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Matteo Pistilli // 27 settembre 2010 www.cpeurasia.eu

Lettera aperta a Beppe Grillo e ai grillini

Cari amici di Beppe Grillo,

non possiamo esimerci dallo scrivervi queste poche righe, proprio ora che le vostre speranze, i vostri temi hanno conosciuto la ribalta. Già, perché porsi in modo netto, come avete fatto voi, in un atteggiamento di opposizione all’attuale sistema politico italiano, comporta spesso la condanna all’esilio e la marginalizzazione dalla vita pubblica del Paese. Invece, guidati intelligentemente dal vostro famoso tribuno, vi siete ritagliati un importante spazio e riuscite a mantenerlo grazie alla convinzione che vi anima e grazie anche a questo sistema ormai decrepito che non aspettava altro che qualche coraggioso capace di scagliare la prima pietra.

Ora, però, ed è per questo che ci permettiamo di recarvi questo messaggio, ci sono diverse questioni che ci preoccupano; questioni di non poco conto e che riguardano prima fra tutte il destino dei vostri impegni. Riuscirete a mantenere fede alle parole dette, agli obiettivi che vi siete posti? E dopo tante parole così necessarie, riuscirete ad intraprendere la strada adeguata a colpire il cuore delle questioni che avete sollevato?

Osiamo rivolgerci a voi, perché come avrete capito, è ormai molto tempo che ci interessiamo a molti dei temi da voi affrontati in passato e che continuate ad affrontare oggi: la corruzione, l’economia falsata, la mancanza di rappresentatività, lo stato sociale, gli inganni del sistema finanziario e chi più ne ha più ne metta; alcuni problemi possono essere affrontati separatamente, ma la maggioranza fanno parte di tutto un sistema che tutela se stesso e la propria classe dirigente. Ed è proprio questa la prima critica che vi vogliamo sollevare, secondo noi punto di debolezza che alla lunga vi renderà impotenti e vi risucchierà nella palude dei disonesti: affrontate il sistema politico come se davvero fosse qualcosa di slegato e indipendente dal sistema economico-politico-sociale mondiale, o comunque occidentale/atlantico; lo affrontate come se l’Italia possa essere riformata senza badare agli equilibri ed alle disposizioni giunte da oltre oceano; la verità è che in Italia, come nel resto dell’Europa occidentale, manca la sovranità! Nel nostro Paese sono presenti migliaia di militari americani, giunti per assicurarsi la nostra terra alla fine della seconda guerra mondiale e mai più andati via! Ma non è questione dei soli militari. Il fatto è che i politici che voi attaccate (giustamente) per la loro corruzione ed incapacità, non hanno realmente nessun tipo di potere. Essi sono solo marionette mosse a piacimento dai burattinai internazionali, dagli Stati Uniti, dalle Organizzazioni transnazionali, finanziarie e non, da questi controllate. Come potete pensare di raggiungere i vostri obiettivi andando ad operare sull’effetto della malattia (i nostri parlamentari e tutto il sistema politico italiano) senza invece agire sulla sua causa (il complesso del sistema politico ed economico atlantico)?

Avete proposto un referendum che andrebbe ad operare inserendo alcune leggi che ritenete necessarie per il buon funzionamento della Repubblica: scelta dei candidati da parte degli elettori, massimo due mandati al parlamento e impossibilità per i pregiudicati di candidarsi. In una situazione di piena sovranità, queste misure possono sicuramente assicurare una più limpida vita parlamentare, essendo volte al tentativo di abbattere la corruzione. Ma crediamo, per diversi motivi, che il vostro sforzo, sebbene valido, sia inutile: intanto perché è molto improbabile (per non dire impossibile) che il referendum riesca a produrre i suoi effetti senza essere affossato o modificato, ma soprattutto perché, come già detto, anche se, per assurdo, le leggi da voi proposte riescano a raggiungere la validità, essendoci una situazione di totale mancanza di sovranità, a ben poco servirebbero e non produrrebbero gli effetti desiderati. A che serve controllare l’accesso alle camere di determinati parlamentari, quando oggi, tutti, dal primo all’ultimo hanno in comune la sottomissione al potere americano? In più entrerebbe in funzione su di voi quel meccanismo da sempre utilizzato per conservare il sistema da eventuali perturbatori dello status quo: riusciranno a farvi credere, in un modo o nell’altro, che i vostri sforzi sono stati vani a causa di un qualche motivo a voi estraneo così che fra decine di anni ancora farete i discorsi di oggi, ancora tenterete di percorrere le stesse strade di oggi, così che avrete sempre la speranza di riuscire a mettere in pratica le vostre idee negli stessi modi, obiettivi che per sempre saranno lì lì per essere raggiunti, ma mai conquistati davvero; è quello che succede da una cinquantina d’anni ai vari gruppi politici e partiti che sperano di cambiare la situazione italiana; ovviamente la speranza è tutta dei militanti, e che dicono oggi quello che dicevano ieri e vengono come ieri mobilitati contro questo o quell’altro pericolo urgente, con l’assicurazione che la prossima legislatura, vedrete (bla, bla, bla).

Ci auguriamo sinceramente che voi riuscirete a non entrare in questo circolo vizioso, magari facendovi fagocitare dai vari girotondisti (ottimi rappresentanti di eterni insoddisfatti sempre ad attendere la grazia di qualcuno, ma sempre disposti a piegarsi al volere di chi comanda), che stanno già tentando di aggregarvi alle loro chiacchiere, facendovi diventare parte dello status quo che difendono. Un altro tema a noi caro, che affrontate anche voi, è la definitiva perdita di significato delle categorie politiche di sinistra e destra. Non siamo stati noi i primi ad affrontare questo discorso, che era già in auge all’inizio del novecento, quando la differenza fra i vari capi dei gruppi nel Parlamento risiedeva nel solo fatto di difendere gruppi di interessi diversi. Oggi è ancora così, con l’aggiunta che i gruppi di interessi contrapposti, non sono più così contrapposti, anzi spesso e volentieri sono proprio gli stessi. Destra e sinistra, nella vostra polemica, non hanno più senso perché rappresentate da parlamentari corrotti e inefficienti, ma in realtà possiamo assicurarvi, parlando da amici, che semmai è l’inverso: i parlamentari riescono ad essere corrotti ed inefficienti proprio sfruttando le possibilità che gli vengono dal binomio in questione; non ci sono più (se mai ci siano state è da vedere), differenze reali, riguardanti la politica pratica, che potessero identificare destra e sinistra; se notiamo i presupposti ideologici semmai, troviamo differenze di altro tipo, che però non è corretto e onesto identificare come “destra” o “sinistra”.

Il discorso sarebbe lungo e soprattutto lasciamo ai numerosi studiosi di politica il compito di affrontare la questione più approfonditamente (dall’inizio del 1900 ad oggi saranno migliaia i politologi che hanno fatto notare questa problematica, ovviamente tenuta ai margini da chi ha sempre tratto profitto dalla conservazione del binomio). Il problema risiede nel fatto che non si può affrontare una questione del genere dall’interno delle logiche di cui lo stesso sistema politico bipolare o bipartitico si nutre: alla denuncia dell’inconsistenza delle differenze fra destra e sinistra deve seguire un nuovo approccio pratico e ideologico, una consapevolezza dei propri obiettivi e un realismo legato a doppio filo ad una radicalità (non estremismo) di vedute. Destra e sinistra, così come in Italia, rappresentano la strategia d’azione della liberal-democrazia di marca statunitense anche in tutte le altre nazioni sottoposte alla tutela atlantica; attraverso queste due compagini i grandi poteri riescono a legiferare in ogni campo a proprio piacimento, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, accontentando l’industriale e l’impresa mafiosa; impossibile affrontare la questione prendendo come esempio un Mastella o un qualsiasi altro politico italiano: non possiamo fronteggiare un disegno globale come un fatto esclusivamente nostrano. Ovunque, i partiti politici, quando si rifanno a due o più schieramenti, quando predicano l’alternanza rispondono a logiche mondializzanti di fronte alle quali siamo impotenti se intendiamo agire localmente; i problemi di corruzione, inefficienza e via dicendo che osserviamo sul nostro suolo, sono gli stessi che si osservano in tutti i satelliti della potenza americana o, più moderatamente, negli aderenti al suo sistema internazionale.

In tutta Europa (e oltre) vengono affrontate le stesse tematiche; in tutta Europa vengono mantenute in vita destra e sinistra (per poi accordarsi al momento di costituire un governo e creare le Grandi Coalizioni che i nostri politici tanto desiderano) proprio perché sono necessarie alla sopravvivenza del sistema. Cari amici di Beppe Grillo, questi sono – a grandi linee – i dubbi che ci attanagliano quando osserviamo e ci rallegriamo delle vostre prese di posizione; come vedete sono questioni piuttosto diverse da quelle che vengono prese in considerazione nei grandi media (per esempio l’accusa di qualunquismo e di antipolitica che noi gireremmo volentieri ai mittenti), ed è forse questo che più di ogni altra cosa dovrebbe farvi un attimo riflettere: gli appartenenti alla casta collaborazionista vi accusano di tutto, ma mai entrano nel merito delle questioni che ponete, questo perché sanno o sperano di potervi, prima o poi, plagiare direttamente o attraverso la partecipazione ai loro teatrini; cominci da subito la vostra battaglia per non perdere la via intrapresa, per rendere la vostra lotta realistica ed efficace. Vi invitiamo a rifletterci su e ci uniamo al vostro grido, mandando a quel paese i nostri parlamentari e soprattutto i loro padroni d’oltreoceano.

Matteo Pistilli
Fonte: www.cpeurasia.org
Link: http://www.oppostadirezione.altervista.org/
(Novembre 2007)

9 Commenti a “Lettera aperta a Beppe Grillo e ai grillini”

  • Giorgio Andretta:

    Signor Lino Bottaro,
    rispetto alle posizioni manifestate dal signor Matteo Pistilli, come si colloca?
    A favore, contro o neutro?
    Nel primo caso leggo una critica a dei critici, cioè una critica al quadrato.
    Nel secondo, non ho rilevato alcuna proposta risolutiva, quindi tutto si riconduce ad una quantità di chiacchiere.
    Nel terzo , una stucchevolezza sesquipedale.
    A lei la palla!

  • Antifa:

    Carino l’appello dei fascisti di Eurasia a Grillo, sembra scritto da Terza Posizione
    Ci manca un po’ di pathos però, i detentori delle verità nascoste (le solite palle dei fasci) che implorano che qualcuno se li cachi potevano far meglio
    Che schifo, che schifo chi pubblica robaccia del genere nascondendosi dietro la parola libertà, stampa libera di fare porpaganda ai fascisti e a dementi in guerra con i rettilianI?

  • mario:

    Le argomentazioni del Sig.Pistilli sono più che condivisibili, ma ritengo che
    la grave situazione economica degli Stati Uniti, costretti a una austerity
    di lunga durata, possa permettere alle nuove forze emergenti di affrancarsi
    almeno parzialmente. Ragione per cui meglio essere pronti e sfruttare questa
    grande occasione.

  • Paperino:

    Interessante vedere persone che invece di rispondere alle questioni, dialogare sul merito si mettono a dire “i fascisti di Eurasia”… come vengono definiti fascisti Chavez, Putin, Amhadinejad, Castro, Milosevic, De Gaulle, Morales e via dicendo solo per delegittimarne le esperienze…beh se questi sono i fascisti mi pare che “quelli di Eurasia” siano in buona, ottima compagnia…

    E chi invece si firma “Antifa” portando avanti le solite chiacchiere da globalizzatore atlantico, dovrebbe farsi qualche domanda….

  • Lino Bottaro:

    Destra e sinistra non hanno assolutamente più senso da un bel pò. Direi da quando se n’è andato Berlinguer. L’ultimo ad avere una moralità di tipo etico se pur con convinzioni di tipo assolutistico.
    Oggi si può solo parlare di persone che operano per il bene di uno stato sovrano e di quanti consapevolmente o meno portano l’acqua al mulino degli Angli “liberatori”.
    L’uso continuo e pretestuoso della divisione in destra o sinistra è solo funzionale al Potere reale che non è nelle mani di alcun italiano purtroppo. Con buona pace di destri e sinistri!!
    C’è ancora gente che non capisce il dividi e impera di romana memoria.
    Il potere semina sempre odio e divisione e poi se la ride della nostra stupidità.

  • ferri:

    Il mio è un commento in generale sul movimento. E’ molto simile a quello del ’68 dove si protestava e si contestava tutto, ma dal quale non è scaturita nessuna reale ricostruzione e dove forse si è più perso che guadagnato. I declami di beppe grillo sono popularistici (in contraddizione totale col suo stile di vita!). Ho letto il programma; c’è una serie di abolizioni, ma non c’è cosa ci si mette al loro posto, per es. per far funzionare le ferrovie una volta non più statali. In campo sanitario poi ci sono affermazioni populistiche che girano da anni soprattutto tra gli acritici e/o di minor cultura, senza chiaramente sapere di cosa si parla…sulla prevenzione, sul “comparaggio legalizzato” dei farmacisti per i farmaci generici che non sono assolutamente bioequivalenti, cioè con il medesimo effetto, e altri temi specifici, evidenziando così un’assoluta ignoranza sull’argomento.Indubbiamente serve a far risultare i medici spendaccioni, truffaldini, il che richiama molti consensi. Pare anche che facciano screening di prevenzione per far guadagnare l’azienda (ma sanno cos’è la prevenzione e come si fa?), è chiaro che tutto ciò trova ampio spazio e seguito ma che diffonde delle falsità proprio tra i giovani, figli del ’68, che molto generalmente parlando hanno scarsa esperienza, anche solo per la giovane età, e scarsa preparazione scolastica (promossi tutti anche chi non studia) e in quanto tali facili prede di facili entusiasmi talvolta anche irrazionali.
    Non ultimo l’uso eccessivo del computer, addirittura per lo studio al posto dei libri scolastici. Forse Grillo non sa che provoca patologie oculari, nervose, psichiche, osteoarticolari, già ampiamente documentate, nonchè false informazioni e errati convincimenti in quanto non tutti sanno scegliere tra siti attendibili o meno…rinforzando in diversi campi (specie quello medico) una disinformazione reale molto pericolosa.

  • marco:

    “Esplosione sociale” derivante dalla crisi economica?
    http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2010/09/esplosione-sociale-derivante-dalla.html

    http://www.youtube.com/watch?v=DcUJQDKQA-w&feature=player_embedded

    poi “i viola” chi sono? parenti degli arancioni ucraini (si dice finanziati dal soros)? boh

  • VITTORIO FELTRI – UNA SERPE IN SENO ALLA DEMOCRAZIA –

    E’ sconcertante, il comportamento infame, di un direttore di giornale, che ogni giorno, annaspa nella spazzatura per rendere più appetibile la sua opera di mistificazione. Questo quotidiano, mi ricorda quelle riviste di pettegolezzo degli anni 70, come “Ora”, “Visto” Cronaca Vera ed altri, di cui non ricordo il nome, e che improntavano il loro bieco commercio, sui titoloni altisonanti e improbabili scoup. Il “Giornale”, appare sempre più simile ad una discarica a cielo aperto, dove i miasmi populistici e intimidatori, si prefiggono di intorbidire culturalmente, una fetta di cittadini vuoti, predisposti e, naturalmente inclini, al qualunquismo, alla retorica e alla contraffazione della realtà.
    Una cosa che non dimenticherò mai, é il linciaggio mediatico, ingaggiato da Vittorio Feltri, contro Veronica Lario, e il silenzio vergognoso e complice, di un uomo piccolo e senza attributi: il marito.
    Il caso Boffo, poi, è strabiliante per la sua natura infamante e diabolica.
    Che la velina, relativa ai comportamenti sessuali del direttore di “Avvenire”, fosse vera o falsa, non è di alcuna rilevanza al fine di giustificarne la sua pubblicazione; in quei modi e con quell’intento. Un uomo ragionevole, di buon senso, non che padre e nonno, avrebbe dovuto rimandare al mittente un tale vergogna . Dirò di più: è indicativo, che l’abbiano fatta pervenire proprio a lui, il direttore Feltri, certi che, l’uomo, notoriamente privo di principi etici e deontologici, ne avrebbe fatto un uso perverso, in linea con campagna di delegittimazione pianificata dall’alto.
    Il servilismo del direttore Feltri, poi, lo qualifica per quello che è: una figura sbiadita, priva di qualsiasi potenziale umano e culturale; un essere abietto, vuoto, senza contenuti che, solo nella sudditanza, trova uno spazio conforme alla sua indole opportunista, che tracima di astio e di rancore. Mi fa scifo. Posso dirlo questo?
    Disprezzo più i servi dei padroni.

    Gianni Tirelli

  • LA SPAZZATURA, COME PARADIGMA DI SCHIAVITU’

    Uno dei tre problemi più inquietanti dell’umanità (dopo l’omologazione e la contraffazione della realtà, che ne mettono a serio rischio la sua stessa sopravvivenza), è quello della produzione dei rifiuti e del loro smaltimento.
    E’ arrivato il momento che i consumatori aprano gli occhi e inseriscano il cervello, per dare a Cesare le responsabilità di Cesare e, ai cittadini, le loro.
    Vi siete mai chiesti, per quale empirico motivo e singolare logica, ci viene addebitato l’onere relativo alla tassa sulla spazzatura? La risposta va ricercata nella nostra stupidità.
    Siamo stati ingannati per decenni e, come nel gioco delle tre carte, ci hanno fatto credere di essere gli autori di una tale sciagura, e colpevolizzato dei disastri biblici, che la stessa ha causato, causa e che, in futuro, provocherà.
    Alla luce della verità, è “Cesare” (l’industria), e non noi, a doversi addossare i costi di tutta la filiera dei rifiuti; dalla produzione al loro smaltimento.

    E’ triste e penoso il fatto che, il consumatore, accetti, senza obiettare, il pagamento dell’onere, relativo alla tassa sulla “monnezza”, ritenendolo giustificato e doveroso.
    Questa, è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, indotto dal Sistema, che gioca sulla percezione falsata che ha il consumatore, di ritenersi responsabile (in prima persona), del problema dei rifiuti, per avere “impunemente” soddisfatto il suo bisogno di acquisto e le sue necessità. Il contenitore che, in seguito, trasfigurerà la sua originale funzione in quella di rifiuto, é il paradigma della colpa e, l’onere di pagarne lo smaltimento, interviene come elemento di espiazione catartica.
    E se il contenitore fosse gratuito, così che il suo costo di produzione, non debba incidere sul reale valore del contenuto? Allora, in questo caso, la teoria dell’illusionismo si ribalterebbe, passando di mano a “Cesare” (l’industria) che, si dovrà fare carico (per stringente logica), dei costi relativi al suo smaltimento, avendolo prodotto a sue spese.
    La spazzatura, dunque, appartiene a chi la produce e non al consumatore che acquista il bene. E su questo, non si discute.

    L’industria, si deve attenere a quattro punti fondamentali e ineludibili, che rientrano nelle logiche di un mercato etico e responsabile:
    a) Produrre contenitori biodegradabili.
    b) Bonificare tutti i territori contaminati e depurare le acque.
    c) Farsi carico di tutte le spese di realizzazione, di Inceneritori, discariche, trasporto dei rifiuti, bonifica del territorio e dell’indotto.
    d) Restituire ai consumatori, raggirati e truffati, tutto il denaro estorto in questi decenni, costretti, indebitamente, al pagamento di una tassa farlocca e ingiusta.

    Non ottemperando a tali regole, le fabbriche vanno sanzionate in maniera esemplare e celermente chiuse e smantellate – manager e imprenditori, arrestati e portati in giudizio per attentato alla salute pubblica; in seguito, condannati e spero tanto, decapitati.
    Se, tutti noi insieme, oggi, non fermiamo in tempo, questi vampiri del sangue dei nostri figli, che contaminano e devastano l’habitat in cui dovrebbero crescere, sino ad oscurarne il loro futuro, avremmo perso l’ultima occasione di essere uomini liberi.

    Gianni Tirelli

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