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Di Daniel Estulin * vocidallastrada

Nel mezzo di un allarme rosso totale, di fronte alla possibilità di attentati terroristici in Francia, Gran Bretagna e Germania, il governo statunitense sta consigliando i suoi cittadini di evitare l’Europa come se fosse la peste bubbonica, mentre i governi del Giappone, Svezia ed adesso il Canada stanno dicendo ai loro cittadini di essere estremamente cauti.

La paranoia si deve ad un pachistano con passaporto francese arrestato ed interrogato in Afghanistan. La sua testimonianza è stata sorprendente perché indicava un attacco del tipo di Mumbai del 2008, quando morirono più di 200 persone e ci furono più di 300 feriti. Dopo Mumbai, i servizi di spionaggio temono che un gruppo di terroristi ben allenato sia capace di organizzare questo tipo di attentato, essendo disposti a morire uccidendo il massimo numero di vittime.

Il Ground Zero del Terrorismo internazionale è Warziristan, tra l’Afghanistan ed il Pakistan. Non è un caso che molti dei gruppi terroristici più fanatici provengano dalle lotte interne del Pakistan che sono stati coinvolti nelle scaramucce tra le organizzazioni di sunniti e sciiti.

A differenza di altri paesi della zona, dove si possono definire i gruppi come bande terroristiche pure e dure, la linea di demarcazione tra i gruppi religiosi  o socio-politici da una parte e le bande terroristiche dall’altra non è molto chiara. La maggior parte dei gruppi che hanno partecipato attivamente nella violenza di strada e atti terroristici sono anche attivi nel panorama politico del Pakistan.

Per capire i massacri degli sciiti a Karbala e Bagdad (Iraq) e a Quetta, la provincia balochistani del Pakistan, durante la processione di Muhurrum il 2 marzo 2004 e le sue implicazioni nella guerra del terrore d’oggi, bisogna risalire alla creazione del Pakistan nel 1947. Quando in quell’anno si è fondato il Pakistan, gli sciiti sono stati tra i più grandi proprietari terrieri nel Punjab del Pakistan, il loro granaio, mentre molti dei sunniti, che si erano trasferiti in Pakistan dal Punjab indiano, erano per la maggior parte dei poveri contadini che dovevano lavorare le terre degli sciiti di guadagnarsi da vivere nel loro paese di adozione.
E’ stato a tutti gli effetti lo sfruttamento dei sunniti da parte dei proprietari terrieri  sciiti ciò che ha scatenato il processo di polarizzazione tra le due sette islamiche nel Pakistan. La corsa per creare bande settarie rivali cominciò quando elementi sciiti fondarono il Tehri Nifaz-i-Fiqah, scuola di giurisprudenza islamica degli sciiti e che più tardi si sarebbe chiamata il Tehrik-e-Jaffria Pakistan.
In risposta a questo tentativo di una minoranza di imporre le loro idee alla maggioranza, Maulana Haq Nawaz Jhangvi, un religioso Deobandi (una sub-setta all’interno dei sunniti) fondò a Jhang, un distretto del Punjab pachistano, un’organizzazione estremista sunnita chiamata Anjuman Sipah-i- Sahaba Pakistan (ASSP), che dopo fu rinominata come Sipah-e-Sahaba Pachistana (SSP). Questa banda è diventata un’organizzazione politica di dubbio carattere, che a quanto sembra ha anche un’ala terroristica, mentre il suo ramo, il Lashkar e-Jhangvi (LeJ) è una banda terroristica accanita.
Con la bendizione di Zia-ul-Haq, il dittatore militare pachistano degli anni ’80, il SSP mise in discussione il diritto della donna al potere e propagò il messaggio che i sciiti e Nusrat Bhutto, la madre di Benazir, erano subordinati dell’Iran. L’ SSP cominciò anche ad esigere che agli sciiti fosse negata l’identità mussulmana e che si proclamasse il Pakistan come stato sunnita. L’ideologia violentemente anti-sciita dell’ SSP fu anche sfruttata dalle agenzie dell’Intelligence degli USA e dell’Iraq, nei loro intenti di destabilizzare l’Iran e provocare la caduta dei chierici sciiti al potere in Teheran. Come conseguenza dell’appoggio del regime di Saddam Hussein, negli anni 90, l’ SSP, che era un movimento anti –sciiti pachistani e non anti-iraniani, cominciò ad andare contro gli iraniani che vivevano e visitavano il Pachistan.
Molti terroristi pachistani  e arabi conosciuti cominciarono le loro carriere terroristiche come membri dell’ SSP e parteciparono in vari massacri degli sciiti in Pakistan, Iran e Afghanistan, come ad esempio, Ramzi Yousef, il cervello dell’attentato alle Torri Gemelle nel 1993, per il quale fu condannato, o Maulana Masood Azhar del Jaish—e-Mohammed (JEM), un leader religioso che appoggia i separatisti mussulmani che lottano nella zona di conflitto del Kashmir, o Abu Musab al-Zarqawi, un giordano accusato di essere il cervello dietro una serie di attentati suicidi spettacolari in Iraq. Insieme ad altri giordani, in maggioranza di sangue cecena, Al- Zarqawi andò in Pakistan negli anni 80 per formare parte della forza mercenaria araba addestrata e fornita dalla CIA e al servizio dell’Intelligence pachistana (ISI) per essere usata contro l’esercito sovietico in Afghanistan.
Di conseguenza, durante gli anni 80, si mise in moto una sofisticata rete tra i mujahidin afgani, gruppi religiosi originari del Pakistan e lo stato pachistano, che  era provvisto di un generoso rifornimento di armi proveniente dagli USA, Regno Unito, Israele e Sud Africa.La miscela di facile accesso alle armi con una banda sempre più motivata significava la rapida diffusione della violenza dall’Afghanistan al Pakistan stesso. La crescente militanza tra i gruppi estremisti rivali si intensificò con una svolta qualitativa dell’appoggio generalizzato ai gruppi afgani che lottavano contro i sovietici e fino all’appoggio specifico ai gruppi  islamici della linea dura, che hanno goduto dell’appoggio dopo la ritirata russa.
L’ormai deceduto Zarqawi ha aiutato i talebani ad occupare Kabul nel settembre 1996, insieme a Riaz Basra, il deceduto leader del Lashkar-e-Jhangvi (LeJ), il braccio militare dell’ SSP. Contrariamente alle palesi bugie diffuse da Bush e Blair, ad Osama bin Laden non è mai piaciuto Saddam Hussein, che considerava un rinnegato a causa delle sue politiche laiche e socialiste. Inoltre, la vicinanza tra il LeJ e al-Zarqawi ed il servizio dell’Intelligence di Saddam ha creato delle serie divergenze tra questi e Bin Laden. Nonostante questo, il LEJ passò a far parte del Fronte Internazionale Islamico (FII) di Bin Laden dopo la sua formazione nel 1998 e gli è stato fedele.

Fino al 2002, le attività del LEJ contro gli sciiti si sono concentrate soltanto nel Punjab e Sindh. Abbastanza liberi da incidenze anti-sciite rimase la regione del Balochistan, che comprende un’area enorme nel sud ovest del Pakistan, al confine con l’Afghanistan e l’Iran. Tutto questo è cambiato con l’arresto da parte delle autorità pakistane marzo 2003, di Khalid Sheikh Mohammad (KSM), uno dei cospiratori negli attentati dell’11 settembre e consegnato all’FBI. Si dice che KSM era fuggito a Quetta da Karachi, nel settembre 2002 dopo l’arresto di Ramzi Binalshibh, uno degli ideatori dell’11 settembre, e aveva viaggiato a Quetta, Rawalpindi perché temeva di essere tradito dalla hazara del Belucistan, un gruppo che avrebbe collaborato con la CIA nella ricerca di bin Laden in rappresaglia per il massacro degli Hazari in Afghanistan prima dell’11 settembre.

Gli Hazari sono mussulmani sciiti e quindi sono nemici dei talebani e mussulmani sunniti radicali. Il massacro degli sciiti a Quetta il 2 marzo fu a sua volta una rappresaglia per la loro presunta collaborazione con gli americani in questa ricerca ed in parte fu diretta contro quello che allora era il presidente: Pervez Musharraf, affinchè  ammorbidisse le sue misure contro i gruppi estremisti islamici e anche per minare il suo appoggio agli USA.
- anche se Musharraf non c’è più, la violenza etnica in Balochistan va avanti e continuerà.-
Anche prima dell’invasione dell’Iraq, gli elementi terroristici  del FII di Bin Laden, provenienti dall’Arabia Saudita e dall’Iran, cominciarono a concentrarsi lì per iniziare una yidah contro gli americani.
Il primo gruppo ad arrivare fu il Harkat-ul-Mujahidin (HUM), un’organizzazione terroristica molto attiva a Jammu e Cachemira che ha il suo centro di comando a Muzaffarabad, la parte Kashmir occupata dal Pakistan, il cui unico scopo era quello di unire Jammu e Kashmir e integrarli al Pachistan.
Quello che è curioso è che sia l’HUM come i Talebani hanno origini, storiche e modelli comuni,come il principale servizio dell’Intelligence pachistana, il consiglio dell’Inter Services Intelligence (ISI). Se ne andarono come pellegrini alla Mecca e da lì si sono spostati in Iraq.
Dopo, il LEJ, insieme a volontari di lingua araba del Lashkar-e-Tiba (LET), il braccio armato dell’organizzazione religiosa nel Pakistan, il Markaz-ud-Dawa-wal.Irshad (MDI)-un’ organizzazione missionaria sunnita anti americana fondata nel 1989- cominciarono ad andare in Iraq in piccoli gruppi. Li seguirono molti arabi di origine cecena che si trovavano nella zona del Waziristan del Sud del Federelly Administered Tribal Areas (FATA) e che erano originari della Giordania e l’Arabia Saudita.

Queste zone tribali, o agenzie, come vengono chiamate a volte, furono create dai britannici per servire come zona d’esclusione tra i territori allora uniti dell’India e dell’Afghanistan. Di quelli che andarono in Iran dal Pakistan, solo i membri del LEJ avevano partecipato ai massacri degli sciiti in Pakistan e Afghanistan e c’era da aspettarsi che partecipassero con piacere in massacri simili in Iraq. E’ improbabile che si coinvolga la resistenza irachena in massacri come quelli portate avanti a Karbala e Bagdad. Secondo i servizi dell’intelligence dell’India, tutto punta al LEJ come autore materiale. La sua posizione di avere come bersaglio i sciiti dell’Iraq si deve in parte ad una profonda antipatia verso gli sciiti ed in parte come rappresaglia per la presunta collaborazione dei leader sciiti dell’Iraq con l’esercito americano. Se l’Iran volesse provocare scontri tra gli sciiti e i sunniti, con lo scopo di istigare una guerra civile in Iraq, così come affermavano gli USA, allora per loro il LEJ, con il quale hanno avuto una lunga storia di collaborazione in passato e che non esiterebbe a massacrare gli sciiti fosse dove fosse,  sarebbe il braccio esecutore ideale.

Daniel Estulin

3 Commenti a “L’ ABC Del Terrorismo: L’Altra Faccia Del Male”

  • maurizio:

    terreno fertile per le multinazionali del petrolio e delle armi, e per i loro mandanti. Come le piattole di Man in Black: fanno soldi e potere dove si crea morte e distruzione.

  • gianni tirelli:

    E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA!!

    Come dimenticare i nostri militari morti a Nassirya, vittime sacrificali di una guerra infame e insensata, tragico epilogo, risultato della vanità, della sudditanza, dell’ansia e sete di protagonismo di un Primo Ministro, che ha trasfigurato il suo impegno politico, in un fatto personale!!
    L’ultima carneficina dei quattro alpini italiani in Afghanistan, è l’ultima di una serie di tragedie relative agli effetti collaterali gravi, della politica Silvio Berlusconi, irresponsabilmente avallata da una corte di servi, unica nel suo genere per codardia, vigliaccheria e mistificazione della realtà .
    Un uomo che, da oltre quindici anni, ha spaccato il paese dentro una continua contrapposizione e scontro ideologico e, nel significato etimologico della locuzione “dividi et imperat”, ha suggellato e confermato il suo potere, e il diritto ad una speciale impunità.

    Un personaggio oscuro e inquietante a capo del governo, che persegue il suo progetto eversivo, fatto di dossieraggi, spionaggio, intimidazione, delegittimazione, ricatto e ritorsioni e, in virtù di una sistematica corruzione, si accredita orde di figuri, pronti a espletare ogni suo ordine e nefandezza.
    Un paese, il nostro, ingessato, incancrenito e, da troppo tempo, appiattito sugli umori, i capricci e gli interessi di un piccolo despota di provincia che, in maniera irriverente e blasfema, sponsorizza il suo piano eversivo, mercificando e strumentalizzando il più alto e nobile dei valori e dei diritti: la libertà.
    Le persistenti campagne diffamatorie e accusatorie, contro giudici e magistratura e, di chiunque (a buon diritto, dall’una o dall’alta parte), critichi l’azione di questo infausto governo, sono le armi improprie brandite come regola comportamentale, dai cecchini e cani da guardia al soldo di Silvio Berlusconi, che ubbidiscono all’ordine di sparare a vista e di non lasciare vivi sul campo.
    L’atteggiamento volto ad indagare su tali fatti e circostanze, sui loro probabili o ipotetici responsabili; la nostra indignazione, la contestazione di piazza, ed altro, non hanno prodotto alcun reale risultato. Solo uno sterile e inconcludente chiacchiericcio mediatico, di distrazione di massa, che intende (diversamente dalla verità), mascherare il fallimento politico di una maggioranza mercenaria e servile.
    C’è poco da girarci intorno!! E’ arrivato il momento di dire basta; per sempre.
    Le cause, relative alla deriva di questo paese, non solo economica, ma di valori, di principi etici, sociale e ambientale, fanno tutte capo ad una sola persona e hanno un solo nome: Silvio Berlusconi.

    Gianni Tirelli

  • gianni tirelli:

    L’ESCALATION DEL MALE

    Un tempo, quando il mondo era giusto, il male aveva la stessa funzione delle venature di grasso dentro una fetta di prosciutto crudo: quella di conservarlo, mantenerlo morbido e di esaltarne il sapore. Questa minima e necessaria percentuale di grasso (il male), è ininfluente sul buon funzionamento del fegato; ma dirò di più. Stimola l’organo nel suo complesso, allertando e attivando la compagine degli enzimi che diversamente, corrono il serio rischio (vista l’inattività), di atrofizzare la loro funzione.
    Oggi le cose si sono invertite. La fetta di prosciutto crudo, è occupata per la sua totalità dal grasso, e le cellule del reticolo endoplasmatico del fegato, non sono più in grado di sintetizzare i lipidi.
    Il fegato si ammala e muore, compromettendo la sopravvivenza di tutto l’organismo.
    A buon intenditor poche parole.

    Gianni Tirelli

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