La guerra dell’oppio è stata per i cinesi peggio delle nostre guerre mondiali ed ha umiliato e schiavizzato la pacifica Cina..
fonte: www.MoviSol.org
Come si sa, spesso gli incidenti diplomatici coinvolgenti la Gran Bretagna non sono involontari.
In visita nella Cina, mercoledì scorso, il primo ministro britannico David Cameron e altri componenti della sua cerchia governativa hanno ostentato dei papaveri di carta sul bavero delle loro giacche.
Formalmente l’occasione sarebbe stata quella della commemorazione dei caduti in guerra, il giorno del 92° anniversario della firma dell’armistizio concludente la prima guerra mondiale. Nonostante ciò, i funzionari cinesi hanno pregato la delegazione britannica di rimuovere ciò che ricorda loro le guerre dell’oppio dell’Ottocento, quando le navi militari britanniche distrussero a suon di cannonate le città costiere della Cina, per costringerla ad accettare il loro “diritto a praticare il libero mercato” dell’oppio proveniente dalla regione indiana del Raj. Difatti, qualche giorno prima, il 3 novembre, si è avuto il 161° anniversario della prima guerra dell’oppio.
“I Cinesi ci hanno informati”, ha affermato all’agenzia AFP un funzionario al seguito di Cameron che preferisce rimanere anonimo, “che sarebbe stato inappropriato indossare i papaveri, a causa delle guerre dell’oppio”.
“Abbiamo loro risposto”, ha continuato, “che per noi [i papaveri] hanno un grande significato e che li avremmo indossati comunque”. Con pari sincerità, avrebbe potuto aggiungere, col fare impassabile proprio dei britannici, che servono per ricordar loro di restare al loro posto.





























I Sassoon, famiglia di origine ebraico-irachena, finanziati dai Rothschild, erano i signori dell’oppio e la British Navy era il loro braccio armato.
La moderna guerra dell’oppio si sta combattendo in Afganistan dove nel 2007 ne furono prodotte 8200 tonn. corrispondenti al 93 % della produzione mondiale.
L’oppio non si fuma più ma se ne fa morfina per BigPharma ed eroina da contrabbandare in Russia (con 30 mila vittime/anno), Iran, UE e USA.
Nel CdA della Casaleggio Associati, società specializzata nel marketing politico/sociale nel WEB e che cura i siti di Grillo e DiPietro,c’è un Enrico Sasson….coincidenza?