Molti i sospetti che Wikileaks sia un’operazione di cyber-guerra degli USA
W. Madsen Pakistan Daily 28 Luglio 2010
WMR ha appreso da fonti d’intelligence asiatiche che vi è la forte convinzione, in alcuni paesi asiatici, in particolare Cina e Thailandia, che il sito Wikileaks, che pretende di pubblicare documenti riservati e sensibili, pur garantendo l’anonimato alle fonti, sia legato alla cyber-guerra e alle operazioni di spionaggio informatico degli Stati Uniti, nonché alle attività di cyber-guerra del Mossad.
Wikileaks sostiene di aver decifrato riprese video di un attacco di un Predator USA contro dei civili in Afghanistan, e che gli agenti segreti del Dipartimento di Stato USA hanno inseguito il redattore di Wikileaks dall’Islanda alla Norvegia, in un’operazione di sorveglianza svolta congiuntamente dagli Stati Uniti e dall’Islanda. Il governo dell’Islanda a corto di finanziamenti, ha recentemente annunciato la politica per divenire un rifugio per i siti web che temono l’oppressione politica e la censura nei paesi di origine. Tuttavia, nel caso di Wikileaks, paesi come la Cina e la Thailandia sospettano della reale “proprietà” del sito web.
Wikileaks aveva detto che intendeva mostrare il suo video in una conferenza stampa, il 5 aprile, presso il National Press Club di Washington DC, ma che i suoi presentatori sarebbero stati fermati o arrestati prima di quel momento. Le fonti di WMR ritengono che la “militanza” di Wikileaks, di fronte alla supposta sorveglianza, appare fasulla.
Le nostre fonti di intelligence asiatiche affermano quanto segue: “Wikileaks esegue una campagna di disinformazione, gridando alla persecuzione dei servizi segreti statunitensi, quando essa stessa è dell’intelligence statunitense. La sua [di Wikileaks] attività in Islanda è totalmente sospetta“. Wikileaks afferma di essere vittima di una nuova operazione COINTELPRO [Counter Intelligence Program], diretta dal Pentagono e da varie agenzie di intelligence statunitensi. Le fonti di WMR ritengono che Wikileaks sia parte integrante di una campagna di cyber-COINTELPRO, come proposto dallo “zar delle informazioni” del Presidente Obama, il Dott. Cass Sunstein.
Nel gennaio 2007, John Young, che gestisce cryptome.org, un sito che pubblica una serie di informazioni sensibili e riservate, lasciava Wikileaks sostenendo che è un’operazione di copertura della CIA. Young ha inoltre pubblicato circa 150 messaggi di posta elettronica inviati da attivisti di Wikileaks a cryptome. Essi comprendono un commento denigratorio di questo redattore (Wayne Madsen. NdT) dal co-fondatore di Wikileaks, l’australiano Dr. Julian Assange. Assange indica ”hacker” tra le sue professioni. Il co-fondatore tedesco di Wikileaks utilizza uno pseudonimo, “Daniel Schmitt“.
Wikileaks afferma che è “un’organizzazione multi-giurisdizionale per proteggere dissidenti, informatori, giornalisti e blogger che affrontano minacce legali o di altro tipo, legati all’editoria, [il cui] primario interesse è lo smascheramento dei regimi oppressivi in Asia, nell’ex blocco sovietico, sub-sahariani e nel Medio Oriente, ma assistiamo le persone di tutte le nazioni che vogliono svelare i comportamenti non etici dei loro governi e aziende. Il nostro obiettivo è il massimo impatto politico. Abbiamo ricevuto più di 1,2 milioni di documenti, finora, dalle comunità dissidenti e da fonti anonime“.
In Cina, Wikileaks è sospettato di avere legami col Mossad. Si ricordi che la sua prima “fuga” proveniva da un “insider” di al-Shabbab in Somalia. Al-Shabbab è il gruppo di ribelli musulmani che i neocon hanno collegato ad “al-Qaida“.
Fonti di intelligence asiatiche, inoltre, affermano che Assange ha preso il “dottorato” presso la Moffett University, una fabbrica di diplomi on-line e che, mentre diceva che si trovava a Nairobi, in Kenya, in realtà si trovava in Australia, dove le sue gesta includevano il computer hacking e la pirateria dei software.
WMR ha confermato la tesi di Young che Wikileaks sia un’operazione di facciata della CIA. Wikileaks è intimamente coinvolto in un’operazione da 20 milioni dollari della CIA, in cui i dissidenti cinesi, basati negli USA, penetrano nei computer della Cina. Alcuni degli hacker cinesi hanno eseguito un programma speciale di hacking attraverso i computer cinesi, che aveva per obiettivo i sistemi informatici governativi e militari degli Stati Uniti. Dopo che questo hacking è stato compiuto, il governo degli Stati Uniti annunciava, attraverso media compiacenti, che i computer degli Stati Uniti erano stati sottoposti a un cyber-attacco cinese. La “minaccia” accresce il già gonfio bilancio per la cyber-difesa e la cyber-offesa, giocando in proprio favore i timori del pubblico e delle imprese statunitensi che si affidano in larga misura alla tecnologia informatica.
E’ stato, inoltre, sottolineato che nell’ufficio di consulenza di Wikileaks c’è Ben Laurie, un ex programmatore ed esperto di sicurezza Internet di Google, che ha recentemente firmato un accordo di collaborazione con la US National Security Agency (NSA) ed è stato accusato dai cinesi di far parte di una campagna di cyber-spionaggio degli Stati Uniti contro la Cina. Altri membri consulenti di Wikileaks sono i leader dissidenti cinesi, tra cui Wan Dan, che ha vinto nel 1998 il Premio Democrazia del National Endowment for Democracy (NED); Youcai Wang, fondatore del Partito democratico cinese, Xiao Qiang, direttore del China Internet Project all’Università di Berkeley in California, membro del consiglio consultivo della Campagna Internazionale per il Tibet e commentatore presso Radio Free Asia, affiliata a George Soros, e l’attivista tibetano in esilio Tashi Namgyal Khamsitsang.
Le nostre fonti in Asia credono che Wikileaks sia entrato in conflitto coi suoi finanziatori della CIA, dopo che è stato scoperto che alcuni ‘dati’ di Wikileaks erano stati dirottati verso il Mossad invece che ai suoi padroni di Langley. Dopo il taglio dei finanziamenti della CIA, “Daniel Schmitt” ha mollato e ha trasferito l’operazione Wikileaks in Belgio e Svezia, con la speranza di avere una base più sicura in Islanda.
Vi sono forti sospetti che Wikileaks sia un’altra operazione “false flag” finanziata da Soros, posta a sinistra dello spettro politico. WMR ha appreso che, dopo che l’ex senatore Norm Coleman (R-MN) aveva deciso di opporsi alla scelta di Soros di nominare il vice del segretario generale dell’Onu Kofi Annan, Mark Malloch Brown, a presidente della Banca Mondiale, per succedere a Paul Wolfowitz caduto in disgrazia, Soros ha accelerato l’operazione Wikileaks. “Daniel Schmitt” ha hackerizzato la lista dei sostenitori di Coleman, rubando le informazioni sulle carte di credito, gli indirizzi e pubblicando i “dati” su Wikileaks. Il democratico Al Franken, che è stato fortemente appoggiato da Soros, ha sconfitto Coleman in elezioni giuridicamente controverse e molto oscure.
Si ritiene inoltre, da fonti bene informate, che Soros sia dietro l’operazione per portare Wikileaks in Islanda. Diventando una potenza in Islanda, Soros può impedire agli islandesi di rimborsare gli investitori britannici e olandesi del banking online islandese basato sullo schema Ponzi, e continuare la sua guerra totale contro il primo ministro britannico Gordon Brown che ha, a sua volta, preso di mira Soros per aver scommesso contro la sterlina.
L’Islanda è la preda classica di Soros. La corona islandese è stata decimata come divisa e non ha un futuro come valuta, soprattutto con il possibile deprezzamento dell’euro e della sterlina inglese. Soros sta abbattendo l’euro, pianificandone la caduta e il corto circuito, proprio come ha fatto contro la sterlina, a Londra, negli anni ‘80. Dopo che le valute del Regno Unito e dell’Europa saranno svalutate, Soros comprerebbe ogni banconota di euro in vista, guadagnando così migliaia di miliardi.
Soros e i suoi amici di Wikileaks hanno in Islanda un sistema bancario praticamente non regolamentato e alla disperata ricerca di un afflusso di capitali, denaro che proverrà dai tycoon russi in esilio in Israele, a Londra e negli Stati Uniti. Gli investitori israeliani come Bank Leumi, inondati dal contante dirottato da Bernard Madoff, faranno la loro parte in questa operazione spremi-e-ruba con i Quantum fund di Soros collegati agli hedge fund.
Con Wikileaks ben inserito in Islanda, le “coraggiose” e tanto attese ‘falle’ delle informazioni attueranno un’operazione di ricatto internazionale contro i nemici di Soros, lanciando incursioni via computer contro le imprese e le banche ‘non Quantum’ rivali di Soros. Wikileaks sarà usato come un killer informatico nei confronti dei nemici del presidente Obama e di Rahm Emanuel, nella campagna per la rielezione del 2012.
Dall’Islanda, Soros sarà ben posizionato nell’ottenere il controllo delle massiccie risorse minerarie poste sotto il manto dei ghiacciai in via di scioglimento della Groenlandia. Sotto il ghiaccio vi sono i depositi più importanti di terre rare al di fuori della Cina; con quei minerali a sua disposizione, Soros sarà in grado di controllare le industrie dell’elettronica del mondo. L’attività vulcanica della settimana passata in Islanda, tuttavia, potrebbe disturbare o distruggere i piani di Soros per stabilire e controllare una via d’accesso nordamericano-europea in Islanda.
I seguenti sono alcuni dei messaggi di posta elettronica con cui Young ha rivelato la sua esposizione dei collegamenti Wikileaks-CIA (così come per il “phishing” della Mafia russa, un’operazione gestita in Israele da ebrei russo-israeliani) [Nota: nella seconda e-mail, "JYA" è un riferimento alla John Young Associates]:
A: John Young
Da: Wikileaks
Oggetto: martha stuart pgp
Date: Sun, 7 Jan 2007 12:20:25 -0500
- BEGIN PGP MESSAGE -
Oggetto: Nessuno
J. stiamo per fotterli tutti. Per lo più cinesi, ma non è del tutto una finta. L’inventiva abbonda. Bugie, colpi di scena e distorsione ovunque necessario per la protezione. Gli hackers monitorano cinesi e altre intelligence, appena li beccheranno nei loro obiettivi e li tireranno fuori, lo faremo anche noi.
Un flusso continuo di materiale. Quasi 100.000 documenti/e-mail al giorno. Crackeremo il mondo e lo faremo fiorire in qualcosa di nuovo. Se spennare la CIA ci aiuterà, allora la spenneremo. Abbiamo arraffato da NED, CFR, Freedomhouse e altre tette della CIA. Abbiamo tutti i (documenti) pre-2005 sull’Afghanistan. Quasi tutti dati dall’India. Una mezza dozzina di ministeri degli esteri. Decine di partiti politici e consolati, Banca mondiale, APEC, sezioni ONU, gruppi commerciali, Tibet e associazioni fulan Dafa e il … phishing della mafia russa che estrae i dati in tutto il mondo. Stiamo annegando. Non conosciamo nemmeno un decimo di ciò che abbiamo o conserviamo. Ci siamo fermati quando abiamo depositato 1 TB (Terabyte di dati, NdT).
Da: Julian Assange
Data: Mon, 8 gen 2007 13:40:14 0.000
A: funtimesahead[at]lists.riseup.net
Oggetto: [WL] divulgazione cryptome
[Questa è una mailing list ristretta interna per Wikileaks-.-Org. Si prega di non citare la parola direttamente in tali discussioni; si ci riferisca invece a 'WL'. Questa lista è ospitata presso riseup.net, un attivista collettivo di Seattle assistito da un avvocato con una grande spina dorsale.]
Non ho idea di quello che stava dicendo JYA!
E’ chiaro per me comunque, che non stava cercando di proteggere l’identità della gente con il suo xxxxx’ing, ma piuttosto cercando di aumentare la sensualità del documento. Forse sente WL come una minaccia allo status centrale del meccanismo nella sua vita? Penso solo che gli piacciono le polemiche.
Può averci fatto un grande favore. C’è un sacco di confusione nel documento. E’ un po’ anarchico, ma penso che si legge in generale bene e fa pensare a persone che stanno facendo qualcosa a cui tengono.
Cmq, io propongo di fare attenzione anche a Wayne Madsen. Sembra essere un altro caso di qualcuno che è stato fantastico fino a pochi anni fa, ma recentemente ha iniziato a vedere complotti ovunque. Entrambi i casi possibilmente sono collegati all’età.
Io non spendo più alcun pensiero su ciò. La prossima settimana sarà occupata. Le storie delle settimane precedenti saranno già fatte e le metteremo all’ordine del giorno per il resto della settimana. Non cercare l’attenzione di JYA.
Sono disposto a gestire le chiamate per .au, anche se il mio background può fare di S una scommessa migliore.
Enigma WikiLeaks
By sitoaurora
Elena Pustovoitova Strategic-Culture 02.11.2010
Il fenomeno di Wikileaks, una potente fonte di informazioni classificate, riflette non solo le immense potenzialità di Internet, ma anche il fatto che l’attuazione di un sofisticato programma di lavaggio del cervello deve essere in corso.
La prima esplosione di ex segreti – il dossier afghano comprendente le relazioni dei comandanti di vari ranghi, i dettagli delle missioni di combattimento, documenti di analisi, ecc – ha inviato una scossa in tutto il mondo. Decine di migliaia di documenti segreti, che hanno messo in luce tutta una gamma di operazioni della NATO in Afghanistan, sono stati improvvisamente messi a disposizione del pubblico. Data la recente ondata di nuove rivelazioni pubblicate dal sito – il dossier iracheno, con circa 400.000 documenti del Pentagono riguardanti la campagna militare in Iraq (!) – è sensato dare un’occhiata più da vicino all’essenza di Wikileaks.
Il dossier iracheno va dal marzo 2003 – alla fine del 2009, e contiene le informazioni di almeno 15.000 morti, precedentemente non dichiarati, in Iraq. I documenti includono relazioni su tutti i caduti e i feriti che ha provocato la campagna militare della coalizione occidentale nel Paese. Secondo i materiali, i militari statunitensi hanno causato 109.000 morti, il 63% di loro tra i civili. La conclusione immediata è che il bilancio delle vittime civili è molto più alto di quanto creduto finora. L’esercito iracheno e la coalizione occidentale hanno perso 15.000 e 3.700 militari rispettivamente, mentre le perdite del loro avversario è pari a 24.000. Nel complesso, 285.000 iracheni sono stati vittime alla campagna.
Sono anche emerse informazioni sulle torture perpetrate dalla polizia e dai militari iracheni, che prevedibilmente non hanno alcuna responsabilità; sui casi in cui il personale della famigerata Blackwater ha aperto il fuoco sui civili; ecc.
I 400.000 rapporti militari statunitensi espongono il lato oscuro della campagna irachena. In particolare, i militari statunitensi che si sono ritrovati nell’epicentro dello scandalo non hanno fornito giustificazioni. Il Capo di Stato Maggiore dell’US Army, Gen. G. Casey che è stato comandante della coalizione nel 2004-2007, respinge le affermazioni di WikiLeaks nel complesso. Egli ammette che emissari militari hanno visitato obitori iracheni per contare i morti, ma dice che non può ricordare in nessun caso che i dati del bilancio delle vittime civili siano stati distorti. Il portavoce del Pentagono colonnello Dave Lepan, ha detto che l’esercito statunitense non aveva mai tenuto un registro delle vittime civili. Ha sottolineato che le indagini sulle vittime civili provenivano da decine di organizzazioni indipendenti e quindi avevano ampie variazioni. Lepan sostiene che contare il numero di morti sulla base di tali dati, anni dopo gli eventi, è impossibile.
Stranamente, i media occidentali sembrano concentrarsi non tanto sul conteggio dei morti su entrambi i lati, quanto sulle relazioni di pestaggi e trattamenti degradanti dei detenuti in custodia. Molte persone sono state torturate con trapani elettrici, accecate, bruciate con l’acido e giustiziati senza indagini e processi. La spiegazione dietro l’enfasi è che il danno è imputabile agli squadroni della morte sciiti, direttamente subordinati al premier iracheno Nouri al-Maliki, che hanno perseguitato gli oppositori dell’amministrazione, in maggioranza musulmani sunniti. Questo appare come un’astuta mossa propagandistica: riconoscendo che gli Stati Uniti hanno compiuti parecchi crimini durante i combattimenti e che perdere la guerra è stata anch’essa un crimine, i media hanno prontamente spostato l’attenzione del pubblico su coloro che sono colpevoli di crimini molto più malvagi …
Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, ha recentemente dichiarato che ciò che cercava era la verità. Ma quale verità ha in mente, però? Oltre alle segnalazioni di atrocità commesse dalle forze Usa e dai loro seguaci iracheni, quali nuove informazioni forniscono le centinaia di pagine dei documenti pubblicati? D. Lepan ha dichiarato che ne espongono la strategia degli Stati Uniti, né rivelare nulla di particolarmente segreto. Non saprete da Wikileaks come, per anni, il petrolio iracheno sia stato rubato e inviato negli Stati Uniti attraverso il porto di Ceyhan, in Turchia, per essere venduto sotto costo. Né WikiLeaks menziona il fatto dei numerosi bambini mutanti nati a Falluja, la città che è sopravvissuta agli attacchi degli Stati Uniti con proiettili contenenti uranio esaurito.
Non inganna gli osservatori il fatto che, in qualche modo, l’Amministrazione statunitense abbia espresso malcontento per la pubblicazione del dossier afgano, ma abbia trascurato di indagare sulla fuga. Il redattore capo del New York Times, Bill Keller, ha detto che il comitato direttivo del giornale ha chiesto all’amministrazione Obama quali parti del dossier sia giusto pubblicare, ma non ha sentito nulla dai vertici, neanche i ringraziamenti di routine per aver preso la questione seriamente.
Wikileaks tenta chiaramente di creare l’impressione che la maggioranza delle vittime civili in Iraq dovrebbe appesantire la coscienza degli iracheni, e personalmente quella del premier al-Maliki, che voleva sbarazzarsi dei suoi oppositori sunniti, mentre la responsabilità degli Stati Uniti è limitata dal non sollevare domande su ciò che è successo. Si deve tener conto, però, che le fughe di WikiLeaks hanno avuto luogo poco dopo che due nemici di lunga data, entrambi musulmani sciiti – il premier iracheno al-Maliki e il popolare leader radicale Muqtada al-Sadr – hanno stipulato la pace sotto la pressione di Teheran, permettendo così l’emergere di un’amministrazione irachena probabilmente amichevole con l’Iran.
L’Iran è l’obiettivo principale della seconda tornata delle rivelazioni di Wikileaks. I materiali del sito implicano che l’Iran avrebbe aiutato gli estremisti in Iraq a destabilizzare il paese e ottenere influenza sul suo governo. Se ci si può fidare di WikiLeaks su ciò, in Iran, le Guardie della rivoluzione islamica hanno addestrato commando iracheni e li hanno aiutati nella pianificazione delle offensive militari. WikiLeaks accusa, anche, che Teheran abbia passato armi ai ribelli e anche che iraniani hanno combattuto contro gli occidentali, fianco a fianco con gli iracheni. Non c’è bisogno di spiegare a quali conclusioni invitano tali accuse.
Il Capo del sistema giudiziario iraniano ayatollah Ardeshir Sadegh Larijani, ha detto che le fughe di Wikileaks sono state effettivamente benedette dal governo statunitense, e aiutano la lobby israeliana di Washington a perseguire i suoi obiettivi strategici. Potrebbe essere che Assange abbia avuto tali materiali da Israele? L’ipotesi suona abbastanza realistica. Allo stesso modo, come la versione statunitense dell’attacco dell’11 settembre è servita a giustificare le invasioni di Iraq e Afghanistan, e il mito di Al-Qaida come minaccia permanente per gli Stati Uniti, non riescono a spiegare la strana tolleranza del gruppo verso Israele.
Il Gen. H. Shelton, presidente del Joint Chiefs of Staff nel periodo 1997-2001, ha scritto nelle sue memorie, pubblicate recentemente col titolo ‘Without Hesitation: Odyssey of an American Warrior that the Iraqi war was unnecessary’, che l’amministrazione di G. Bush iniziò sulla base di una serie bugie e che Wolfowitz e gli altri neocon dalla lobby israeliana, stavano spingendo Washington nel massacro, fino quasi al punto dell’insubordinazione.
Prima o poi, anche il segreto di WikiLeaks diventerà noto. La mancanza di dibattito sul ruolo negativo dei militari Usa in Iraq – il ruolo esposto dai documenti di Wikileaks, tra l’altro – dimostra che le fughe sono una manovra politica calcolata. Si può ascoltare sempre più spesso, negli Stati Uniti, che la recente fuga sia suscettibile di incidere sul risultato delle primarie negli Usa. Considerando che la campagna irachena è stata lanciata sotto l’amministrazione repubblicana, le informazioni che sono state divulgate per gettare un’ombra sui repubblicani che stanno rafforzando le loro posizioni al Congresso. Ancora, Obama difficilmente riuscirà a convincere qualcuno che la sua amministrazione non condivide la responsabilità per la campagna.
Non solo le forze USA, ma anche i loro alleati si sono infognati in Iraq. Lo scandalo si sta ampliando in Gran Bretagna, dove il pubblico è indignato per le atrocità commesse dalle forze britanniche.
Nuovi manuali sugli interrogatori incaricare gli ufficiali britannici a umiliare ed esaurire i prigionieri, per farli sentire disorientati, indifesi e impauriti. Uno dei manuali insegna a spogliare i detenuti nel caso in cui disobbedire. Gli ultimi manuali degli inquisitori dicono che le bande per gli occhio, auricolari e manette di plastica sono gli strumenti degli interrogatori principali. Bisogna tenere presente che la Convenzione di Ginevra del 1949 ha bandito qualsiasi forma di pressione fisica o psicologica volta a estrarre informazioni dai prigionieri.
The Guardian ha stabilito che i manuali dell’esercito britannico sono stati scritto dopo che Baha Mousa, un receptionist di hotel iracheno, è stato picchiato a morte mentre era in custodia dell’esercito britannico, a Bassora, nel settembre 2003. L’autopsia ha constatato che Baha aveva subito 93 ferite ed era morto di asfissia per essere stato incappucciato e gravemente picchiato dai soldati del Reggimento Duca di Lancaster. I militari britannici sono anche sospettati di aver ucciso un uomo prendendolo a calci fino alla morte, a bordo di un elicottero, sparato a un uomo a seguito di un incidente stradale e annegato un diciannovenne iracheno. Inoltre, i legali britannici che rappresentano più di 100 iracheni detenuti e interrogati dalle forze britanniche nel marzo 2003 – aprile 2008, intendono sottoporre alla Corte di Londra la prova che le persone venivano sistematicamente torturate.
Ora WikiLeaks pianifica d’inviare materiale sulla Russia, la Cina e diversi altri paesi. La portavoce di WikiLeaks, Kristin Hrafnson, ha detto ai media di Mosca che i lettori russi stanno per imparare un sacco di cose riguardanti il proprio paese di cui non sono consapevoli. Il tempo mostrerà, quale verità su noi stessi non sappiamo ancora.
Copyright 2010 © Strategic Culture Foundation
E’ gradita la ripresa dell’articolo a condizione del collegamento ipertestuale diretto al giornale on-line “Strategic Culture Foundation“.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru





























bene, credo che si possa cominciare a tirare qualche somma. Le “rivelazioni” di WikiLeaks fino ad ora sono state bufale con scarsissima importanza geopolitica. tutto vecchio, risaputo e soprattutto, ripeto, di nessuna importanza. Inoltre c’è da domandarsi chi passa tutto quel materiale al sito in questione. Non credo che i servizi vari possano spandere documenti classificati in giro per il mondo. Anzi mi dicono che, nell’ambito dei servizi, la tracciabilita’ dei documenti è totale. Quindi tutta questa storia è finalizzata a qualcos’altro. Nello spargere gossip a piene mani si fa passare qualche messaggio del tipo “l’Arabia chiese agli Stati Uniti di bombardare l’Iran”. Capito il giochino? buona giornata a tutti.
Luca interessante
Un messaggio che è passato è quello dell arichiesta di bombardare Irak e Iran da parte dei cosiddetti paesi arabi “moderati”
Ma c’è ben di piu in questi messa CIA/Mossadggi, a volerci leggere in lingua e tra le righe
Un fatto, anche se fosse finanziato da Soros quest’operazione avrebbe più il sapore di un regolamento di conti inter elite, per cui benvenga
Altro fatto, l’accusa di violenze sessuali nei confronti di Assange ha il sapore marcatissimo e la firma, quella sì, di CIA/MOSSAD
E comunque non arriverei così presto a queste conclusioni
Luca interessante
Un messaggio che è passato è quello della richiesta di bombardare Irak e Iran da parte dei cosiddetti paesi arabi “moderati”
Ma c’è ben di piu in questi messaggi CIA/Mossadggi, a volerci leggere in lingua e tra le righe
Un fatto, anche se fosse finanziato da Soros quest’operazione avrebbe più il sapore di un regolamento di conti inter elite, per cui benvenga
Altro fatto, l’accusa di violenze sessuali nei confronti di Assange ha il sapore marcatissimo e la firma, quella sì, di CIA/MOSSAD
E comunque non arriverei così presto a queste conclusioni
@Nicoletta. carissima, certamente è meglio aspettare che qualche altra cosa si chiarisca, ma dopo avere letto il bel libro di Giuseppe De Lutiis “I servizi segreti in Italia” mi sembra di avere le chiavi per decrittare simili fatti o quanto meno fare una prima scrematura. Come è risaputo De Lutiis è probabilmente il massimo esperto di servizi nel nostro paese. Non credo assolutamente alla fuga di notizie soprattutto quando di cosi’ basso livello. sai, se fosse uscito qualcosa sulle stragi di stato…..e poi nulla avviene per caso nel mondo dei servizi. basti ricordare l’altra bufala del dossier Mitrokhin. Blondet sul suo sito sostiene che tutta quella mole di file sia solo parte dell’enorme spazzatura che il Mossad raccoglie. Come sappiamo l’efficienza del Mossad non è dovuta al fatto che siano particolarmente bravi ma dal fatto che hanno 25 milioni di agenti sparsi per il mondo e piazzati ai livelli piu’ alti delle istituzioni politico-finanziarie. Ogni persona di religione ebraica che vive fuori da Israele, è tenuta ad informare i confratelli, si chiamano “sayanim”. Non solo, ma ditte di elettronica avanzata israeliane hanno il controllo della sicurezza in aeroporti, per esempio, oppure il controllo dei Server di posta, alcuni dei quali sono posizionati in Israele. ognuno di noi puo’ controllare. Basta istallare Flagfox in Mozilla e vedrete comparire la bandiera del paese che ospita i server. quante sorprese!! Mi fermo qui, perche’ il discorso si farebbe lungo. Ma potremo riprenderlo alla prossima occasione. saluti e buona serata.
[...] la vicenda Wikileaks: dietro la fuga di notizie ci sarebbe il Mossad e forse anche la CIA e perfino George Soros. La teoria del grande complotto supera senza difficoltà anche le situazioni che sembrano [...]