Il potere dei potenti e gli impotenti al potere….
il potere genera paura, la paura stimola la rincorsa al potere, paradossalmente dietro il potere si cela molta debolezza
la forza non è una garanzia del potere come il potere non dona affatto forza
un uomo o una donna forti generalmente non hanno bisogno di potere o di manifestare la propria forza, “possono essere”, senza dimostrare, e questo è forza
nella nostra cultura c’è ancora un residuo fallico-cognitivo, sia perchè spesso ragioniamo a pene, sia perchè proprio il pene ci condiziona il ragionamento
“quello tiene le palle”, oppure “massiccio…potente”, ovvero “cazzuto”, sono molti gli esempi che potrei fare per descrivere il comune fraseggiare riferito al “cazzo” nella sua espressione più asessuata nella mia vita ho girato gran parte del mondo, specialmente in Africa, dove se il potere si misurasse dalle dimensioni del pene avremmo molti potenziali premier oltre il metro e ottanta
ho conosciuto, talvolta con imbarazzo, uomini nudi vestiti solo del proprio sorriso, povero e sopravvivente contro una natura ed un miseria enorme, i quali mi hanno dimostrato tutto meno che la propria virilità, se non in meri rituali tribali riferiti al potere della fertilità ho conosciuto nel nord Europa donne emancipate ed equilibrate coi propri umori che gestivano la vita professionale in modo del tutto staccato dalla propria sessualità, manifestando una serena femminilità al lavoro ed una passione travolgente nella vita privata
al contrario, nel mio paese, ho conosciuto ben pochi uomini capaci di tacere le proprie conquiste, le proprie misure ed i commenti riferiti a questa o quella collega, amica o graziosa passante che fosse
a me piace la donna, adoro tutto quello che è femminile, sono una specie di lesbica maschile, ma non amo la manifestazione imenografica della donna che cerca così di compensare il gap culturale, o meglio, “ignorantale” che ancora esiste nel nostro paese
vedo donne che adottano l’arroganza della debolezza maschile per imporre un proprio pensiero, vedo uomini che negano la mamma che è in loro assumendo atteggiamenti quasi marziali, vedo tanta debolezza
certamente è frustrante per un uomo non soddisfare sessualmente una donna, è molto più frustrante per una donna dover rinforzare il semipotente di turno, assumendo un fare comprensivo invece di un deciso: “lascia casa e mamma che hai 30 anni”
in tutto questo gioca molto il fattore del presunto sentimento, che diventa alibi per mascherare una palese impotenza da parte del maschio ed una sorta di rifugio per la donna, in cui traslare l’anorgasmica frustrazione in una più materna masturbazione
si crea così una grande energia che rischia d’implodere, menomale che ci sono i bagnini, gli idraulici ed i muratori coi quali compensare i morsi clitoridei, punire il marito parolaio ma troppo precoce, ed anche le prostitute in strada su cui proiettare le nostre visioni falliche di maschietti coscienti dei tremori insoluti della moglie, magari con la possibilità di trans-ferire anche la nostra latente omosessualità
per questo quando possiamo identificarci con una sostanziale mezzasega ma pieno di donne ci sentiamo “curati” dalle sue parole, oppure sentirci “belle” quando vediamo anche la donna più sensuale trasformarsi per ministero ricevuto in santa Maria Goretti, apparentemente un pò sciapina come molte di noi
possiamo finalmente sdoganare la finzione, trasformare le nostre bugie in verità condivise fra convivenze di bugiardi, possiamo ora più che mai assumere un ruolo senza più nascondere o camuffare le nostre debolezze perchè ci permettono di mediare il potere dell’impotenza, fino a ieri camuffato da passeggiate notturne nei viali del mercenariato buccogenitale o nei fantastici strusciamenti con gli sfilatini di panetteria o col macinato a domicilio
un premier settantenne che si circonda di giovani sapori femminili, assaggiati o meno, è una chiara manifestazione d’impotenza che offre quel condiviso potere dell’energia che una donna è in grado di donare solo col proprio odore
premier che sorniamente ci sorride quando racconta le proprie gesta di conquista o quando adula le grandi labbra della platea astante, il quale in realtà ci dice che egli è esattamente come noi, una massa di mezzeseghe che rincorrono il potere per fuggire dalla propria impotenza….
Fabio Piselli





























….bell’articolo
Azzeccato!
anche l’autore, omen nomen..
ci sono poi i maschi che castrano le piante, così come “castrano” la donna, per apparire più potenti loro… (e appunto come conseguenza di quella negazione della mamma che è in loro)…
Signora Nicoletta,
i commenti gli scrive in codice?
Oltre all’articolo, bellissima anche la vignetta di Jacovitti!
Uomo e donna: l’eterno conflitto fra il bene e il male.
Moltissime donne sono simili al cancro, entrano “quasi” sempre in punta di piedi e dopo aver succhiato il sangue come i vampiri, si trasformano in metastasi!
In questi ultimi tempi quando non trovano uno zerbino, ripiegano sui cani, per continuare a sporcare. E già.. ad ogni cagna, il suo cane…
Il piacere sessuale è sempre relativo…una donna gode quando il suo cervello le suggerisce di godere. Il maschio gode quasi sempre e il suo membro è molto distaccato dalla massa celebrale. Ecco l’unica differenza tra uomini e donne.
Quoto in pieno sia Uomo Fiero, che Angelo, sono d’accordissimo con voi, queste complessate di femmine stanno proprio dimostrando di avere ancora una cosa vergine, oltre che atrofizzato gia da millenni, e cioè quel neurone che loro definiscono cervello, e che l’intelligenza non sanno proprio cosa sia, poverette quando si renderanno conto di quello che stanno facendo, sarà ormai troppo tardi
Dissento dalle posizioni di tutti i lettori che hanno criticato le donne.
Buona giornata.
dissento da tutti i commenti e anche dall’uso della punteggiatura nell’articolo.
peraltro, un bell’articolo…