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Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com

Post in costruzione (con parecchi refusi)

Questa mattina, accendendo il computer, ho trovato nella mia posta questa notizia ANSA, che riporto integralmente di seguito, ma che richiede un approfondito commento, perché non svanisca nel mare magnum dell’irrilevanza fra le migliaia di notizie, che ogni giorno mettono a dura prova le nostre connessioni neurali:

ANSA) -WASHINGTON,10 NOV- Hanno falsificato centinaia di carte e documenti inventando false vittime della Shoah e ottenendo cosi’ rimborsi per 42 mln di dlr negli ultimi 16 anni. Questa megatruffa, scoperta dall’Fbi, e’ stata opera di 11 impiegati di un fondo di NY specializzato nella difesa degli interessi dei superstiti dell’Olocausto. Questa organizzazione era nata negli anni ’50 per dare assistenza finanziaria agli ebrei che dimostravano di essere stati perseguitati dalla barbarie nazista nella 2/a guerra mondiale.

La notizia mi tocca anche su un piano personale, giacché è appena passato un anno, da quando il quotidiano “La Repubblica” ed i media che ci si sono abbeverati hanno tentato il colpaccio di coinvolgere un Ricercatore della Sapienza – “la più grande università d’Europa”, che diamine! – negli affari industriali dell’«Olocausto», che secondo i disegni di una ben nota Lobby avrebbe dovuto portare come risultato l’introduzione, anche in Italia, di una legge vigente nella civilissima Germania, dove dal 1994 ad oggi, secondo mie stime in attesa di gradita smentita, hanno prodotto ben 200.000 procedimenti penali per reati di opinione. Naturalmente, sono stato assolto dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale) con formula piena, per inesistenza del fatto e del diritto. Ho quindi avviato una causa civile risarcitoria contro “La Repubblica”, ma giornalista e direttore non solo non si presentano in giudizio, ma persistono nella propagazione della notizia falsa, per la quale è ora in corso anche un procedimento di urgenza ex art. 700 c.p.c.
Insomma, non sono neutro e disinteressato nel dare e commentare la notizia. Sono parte in causa in quanto, anche di me, si era voluto fare una “vittima” dell’«Olocausto», ma senza nessun diritto all’indennizzo, di cui si legge nella notizia ANSA, sulla quale adesso ritorneremo, con ampio discorso, seguendo anche e soprattutto il modo in cui detta notizia viene riportata e commentata da quegli stessi organi di stampa, dai “mainstream”, che di detta «Industria dell’Olocausto», denunciata da Norman G. Finkelstein, nel suo notissimo libro con questo titolo, sono stati partner industriali. Vi è stata una sorta propagazione tentacolare di una siffatta industria, alla quale sono da aggiungere un insieme di filiere, come l’«Industria dell’antisemitismo» e l’«Industria della Memoria». E si potrebbe anche aggiungere una «Industria dei Testimoni», con abbondantissima produzione editoriale. Al momento resta ancora da conoscere il numero esatto di quelli che hanno diviso gli utili della megatruffa, ordita dagli 11 impiegati smascherati dall’Fbi, secondo la notizia Ansa, sopra data.

Non credo di dover spiegare oltre la connessione del fatto con tutta una politica che, sentendosi forti e protette, le comunità ebraiche perseguono con certezza di impunità. Proprio l’altro giorno, nel clima della campagna anti Pio XII, un amico sacerdote mi ha raccontato, serenamente e senza nessun astio, di come si è trovato verbalmente aggredito in treno, mentre leggeva il giornale, da un ebreo, che sbraitando ad alta voce, gli gridava insulti, facendolo individualmente responsabile delle presunte “colpe” della Chiesa verso gli ebrei. Il sacerdote non ha presentato denuncia, nella persuasione che sarebbe stato inutile: siamo nelle loro mani. Per quanto riguarda la storiografia dell’«Olocausto» ognuno sa che essa è basata principalmente sulle “testimonianze”, ma quanto queste possano essere attendibili è provato ancora una volta dalla scoperta di questa ultima “megatruffa”.

A ragione di ciò gli storici seri ed onesti, e non quelli reclutati dalla stessa Industria, dovrebbero essere lasciati liberi di poter lavorare e di presentare i risultati delle loro ricerche, la cui fondatezza può venir riconosciuta solo dal libero contradditorio e dibattito scientifico, coperto non solo dagli artt. 21 e 33 della costituzione, ma ancor prima dal fondamentale art. 3, che riconosce eguale dignità a tutti gli uomini «senza distinzione di… opinioni…». Invece, su certe materie “sensibili” la dignità è già compromessa, se appena qualcuno si pone su posizioni controcorrente, fuori dal coro e dal conformismo dilagante. Si potrebbe scrivere un intero libro, raccogliendo le “perle” di illustri e illustrissimi personaggi, che, per altro verso, si ergono a campioni del diritto, della costituzione e della democrazia.

Nella parte che qui segue, in appendice, daremo una rassegna stampa, periodicamente aggiornata, del modo i cui i «Mainstream dell’Olocausto» riporteranno e faranno scomparire una notizia, le cui implicazioni costituiscono un atto di accusa e di condanna dell’«Industria dell’Informazione», che ha reso e rende possibile la megatruffa. Addirittura, si legge, la truffa si serviva di annunci sui giornali, in ricerca di clienti per la megatruffa! Monitorando i testi che seguono, certe verità le si può cogliere nelle virgole, negli aggettivi, nella coloritura, nell’attenuazione ed in tante astuzie della scrittura, già di per sé una forma di falsificazione rispetto alla realtà, che il segno dovrebbe descrivere e raffigurare. La ricerca, che qui avviamo, ci sembra interessante e feconda.

1. Il Giornale. – La posizione politica del “Giornale” è nettamente filoisraeliana e del tutto schiacciata sugli interessi, le volontà e i desideri della Lobby. Una delle sue firme è la signora Nirenstein, speriamo ancora per poco in parlamento, se si andrà a nuove elezioni. Con questa legge elettorale chiunque di noi avrebbe certezza di essere eletto se messo in lista fra i primi numeri di un partito dei due schieramenti. È questo il bipartitismo all’italiana, di gran lunga peggiore del proporzionalismo, che per lo meno rappresentava posizioni presenti nella societ italiana. La signora Nirenstein non si è mai occupata di altro che di interessi israeliani, stando però non alla Knesset, ma nel parlamento italiano. Leggo attentamente i testo di “Redazione”. I rimborsi ottenuti sono per 42 milioni di dollari. Ma quanti i beneficiari? Solo gli undici impiegati di cui leggesi? Andiamo avanti… Si parla infatti di “clienti”, ma non capisce se per un milione ciascuno e dunque 42 clienti, o molti di più per non meno di centinaia e migliaia, se a quota inferiore al milione caudauno! La truffa durava da… sedici anni, cioè dal 1994 almeno, ossia da prima ancora che uscisse il libro di Finkelstein, che ci avvertiva dell’esistenza di un’Industria della “menzogna” e della “truffa”. Ma è vano aspettarsi dalla “Redazione” simili associazioni di idee: è la tecnica della disinformazione, cioè quando non si può tacere la notizia, si può però evitarne le sgradevolo connessioni. In questi casi si adotta la formula: i fatti separati dalle opinioni! «È l’incredibile storia…» Ma perché “incredibile”? E per chi “incredibile”? Per la “Redazione” del «Giornale»! E ci sembra che qui basti l’analisi non della notizia, per la quale basta l’Ansa, ma del modo in cui la «Redazione» del «Giornale» tenta di attutire e neutralizzare il fatto: il redazionale è “disgustoso” e ci asteniamo da ulteriore analisi. I «Commenti», se ve ne saranno, poi sono sempre selezionati in funzione del testo ed i Commentatori degli articoli pilota del Giornale si distinguono nettamente nel popolo degli internauti.

1.1 «Il bello deve ancora saltare fuori». – Il Giornale, organo sionista, torna in seconda battuta sulla notizia. L’articolista adotta il tono indignato, ma non mostra di comprendere la portata della notizia e quale edificio viene a scardinare. Se non può che essere di matematica evidenza la “truffa” di chi pretende di essere un “sopravvissuto” ai “campi di concentramento” tedeschi, essendo nato dopo il 1945, non lo è altrettanto evidente la “possibile” truffa di chi è nato prima di quella data. Quali i criteri di verifica e di accertamento? Una procedura a carico di un soggetto pagatore, la Germania, ed i cui uffici si trovano negli Usa e in Israele? Se si voleva inventare una procedura destinata a produrre una truffa industriale non si poteva fare di meglio. Gli interrogativi, quindi, sorgono numerosi e da molteplici punti di vista. Se poi si vuole e si può in generale parlare di vittime della seconda guerra mondiale, allora non si capisce perché si debbano risarcire gli uni e non gli altri. Per esempio, i tedeschi che furono cacciati dai Sudeti, dove risiedevano da secoli, sono “vittime” pure esse o sono “colpevoli” sol perché erano “tedeschi”? E chi deve risarcire chi? Uno stato che risarcisse propri concittadini per titoli legittimi di sofferenza riconosciuta come ingiusta e di cui ci si fa carico? O uno stato deve risarcire non meglio identificate vittime come una misura di guerra, come una “riparazione” inflitta per debellatio? Ed inoltre quanto di siffatte “testimonianze” hanno contribuito, nella sola Germania, alla incriminazione penale di circa 200.000 cittadini, dal 1994 ad oggi, magari solamente colpevoli di aver messo in dubbio le dichiarazioni e le documentazioni dei truffatori oggi acclarati? E no, cari signori del “Giornale”, non potete cavarvela a buon mercato, con una indignazione di circostanza. E come la mettete con la recente richiesta, da parte ebraica, di introdurre le stesse leggi vigenti in Germania, dove si condannano persone che si limitano – ad esempio – a dire che i truffatori sono dei truffatori, magari dimostrandolo con una apposita documentazione.

Un Commento a “5.615 truffe finora accertate nell’«Industria dell’Olocausto». A rischio le filiere dell’«Antisemitismo» e della «Memoria».”

  • archimede:

    Facciamo richiesta di risarcimento per danni All’umanità ai Rotschild e ai lor signori Sionisti che se la scialano e spassano alla faccia dei finti colpevoli, :

    ci vorrebbero 150 Generazioni di questi Criminali per poter pagare tutti i danni che hanno fatto cominciando solamente dalla Prima Guerra Mondiale, non basterebbe la svendita dell’Inghilterra ,della Francia ,dell’America e di tutte le altre nazioni che hanno contribuito a far si che questa truffa venisse consolidata-

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