Articolo di Francesco Amato
Premetto che questo credo sia solo il primo post di una lunga serie.
Veronesi, Berlusconi e altri personaggi del mondo politico sostengono la validità degli Ogm (organismi geneticamente modificati) nell’alimentazione animale e umana. Come tutti i sostenitori, dicono che non c’è pericolo per l’uomo o l’animale che si nutre di un Ogm.
Un ogm è un organismo, vegetale o animale, il cui corredo genetico, il cui DNA insomma, è stato modificato artificialmente per un qualsiasi scopo.
Noi ordinariamente non lo sappiamo, ma molte cose di cui ci nutriamo hanno subito una o più di queste modifiche. Mais, soia, tabacco solo per dirne alcuni ormai sono completamente transgenici.
E non vengano a raccontare che non è vero, perchè altrimenti non si spiegherebbe il perchè dell’aumento del 4900% degli ettari coltivati a Ogm negli anni dal 1996 al 2001.
Per quel poco che so, una mutazione è qualcosa normalmente di molto lento, e nella maggior parte dei casi letale per l’organismo in cui avviene. Occasionalmente ciò non avviene e la mutazione viene “inglobata” nel DNA dell’organismo mutato, che la trasmetterà ai propri discendenti.
Una mutazione artificialmente indotta, non beneficia di questo “filtro” naturale, ma deve comunque seguire in futuro il normale processo naturale. Ergo mi sembra molto difficile poter garantire che un’alterazione genetica non sia dannosa per l’uomo, se prima non passa un bel po’ di tempo.
Come se ciò non bastasse, il business Ogm è qualcosa di estremamente nefasto per tutti, tranne per quelle multinazionali che ne detengono i soliti diritti. Si, perchè gli organismi Ogm sono di proprietà, e protetti da copyright.
Non molto tempo fa (1988 – 99) la Monsanto mise in vendita tutta una serie di semi Ogm, con innestato un “gene terminator“, ovvero un gene che impedisce alla semente di germogliare al secondo raccolto. Lo scopo di questo giochetto è ovvio: impedire ai contadini di usare parte del raccolto per seminare per l’anno successivo, costringendoli così ad acquistare ogni anno le sementi dalla Monsanto e controllate.
Teoricamente l’Onu avrebbe condannato questa pratica, ma dal 2006 ha invece deciso che andava bene, per cui il gene terminator in questione è bellamente in giro a fare i suoi danni.
Mi viene in mente la pubblicità di un dentifricio di qualche tempo fa: “Ti spunta un fiore in bocca”.
Profetica, non c’è dubbio.
[FONTE: http://www.francescoamato.com/blog]




























