Ci sono strani personaggi politico mediatici ed una buona parte di questi sono presenti nel partito radicale il partito dei soli, degli omosessuali e della guerra. Molti di noi in passato li hanno scambiati per alfieri dei diritti civili, i radicali. Molti di noi per molto tempo hanno pensato che questo partitino fosse a difesa dei deboli ma poi se ascoltate le loro ire su Radio Radicale, la radio eletta e privilegiata, scoprite che il loro ruolo è ben definito e schierato: sempre dalla parte di Israele e sempre dalla parte degli Usa nelle guerre di invasione, sempre per l’aborto contro la natalità, sempre per le droghe libere. Non è una vocazione di solidarietà la loro, e nemmeno la compassione li anima. Essi rispodono solamente ad un concetto misantropico rivolto verso i più deboli. Cosi nasce la loro propensione alla denatalità, alle droghe che distruggono generazioni di giovani, all’esaltazione della omosessualità che finisce per nuocere agli omosessuali stessi.
Ed ecco il grasso pifferaio Ferrara che si schiera sulla stessa lunghezza d’onda dei radicali dall’alto del suo ruolo di guastatore che cerca e trova parole erudite per dileggiare in maniera convincente Robert Eduards, fresco Nobel per la medicina. Non voglio infilarmi nella polemica se sia giusto o no favorire la procreazione in persone che per motivi vari hanno difficoltà ad aver figli. Ritengo che vi sia una infinità di casi ed andrebbero analizzati uno ad uno. Mi preme invece smascherare il nostro Ciccio quando con sufficenza afferma che questa e una metodologia veterinaria usata su quei conigli e mucche – che entrano nella sua pantagruelica panza da morti, dell’orco quale mi appare-.
Qui a Stampa Libera ci siamo svegliati da un pò di tempo e questi necro- messaggi li valutiamo per quel che sono. Sono sempre e solo le logiche del padrone del vapore o dell’ufficiale pagatore se volete, che persegue insistentemente da anni l’obiettivo della denatalità, l’auto consunzione della nostra società. Al nostro ingombrante personaggio non interessa o meglio omette puntualmente di riferire che in Italia una famiglia su due non ha figli e che la tendenza è che la nostra socieà carica di tradizioni e cultura si inginocchierà sull’altare della multienicità e di un annullamento identitario per essere preda dei nostri burattinai. Non stupisce alla fine dell’articolo la presunta pratica deviata della fecondazione artificiale alla quale associa un mondo depravato: “…Mondo Nuovo alla Huxley che oggi vive lautamente di compravendita di ovociti, di uteri in affitto, di fabbricazione di embrioni umani a fini di ricerca, magari ibridati con embrioni animali, …” Bell’esempio di depistaggio idealistico emotivo.
Quello che stupisce e che siti illuminati ed a noi affini ma non uguali, si lascino incantare dal belato dell’orco ed ospitino acriticamente l’articolo.
Il Nobel ai corifei del Mondo Nuovo
di Giuliano Ferrara – 05/10/2010 Fonte: Il Foglio
E la chiamano medicina…
Può sembrare irriguardoso ricordare che la tecnica di fecondazione umana in vitro, che ha guadagnato al pioniere britannico Robert Edwards la punizione del Nobel per la Medicina, altro non era che il perfezionamento di un procedimento veterinario già largamente usato su conigli e mucche. I corifei della provetta, che ieri hanno celebrato il loro festival della banalità e della menzogna (la Fiv non guarisce affatto la sterilità. La aggira in un numero tuttora modesto di casi, visto che, a trentadue anni dalla nascita della prima bambina concepita in vitro, la percentuale di successo delle tecniche non si schioda dal trenta per cento), glissano sulle illusioni, le mitologie, i sogni di padroneggiare i meccanismi della creazione che rappresentano la vera “ragione sociale” di quelle tecniche.
Il big bang antropologico inaugurato da Edwards è quello che oggi ci fa parlare di “prodotto del concepimento” e non di figlio. E’ l’idea della “creazione” della vita in laboratorio, materiale biologico tra gli altri; è la separazione della procreazione dal sesso, dopo che il sesso era stato separato dalla procreazione con la contraccezione; è il cambiamento nel modo di rappresentare la generazione, i rapporti di parentela, il venire al mondo. Dalle provette di Edwards sono uscite le anticipazioni di quel Mondo Nuovo alla Huxley che oggi vive lautamente di compravendita di ovociti, di uteri in affitto, di fabbricazione di embrioni umani a fini di ricerca, magari ibridati con embrioni animali, di invenzione di coppie di genitori dello stesso sesso, di embrioni sovrannumerari conservati nell’azoto liquido e poi distrutti, o selezionati in provetta per ottenere un figlio dal corredo genetico “ottimale”. E la chiamano anche medicina.
Egr.Lino,
non riesco a captare o decifrare il tenore del suo post, gentilmente può essere più preciso? Grazie.
Nella sua ospitalità non ho mancato occasione di manifestare le mie idee e convinzioni in proposito.
Lei è a conoscenza che il sottoscritto e i tre personaggi in titolo vanno d’accordo come il diavolo e l’acqua santa, ma dell’articolo del “Foglio” sottoscrivo ogni singola parola.
Sono per la denatalità attraverso l’eugenetica astrale, soprattutto in considerazione all’impronta biologica.
Considero Robert Edwards il capostipite degli apprendisti stregoni, tale da appannare J.Mengele, totalmente aconoscente degli archetipi e sono giunto alla conclusione che tutti i destinatari di qualsiasi Nobel siano da bandire dal consesso sociale, perchè deleteri dell’equilibrio che lo governa.
In attesa di leggerla, cordialità.