviamente ne fanno spese le donne, dove se l’uomo è tradito deve pure tirare fuori i soldi per mantenere lei e il suo amante…che una donna invece di ricevere soldi per questo debba ricevere pietre è una bestemmia inaccettabile…

ma tu prova a fare questi ragionamenti in televisione…verrai lapidato mediaticamente dalle nostre ayatollah. Eccoci nel nostro, di regime, mentre ci chiedono di mobilitarci per abbattere quello altrui, che nemmeno conosciamo.

——————————————————————————————————————————————

Aggiungo soltanto che anche la storia delle lapidazioni in Iran è una bufala. Per quanto la lapidazione sia formalmente prevista dai codici, l’Iran ha posto fin dal 2002 una moratoria su questo tipo di pena capitale, tant’è vero che – come perfino i nostri media ogni tanto sono costretti ad ammettere, tra una lacrimevole sbrodolata e l’altra sui “diritti delle donne in Iran” – la pena cui Sakineh sarebbe condannata in caso di verdetto di colpevolezza per concorso in omicidio (non per semplice adulterio, come favoleggiato dai nostri giornali) sarebbe l’impiccagione, non la lapidazione. Tutte le notizie di lapidazioni in Iran dopo il 2002 vengono da fonti occidentali e non sono mai state confermate (e anzi  sono state ripetutamente smentite) dalle autorità iraniane. Inoltre, nel 2008 è stato presentato al Parlamento iraniano un progetto di legge che chiede di eliminare anche formalmente la menzione della lapidazione dai codici penali. La revisione del sistema penale iraniano, in corso dal giugno 2009, mira, tra le molte altre cose, anche a questo obiettivo.

Paesi in cui la lapidazione è effettivamente praticata sono l’Afghanistan e l’Arabia Saudita (che prevede per le adultere anche la pubblica decapitazione), ma raramente vengono citati dalle cronache, trattandosi di “protettorati” o di alleati degli Stati Uniti. Anche Israele non scherza: qui potete vedere (se ve la sentite) le immagini della lapidazione di una donna palestinese ad opera di alcuni soldati dell’esercito israeliano.

En passant, ricordo anche che negli Stati Uniti, in Virginia, sta per essere giustiziata Teresa Lewis, per crimini non troppo dissimili da quelli di Sakineh (anche lei aveva organizzato l’omicidio del marito, insieme a quello del figliastro). Curiosamente, i giornali occidentali non hanno dedicato alla sua vicenda neppure un millesimo dello spazio dedicato a Sakineh, niente petizioni pubbliche, niente accorate rimostranze contro la disumanità del sistema penale americano. I riflettori della propaganda, evidentemente, non sono programmati per accendersi sulla barbarie dei dominanti.

GF


26 Commenti a “Dopo Neda ecco Santa SAKINEH, martire delle corna”

  • ci siamo cascati in tanti……io attraverso la spinta di facesbook, e devo dire che provo una vergogna paurosa. Per questo dedichero’ a queto articolo tutto cio’ che posso in rete.
    SCUSATE MA….IL “MEA CULPA” NON HA PRODOTTO I DISASTRI DEL “MEA CULPA DI GIANFRANCO”.
    Quindi….di nuovo scusa a chi con me ha condiviso la notizia in facesbook

  • Giorgio Andretta:

    G. Freda dovrebbe rispondere al suo interlocutore che tutto fa brodo quando si tratta di gridare al lupo, al lupo.
    Tiziano Terzani, che ci precede, sostiene che i fatti non rivelano la verità, quale più calzante occasione è quella trattata?
    Il filo d’Arianna che percorre quest’ospite testimonia che la responsabilità primaria di come vengono “guidate” le masse, in occidente, ricade nel giornalismo e quindi nell’intellettualismo.
    Ad majora.

  • Pisanello:

    Oltretutto la lapidazione, come metodo di pena di morte, in Iran è stata abolita nel 2003. Sakineh sarebbe stata condannata per omicidio (del marito con la complicità dell’amante), un reato che l’avrebbe condannata a morte in qualsiasi paese dove vige questa pena, principalmente negli USA!!! Tengo a precisare che sono comunque contrario alla pena di morte principalmente quando viene applicata a livello di genocidio con le guerre: Iraq, Afghanistan, Palestina, Cecenia ecc…

  • Grazie per questo articolo che riassume con grande forza i dubbi che molti di noi già avevano sul caso di questa fantomatica donna.

  • ardito:

    quante cose false, ci fanno credere per verità, la generazione nata dal 1936 ad oggi, siamo una generazione smidollata che abbocchiamo all’amo delle menzogne, facendole diventare le tante verità. oggi chi dice la verità, viene deriso, isolato e preso per matto, oppure eliminato. siamo una generazione abituata a guardare quello che succede al vicino, mentre chiudiamo occhi e orecchie per quello che succede nella nostra casa. Quanto siamo ipocriti.

  • gianni:

    prima di tutto ce il mondo ke va in malora, donne lapidate nel mondo penso ce ne siano tutti i giorni, allora mi sono chiesto perche parlano tanto di questa iraniana, e subito ho capito : ( dare al mondo un immagine negativa dell iran per far accettare meglio la futura guerra guerra che america e israele faranno all iran, poi adesso leggevo anche della rivoluzione verde in iran l opposizione iraniana e si anche quello può essere

  • SignorinaEffe:

    A parte tutte le trame sotterranee dei media occidentali contro l’Iran, in Iran la vita non è facile. Ho alcune amiche iraniane che mi hanno raccontato cose assurde. Molto più e molto peggio di quello che in tv (non) ci dicono. C’è gente giovane che marcisce torturata nelle carceri, e ci sono stati molti più “omicidi di Stato” di quelli che sono giunti al nostro orecchio.
    Posso anche ammettere che il caso Sakineh sia una montatura di propaganda, ma il caro lettore che ha scritto l’epistola di cui sopra sembra aver già emesso una sentenza di colpevolezza incontestabile. E con un moralismo di fondo, poi, che mi lascia basita: nessuno vuole ergere a santa un’adultera, è solo che noi sporchi occidentali abbiamo una diversa tradizione culturale su quello che vuol dire essere una persona, su quali sono le prerogative che la collettività ha nei confronti dell’individuo e su quello che invece riguarda esclusivamente la sfera privata e personale. E sto parlando di tradizione intellettuale, non delle cazzate che passano in tv (perché una cultura solida e bella la abbiamo anche noi, anche se sembra che negli ultimi 30 anni ce ne siamo completamente dimenticati).

  • Paola:

    Che i telegiornali passino solo ciò che fa comodo direi che è risaputo, che ormai gonfiano tutto per fare più spettacolo possibile mi sembra decisamente ovvio…
    Personalmente io non mi sono interessata alla questione di cui si sta discutendo, proprio perchè ogni giorno ci sono ovunque persone che vengono torturate e uccise per molto meno, a volte davvero per niente e nessuno si muove.. non so quanto sia finta o quanto sia vera questa storia, solo invito l’autore dell’articolo a ripensare un attimo a quello che ha scritto… che direi sfocia nella stessa assurdità di ciò che ci passano i telegiornali.
    Prima di sparlare gratuitamente di femminismo lo inviterei a prendere il SUO tempo, la SUA macchina e di andare PERSONALMENTE a farsi un bel giro a parlare con un po’ delle prostitute che lavorano sulle nostre strade, soprattutto straniere. Lo inviterei a chiedere a queste donne cosa hanno passato prima di finire su quella strada a far divertire i bravi uomini italiani, lo inviterei a chiedere a queste ragazze quante volte sono state picchiate e stuprate prima di finire a doversi vendere al primo che capita… questo solo per fare un esempio..
    Questo solo per dirti caro scrittore che se i media si divertono a strumentalizzare la mente della gente tu pensaci due volte prima di puntare il dito gratuitamente contro una categoria generalizzando in quel modo sulle donne e sulle situazioni. La gente, è vero, ha bisogno di svegliarsi su molti fronti, ma mi sembra che anche tu stia dormendo un bel sonno pesante leggendo le tue parole…
    Che vogliano girare i fatti a loro piacimento per giustificare una guerra inutile mi sembra palese, ma non per questo è corretto buttare cattiveria a destra e a manca, anche perchè ti ricordo che siamo comunque in un paese dove ogni giorno ci sono donne e ragazze che vengono uccise dai loro uomini che dopo qualche tempo se ne vanno in giro liberi..
    Hai fatto molto bene a far presente la bufala che c’è dietro a tutto questo… però più attenzione alle cose che si dicono…

  • Jacopo Castellini:

    SignorinaEffe,
    mi permetta di renderLe noto che una tradizione culturale solida ce l’ha anche l’Iran, o meglio Persia, e che il concetto di Persona è stato portato in Medio Oriente da filosofi come Averroè ed Avicenna che l’avevano appreso dalla tradizione greca. Semmai sono altri popoli a non possederlo, ossia il popolo ebraico (la Bibbia non presenta il concetto di individuo, introdotto da Platone) al quale guardacaso lo stesso Ahmadinejad appartiene. Inoltre, l’accusa di moralismo verso l’autore è grottesca, dato che la propaganda sul mancato rispetto dei diritti umani proviene da chi è responsabile dell’utilizzo di armi al fosforo a Falluja, di Guantanamo (le risulta sia stata chiusa?) o dell’attuale situazione di Gaza, lager a cielo aperto…
    A rileggerla (ma con cognizione di causa).

  • sara:

    Ma scherziamo?! Io sono la prima a dire che le donne occidentali non hanno nulla da insegnare in fatto di moralità ma questo non c’entra nulla. Qui si sta parlando di una donna condannata a morte. Non si parla di una musulmana o di una cristiana, ma di una donna che ha il sacrosanto diritto di vivere. Nessuno, nè gli occidentali, nè la chiesa, nè gli imam o qualsiasi altra autorità religiosa o dello stato ha il diritto di spezzare una vita, tanto più solo per aver commesso un adulterio. Peccato grave? Ma come lo si può pensare? Ci sono mille motivi per attaccare l’occidente ma non questo. Tutte le donne del mondo al di là della religione e dalla cultura dovrebbero far sentire la propria voce di fronte a certe atrocità!!

  • The Poet:

    Quante Sakineh ci sono state e ci sono nel mondo senza che siano state fatte non dico campagne a dimensione internazionale come questa ma solo un misero accenno in un giornale? Questa mobilitazione è una bufala, è una farsa per giustificare… un futuro attacco all’Iran, intanto che gli USA e Israele si preparano militarmente all’attacco si “scaldano” con un’ampia delegittimazione culturale…avrebbe avuto molto più senso una vasta campagna verso i paesi arabi integralisti per l’abolizione della pena di morte, questa strumentalizzazione della sciagura di una donna per fini non proprio puliti è una vergogna che grida vendetta al cielo.

  • SignorinaEffe:

    Gentile Jacopo,
    Lei tira in ballo tutta una serie di cose che potrebbe tranquillamente tenere nel cassetto, concentrandosi per il momento sul piccolo argomento di cui si sta disquisendo. Guantanamo, Abu Ghuraib, Ghaza ecc. sono situazioni concrete, ognuna con la propria storia, e non bandiere da tirar fuori in maniera ideologica e generalista nel momento in cui si intende fare una di quelle gloriose e manichee opposizioni Oriente vs Occidente. Non c’entrano nel discorso su Sakineh, e dunque sarà meglio tenersele per quando si parlerà di Deir Yassin o di Sabrina Harman.
    Per venire alla sua obiezione, io so benissimo che il concetto di persona non è meramente legato alla nostra tradizione settecentesca ma ha origini molto più antiche e diffusione geografica ampia. Ma le idee (anche qui) hanno una storia, non sono sempiterne né statiche. Dunque, mentre durante il Medioevo noi ci eravamo dimenticati di Aristotele e Platone e pensavamo a sottili dispute teologiche, nel mondo arabo-islamico (e dunque anche nella indoeuropea Persia) gli Abbasidi davano grande impulso alla filosofia e alle scienze. E’ evidente, però, che la Storia è andata avanti e che qualcosa è successo: mentre qualcuno tornava in possesso dei Greci dimenticati (grazie agli arabi, of course), altri li relegavano all’oblio. Insieme a tutte le idee che avevano veicolato (i più antichi mutaziliti, gli ‘ash’ariti, al-Ghazali erano filosofi con i controcazzi). Da quel momento in poi, con tutti i difetti e gli abomini che caratterizzano l’umano operare, in Europa si è sviluppato un certo filone di pensiero, mentre in altri posti se ne sono sviluppati altri. Nel bene e nel male, noi possiamo appellarci al concetto di individuo, mentre qualcun’altro non può. Tutto qui, semplice e senza giudizi morali.
    Se io metto le corna a mio marito in Italia, passerò per zoccola ma non rischierò la condanna a morte. Se faccio la stessa cosa in un altro punto del pianeta, qualcuno si prenderà la briga di processarmi ed eventualmente uccidermi. Ma se io difendo Sakineh (vera, finta o in ologramma), non lo faccio certo perché sogno la rivincita delle cornificatrici e la conquista del mondo da parte loro, bensì lo faccio perché credo che anche nell’ambito dell’Islam si possano operare scelte misericordiose (Allah è rahman, appunto, perché non può esserlo l’uomo?), e perché non riesco ad accettare l’idea che un essere umano possa essere ucciso a sassate (né con il fosforo, né con il napalm, né con la sedia elettrica, né col machete ecc.).
    Quando tacciavo di moralismo l’autore, mi riferivo al fatto che egli (forse provocatoriamente) fa affermazioni assolutamente qualunquiste, mettendo nello stesso calderone femministe, veline, escort, donne di facili costumi, adultere, assassine cercando in tal modo di far passare sotto facili etichette di tono moraleggiante (e non politico, o giuridico ecc.) un mondo molto molto variegato. Un complotto pseudofemminista? Capeggiato da chi, dalla Santanchè e dalla Barbara d’Urso che sbrodolano sul diritto delle donne a mettersi la minigonna a girofica senza essere molestate? Ma mi faccia il piacere!

  • Jacopo Castellini:

    Signorina Effe,
    mi limito a farLe notare che non mi ha risposto sull’appartenenza di Ahmadinejad al popolo ebraico, che era la chiave di volta del mio commento e che potrebbe permetterLe di comprendere meglio non solo l’articolo, ma anche il motivo dell’assenza del concetto di individuo nell’islamismo radicale. Come può non accorgersi dell’elefante seduto in mezzo al suo salotto?
    Buona riflessione.

    • Giorgio Andretta:

      Jacopo e Signorina Effe,
      posso sbagliarmi ma il vostro scambio mi sembra una schermaglia tra ego.
      Perché non provate ad aggiungere consapevolezza alla platea che vi legge?
      Invece di cogliere i particolarismi del commento dell’altro destrutturandolo, non potete impegnarvi ad interpretare ciò che ognuno, in forza dei propri mezzi, cerca di comunicare?
      Mi sono convinto ormai che il web sia utilizzato come vetrina dove esporsi per ottenere il plauso, peccato che sia virtuale!
      Ad majora.

  • luca martinelli:

    ci sono purtroppo delle inesattezze in alcuni commenti che ho letto. Peccato. Almeno su questo sito sarebbe interessante discutere di cose concrete e non accanirsi a sostenere opinioni personali, legittime, ma pur sempre opinioni. La signora iraniana in oggetto è stata condannata a morte (per impiccagione) per “omicidio” e adulterio. Ho apprezzato il commento di Jacopo che, se ho ben capito, tra le righe afferma l’inutilita’ del “noi” contro “loro”. In effetti se a Cuba si pesta la coda a un gatto (scusate la banalita’) i difensori dei diritti umani si stracciano le vesti. Quando siamo “noi” che violiamo i diritti ci giriamo dall’altra parte e tutto cio’ è intellettualmente poco onesto. Tra pochi giorni in Virginia (Usa),come ricordato in coda all’articolo, sara’ fritta sulla sedia elettrica una donna, tra l’altro minorata mentale. Di solito sono molto attento alle informazioni dei media e non mi sembra che nessuno ne abbia parlato, tanto meno che si sia montata una campagna di stampa e nemmeno che i governi di vari paesi abbiano fatto pressioni sul governo americano. Non è bello usare due pesi e due misure. Buona notta a tutti.

  • Jacopo Castellini:

    Giorgio,
    ho solo lanciato un suggerimento all’interessata in entrambi i commenti, senza destrutturare niente. Il plauso altrui non è oggetto di mio interesse.

  • luca martinelli:

    @Jacopo. Scusa, amico, intendi dire che ci abbandoni? Ma no! Non mi sembra il caso. Ritengo normale che ci si scontri dialetticamente e ci si possa anche non comprendere, ma non mi sembra motivo valido per risentirsi al punto di lasciare. Ripensaci. Buone cose.

  • SignorinaEffe:

    Gentile Jacopo Castellini,
    che Ahmadinejad sia di origini ebraiche non mi sembra una considerazione degna di essere discussa, dal momento che, alla bisogna, gli abomini contro la persona vengono compiuti anche fuori dall’Iran da lui “guidato” (che so, possiamo pensare alla Somalia se restiamo in tema di lapidazione -ripeto, attuale o potenziale; anzi, possiamo addirittura limitarci a restare acquattati tra le pagine della Bibbia e delle raccolte di hadith islamici per scoprire che comunque la lapidazione vi è prescritta). Sono poco propensa a dar credito alle teorie del complotto, se non altro perché mi sembra sempre di parlare del sesso degli angeli (per quanto di probabilmente vero ci possa essere in questo tipo di letture del mondo; parlo di complotti di quelli fatti bene, tipo gli ebrei e i massoni al potere, non dei tg italiani che inviano messaggi subliminali contro l’Iran). Quando parlavo del concetto di persona, mi riferivo anche al fatto che inevitabilmente una concezione della vita “troppo” impregnata di fede (fede in Dio o nell’”esportazione della democrazia” su scala planetaria, la differenza è poca cosa) finisce per calpestare l’individuo in sé e per dar poco valore alla sua singola esistenza. E lo dico senza contrapposizioni “noi/loro”, come qualcuno ha scritto qui sopra: il mio compagno è marocchino e musulmano, quindi che nessuno si immagini che sono una vecchia rinco che parla indottrinata dalle stupidaggini dei telegiornali. Facevo un discorso più generale, anche sganciato dal caso (presunto o vero, non importa) di Sakineh. Mi indignava inoltre il risentimento da maschio ferito dell’autore dell’articolo.
    Jacopo, mi può gentilmente additare l’elefante in salotto, ché proprio non riesco a vederlo? Sarebbe l’”ebraicità” di Ahmadinejad? Mumble mumble…

    Per rispondere a Luca Martinelli: io non mi giro dall’altra parte quando friggono qualcuno sulla sedia elettrica, e nemmeno quando i palestinesi muoiono come mosche, e neanche quando il delta del Niger viene devastato dalle perdite di petrolio e invece si parla solo del Golfo del Messico. E’ solo che qui si parlava di Sakineh, non di tutte le altre cose, e quindi ho dato la mia opinione. Come dire che non bisogna essere islamofobici, ma neanche troppo “islamicamente corretti” (come dice il simpaticissimissimo Magdi Allam); che bisogna amare le altre culture ma anche ricordarsi sempre degli apporti positivi della propria; che bisogna, in qualche modo, liberarsi dell’eterno senso di colpa dell’Occidente (e non travisate le mie parole: l’Occidente ha molte colpe, ma non è Il Male), pur mantenendo vigile lo spirito critico.

    Per Giorgio Andretta: mi spiace sia passato questo dai miei commenti, ma diciamo che ho cercato di proteggermi da questo tipo di lezioncine(: “SignorinaEffe, mi permetta di renderLe noto che una tradizione culturale solida ce l’ha anche l’Iran, o meglio Persia, e che il concetto di Persona è stato portato in Medio Oriente da filosofi come Averroè ed Avicenna che l’avevano appreso dalla tradizione greca. Semmai sono altri popoli a non possederlo, ossia il popolo ebraico (la Bibbia non presenta il concetto di individuo, introdotto da Platone)…”), di cui non sento minimamente il bisogno. Chi di spada ferisce… :) A parte le battute, davvero non mi importa che il mio ego sia magnificato da chissà cosa, tanto più che è la prima volta che scrivo qui sopra e che qui sono solo un nickname, e nemmeno tanto originale.

    • Giorgio Andretta:

      SignorinaEffe,
      ricevo la sua risposta e come lei spesso ho l’impressione di leggere delle “lezioncine”, proprio in forza di questa considerazione ho tirato in ballo l’ego.
      A rileggerla.

  • Da quello che scrivete non rilevo alcuna bufala… alla fine mi dite che Sakineh esiste e che è condannata a morte, non vi basta? Siccome non ci sono riflettori sugli altri casi allora non debbono esserci nemmeno su questo? In più si tira in ballo il femminismo e i suoi danni, si parla di Donne che rubano maiuscole e di religioni nuove fondate sul dogma dell’adulterio… onestamente mi fido di più di Repubblica e di Amnesty International.

  • Marina Malcotti:

    Mi sembra che si sia fatto un calderone polemico… Di fatto credo che il senso delle cose sia l’assoluta necessità di dire no alla morte di ogni individuo uomo o donna che sia per mano di altri uomini..Per il resto mi sembra un gran (bel?) parlarsi addosso.
    Non condivido Jacopo quando individua nel genere femminile la causa dell’ingorgo ipocrita in cui ci troviamo a vivere,non credo che le donne siano quelle che lui descrive con,almeno sembra,il dente avvelenato da molte banalità.
    Ci sono stati nei quali la libertà è la più grande delle utopie,questa ragazza sarà forse stata usata come sembra da quello che si legge e questo è sbagliato,ed è sbagliata la pena di morte ovunque la si applichi ma è altrettanto sbagliato sminu

  • Jacopo Castellini:

    Marina,
    forse ha confuso i miei commenti con quelli di altri, non ho scritto nulla riguardo il genere femminile.
    Buona giornata.

  • Angelo:

    A seguito delle posizioni arroganti, perfide, ipocrite di certe sottospecie di “donne” arpie femministe, sono diventato
    un maschilista convinto e con trenta…
    Si dice che l’occasione fà l’uomo ladro e la donna puttana! L’occasione l’avete avuto e si è visto quanto veleno è uscito fuori.
    Con il buchetto fra le gambe potete impietosire e confondere solo i piccoli zerbini, le teste capovolte e qualche smidollato o che sbava per un buco vuoto e impuro per non dire squallido e appestato…
    Il vittimismo delle lesbiche (errore della natura) oltre a farmi schifo mi irrita e se dipendesse da per me, andrei oltre..
    Peccato che la lapidazione è stata sospesa!
    P.S
    Sono convinto che i tempi sono più che maturi per rimettervi la museruola e il guinzaglio.

  • SignorinaEffe:

    Angelo, vedo che la mancanza del “buchino” ti rende isterico… Fossi in te, io investirei qualche spicciolo per averne un piccolo assaggio (è evidente che gratis con certi individui non funziona!). “Buco vuoto e impuro”? “Squallido e appestato”? Sarà bello quel brufolo vizzo che c’hai fra le cosce!

  • als.ob:

    “A parte tutte le trame sotterranee dei media occidentali contro l’Iran, in Iran la vita non è facile. Ho alcune amiche iraniane che mi hanno raccontato cose assurde. Molto più e molto peggio di quello che in tv (non) ci dicono. C’è gente giovane che marcisce torturata nelle carceri, e ci sono stati molti più “omicidi di Stato” di quelli che sono giunti al nostro orecchio”.

    Se togli “Iran” e metti “Italia”, il risultato non cambia.

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