da Rinascita
Di fronte a questo ennesimo attacco alla città di Napoli il mondo politico e istituzionale partenopeo dorme
Giuseppe Parente
Sabato 11 dicembre è stata la prima giornata di protesta dell’associazione pizzaioli napoletani contro la decisione dell’Unione europea di revocare l’importante riconoscimento del marchio Stg (specialità tradizionale garantita) assegnata dopo anni di lotte, neanche un anno fa, alla pizza napoletana.
Dopo averlo annunciato con un comunicato stampa, tantissimi pizzaioli si sono ritrovati presso la storica pizzeria Sorbillo, sita in Via dei Tribunali, nel centro storico di Napoli, per organizzare una pacifica ed originale protesta, ben guidati da Gino Sorbillo, segretario dell’associazione di categoria.
“Dopo oltre dieci anni di dure battaglie, i pizzaioli napoletani avevano ottenuto dall’Unione europea l’importantissimo marchio Stg, ma sono bastati pochi mesi al ministro Galan e alla Lega Nord per levarlo”,
ha affermato Sergio Miccù, segretario dell’associazione pizzaioli Napoletani.
Come molti ricorderanno, il riconoscimento dell’importante marchio alla famosissima pizza napoletana, avvenne durante il periodo in cui era ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, che pensò bene di venire, in qualità di ministro della Repubblica Italiana e non di una fantomatica Padania, a Napoli, per festeggiare questa importante vittoria, mentre, si rese disponibile per il panino Mc Italy prodotto dalla catena di fast food di Mc Donald’s.
Gino Sorbillo, segretario dell’associazione, nonché probabile candidato alle primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco di Napoli, ha dichiarato: “Nella mia vita ho pianto solo tre volte, quando sono nati i miei figli, quando abbiamo avuto il marchio stg, e da ieri, piango per la terza volta, in quanto, grazie alla Lega Nord e al ministro Galan, qualcuno sta tentando di levarcelo”. “I signori dell’Unione europea e i leghisti, sappiano una cosa sola, ha concluso Sorbillo, questa volta non consentiremo a loro di fare di nuova del male a Napoli”. L’iniziativa dei pizzaioli ha ricevuto il plauso dell’assessore regionale all’Agricoltura, Vito Amendolara:
“possiamo cogliere le osservazioni dei pizzaioli in positivo, nell’anno del riconoscimento della dieta mediterranea, divenuta patrimonio dell’Unesco, per cui va legata la denominazione all’uso dei prodotti della tradizione campana, perché se indichiamo solo la ricetta, rischiamo di perdere l’aggancio con il territorio dove è nata”.
Di fronte a questo ennesimo attacco alla città di Napoli, nonostante la protesta dei pizzaioli napoletani sia più che giusta, il mondo politico e istituzionale partenopeo sembra non dare segni di interesse, se si esclude il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli,ex assessore provinciale all’Agricoltura, che, ad onor del vero, da sempre ha seguito l’iter del riconoscimento della pizza e del marchio gastronomico attribuitogli.
Francesco Borrelli, inoltre, pubblicamente ha parlato di un grande tradimento della Lega Nord nei confronti dell’Italia e della pizza che rappresenta da sempre l’italianità nel mondo, dichiarandosi pronto a marciare su Roma insieme a centinaia di pizzaioli napoletani e meridionali.
15 Dicembre 2010





























…tanto la Lega l’Italia la vuole sfasciare…. che gli frega!!!!
Il problema a mio avviso non è tanto la Lega (dato che fu Zaia ad ottenere il riconoscimento Stg) o qlk altro partito, ma l’Unione Europea, al servizio delle multinazionali. Il modo più pratico per salvaguardare i prodotti tipici è acquistarli, sostenendo chi li produce localmente, e magari iniziare ad autoprodurli.
Non ci posso credere, persino la pizza dobbiamo difendere dal Regime dell’UE?
Alba pure il Lardo di Colonnata è nel mirino della UE.Probabilmente sostenere il junk-food USA e gli OGM rientrano nella pianificazione demografica dei fautori della de-popolazione.