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Libertà e rispetto
Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.

Premessa

Nicolò Bellia, ingegnere e matematico, grande studioso e conoscitore dell’Antroposofia di Rudolf Steiner ed estimatore del Professor Auriti, è una persona di grande genialità come di esemplare semplicità. Lo ho chiamato per proporgli di accettare una carica onoraria libera che si concede solo a persone limpide, specchiate e cioè di essere il Presidente Onorario di Stampa Libera.  Nicolò  Bellia ha accettato la proposta ed ha  accettato di collaborare con noi rispondendo a tutti i quesiti che in seguito alla lettura del suo articolo e dei suoi video, i nostri lettori vorranno porgli.

Lo ritengo personalmente un privilegio, perchè molte volte guardando i suoi filmati ho potuto apprezzare la sua pacatezza e le sue lucide analisi riguardanti i temi di nostro interesse. Avrei voluto chiedergli dei chiarimenti(come ad esempio se lui crede veramente che una Comunità sovranazionale possa fare realmente l’interesse dei singoli stati) ed oggi possiamo avere delle risposte dirette.  Adesso è dalla nostra e lo ringrazio pubblicamente per la disponibilità.

Le persone che pubblicano in Stampa Libera e i tanti che con spirito costruttivo commentano i nostri articoli costituiscono il nostro patrimonio di intelligenze che ad un certo momento della loro vita, consci di avere già avuto tanto – e per tanto non intendo certo il vil denaro- decidono di donare agli altri quel sapere che pensano di non poter tenere in esclusiva.

Per chi scrive, donare è più gratificante che ricevere per il semplice motivo che il ricevere ti impone un debito di riconoscenza, mentre il donare gratuitamente  ti pone in una posizione di serena armonia che ti accompagna come compagno fedele nei momenti difficili e rafforza la nostra consapevolezza.

L’uomo è un mammifero gregario e difende i suoi simili, cerca la condivisione, cerca la comunione con i tanti della sua specie.  Non è il possesso di beni, o una elevata posizione sociale, per dirla con le parole di Erich Fromm che rende felici. Anzi direi che l’alternativa è Essere o Avere, (titolo di un suo libro) dove l’avere diventa per sua natura intrinseca, per i probblemi legati al suo mantenimento, un problema che ci distoglie da quelle cose importanti della nostra vita che costituiscono l’ossatura del nostro essere.

Noi e con noi intendo i collaboratori stretti e postatori di Stampa Libera, non abbiamo certezza di essere dei grandi uomini e donne ma di essere uomini e donne sociali disponibili al prossimo, questo almeno si.

Ecco perchè siamo quì a svolgere questo ruolo che ci chiede molto del nostro tempo, ma che ci regala anche l’emozione e l’ogoglio di sentirci utili  per le persone che cercano risposte, per quelle persone curiose, quelle persone che sanno scartare di lato e cambiare strada quando il loro fiuto ed il loro animo glielo suggerisce.

Perdonatemi se scrivo queste righe che sembrano di autocompiacimento, ma vi posso assicurare che ci si può nutrire anche di quanto  ricordato nelle righe sopra.

SVOLTA EPOCALE

fonte:  www.bellia.info

di  Nicolò Bellia

L’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda.

Il denaro della domanda proviene dalla produzione industriale ed incide per una parte del prezzo dei beni prodotti, quindi non può coprire la produzione.

Fin dall’inizio si è compensato questa scarsezza monetaria con il ricorso al Debito Pubblico, gravato di interessi.

Con il passare del tempo l’incremento degli interessi costringe all’aumento del ricorso periodico al debito.

Dopo un certo periodo di tempo si arriva però al punto che viene meno la convenienza per le Banche Centrali ad erogare ulteriori prestiti, giacché l’inflazione indotta fa perdere al capitale accumulato più di quanto rendono i prestiti.

Questo spiega perché i Governi europei programmano, più che ampliamento della domanda, riduzione delle spese.

Ciò è palesemente recessivo con prospettive economiche dolorose.

Per uscire dall’attuale Crisi occorrerebbe un entusiasmo imprenditoriale come quello che si ebbe dopo la fine della guerra.

Oggi però vi sono degli ostacoli, che allora erano attenuati, quali un fisco asfissiante, una burocrazia paralizzante, una conflittualità sindacale, una scarsezza di domanda estera ed interna e una forte incidenza del Debito Pubblico.

In queste condizioni è impensabile che si possa avere una ripresa.

Il sistema continua a procedere per inerzia, rallentando progressivamente, , sulla sola base della spinta del passato.

Occorre in primo luogo una nuova fiscalità che operi automaticamente e che non si scarichi sui prezzi.

Occorre cioè che i prelievi statali vengano spostati dal Settore Economico alla Massa Monetaria Nazionale, dopo aver convertito tutto il denaro nazionale in forma elettronica, inserito in una Contabilità Nazionale tenuta dallo Stato.

Occorre inoltre istituire una imposta annua dell’8% su tale Massa Monetaria, per ottenere il denaro per le Spese Pubbliche e per il Reddito di Cittadinanza.

Va rilevato che lo spostamento di tutti i prelievi statali – fiscali, previdenziali e quant’altro – dal settore economico a quello monetario, provoca il dimezzamento dei prezzi di mercato, cosicché l’imposta annua dell’8% viene compensata, per i primi 8 anni, dal raddoppio iniziale del potere d’acquisto dei capitali monetari.

Parimenti raddoppierà il potere d’acquisto delle retribuzioni, delle pensioni e di altri redditi.

In secondo luogo occorre istituire un Reddito di Cittadinanza individuale, incondizionato, dalla nascita alla morte, in misura sufficiente per l’acquisto del necessario per una dignitosa sopravvivenza.

La misura di tale Reddito di Cittadinanza è prevedibile inizialmente intorno ai 500 euro mensili, pro capite, che si riceveranno automaticamente nel proprio Conto di Cittadinanza della Contabilità Nazionale.

Periodicamente l’ammontare del Reddito di Cittadinanza sarà modificato, in aumento o diminuzione, in base al risultato della Bilancia Commerciale.

Con ciò la spinta al lavoro non deriverà più dalla paura della miseria, ma dalla vocazione creativa individuale.

Verrà così anche meno la spinta che ha portato alla formazione della burocrazia, cioè di posti di lavoro fittizi, dato che il Settore Economico non poteva dare lavoro a tutti, come voleva l’utopia del passato.

In ogni singola attività lavorativa dovranno incontrarsi due libere convenienze: quella soggettiva e quella sociale di mercato.

Di conseguenza le contrattazioni saranno individuali e spariranno i Sindacati.

Inoltre con la distribuzione mensile del Reddito di Cittadinanza, in aggiunta ad altri ricavi, si creerà un flusso costante di domanda interna di beni che terrà in vita il Settore Produttivo.

La disponibilità certa di denaro consentirà ai Cittadini di pagarsi i Servizi necessari, liberando lo Stato dalle precedenti innaturali incombenze.

La sufficienza dei beni di consumo è assicurata dall’alta produttività dovuta al progresso tecnologico.

Con il Reddito di Cittadinanza si realizzano gli ideali della Rivoluzione Francese: Fratellanza economica; Uguaglianza nelle condizioni di base; Libertà nella gestione della propria vita.

Il futuro sarà un Mondo di Monete Nazionali; solo le merci, e non le monete,  circoleranno liberamente e saranno pagate con denaro locale e il denaro ricavato dalle esportazioni sarà impiegato per acquistare, in loco, le merci da importare; con ciò verranno meno le speculazioni finanziarie del passato.

Nicolò Giuseppe Bellia


39 Commenti a “Nicolò Bellia: Svolta Epocale”

  • Complimenti per il privilegio che hai ottenuto, è un onore quando in un gruppo entrano professionisti e uomini di tale spessore morale e culturale, certamente è il risultato dei tuoi sacrifici verso una informazione libera.

    Ti faccio i complimenti per gli articoli interessanti, e per il coraggio che dimostri.

  • luca martinelli:

    complimenti, Lino. Concordo pienamente. sara’ molto interessante colloquiare con Bellia. La prima cosa che vorrei chiedere è se il prof. Bellia concorda sul fatto che il debito pubblico è un colossale inganno dovuto alla moneta a debito non sovrana. Siccome non vorrei scatenare la solita discussione tra signoraggisti e antisignoraggisti ricordo che al sottoscritto basta sapere che il defunto primo presidente della Bce, Duisenberg, ammise il signoraggio quando rispose al nostro Tremonti, che chiedeva l’emissione delle banconote da 1 e 2 euro, che avrebbe perduto i diritti di signoraggio della moneta metallica sovrana. Ricordo ancora che Duisenberg fu trovato morto nella piscina della sua villa vicino ad Avignone. cordialita’.

    • Giorgio Andretta:

      m,
      lei legge gli articoli che diuturnamente vengono postati in questo sito?
      Se si mi potrebbe partecipare sulla logica che lo ha mosso ad indicare il link di Luigi Copertino?
      Grazie per tutto quello che riterrà rispondermi.

  • Giorgio Andretta:

    Lino,
    mi aggiungo al coro di riconoscenza per il suo impegno ad allargare la sua famiglia virtuale, di cui mi onora l’appartenenza.
    Contemporaneamente mi sorge spontanea una domanda, da porre ai lettori, stimolata dalla sua affermazione:”Per chi scrive, donare è più gratificante che ricevere per il semplice motivo che il ricevere ti impone un debito di riconoscenza, mentre il donare gratuitamente ti pone in una posizione di serena armonia che ti accompagna come compagno fedele nei momenti difficili e rafforza la nostra consapevolezza.”
    Cosa c’è di difficile da capire in tale concetto da parte della classe dominante?

    Per quanto riguarda la “SVOLTA EPOCALE” di Nicolò, essendo un antropocratico della prima ora, gioco forza la condivido.
    Esprimo la soddisfazione che mi pervade nel contemplare Bellia come membro della nostra confraternita, ringraziandolo anticipatamente per tutto quello che condividerà.
    Benvenuto!

  • gianni tirelli:

    CHI SIAMO E DOVE ANDIAMO

    Il mio gatto se lo domanda almeno una volta il giorno, e così la rondine che ha fatto il suo nido sotto la grondaia della mia casa. La vite canadese, avvinghiata al muro del mio splendido terrazzo, se lo domanda spesso; il gelsomino calabrese, una volta, ho sentito che lo chiedeva ad una ape. L’ape gli rispose che era troppo occupata, per perdersi in congetture di questo tipo. Quella notte sul mare, il vento lo domandò alla luna e la luna sorrise. La trota lo chiese al fiume, e il fiume borbottò. Il filo d’erba pose la stessa domanda a Dio, e Dio cadde dalle nuvole. A volte, quando tutto tace, e quiete e oscurità avvolgono tutte le cose, e nessun pensiero contamina il silenzio della tua anima, a volte, se tendi l’orecchio al cielo, puoi ascoltare l’universo e il suo interrogativo:” Chi siamo, dove andiamo?” Noi, siamo la domanda che ci poniamo e la risposta che non abbiamo: per questo siamo.

    G. Tirelli

  • Marina Malcotti:

    Complimenti! Quella del Prof.Bellia è una voce autorevole e competente,un’ulteriore aiuto per dirimere le tante falsità che ogni giorno ci propinano le troppe fonti asservite…

  • m:

    Andreatta:
    ma lei si inalbera sempre se si citano studiosi cattolici o è solo una mia impressione?
    si parla di MONETA o no nell’articolo?? e di cosa parla articolo Coppertino?(di cui ritengo molto significativa la parte finale anche a prescindere dal resto)

    • Giorgio Andretta:

      m,
      perdoni i miei vistosi limiti ma non riesco ad enucleare dal suo intervento la risposta al mio quesito.
      O forse vuol menar il can per l’aia?
      Se si riferisce invece alla scoperta dell’acqua calda fatta da Copertino allora lei è stato illuminante.
      Non sono permeato da pregiudizi bensì dal discernimento, cattolici o non.
      Tanto le dovevo.

    • Giorgio Andretta:

      m,
      desidero sgombrare il campo da errate interpretazioni.
      Sono un Cristiano di scienza e non un cattolico di fede alla M. Blondet o alla lefebvriana come F.De Fina.
      In gioventù sono stato chierichetto e cantore nel coro della parrocchia ed ho avuto come sparring-partner i Gesuiti, a cui sarò eternamente riconoscente.
      Ma ho compiuto 21 anni e quini ho maturato l’io, conseguentemente sono in grado di ragionare autonomamente.
      Cordialità.

  • Emanuele Facchino:

    Mi unisco al coro di elogi per l’impegno del nostro Lino,per la gratifica che mi ha dato sapermi parte di persone che vogliono ancora migliorare sapendo che è una questione di coscienza, ringrazio tutti i partecipanti ,ringrazio anche chi ci fa unire in questa causa per la regola dell’amore universale.Un abbraccio fratelli.

  • m:

    Andreatta..non ho niente a che fare con fdf, de fina e blondet, (e nemmeno sono abbonato al loro sito)… per la verità in passato non ho condiviso diversi accenti della loro analisi.
    Invece spesso ho apprezzato le analisi di Copertino così come, ad esempio, stimo Colafemmina ( http://fidesetforma.blogspot.com/ ).
    Osservo che se ognuno ragiona col proprio “io” si discosta dal cattolicesimo.. ( e per esser chiari non condivido nemmeno la teosofia steineriana). Cordiali saluti.

    • Giorgio Andretta:

      m,
      registro le sue osservazioni, un’unica precisazione; la teosofia è della Blavatsky, mentre l’antroposofia è di Steiner.
      Si può sempre scambiare lucciole per lanterne.
      Buona serata.

  • m:

    entrato nel sito perché immaginavo dovere una risposta a Giorgio Andreatta.

    Mi domando però DOVE è FINITO ARTICOLO “LA RELIGIONE DEL NUOVO ORDINE MONDIALE” che fino a ieri sera era inserito nell’elenco dei più letti ed era arrivato a 1385 visualizzazioni????
    per quale motivo è stato rimosso?

  • marcoravelli:

    Gent.mo sig Bellia,

    Io non ho capito.

    perchè l’industrializzazione avrebbe prodotto in eccesso rispetto alla domanda?
    quando è capitato che il saggio d’interesse fosse più basso dell’inflazione?
    8% di tasse sulla Massa monetaria… quale M1?M2?M3?
    e perchè?
    chi stamperebbe i soldi?
    perchè i prezzi si dimezzerebbero? il taglio alle tasse non dovrebbe dare un effetto inflattivo?
    e perchè dovrei lavorare se mi pagano per diritto naturale?
    e questo non porterebbe ulteriormente ad un aumento dei prezzi di produzione?

  • m:

    la Blavatsky era una satanista dichiarata
    http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=1073&forum=42 (per non citare altro)

    quanto all’antroposofia di Steiner

    Antroposofia: dottrina teosofica diffusa in origine dal croato Rudolf Steiner (1861-1925), che abbandonò la Società Teosofica dopo averne diretto il ramo tedesco dal 1902 al 1913. È una dottrina esoterica che intende iniziare le persone a una « conoscenza oggettiva » nella sfera spirituale-divina. Steiner credeva che ciò lo avrebbe aiutato a esplorare le leggi dell’evoluzione del cosmo e dell’umanità. Ogni essere fisico possiede un essere spirituale corrispondente. E la vita terrena è influenzata da energie astrali e da essenze spirituali. Si afferma che la Akasha Chronicle (Cronaca di Akasha) sia una « memoria cosmica » accessibile agli iniziati.95
    >>
    da PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA
    PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

    GESÙ CRISTO
    PORTATORE DELL’ACQUA VIVA

    Una riflessione cristiana
    sul “New Age”

    >>
    http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/interelg/documents/rc_pc_interelg_doc_20030203_new-age_it.html#1.4. Il New Age e la fede cattolica

    ___

    ANTROPOSOFIA
    http://www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/aggrega/file_doc/antroposofia.doc

    ___

    Buona serata.

    • Giorgio Andretta:

      Naturalmente quello che scrive l’ha attinto dal Vangelo!!
      Inconfutabile per antonomasia!
      Mi sfugge la motivazione dell’inserimento della seguente citazione:”Si afferma che la Akasha Chronicle (Cronaca di Akasha) sia una « memoria cosmica » accessibile agli iniziati.95″
      Gentilmente potrebbe essere più esaustivo?
      Grazie.

  • m:

    Andreatta..non è un dibattito tra me e lei.
    Credo che la mia posizione sia chiara e chi vuol capire capisca…(la sua sinceramente ancora non ho capito qual’è…magari la può spiegare senza porre sempre e solo interrogativi dal vago senso ironico. Ce lo spieghi meglio lei lo Steiner o confuti nel merito ).

    La sua specifica domanda la ponga al Vaticano, anzi per meglio dire al PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA
    PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO.
    E magari legga intero documento (ho inserito il link(.

    In ogni caso il VANGELO, come lei vuole sottolineare, non è certo l’antroposofia di Steiner almeno per me.

    “…Antroposofia e cristianesimo (ATTENZIONE: NON SOLO CATTOLICESIMO MA CRISTIANESIMO….) sono INCOMPATIBILI. Dio non è un Dio trascendente, uno e trino. Nonostante la rilevanza data da Steiner all’”evento Cristo” e al “Mistero del Golgota”, per lui Gesù Cristo non è l’unico figlio dell’unico Dio, ma è un’”entità” complessa. Al posto della Redenzione si sostiene l’idea della reincarnazione che è il contrario del messaggio biblico della speranza nella Resurrezione dei morti e del compimento definitivo della storia.
    La “scienza umanistica” di Steiner è considerata una “conoscenza superiore” o “più profonda” rispetto ad altri modi di conoscenza, anche rispetto alla fede della Chiesa. Steiner rimane sempre l’autorità assoluta con la pretesa di annuciare una verità oggettiva che sarebbe contenuta nelle Akasha-Chronik. In molte prefazioni di redazioni è scritto: “Stampato per gli appartenenti alla libera università delle scienze Goetheanum. A nessuno che non abbia acquisito in questa scuola le pre-conoscenze autorizzate dalla stessa o in un altro modo, sempre autorizzato dalla scuola, è concesso un giudizio di competenza sui testi. Altri giudizi vengono rifiutati perché gli autori dei testi non sono disposti a nessuna discussione con chi li giudica” (J. BADENWIEDEN, Anthroposophie, Konstanz, 1985, p. 216 ss.)”. >
    Immanentismo, conoscenza iniziatica c’entrano col Vangelo secondo lei?http://www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/aggrega/file_doc/antroposofia.doc

    • Giorgio Andretta:

      m,
      partecipando ad un blog lo scambio tra individui NON lo ritengo esclusiva degli attori, ma alla vista e considerazione di tutti che si esprimano o meno. Questo luogo, l’ho già dichiarato, è come un tatzebao (giornale murale), tutti i passanti possono soffermarsi nella sua lettura, anche se successivamente non ne depositano un’opinione.
      In quanto al supposto Dio non credo sia monopolio di alcuno; ne di Steiner ne del vaticano o di chiunque altro.
      Chi sono io per contestare il credo di altri?
      Al limite mi posso confrontare con questi altri, oltre non devo andare.
      Se linko qlcosa, minimo, lo condivido, o mi sbaglio?
      Come devo interpretare i suoi “suggerimenti”?
      Come condivisi od indicati una tantum?
      Non credo di farla inorridire permettendomi di rinviarla alla visione dell’opera di S. Kubrick “2001, odissea nello spazio”, qui, il regista, affronta asintoticamente il tema della “Cronaca dell’akasha”.
      Per quanto inerisce il mio pensiero sullo Steiner, è ed era sufficiente seguire i mie post e commenti.
      Più esplicito di come sono stato non lo saprei architettare.
      Un esempio su tutti, recentemente a Marduck che mi aveva posto un simile quesito ho risposto, tra le altre cose, di essere un anarchico-sincretico.
      Ancora, non ho mancato occasione di riconoscermi nell’antropocrazia del Bellia, questi ha fondato le sue radici nella “Triarticolazione sociale” dell’antroposofo che si è rifatto al grande matematico-filosofo greco Ippia d’Elice e questi a pensatori che l’hanno preceduto.
      Della serie non c’è niente di nuovo sotto il sole!
      Non serve uscire dal territorio italiano per addivenire alla conclusione che la liturgia cattolica si sostanzia in una scimmiottatura delle funzioni di altre religioni che l’hanno preceduta, è sufficiente recarsi nel sito archeologico di Sutri in provincia di Roma.
      Il vaticano non detiene, a mio modo di vedere, alcuna esclusiva. Certo se lei confuta questa mia conclusione non perderò il sonno!
      Tanto le dovevo.

  • m:

    Dico solo, ed in ultimo, che il sincretismo religioso è uno (il principale) obiettivo della massoneria e che questa è un’epoca che impone chiarezza di idee e netta scelta di campo.
    http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=print&sid=1066

    Si domandi perché oggi tutti (ma proprio tutti) comnoscono la profezia dei maya 2012, l’era dell’acquario, il maitreya e concetti quali la reincarnazione :

    http://www.profeti.net/Studi/Contro_reincarnazione/La_dott_renc_occ.htm (vedere testi indicati nelle note)
    http://santaruina.splinder.com/post/17159177/Dal+Materialismo+al+Neospiritu
    http://apologetica.altervista.org/teosofia.htm (..e antroposofia)
    il progetto blue bean
    http://www.anticorpi.info/2010/03/il-progetto-blue-beam.html
    http://www.youtube.com/watch?v=00DcQeB21OQ

    Per quanto mi riguarda la rivelazione del Vangelo è ultima e definitiva.
    “DOMINUS IESUS”
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

    Benedetto: la cbiesa ed i fedeli
    http://fidesetforma.blogspot.com/2010/09/benedicts-pearls-of-day.html

    • Giorgio Andretta:

      m,
      si va beh! Ma Lancillotto!
      “La calunnia è un venticello”!
      Come sempre, come tutti!
      I cattolici sono tenutari di una fogna a cielo aperto, ma si permettono di additare la goccia che perde il rubinetto altrui!
      Chissà cosa intendeva il Cristo quando esclamava:”Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
      Il tempo mi aiuterà a compormi una ragione sulla sua inadeguatezza a condurre un confronto basato sulle esperienze personali e non sul sentito dire.

  • Lino Bottaro:

    luca martinelli scrive:

    complimenti, Lino. Concordo pienamente. sara’ molto interessante colloquiare con Bellia. La prima cosa che vorrei chiedere è se il prof. Bellia concorda sul fatto che il debito pubblico è un colossale inganno dovuto alla moneta a debito non sovrana. Siccome non vorrei scatenare la solita discussione tra signoraggisti e antisignoraggisti ricordo che al sottoscritto basta sapere che il defunto primo presidente della Bce, Duisenberg, ammise il signoraggio quando rispose al nostro Tremonti, che chiedeva l’emissione delle banconote da 1 e 2 euro, che avrebbe perduto i diritti di signoraggio della moneta metallica sovrana. Ricordo ancora che Duisenberg fu trovato morto nella piscina della sua villa vicino ad Avignone. cordialita’.

    Il debito pubblico è un colossale inganno dovuto alla moneta a debito non sovrana.

    Nicolò

    Giorgio Andretta scrive:

    Lino,
    mi aggiungo al coro di riconoscenza per il suo impegno ad allargare la sua famiglia virtuale, di cui mi onora l’appartenenza.
    Contemporaneamente mi sorge spontanea una domanda, da porre ai lettori, stimolata dalla sua affermazione:”Per chi scrive, donare è più gratificante che ricevere per il semplice motivo che il ricevere ti impone un debito di riconoscenza, mentre il donare gratuitamente ti pone in una posizione di serena armonia che ti accompagna come compagno fedele nei momenti difficili e rafforza la nostra consapevolezza.”
    Cosa c’è di difficile da capire in tale concetto da parte della classe dominante?

    Per quanto riguarda la “SVOLTA EPOCALE” di Nicolò, essendo un antropocratico della prima ora, gioco forza la condivido.
    Esprimo la soddisfazione che mi pervade nel contemplare Bellia come membro della nostra confraternita, ringraziandolo anticipatamente per tutto quello che condividerà.
    Benvenuto!

    Grazie,
    Nicolò

    marcoravelli scrive:

    Gent.mo sig Bellia,

    Io non ho capito.

    perchè l’industrializzazione avrebbe prodotto in eccesso rispetto alla domanda?
    quando è capitato che il saggio d’interesse fosse più basso dell’inflazione?
    8% di tasse sulla Massa monetaria… quale M1?M2?M3?
    e perchè?
    chi stamperebbe i soldi?
    perchè i prezzi si dimezzerebbero? il taglio alle tasse non dovrebbe dare un effetto inflattivo?
    e perchè dovrei lavorare se mi pagano per diritto naturale?
    e questo non porterebbe ulteriormente ad un aumento dei prezzi di produzione?

    Ho risposto su face book:

    Rilegga con attenzione il testo e capirà da solo.
    Si aiuti con il contenuto della mia pagina http://www.bellia.info .
    Se le rimarrà qualche dubbio mi scriva

  • m:

    Giorgio Andretta:
    al posto suo mi vergognerei per certe espressioni e per l’ignoranza (= non conoscenza) di certi argomenti.
    L’arroganza da lei dimostrata mi consiglia di evitare di porre altre domande che sarebbero INUTILI con un soggetto come lei (tipo cosa c’entra la reicarnazione col Vangelo oppore la teosofia o l’antroposofia…ancora una volta: l’ignorante è lei)

    In ogoi caso: auguri. E con questo la saluto definitivamente.

  • Chiarimento,

    Chiarimento a SVOLTA EPOCALE.

    Ipotizzando un’Azienda che produca 100 pani da vendere ad un euro a pane, spenderà per pagare i dipendenti massimo 80 euro.
    In conseguenza sul mercato immetterà 80 euro con i quali potranno essere comprati 80 pani, mentre gli altri 20 resteranno invenduti.
    Ecco perché l’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda possibile.

    Nicolò

    Nicolò

  • marcoravelli:

    risposta al chiarimento.

    la domanda di pani non è però legata alla disponibilità di euro bensì al numero di persone disposte a mangiarli e da tale numero ne deriverebbe il prezzo finale.

  • La tesi è che una parte della produzione resta invenduta.
    Se le persone sono più di 80, di esse solo 80 avranno il denaro per comprare e 20 pani resteranno invenduti.
    Se viceversa le persone saranno di numeroinferiore a 80, resta confermata la tesi del residuo invenduto.

  • marcoravelli:

    Quindi, sempre secondo la sua tesi, un panificatore che lavorasse in proprio e che fosse proprietario di un campo di grano sufficientemente grande da potergli fornire un’adeguata riserva di farina per una produzione di 50 pani al giorno non sarebbe in grado di venderne nessuno non avendo creato la propria domanda tramite l’esborso di salari?

    insomma lei rivede e amplifica l’errore Keynesiano della necessità di finanziare la domanda per ravvivare l’offerta.

    ma se la sua produzione di pani venisse venduta a €80 a fronte di un esborso di €80 in salari non ci sarebbe più la possibilità di accantonare quelle risorse necessarie per l’innovazione dei macchinari o la riparazione dalla semplice usura.

  • Il panificatore autonomo allude ad un’economia non monetaria, fuori argomento rispetto alla tesi.
    Il caso 80 contro 80 crea proprio la crisi, mancando la vendita dei restanti 20 pani che, se venduti, diverrebbero utilr r quindi Capitale.
    Se Keynes partiva dalle mie stesse considerazioni aveva ragione e non torto.

    Il mio progetto prevede che il denaro sia emesso a beneficio del Popolo (Sovranità monetaria)(Reddito di Cittadinanza) e stabilizzato nel suo ammontare attraverso la tassazione della intera Massa Monetaria, che tenderà asintoticamente ad un livello ottimale.
    La fine della tassazione redditualè dimezzerà inizialmente i costi e quindi i prezzi, dato che il gettito fiscale è la metà del PIL.

    L’equilibrio della bilancia commerciale sarà mantenuto con adeguamenti dell’ammontare del Reddito di Cittadinanza.

  • marcoravelli:

    Quindi il suo progetto prevede di dare quei €20 al popolo affinchè anche i 20 pani rimanenti vengano venduti.

    credo che una cosa del genere esista già e che si chiami assistenzialismo!!!

    la fine della tassazione sul reddito, poi, per quanto auspicabile, non avrà nessun effetto duraturo visto che l’aumento del potere d’acquisto porterebbe inevitabilmente all’aumento dei prezzi.

    Ma la mia domanda più importante è: per quale motivo il popolo dovrebbe continuare a lavorare se fossero tutti assistiti e sussidiati???

  • Per la semplice ragione che l’Essere Umano vuole sempre di più e non si contenterà del solo Reddito di Cittadinanza, salvo in caso di inabilità o malattia.

  • L’aumento del potere d’acquisto sarà solo iniziale, poi sarà stabilizzato con gli interventi sull’ammontare del Reddito di Cittadinanza in base all’andamento della bilancia commerciale.

  • marcoravelli:

    Praticamente lei ha ideato il moto perpetuo monetario, in barba a tutte le leggi della fisica e dell’economia.

    non posso che farle i complimenti e aspettare per vederne i risvolti!

    grazie.
    marco ravelli

  • Gli Esseri Umani non sono macchine e scelgono e si muovono in base a motivazioni etiche soggettive.

  • marcoravelli:

    ma l’azione umana è guidata dall’egoismo e non dall’etica!

  • L’Egoismo è il piano su cui poggia la scala che porta alla Libertà, per mezzo del Pensiero, dell’Amore e del Lavoro.
    A tal fin l’opera più importante che io conosca è LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ di Rudolf Steiner.

  • gianni tirelli:

    LA PERDITA DI AUTONOMIA E LA SCHIAVITU’ DAL BISOGNO

    Lo spettro della povertà e la paura di perdere il posto di lavoro, costringe gli individui delle moderne società, ad obbedire, senza discutere, agli ordini del padrone che mira, esclusivamente, al suo profitto personale (sempre maggiore), eludendo ogni regola di mercato e principio etico. L’arma di ricatto di un possibile allontanamento dal lavoro, fa precipitare l’individuo in uno stato di prostrazione e frustrazione, alimentato da una totale perdita di dignità e di quel minimo di autonomia che gli consentirebbe la possibilità di una scelta più consona ai suoi bisogni reali e alla sua morale.
    L’individuo della società industriale, ha svenduto, anno dopo anno e pezzo dopo pezzo, la sua autonomia fino all’azzeramento, delegando al Sistema tale incombenza e illudendosi che questi (il Sistema), avrebbe tutelato il suo diritto ad esistere, il suo stato sociale, e ogni suo legittimo bisogno.
    Le cose, in verità, stanno diversamente e, il Sistema, consapevole di questo, impone le sue logiche liberticide, relegando gli individui delle società moderne dentro una nuova e rivoluzionaria forma di schiavitù, senza catene: la schiavitù dal bisogno.
    Gli individui moderni, figli della rivoluzione industriale, hanno ceduto al Sistema ogni loro capacità di autosufficienza, in cambio di una vita svuotata da ogni vera gioia, motivo, e futuro; abbagliati dai presunti miracoli economici, dall’illusione di un’esistenza più degna e, in fine, stregati dalle chimere di una propaganda becera, che esaltava le opportunità del nuovo mondo tecnologico, mortificando il lavoro della terra e di tutte le sue ragioni.
    Il mercato ci ha “suggerito” di acquistare azioni, obbligazioni, titoli americani ed altro ma, noi dobbiamo investire in terra, in campi di patate, in uliveti e pecore. Oggi, tanti cittadini creduloni, hanno sacrificato i loro risparmi, sull’altare della finanzana mentre, le multinazionali, stanno acquistando milioni di ettari di territorio in tutto il mondo.
    Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza, con tutte le conseguenze del caso.
    Quello che chiamano, “il mercato”, in natura non esiste. E’ solo una costruzione giuridica, un’invenzione. La politica, dovrebbe avere una funzione di garanzia e, in veste di controllore, intervenire in maniera pragmatica qualora, le regole di mercato, venissero eluse o violate.
    Oggi, in Italia, il Mercato occupa gran parte del nostro parlamento, che controlla, legifera e detta regole in funzione del barbaro interesse dei soliti noti a scapito degli individui, ignoti e ignorati.
    Ci vuole, come priorità assoluta, una legge che vieti tassativamente agli imprenditori, di qualsiasi razza e specie, di entrare in politica. Ci toglieremmo così per sempre dalle palle, tutta quella corte di servi e ruffiani scodinzolanti che delegittimano il nostro parlamento e screditano la sacralità della nostra costituzione.
    Una nuova alba, sorgerebbe sul nostro destino, e anche l’ambiente ( forse) comincerebbe a respirare.

  • Vengono esposti solo link motivati

    - Admin -

  • Commenti sulla tassazione Bellia
    Pubblico questo post che ho inviato come risposta all’intervista a Nicolò Giuseppe Bellia ascoltabile sul sito stampalibera.com:

    <>.

    Inoltre ho ulteriori considerazioni da fare sull’idea di Bellia che scrivo qui di seguito:

    Innanzitutto, chi afferma che bisogna avere la pancia piena per poter filosofare, pensa in modo assurdo, cioè meramente causidico.

    Se per esempio si ragiona in modo causidico sull’affermazione “prima bisogna avere la pancia piena per poter ragionare” cosa si fa? Cominciando dal fondo, si ha da questa frase come prima lettera la “e” di “ragionare”. Essa deriva dalla “r”. Si prende allora la “r”, che deriva dalla “a” che precede, e poi la “a” dalla “n”, e la “n” dalla precedente “o”, ecc. In tal modo si ha ogni volta l’effetto della causa che precede. La “e” è l’effetto della “r”, la “a” della precedente “n”, e la “n” della precedente “o”, e così via.

    Ma questo è un assurdo. Ogni lettera ha origine unicamente per il fatto che un io umano l’ha scritta, e certamente la lettera che precede non ha prodotto quella che segue. È dunque completamente assurdo dire che la lettera che precede sia la causa di quella che segue, o che quella che precede produca quella che segue.

    Quindi le vere cause vanno ricercate altrove dato che con la pancia, vuota o piena, 1 + 1 farà sempre 2.

    Questo per quanto riguarda il materialismo di Bellia o di chi sostiente che prima bisogna vivere e poi filosofare. Per Bellia invece è assolutamente esatta la massima aristotelica “primum vivere, deinde philosophari”, nel senso che “prima bisogna avere la pancia piena e poi si può anche ragionare”, dimenticandosi che questa è una massima molto spuria, anzi aberrante, di un “Aristotele” arabizzato da Avicenna e da Averroè.

    Per il resto lo spostare il prelievo delle imposte dal reddito alla massa monetaria come predica Bellia è secondo me un errore, o tutt’al più una impossibilità pratica. La massa monetaria non è un chilo di prugne percepibile da tutti, per cui basta prenderne il 7 o l’8 per cento da dare ai poveri.

    Per entrare nella massa monetaria occorre entrare nel portafoglio della gente. Ora, dopo il dimezzamento del valore della lira con Prodi (fra l’altro Bellia allora affermava che con l’euro non sarebbe cambiato nulla!), e dopo quello dell’euro ora che si ritornerà alla lira (con Monti o Berlusconi che sia), credo che farsi mettere ancora le mani nel portafoglio dall’inventore della fiscalità monetaria sia davvero un’altra assurdità.

    Ecco perché “osai” chiedere formule funzionanti a Bellia! Se le sue formule fossero state funzionanti, a quest’ora tutti le avrebbero capite, e tutti vorrebbero la sua fiscalità monetaria. Così non è. Io sto ancora aspettando risposte chiare e tonde, che mai arriveranno semplicemente perché non ci sono.

    Una distribuzione di beni, non può essere fatta, prendendone la metà per saldare un debito, proveniente da una truffa; così come un’azione non può essere fatta mediante l’agire in conformità al suo contrario.

    Chiamare antropocrazia la rappresentazione di tale agire, è antilogica: è esattamente come quando nel gioco delle tre carte si sostituisce, una carta. E in tale antilogica quel sostituire è effettuato sul piano dei contenuti, concettuali. Ma è sempre antilogica. La stessa che pone a fondamento di una teocrazia, creduta antropocrazia, un procedimento democratico. Chiamare “antropocrazia” tale “contrario-crazia” è la medesima antilogica che fa poi porre a fondamento di una pseudo antropocrazia un procedimento democratico o di “democrazia informatica” o di “democrazia diretta” che dir si voglia.

    Antropocrazia è altro da Democrazia. Non può chiamarsi antropocrazia un solipsismo poggiante su antilogica, anziché su universalità del pensare.

    Pretendere consensi democratici sull’antropocrazia, o su un determinato tipo di antropocrazia è come pretendere di mettere, ai voti, che la somma degli angoli di un triangolo sia di 180 gradi. Ecco perché chi come Bellia insiste in questa pretesa è un solipsista, anche perché nel suo discorso, che egli crede assolutamente scientifico, compare prima o poi il Padre eterno…

    Il termine solipsismo, proviene dal latino “solus” e da “ipse”. Il solipsismo, è una dottrina di pensiero che sostiene l’evidenza assoluta ed esclusiva dell’io o di contenuti di coscienza. Ne deriva un idealismo soggettivo di tipo metafisico che nega la realtà del mondo esterno (nel mondo esterno della realtà comune a tutti l’antropocrazia non è la democrazia), così come nega la possibilità di mostrarlo e/o di attingerlo come realtà (o come realtà di altri soggetti, cioè di altri io). Per tale visione metafisico solipsistica, è perciò necessario poi il ricorso a Dio come unico garante, dell’oggettività del conoscere. E in tale contesto di pensiero, la storia, è cconcepita come opera divina. “Ecco perché – era solito dirmi Nicolò Bellia concludendo ciò che affermava in modo completamete arbitrario – io dico sempre che la realizzazione dell’antropocrazia dipende dalla storia, e quindi dal Padre eterno”.

    Credo che il maggiore avversario dell’”antropocrazia di Bellia” sia, fino a prova contraria, Bellia stesso. Il suo comportamento infatti, per quanto ne so, è quello di un piccolo Cesare, pavido ed arrogante come in fondo è un qualsiasi dittatore.

    Lo stile dittatoriale, intrinseco ad ogni egoismo, egotismo, sopravvalutazione di sé, ipertrofia dell’io, ecc., ognuno lo può anche nascondere, dato che possiamo benissimo essere egoisti pur avendo un carattere mite, ma si tratta sempre, in fondo, di un modo d’essere che non paga, in quanto ci lascia poi monchi, e ci debilita. Succede comunque sempre, però, che su questa reale condizione di minorità o minorazione dovuta alla sopraffazione dell’altro, faccia subito luce lo spirito libero, appena si affaccia nella vita di ognuno. Allora lo spirito libero mette subito il dito nella piaga, e l’anima non libera ne ha paura, e scappa, accusando magari: ti nascondi dietro il dito…

    Così ha fatto fino ad oggi Bellia ed ogni suo tirapiedi da me conosciuto.

    Chi continua a scappare solipsisticamente dai propri errori anziché antropocraticamente combatterli in sé, deve prima o poi scontrarsi con la propria solitudine, e riflettere maggiormente sulla paura che probabilmente li genera.

    Chi frequenta per un po’ Bellia, incappa prima o poi in certe sue affermazioni del tipo “questa è la mia convinzione”, “io procedo nella mia strada”, “io procedo nella mia convinzione”, ecc., che non sarebbero di per sé niente di anormale se non si riferissero però ad una tuttologia assurda delle “verità sociali”, e perfino a verità matematiche. Il fatto è che anche quando si tratta di numeri, il Bellia segue la sua strada! Ma una verità matematica può essere esatta o non esatta, confutabile o inconfutabile. Non può essere una convinzione, o un cammino di fede.

    Eppure vi sono sedicenti matematici alla Bellia che, anche dopo essere stati matematicamente confutati, continuano a procedere per la loro strada, nonostante essa risulti matematicamente sbagliata. Si veda la pagina “Commenti sulla Formula Bellia”, dove sta scritto che: “Il calcolo della traslazione di Bellia [...] introduce un errore nell’equazione del polinomio traslato, dovuto all’errore di arrotondamento nell’aritmetica del computer. Questo errore rischia di accumularsi al procedere del processo iterativo. Nella descrizione dell’algoritmo di Bellia non viene MAI detto che [...] se ci si ferma dopo un numero finito di passi si ha inevitabilmente un errore. Anzi, nell’algoritmo si dice: “vediamo, ad ogni traslazione, che la funzione tende ad avvicinarsi all’origine degli assi fino a passarvi [...]“, lasciando intendere “errore zero dopo un numero finito di passi”. Naturalmente non c’è alcun cenno ad un test di arresto, o al numero di iterazioni effettuate. Men che meno ci sono dimostrazioni di convergenza [...]“. Ecco perché questi sognatori sono poi confutabili come sognatori “fai da te” che “aggiustano il tiro” della realtà quando la realtà mostra loro che è diversa dal sogno.

    “Chi voglia approfondire l’iter di pensiero che porta a tale concezione dell’Essere Umano, troverà ne “La filosofia della Libertà” di Rudolf Steiner, una completa trattazione filosofica di tali argomenti”, scrive Bellia in “L’antropocrazia” (Ladispoli 7 Marzo 1992). Anche qui egli non esce dal suo sogno di grandezza… Ma il denaro di decumulo di Steiner non è assolutamente quello di Bellia.

    Steiner dice di tassare casomai le uscite, non le entrate (Rudolf Steiner, “Cultura, politica, economia”, Monaco, 2006, pag. 95).

    Bellia invece dice di tassare tutta la base monetaria, nella quale vi è ancora reddito, costituito dai risparmi della gente, quindi tassa ancora le entrate (tanto reddituali quanto risparmiate). Quindi il suo passare dalla fiscalità reddituale a quella monetaria è solo – fino a prova contraria – un’illusione.

    Altra questione: l’emotività. Per Bellia sembra che l’emotività umana, il sentire umano, sia un peccato. Steiner dice che il diritto non può darsi senza il sentire l’uguaglianza da uomo a uomo…

    Eppure chi si imbatte in Bellia prima o poi si sente dire (anche in un contesto affatto non pertinente): “Mi sembra innanzitutto che nei tuoi toni [...] ci sia ancora traccia di coinvolgimento emotivo che impedisce di pensare oggettivamente”.

    Conosco bene questo stile di Bellia che considero mero egotismo di chi considera se stesso Dio, mentri gli altri merdacce. :D :D :D

    Il coinvolgimento emotivo non è disumanità. Solo si tratta di esserne consapevoli e di non fingere di essere animicamente morti per non sporcarsi le mani con gli umani.

    Insomma, la realizzazione della proposta di Bellia del reddito di cittadinanza non comporta per nulla una modifica dell’idea di Stato. Solo se in tale proposta si distinguesse fra reddito di base e reddito di cittadinanza potrebbe esistere culturalmente tale modifica. A questo proposito rimando alla pagina “Sulla distinzione fra RDB e RDC”.

    Ripeto. Si provi ad immaginare l’attuazione concreta del prelievo delle tasse dalla massa monetaria. Si intende per massa monetaria tutti i soldi compresi quelli che sono in banca come risparmi degli individui? Anche questo argomento l’ho delineato più volte a Nicolò, col risultato di essere insultato, dato che rimuoveva i miei scritti dal suo sito come qualcosa di sporco (conservo ancora i files). Sono emotivo? Sì. Sono emotivo in quanto non sono sporco. E allora?

    Altra domanda: come fa uno Stato ad a ritirarsi dall’economia come Bellia vorrebbe se è lo Stato ad elargire reddito di cittanza? Non è una contraddizione?

    Di fatto le banche emittenti emettono moneta. E qui sta il problema: non si sa ancora di chi sia la moneta all’atto dell’emissione…

    “La parabola dei talenti” è forse la parabola funzionale allo statalismo o ai cambiavalute?

    No. Gesù non è uno statalista. E Steiner è favorevole al free banking, e lo dice più volte nelle sue conferenze.

    Inoltre, dove starebbe la serietà di una proposta ballerina come quella di Bellia? Una proposta in cui quella percentuale della tassazione annua muta ogni volta che la si ripropone! Una volta è il 7%, poi il 6%, poi l’8%, poi di nuovo il 7, ecc. Ma come si fa a proporre i calcoli per arrivare al reddito di cittadinanza se non ci si intende almeno ipoteticamente in un esempio (almeno uno!) chiaro e valido per tutti?

    Naturalmente la proposta Bellia potrebbe essere sicuramente migliorata e corretta, non certo scartata come errata.

    Però il solipsista Bellia non ne vuol sapere di migliorarla né di migliorarsi, con la scusa che lo stesso Steiner diceva dei suoi esempi che potevano essere migliorati… Sarebbe meglio allora studiare davvero Steiner, anziché usarlo per supportare confusioni su confusioni, come finora ha dimostrato di fare il sognatore Bellia.

  • Aggiungo qui il post di riferimento:

    Nereo Villa:
    22 giugno 2012 at 08:25
    La prima indicazione data da Bellia sulla possibilità di calcolo di un “reddito di cittadinanza”, compare nel suo primo scritto “La via d’uscita”, in cui egli espone le dinamiche che renderebbero possibile tale calcolo con le seguenti parole: “Tale reddito è calcolabile nella misura di 700 mila lire mensili attuali per ciascun cittadino, dalla nascita alla morte, in sostituzione della vecchia previdenza sociale”. Nello scritto non vengono però mai presentati quei calcoli, e si afferma solamente che essi sono calcolabili in base ad un nuovo modello fiscale che, anziché prelevare tasse dai redditi, dovrà prelevare direttamente dal capitale monetario italiano, valutato nel 1979 da Bellia a “più di 7 milioni di miliardi di lire”. Il 1979 è infatti l’anno dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”.

    L’ultima indicazione di Bellia sulla possibilità di tali calcoli è data dalla sua raccolta di scritti che vanno dal 25/01/1992 al 04/12/1996, intitolata “L’antropocrazia”, nella quale, in data 10 Ottobre 1992, è detto : “Se si adottasse in Italia una tale fiscalità […] si potrebbe prevedere come valido un valore mensile del Reddito di Cittadinanza di circa 700 mila lire in valore odierno”.

    In ambedue questi scritti (“La via d’uscita” e “L’antropocrazia”) non sono riportati i calcoli del reddito di cittadinanza. Però in “L’antropocrazia” egli afferma, in data 25/01/1992, che “i dettagli nonché le rilevanze sociali positive di tale soluzione sono indicate nei due libri LA VIA D’USCITA del 1979 e LA NEOSOCIETÀ del 1991″. Ma questa affermazione è contraddittoria in due punti. Innanzitutto nello scritto “La via d’uscita” non compare – come sopra accennato – alcun “dettaglio” in merito ai calcoli del reddito di cittadinanza. La seconda inesattezza consiste nel fatto che – stando alla data di edizione, lo scritto “La neosocietà” non risalirebbe al 1991, ma al 1993.

    L’osservazione di queste inesattezze è importante non tanto per la svista o per l’errore in sé, ma perché permette di dirigere l’attenzione sul fatto ben più importante che nei ragionamenti di Bellia, anche in quelli relativi allo scritto “La neosocietà” del 1993 – ed addirittura anche nella postfazione del libro “Verso l’antropocrazia”, edito da Bellerofonte nel 1998, che raccoglie tutti e tre i precedenti scritti – egli parla effettivamente di calcoli e di formule ma sempre attribuendo al capitale monetario italiano la stessa valutazione da lui fatta nel 1979, cioè al tempo dell’autopubblicazione de “La via d’uscita”, e pervenendo sempre al medesimo reddito di cittadinanza di 700 mila lire, calcolato in base a tale valutazione:

    1979: “700 mila lire mensili attuali” (“Conseguenze della fiscalità monetaria” in “La via d’uscita”).
    1992: “700 mila lire in valore odierno” (“Filosofia della fiscalità monetaria” del 10/10/1992, in “L’antropocrazia”.
    1998: “beni monetari, che ammontano a più di 7 milioni di miliardi di lire” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 248); “Le 700.000 scaturiscono dal calcolo del risparmio, degli interessi sul debito pubblico allargato, diviso per i Cittadini Italiani, diviso 12″ (ibid., pag. 251).

    Qui la “svista” mi sembra un po’ troppo grave. L’esposizione del progetto infatti non tiene assolutamente conto del fatto che l’ammontare della massa monetaria cresce, e di molto. Tant’è vero che già nel ’95 è pubblicato da De Simone il libro “UN MILIONE AL MESE PER TUTTI” (Ed. Malatempora). In tale libro è esposto che l’ammontare concreto del capitale monetario cresce mediamente ogni anno di circa 400.000 miliardi di vecchie lire!

    Ora, dando per buona l’affermazione di Bellia che la base monetaria italiana del 1979 sia stata di 7 milioni di miliardi di vecchie lire, e dando per buona anche l’affermazione di De Simone sopracitata, dovremmo avere per l’anno 1998 (anno di pubblicazione di “Verso l’antropocrazia”), un incremento della base monetaria, già maggiore del doppio di quei 7 milioni di miliardi del ’79, affermati da Bellia:

    1979 = 7 milioni di miliardi
    1980 = 7 milioni e 400.000 miliardi
    1981 = 7 milioni e 800.000 miliardi
    1982 = 8 milioni e 200.000 miliardi
    1983 = 8 milioni e 600.000 miliardi
    1984 = 9 milioni di miliardi
    1985 = 9 milioni e 400.000 miliardi
    1986 = 9 milioni e 800.000 miliardi
    1987 = 10 milioni e 200.000 miliardi
    1988 = 10 milioni e 600.000 miliardi
    1989 = 11 milioni di miliardi
    1990 = 11 milioni e 400.000 miliardi
    1991 = 11 milioni e 800.000 miliardi
    1992 = 12 milioni e 200.000 miliardi
    1993 = 12 milioni e 600.000 miliardi
    1994 = 13 milioni di miliardi
    1995 = 13 milioni e 400.000 miliardi
    1996 = 13 milioni e 800.000 miliardi
    1997 = 14 milioni e 200.000 miliardi
    1998 = 14 milioni e 400.000 miliardi

    Domanda: perché Bellia nel suo progetto non accenna, e neanche minimamente considera tale incremento?

    Come si può farsi sostenitori dell’antropocrazia, cioè di un sedicente:
    “progetto culturale benefico per tutte le parti sociali” (“La Fiscalità Monetaria per l’Italia” in “La via d’uscita”, 1979),
    “progetto globale di riforma di qualunque sistema sociale” (“La questione sociale” in “L’antropocrazia”, 07/05/1992),
    “progetto definito in ogni sua parte” (N.G. Bellia, “Verrso l’antropocrazia”, Ed. Bellorofonte, Roma, 1998, Postfazione, pag. 247),
    in cui si parla astrattamente per 19 anni (dal 1979 al 1998) della medesima base monetaria del 1979?

    Certamente, si potrà rispondere a questa domanda dicendo che per 19 anni si è parlato in tal modo della base monetaria, per semplificare la comprensione delle formule e della loro dinamica di applicazione.

    Se però si cerca di applicare i dati di Bellia alla realtà del 1979, con lo scopo di osservare se si tratta davvero di un progetto definito realmente in ogni sua parte o no, si trova quanto segue.

    A pag. 74 di “Verso l’antropocrazia” (Ed. Bellerofonte), Bellia scrive: “Se chiamiamo “Massa mon. gen.”, la massa monetaria della compagine sociale, “N° Cittadini”, il numero dei cittadini, e “Massa mon. pro cap.”, la quota monetaria pro capite, sarà “Massa mon. pro cap. = Massa mon. gen. : N° Cittadini”. Dunque, per applicare questa formula che individua la “Massa mon. pro cap.” occorre conoscere in concreto l’ammontare effettivo della “Massa mon. gen.” e dell’effettivo “N° Cittadini”. In merito alla “Massa mon. gen.”, abbiamo il dato sopra accennato di 7 milioni di miliardi. In merito al “N° Cittadini”, Bellia non da’ alcun dato, ma ognuno può risalirvi. Infatti, i cittadini italiani secondo il censimento del 1981, dunque due anni dopo il 1979, erano 55 milioni circa. Nella pagina successiva però , Bellia pone la massa monetaria pro capite al valore di 100 milioni: “Nell’attuale situazione italiana, ponendo la ‘Massa mon. pro cap.’ = L. 100 milioni [...]” (Ibid. pag. 75). Per risalire al “N° Cittadini”, basta dunque fare l’operazione inversa e cioè dividere la “Massa mon. gen.” per la “Massa mon. pro cap.”. Così facendo però si ottiene una popolazione di 70 milioni per il 1979, il che è impossibile. Infatti se è vero che il censimento dell”81 fu di circa 55 milioni, avrebbero dovuto morire in due anni ben 15 milioni di italiani!

    Anche per questo motivo, reputo il discorso di Bellia sulle formule eccessivamente semplificatorio e superficiale. Il progetto, così com’è non è ancora un vero e proprio progetto, ma un piccolo inizio di progetto, che abbisogna di ulteriore studio e riformulazione delle parti, con normali esempi di applicazione delle formule. Proprio perché lo stesso Bellia lo ritiene conforme, almeno nei suoi tratti generali, all’idea della triarticolazione (o tripartizione) dell’organismo sociale. Quest’idea fu proposta verso la fine dell’Ottocento in modo romantico da St-Yves d’Alveydre, e in modo scientifico-spirituale da Rudol Steiner agli inizi del secolo passato.

    Ecco perché, in quanto studioso dell’opera sociale di Steiner, per anni ho ripetuto a Bellia tutta questa problematica, chiedendogli spiegazioni e dicendogli a più riprese che la gente non è scema e se vuole sa fare i calcoli. Oggi, a quanto pare, Bellia sembra avere recepito il problema del signoraggio (che nel 2005 reputava un’invenzione diabolica di Auriti in cerca di fama). Ma per il resto non sono stato mai ascoltato. Quindi deve ancora rispondere alla mia domanda con concreti esempi pratici di applicazione delle sue formule, perché – come egli afferma – “chiunque aderisce liberamente ad un gruppo, lo fa solo se è certo che da tale adesione non scaturisca alcun pericolo per la propria sopravvivenza” (La neosocietà).

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