[...] per un perverso meccanismo introdotto dal “profitto ad ogni costo”, che sulla mistificazione della realtà ha mercificato ogni cosa e valore, il litorale adriatico è costellato da “bandiere blu” a certificare il massimo livello di qualità di queste mete turistiche e di uno svago senza precedenti.
Articolo di Gianni Tirelli
Il mare Adriatico, a partire dal golfo di Trieste in giù, fino a Bari, è uno fra i mari più inquinati del pianeta. Come non potrebbe essere diversamente, quando la più grande industria chimica d’Europa, vanto dei padani, ha sede nel caotico Nord?
In questa enorme vasca da bagno, si riversano alcuni dei fiumi più tossici d’Europa e del Mediterraneo. Il Po’, fiore all’occhiello della Lega e, meta di riti comico-pagani, accoglie nel suo percorso verso l’Adriatico, affluenti come, il Lambro, l’Olona, il Ticino, l’Adda ecc, e infiniti rigagnoli e torrentelli che, con il loro carico di bombe chimiche (pcb, diserbanti, pesticidi, fertilizzanti, metalli pesanti, & c.), vanno ad aggiungersi alle flatulenze e miasmi del “Grande Fiume” padano per finire, come lo scarico di un grande cesso, nell’Adriatico selvaggio che erboso “era” come i pascoli dei monti!! Gli estrogeni, derivanti da fonti animali, sono 50 volte superiori alla media – un dato, più che allarmante! Una calamità!Se a tutto questo, aggiungiamo gli infiniti scarichi delle stazioni balneari, e le tonnellate di abbronzanti, creme rassodanti, snellenti, tonificanti e rivitalizzanti ( trionfo della chimica) che milioni di bagnanti senza speranza, cospargono sui loro corpi deformati da anni di sedentarietà invalidante al chiuso di asfittici e mortificanti uffici e di malsane fabbriche fumanti, allora, ogni speranza a trascorrere una vacanza salutare e rigenerante, viene miseramente disattesa.
Non possiamo non considerare, nonostante la loro natura pseudo-biologica, migliaia di ettolitri di urina, sputacchi e scorregge che pur mimetizzandosi fra le torbide e basse acque, concorrono ad elevare la percentuale di inquinamento del “Grande Stagno”.
Ciò nonostante e per un perverso meccanismo introdotto dal “profitto ad ogni costo”, che sulla mistificazione della realtà ha mercificato ogni cosa e valore, il litorale adriatico è costellato da “bandiere blu” a certificare il massimo livello di qualità di queste mete turistiche e di uno svago senza precedenti.
Il sud dell’Italia, alle bandiere blu, antepone la trasparenza delle sue acque e, alla mistificazione, la realtà.
Gianni Tirelli





























Mi compiaccio per la base scientifica dei dati di analisi chimiche proposte. Un po’ di serietà, suvvia. Non voglio affermare che l’ Adriatico non sia inquinato, ma un discorso affrontato in questa maniera è troppo semplicistico anche come discussione da bar. E allora viva Tirreno e Mediterraneo pieni di petrolio… continuiamo pure così…
Si continuiamo così, quando un giorno i malati di cancro saranno più numerosi che i granelli di sabbia della riviera allora si cambierà idea, o no’!!!.