RT.com * 9 Dicembre 2010
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com
L’amministrazione Obama sta usando lo scandalo Wikileaks per intraprendere un feroce attacco all’internet libero. Gli Stati Uniti potrebbero cominciare ad assomigliare ad altre nazioni che hanno approvato misure restrittive su internet e sulle libertà personali. Potrebbero essere in arrivo provvedimenti che spaziano dalla concessione di licenze per i siti web alla massiccia sorveglianza governativa dei dispositivi mobili e di tutti i sistemi di computer.
Un gruppo di hacker attivisti hanno iniziato ad attaccare MasterCard.com, Amazon.com, PostFinace, Paypal.com e altri come rappresaglia per il taglio dell’organizzazione Wikileaks.
Le aziende target, dopo aver ricevuto pressioni dal governo degli Stati Uniti, avevano scelto di recidere i loro rapporti con Wikileaks, impedendo all’organizzazione di far ospitare il proprio sito, arrestando il flusso di donazioni e congelando i conti bancari svizzeri della stessa. Il gruppo di hacker è senza un leader e opera in modo anonimo. Il gruppo aveva già attaccato alcune organizzazioni nel passato, degno di nota sono i siti web della Chiesa di Scentology. Nel post di Twitter e altre dichiarazioni online, gli hacker hanno detto di concordare con la missione di Wikileaks per l’apertura dei governi, esponendo bugie e sostenendo la libertà di stampa e di internet. Comunque, il loro attivismo online può avere conseguenze impreviste. Nuove normative imprecisate sono in corso di elaborazione da parte dell’amministrazione Obama, che renderebbero più facile da parte del governo spiare le comunicazioni via internet, incluso email, social media, siti web in generale e telefoni cellulari. Obama spera di far esigere a tutti i dispositivi di comunicazione online di essere realizzati con la capacità integrata di rispettare un ordine di intercettazione.
Il giornalista investigativo Wayne Madsen ha sostenuto che gli Stati Uniti stanno imboccando in una strada dove il Patriot Act USA potrebbe presto includere l’indagine diretta dell’uso di internet e del telefono cellulare, che ostacola ulteriormente le libertà Costituzionali Americane e l’internet aperto.
“Voi avete gente come il senatore Joe Lieberman del Connecticut, che è presidente del Comitato sulla Sicurezza Interna, che sta richiedendo un’indagine del New York Times per la pubblicazione dei cablogrammi Wikileaks,” ha detto. “Peccato che in questo paese l’idiozia dei nostri funzionari pubblici non sia un crimine. Perché, se lo fosse, Joe Lieberman dovrebbe probabilmente passare 20 anni della sua vita in carcere per questo.”
Egli ha spiegato che l’agenda del governo per la regolamentazione e per le misure restrittive su internet è in attiva sin dall’amministrazione Clinton. La presa di mira dei giornalisti e altri non è del tutto nuova, anche in America. I cablogrammi diplomatici trapelati sono allineati alla maggior parte dell’agenda statunitense, tuttavia il fondatore di Wikileaks Julian Assange è stato ora etichettato come nemico.
“Vi è una relazione su un giornale libanese sul fatto che Assange all’inizio di quest’anno si è incontrato con i funzionari israeliani per assicurarli che nulla derivante da questi cablogrammi avrebbe danneggiato Israele, in particolare l’attacco di Israele al Libano del 2006 e il successivo attacco a Gaza e che nessuno di questi cablogrammi sarebbe stato rilasciato,” ha detto Madsen. “Vediamo diversi giochi in fase di attuazione, giochi all’interno di giochi.”
Egli ha detto che l’amministrazione Obama sta usando ciò per intraprendere un feroce attacco a Internet a alla neutralità della rete. “L’amministrazione Obama è in realtà peggiore della precedente amministrazione Bush”, ha commentato Madsen. Al ritmo attuale, ha sostenuto, gli Stati Uniti potrebbero iniziare ad assomigliare alle altre nazioni che hanno intrapreso misure restrittive per internet e per le libertà personali. Le politiche che vanno dalla concessione di licenze per i siti web alla massiccia sorveglianza governativa dei dispositivi mobili e di tutti i sistemi di computer potrebbero essere in fase di arrivo.
“Questo è ciò che abbiamo di fronte”, ha detto Madsen.
link articolo originale: http://www.wariscrime.com/2010/12/09/news/from-wikileaks-to-internet-crackdown/





























[...] [5] Da Wikileaks alle misure restrittive di Internet”, tratto da http://www.stampalibera.com/?p=19528. [...]
Assange fuori su cauzione ha il bracciale elettronico Time: è l’uomo dell’anno
Il fondatore di Wikileaks è stato liberato dietro il pagamento di una cauzione. Dovrà ripresentarsi in aula il’11 di gennaio. Nuovo attacco a Mastercard, Visa e Paypal. Ma per i lettori di Time magazine è l’uomo dell’anno
Assange in aula contro l’estradizione Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che è stato arrestato a Londra il 7 dicembre scorso, è torna in aula oggi per continuare la sua battaglia contro l’estradizione in Svezia oppure negli Usa, dove un gran giurì starebbe montando in segreto un caso contro di lui.
L’attacco Assange, il fondatore di Wikileaks, ha nuovamente criticato Visa, Mastercard e Paypal per aver bloccato i versamenti di fondi verso la sua società. Lo annuncia un comunicato reso noto a Londra emesso dal carcere nel quale Assange è rinchiuso. “Ormai sappiamo che Visa, Mastercard e PayPal sono strumenti della politica estera americana, qualcosa che finora ignoravamo” afferma Assange nel comunicato trasmnesso dalla tv Channel 7. I tre siti internet delle società che emettono carte di credito e permettono pagamenti sicuri online erano stati oggetto di attacchi di hacker pro Assange dopo che avevano bloccato i bonifici che donatori di tutto il mondo versavano via internet a Wikileaks. I pirati di Anonymous, dopo aver sabotato i tre siti, hanno anche minacciato di agire contro i siti del sistema giudiziario britannico se Assange sarà estradato in Svezia dalla Gran Bretagna, dove si trova rinchiuso. Cinque giorni fa Paypal che assicura i pagamenti via Web, aveva riattivato il contro legato a Wikileaks, sbloccandone i fondi disponibili, ma precisando che la società di Assange non potrà ricevere nuovi versamenti fino a nuovo ordine.
Ma per il lettori di Time magazine è l’uomo dell’anno Julian Assange è l’uomo dell’anno secondo i lettori di Time Magazine. Il sondaggio online realizzato dai lettori del settimanale statunitense, che si è appena concluso, lo vede ampiamente in testa con oltre 380mila voti, davanti al premier turco Tayyip Erdogan (oltre 233mila) e la cantante Lady Gaga (oltre 146mila voti). Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama giunge al sesto posto con poco più di 27mil
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