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Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.
Postiamo questo articolo rilevando però la solita disinformazione di base legata al cambiamento climatico.
Ciò si impone per fare la tara ad articoli che altrimenti risulterebbero incomprensibili o fuorvianti.
Il cambiamento climatico c’è, ma è da anni che la primavera arriva tardi e non presto, talmente tardi da rendere difficile nella pianura padana la legagione, dei fiori di albicocco e di altre piante da frutto.  Le nevicate negli ultimi dieci anni sono arrivate quasi a primavera e nello stesso periodo in cui mia madre e mio padre quarant’anni fa mettevano gli zoccoli e i pantaloni corti ed andavano alla raccolta delle viole. Oggi  ancora in aprile fa un freddo cane. Mentre il caldo della bella stagione dura più a lungo, fino all’autunno inoltrato al punto di permettera la maturazione dei cachi la sopravvivenza in pianura padana degli olivi, degli oleandri e delle palme. Questi sono fatti non le impressioni di un naturalista. Quindi l’inverno è più mite e la primavera tarda ad arrivare.
Insomma siamo alle solite: oggi si deve dire che grazie al riscaldamento globale le primavere sono più calde ed automaticamente si danno dei cretini a quanti non essendosi ancora bevuti il cervello conservano la capacità di percepire e distinguere il caldo dal freddo!
Gli uccelli scompaiono perchè i metodi di cattura si sono fatti più cruenti e sono praticati in ogni periodo dell’anno anche nei parchi nell’area del Mediterraneo, da Malta alla Sicilia, nelle rotte migratorie, alla faccia dell’ambientalismo retorico, credulone e di facciata. So di popolazioni africane ormai ridotte alla fame più nera che si nutrono di quei pochi grammi di carne che costituiscono il corpo delle rondini ed altri piccoli passeriformi che un tempo venivano risparmiati. So di cacciatori che tornano dai paesi della ex Yugoslavia con quintali di uccelli morti nei furgoni. Una vera ecatombe altro che difficoltà degli uccelli perchè la stagione arriva prima!
Oltre all’impatto venatorio vi è il grosso problema della mancanza  di siti idonei alla  nidificazione costituiti da alberi vecchi e cavi. Provate ad installare una cassetta nido con l’apertura del foro di entrata sufficentemente piccola da impedirne il saccheggio da parte dei predatori ed avrete la bella sorpresa di vederle tutte occupate. Vi è poi da aggiungere che i boschi vecchi ed i vecchi alberi sono regolarmente tagliati.
Certamente l’inquinamento dei terreni e dell’acqua non giova agli uccelli, ed in Europa usiamo come in Usa, quantità enorni di anticrittogamici.
Per finire: non ci permettiamo di contraddire alcune affermazioni dello scienziato Saino ma le mie osservazioni sul campo e i miei studi empirici  in materia, che durano da 20 anni non mi dicono le stesse cose. Non so a voi?
Primavere più silenziose in Europa

di Pietro Greco – 05/10/2010

Fonte: greenreport

Non è ancora la primavera silenziosa delle grandi praterie americane di cui parlava Rachel Carson nel 1963, ma anche in Europa la più frizzante delle stagioni rischia di diventare meno sonora. La causa prima è sempre la stessa: le popolazioni di molti uccelli si stanno assottigliando. Anche se la causa remota oggi in Europa – il cambiamento del clima che influenza la stagione degli amori delle specie migranti – è diversa da quella denunciata mezzo secolo fa da Rachel Carson per l’America: la presenza eccessiva di pesticidi chimici nei campi che attaccavano le uova deposte nei nidi.


A scoprire il declino delle popolazioni degli uccelli migratori in Europa è stata un’equipe di scienziati guidati da Nicola Saino, del Dipartimento di biologia dell’università statale di Milano, che ne ha dato notizia in un articolo pubblicato di recente sui Proceedings of the Royal Society di Londra.

Il gruppo ha studiato l’evoluzione demografica nel corso degli ultimi cinquantenni di 117 diverse specie di uccelli migratori che in primavera si spostano dall’Africa verso il nostro continente o dalle zone meridionali alle zone più settentrionali del nostro continente. L’evoluzione demografica di questi migranti tende, in generale, al declino. E, secondo Saino e collaboratori, la causa è da attribuirsi al cambiamento climatico, all’aumento della temperatura e, in particolare, al precoce inizio della stagione primaverile: il disgelo inizia prima, l’apertura delle gemme e la fioritura iniziano prima, i cicli riproduttivi degli insetti e di altre specie predate dagli uccelli si sono modificati. In breve per i volatili è sempre più dura trovare il cibo.

In realtà, gli uccelli migratori cercano di adattarsi a questi cambiamenti, anticipando a loro volta la venuta in Europa. La partenza dai luoghi di origine viene anticipata, in media, da 1 a 3 giorni ogni decennio. Ma nonostante ciò molti uccelli migratori, soprattutto quelli che partono dall’Africa sub-sahariana, non ce la fanno a tener dietro a un così rapido mutamento. Cosicché di anno in anno trovano sempre maggiori difficoltà a trovare il cibo necessario a sfamarsi. Tutto questo incide sul successo riproduttivo delle coppie e, in definitiva, provoca un misurabile declino demografico.

Non tutte le specie subiscono lo stesso effetto a causa dei mutamenti del clima. Quelle che hanno un minor “ritardo termico” e migrano più in sincronia con il cambiamento del clima fanno registrare un minor declino demografico. Insomma, è in atto uno straordinario esperimento darwiniano. E, come prevede la teoria, gli individui e le specie che hanno maggiori capacità di adattarsi alla novità hanno, statisticamente, un maggior successo riproduttivo. E una maggiore probabilità di sopravvivenza.

6 Commenti a “Primavere più silenziose in Europa”

  • Giorgio Andretta:

    Naturalista Lino,
    non lo sostengo io ma l’ISTAT, la popolazione italiana vive maggiormente concentrata in città piuttosto che distribuita in campagna. Conducendo una vita di “plastica” come potrà realizzare e condividere le osservazioni poste da lei e dal suo ospite, la società urbana?
    Provi a fare un’indagine privata e compilare una statistica su quanti dei cittadini che lei potrà intervistare si siano capacitati dell’assenza delle rondini quest’anno?
    Se fa freddo si accende il termosifone, se fa caldo il condizionatore, se piove si cammina al riparo dei portici, se non piove si azionano gl’irrigatori e l’elenco potrebbe svolgersi ancora a lungo.
    Provi e poi ci informi!
    La ringrazio per quanto condividerà.

  • lino bottaro:

    vero purtroppo

  • gabry:

    Tanta verita non fù mai detta, il che tanto mi turba, avendo l’uomo adattato alle sue esigenze speculative tantissimo terreno, ma possiamo inserire anche l’aria e l’acqua.
    L’uomo l’essere a parer suo, ritenuto il più evoluto e intelligente, abitante di questa madre terra, assieme ad altri esseri sempre a parer suo “meno evoluti”, si sta scavando lentamente la fossa da solo perchè il valore del dio denaro conta più che l’ecosistema in cui vive, tutti gli esseri anche gli insetti hanno un compito anche se probabilmente non si riuscirà mai a sapere il preciso ruolo di tutti. Ed allora se certi esseri sono dannosi vanno eliminati, con l’ultimo ritrovato chimico con ripercussioni nella catena alimentare uomo compreso, fra qualche decina d’anni e forse anche meno si scoprirà che quel prodotto era altamente cancerogeno, non sarebbe la prima volta, con smog petrolio veleni avrà inquinato tutto, anche l’impossibile, rimarra solo lui con il suo denaro, padrone incontrastato del nulla, a quel punto si renderà conto che la montagna di carta accumulata, non è affatto commestibile.

  • Ghigo Battaglia:

    Ottimo articolo ma occorre anche considerare l’orami onnipresente operazione di controllo climatico che, in tutto il mondo, è ben nota come ‘scie chimiche’. Anche la Presdienza della Repubblica italiana ha ammesso l’esistenza di questa operazione. Non si può fare metereologia o considerazioni sul clima senza prendere in attenzione questo aspetto che ha un impatto massiccio sul nostro ecosistema tutto: informatevi e diffondete! Ciao, Ghigo Battaglia

  • Gaetano Di Stasio:

    Il problema dell’inquinamento non è l’uomo. E’ di chi ha fatto scelte energetiche a suo nome, ossia una piccolissima congrega di uomini proprietari della terra. Che nessuno si senta in colpa di vivere! Le scie chimiche per esempio sono un’operazione che immette nell’atmosfera tonnellate di veleni e non centrano niente con l’inquinamento prodotto dalle umane attività. grazie.

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