articolo di domenica 12 dicembre 2010
Scilipoti: “Non mi vergogno, io sto con gli italiani”
di Stefano Filippi
Il deputato che ha lasciato Di Pietro è orientato a sostenere il governo Berlusconi. “Basta con la deriva a sinistra, voglio evitare danni irreversibili al Paese. Mi sono accorto di stare in un partito che usa delegittimazione e mascalzonaggini”
Il deputato Domenico Scilipoti, ex Italia dei valori e ora cofondatore del Movimento di responsabilità nazionale, è malato. La tensione gioca brutti scherzi. «Ma il 14 sarò in Parlamento anche con 40 di febbre per salvare l’Italia da gente che può creare danni irreversibili al Paese», garantisce al telefono dal letto di dolore.
Onorevole, sa che alla manifestazione dipietrista di Bologna è stato sbeffeggiato in tutti i modi?
«Mi hanno raccontato qualcosa».
Travaglio non riusciva a pronunciare il suo cognome.
«Un gioco puerile. È un intellettuale di terz’ordine».
Di Pietro ha fatto il paragone con il marito cornuto che si taglia gli attributi in odio alla moglie.
«Mi spiace l’abbia messa sul personale, io non odio nessuno. Mi sono posto un problema che dovrebbero porsi tutti i colleghi: c’è un momento di grande difficoltà e ai parlamentari si impedisce di esprimere in libertà un giudizio nell’interesse del popolo. Se non segui gli ordini di partito sei tagliato fuori».
Quando si vota una fiducia non è normale ricevere ordini?
«Da tempo l’Italia dei valori sta deragliando. Io faccio il medico, sono un cattolico moderato, provengo dall’area socialdemocratica saragattiana e su tante questioni ho opinioni diverse da quelle che prevalgono nel mio ex partito».
Quali?
«Il testamento biologico, la pillola Ru486 che per me è un abortivo, l’eutanasia che considero un suicidio assistito. L’Idv si sposta ogni giorno sempre più a sinistra, non posso più condividerlo».
Perché ha aspettato il voto di fiducia per uscire?
«Il malessere esisteva da tempo. Il mio lavoro parlamentare non è stato apprezzato. Mai che una mia proposta di legge sia stata calendarizzata».
Per esempio?
«La modifica delle norme sull’usura bancaria. Il tema delle medicine non convenzionali o la tutela dei lavoratori dal rischio amianto. Sono stato nel partito 12 anni, candidato quattro volte, parlamentare da due anni e mezzo, ho fatto tantissime proposte: ma quasi nulla della mia attività è finito sul sito del partito. Qualcosa non quaglia».
Lei è stato accusato di essersi venduto per coprire un debito di 200mila euro.
«Sono allibito dal fango che mi gettano addosso».
Facciamo chiarezza?
«Nel 1994 presiedevo una cooperativa per costruire un poliambulatorio a Terme Vigliatore, il mio paese nel Messinese. Un amico ingegnere preparò una bozza. Non arrivammo nemmeno al progetto definitivo, ma mi sono trovato addosso una denuncia. All’inizio non ci ho dato peso».
In secondo grado è stato condannato a versare quella somma.
«Condanna ingiusta, non pagherò mai. In un paese di 1500 anime questo signore ha 30 contenziosi analoghi. Perché Di Pietro, che denuncia tutti, non si è preso in carico questa vicenda? Doveva difendere me e le altre decine di vittime di questa persona scorretta. Personaggi in vista del partito conoscevano perfettamente come stanno le cose».
Non ha problemi di soldi?
«Faccio la libera professione medica da trent’anni. Al partito non ho mai creato problemi. La precedente segreteria regionale mi doveva 11mila euro per lo sfratto della segreteria provinciale di Messina: ho pagato di tasca mia e sono stato zitto. In tre anni e mezzo da segretario provinciale ho ricevuto appena 2mila euro come contributo dal partito. In Parlamento ho fatto 29 proposte di legge, 140 interrogazioni, 550 comunicati stampa, 300 conferenze in tutta Italia che giro a spese mie senza mai chiedere rimborsi: come fanno a dire che mi vendo? Sono infamie gratuite e volgari».
Di Pietro ha denunciato in procura la compravendita dei parlamentari.
«Chi pensa possa accadere vuol dire che è abituato a farlo».
Fatto sta che ha lei lasciato il partito alla vigilia della fiducia.
«Non avevo intenzione di andarmene finché non è successo un fatto gravissimo. Lunedì pomeriggio il capogruppo Massimo Donadi mi telefona per dirmi che aveva già concordato con il Pd e Repubblica una campagna per denigrarmi. “Nemmeno la tua famiglia ti riconoscerà più, ti giuro che userò tutti i mezzi legali”, mi ha detto. Non potevo più restare, devo difendere i miei cari e mettere in guardia il popolo italiano».
Donadi le ha aperto gli occhi?
«Credevo di militare in un partito che voleva migliorare l’Italia e mi accorgo invece che vigono sistemi sovietici: delegittimazione, dossieraggio, mascalzonaggini».
Che cosa dirà martedì in aula?
«Sto ancora meditando sul discorso. È una riflessione sofferta».
Ma darà la fiducia al governo?
«Mi assumerò le mie responsabilità con un voto chiaro perché gli italiani devono sapere. Farò la scelta giusta, sono sicuro che il Signore mi illuminerà. Sarà un mea culpa. Dirò che ho sbagliato, che quanto pensavo non corrisponde a realtà».
Seguirà l’esempio di Gianfranco Fini, che ha abbandonato Berlusconi dopo 16 anni?
«Con la differenza che Fini viene apprezzato, mentre io sono un voltagabbana e un giuda. Vede com’è strana la vita».
Anche Berlusconi ha tacciato i finiani di tradimento.
«Ma la campagna scatenata da Di Pietro è basata sul nulla. Dossier su vicende personali che non c’entrano con la politica. Chi mi ripagherà il danno morale profondissimo che mi creano? La lingua uccide più del coltello. Chi spiegherà a un’opinione pubblica distratta che ’sto Scilipoti non è un venduto ma vittima di una montatura? Resterò marchiato a vita e non fregherà nulla a nessuno. In questi giorni mi arrivano mail di minaccia, scrivono che devo stare attento a uscire da casa, che mi dovrebbero sparare alle spalle. Questo è il clima che stiamo attraversando».
Onorevole, sa che alla manifestazione dipietrista di Bologna è stato sbeffeggiato in tutti i modi?
«Mi hanno raccontato qualcosa».
Travaglio non riusciva a pronunciare il suo cognome.
«Un gioco puerile. È un intellettuale di terz’ordine».
Di Pietro ha fatto il paragone con il marito cornuto che si taglia gli attributi in odio alla moglie.
«Mi spiace l’abbia messa sul personale, io non odio nessuno. Mi sono posto un problema che dovrebbero porsi tutti i colleghi: c’è un momento di grande difficoltà e ai parlamentari si impedisce di esprimere in libertà un giudizio nell’interesse del popolo. Se non segui gli ordini di partito sei tagliato fuori».
Quando si vota una fiducia non è normale ricevere ordini?
«Da tempo l’Italia dei valori sta deragliando. Io faccio il medico, sono un cattolico moderato, provengo dall’area socialdemocratica saragattiana e su tante questioni ho opinioni diverse da quelle che prevalgono nel mio ex partito».
Quali?
«Il testamento biologico, la pillola Ru486 che per me è un abortivo, l’eutanasia che considero un suicidio assistito. L’Idv si sposta ogni giorno sempre più a sinistra, non posso più condividerlo».
Perché ha aspettato il voto di fiducia per uscire?
«Il malessere esisteva da tempo. Il mio lavoro parlamentare non è stato apprezzato. Mai che una mia proposta di legge sia stata calendarizzata».
Per esempio?
«La modifica delle norme sull’usura bancaria. Il tema delle medicine non convenzionali o la tutela dei lavoratori dal rischio amianto. Sono stato nel partito 12 anni, candidato quattro volte, parlamentare da due anni e mezzo, ho fatto tantissime proposte: ma quasi nulla della mia attività è finito sul sito del partito. Qualcosa non quaglia».
Lei è stato accusato di essersi venduto per coprire un debito di 200mila euro.
«Sono allibito dal fango che mi gettano addosso».
Facciamo chiarezza?
«Nel 1994 presiedevo una cooperativa per costruire un poliambulatorio a Terme Vigliatore, il mio paese nel Messinese. Un amico ingegnere preparò una bozza. Non arrivammo nemmeno al progetto definitivo, ma mi sono trovato addosso una denuncia. All’inizio non ci ho dato peso».
In secondo grado è stato condannato a versare quella somma.
«Condanna ingiusta, non pagherò mai. In un paese di 1500 anime questo signore ha 30 contenziosi analoghi. Perché Di Pietro, che denuncia tutti, non si è preso in carico questa vicenda? Doveva difendere me e le altre decine di vittime di questa persona scorretta. Personaggi in vista del partito conoscevano perfettamente come stanno le cose».
Non ha problemi di soldi?
«Faccio la libera professione medica da trent’anni. Al partito non ho mai creato problemi. La precedente segreteria regionale mi doveva 11mila euro per lo sfratto della segreteria provinciale di Messina: ho pagato di tasca mia e sono stato zitto. In tre anni e mezzo da segretario provinciale ho ricevuto appena 2mila euro come contributo dal partito. In Parlamento ho fatto 29 proposte di legge, 140 interrogazioni, 550 comunicati stampa, 300 conferenze in tutta Italia che giro a spese mie senza mai chiedere rimborsi: come fanno a dire che mi vendo? Sono infamie gratuite e volgari».
Di Pietro ha denunciato in procura la compravendita dei parlamentari.
«Chi pensa possa accadere vuol dire che è abituato a farlo».
Fatto sta che ha lei lasciato il partito alla vigilia della fiducia.
«Non avevo intenzione di andarmene finché non è successo un fatto gravissimo. Lunedì pomeriggio il capogruppo Massimo Donadi mi telefona per dirmi che aveva già concordato con il Pd e Repubblica una campagna per denigrarmi. “Nemmeno la tua famiglia ti riconoscerà più, ti giuro che userò tutti i mezzi legali”, mi ha detto. Non potevo più restare, devo difendere i miei cari e mettere in guardia il popolo italiano».
Donadi le ha aperto gli occhi?
«Credevo di militare in un partito che voleva migliorare l’Italia e mi accorgo invece che vigono sistemi sovietici: delegittimazione, dossieraggio, mascalzonaggini».
Che cosa dirà martedì in aula?
«Sto ancora meditando sul discorso. È una riflessione sofferta».
Ma darà la fiducia al governo?
«Mi assumerò le mie responsabilità con un voto chiaro perché gli italiani devono sapere. Farò la scelta giusta, sono sicuro che il Signore mi illuminerà. Sarà un mea culpa. Dirò che ho sbagliato, che quanto pensavo non corrisponde a realtà».
Seguirà l’esempio di Gianfranco Fini, che ha abbandonato Berlusconi dopo 16 anni?
«Con la differenza che Fini viene apprezzato, mentre io sono un voltagabbana e un giuda. Vede com’è strana la vita».
Anche Berlusconi ha tacciato i finiani di tradimento.
«Ma la campagna scatenata da Di Pietro è basata sul nulla. Dossier su vicende personali che non c’entrano con la politica. Chi mi ripagherà il danno morale profondissimo che mi creano? La lingua uccide più del coltello. Chi spiegherà a un’opinione pubblica distratta che ’sto Scilipoti non è un venduto ma vittima di una montatura? Resterò marchiato a vita e non fregherà nulla a nessuno. In questi giorni mi arrivano mail di minaccia, scrivono che devo stare attento a uscire da casa, che mi dovrebbero sparare alle spalle. Questo è il clima che stiamo attraversando».





























Ecco alcuni spunti sull’attività parlamentare di Scilipoti, già apprezzata da Stampa Libera nei mesi scorsi:
Usura bancaria
http://www.stampalibera.com/?p=8957
http://www.stampalibera.com/?p=18831
Elettrosmog
http://www.stampalibera.com/?p=12540
Medicina Alternativa ed Olismo
http://www.stampalibera.com/?p=16161
Grazie Nicoletta per il video pubblicato. Mi sono permesso di aggiungere il testo dell’intervista segnalata, perchè chiarificatrice. Il fango di Repubblica, Idv, Travaglio & Co mostra chiaramente di chi sono camerieri. Ma prestino attenzione, perchè il diavolo fa le pentole…
Che Di Pietro ( altro bilancino chiacchierone come il Berlusca ) con tutta la sua gang fosse un’ altra fregatura politica, di questo ormai non abbiamo più dubbi !
Ma che l’ On. Scilipoti, insieme ad altri On. traghettano verso altri schieramenti proprio in questi periodi, la cosa puzzerebbe anche agli Asini !
Rammento, che in caso di contrasti nel proprio schieramento politico ci sono sempre le dimissioni, che quasi mai nessuno vuole dare. Chissà perchè…..! ! ! ! !
Tutto questo, nonostante questa legislatura abbia superato i fatidici 2 anni, 6 mesi e 1 giorno per scattare la rendita ( pensione ) vitalizia !
Viva l’ITALIA, viva la RIVOLUZIONE ! ! ! !
brutta razza i politici non sè nè salva uno, uno va di qua l’altro di la, ma allo scranno non rinunciano!!!!, un altra sfaccettatura di cosa puo fare il dio denaro capace fin di farti cambiare sia pensieri che ideali, pur di non abbandonare il mega stipendio percepito.
ogni commento è superfluo !
un mio caro amico anni fa si diede da fare x entrare in un partito…dopo poco …scappo via come un razzo e mi disse…che a ogni riunione era una …guerra di dossier e di….ricatti..
del resto come fare a gettare nel CESSO…. 20.000 eurini mensili !!!…solo un demente lo farebbe …
notte….
questo signore ha il coraggio di ripetere continuamente di aver sostenuto il Berlusca “nell’interesse degli italiani”, lo ripete anche nelle interviste dove alcuni giornalisti gli chiedono se non si sente un traditore. Ci fosse uno, dico uno stramaledetto giornalista che gli chiedesse in pubblico: gli interessi degli italiani??? di quali italiani? diquelli che hanno dato il voto all IDV e grazie ai quali sei in parlamento a rappresentarli??? i tuoi elettori ti hanno votato e messo in parlamento per fare i loro interessi sostenendo il Berlusca?? MA NON E’ CHE MAGARI HAI FATTO GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI CHE VOTANO E CHE HANNO VOTATO IL BERLUSCA E LA SUA BANDA DI DELINQUENTI?? NON E’ CHE COSì HAI FATTO ANCHE I TUOI DI INTERESSI, STRAMALEDETTO VENDUTO SCHIFOSO, TI MERITERESTI L’IMPICCAGIONE SOLO PER IL FATTO DI PRENDERE IN GIRO I TUOI ELETTORI DOPO CHE LI HAI TRADITI.Se non ti riconoscevi più nell idv ti dovevi dimettere, non usare i voti dei cittadini per fare i cazzi tuoi e ledere i loro interessi anziché salvaguardarli.
Il paragone con Fini non è calzante, sig. Scilipoti. Infatti lui ha lasciato “l’associazione a delinquere” denominata ‘governo’, non prima di aver richiamato il loro padrone all’ordine, al rispetto degli impegni presi con gli italiani e a fare quello che non ha mai fatto in 2 anni, ovvero governare per gli Italiani, anziché per se stesso e per risolvere i propri (tanti) guai giudiziari.NO, non mi sembra proprio che lei abbia avuto una vicenda simile, anzi, al contrario, lei non ce l ha un motivo per giustificare quello che ha fatto, al contrario di Fini, che ha motivi tangibili ed evidentissimi, a Fini gli si può rimproverare solo di essersene accorto tardi, ma come si dice, meglio tardi che mai. Lei invece che cavolo di motivi aveva per metterlo in tasca ai suoi elettori?? l IDV non è forse nata appositamente per combattere il marcio della politica, non ha sempre avuto questi intenti? se non le piacevano questi intenti, questi obiettivi, che cavolo ci è entrato a fare e per che cavolo non si è dimesso quando si è accorto di avere idee diverse?? Sei solo un Buffone, opportunista, venduto e corrotto, non hai scuse, non hai nessuna giustificazione, non ti puoi paragonare a nessuno perché quello che hai fatto insieme ai tuoi compari è schifosamente unico nel suo genere!!
@JACOPO CASTELLINI,
hai detto bene “il diavolo fa le pentole………..”; ma ciò vale per tutti NON solo per gli altri di cui NON condividiamo le idee, dal lato ETICO e della POLIS il SCILIPOTI come il RAZZI è SOLO un GIUDA POLITICO per un semplicissimo motivo che chi ha votato l’IDV lo ha fatto chiaramente in funzione anti B.&Co. e LORO lo hanno SALVATO in spregio alla volontà politica dei LORO elettori e ciò è GRAVISSIMO SEMPRE !!!
L’ augurio in questo caso è che essi raccolgano, nel BENE ma anche nel MALE; quello che hanno “seminato” con il loro VOTO, personalmente li auguro di prendere “COSCIENZA” e ricordarsi della LEGGE COSMICA del KARMA alla quale NESSUNO di NOI è IMMUNE !!!
HASTA SIEMPRE
Usura bancaria, e non solo – ONORI ed ONERI
Fate anche presente agli illustrissimi procuratori della repubblica, per dovere e diritto di cronaca nei confronti di tutti i cittadini, consumatori ed imprenditori,
che provvedano a riesumare anche le precedenti denuncie; di questa problematica non siete i primi ad occuparvene (cosa che non fate presente al pubblico), anche se volete a tutti i costi i meriti; a tutti piacerebbe raccogliere solo i frutti e lasciare le spese ed i sacrifici agli altri.
Prendetevi pure gli ONORI ma ricordatevi che esistono anche gli ONERI.