Stefano Montanari 16 Dicembre 2010 http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2072-grazie-ragazzi.html
Ieri ero a Roma, all’Ospedale Militare, e là arrivavano strani echi dal centro città. A giornata finita ho capito e mi sono reso conto che qualcuno mi aveva impartito una pesante lezione.
Magari qualcuno ricorderà che nella primavera del 2008 la lista civica nazionale Per il Bene Comune mi candidò al premierato in occasione delle elezioni politiche. Io, ingenuamente entusiasta come spesso mi capita di essere, non solo accettai ma, pur sapendo bene che non avrei mai battuto i candidati dei partitoni, arrivai a pensare che, arrivando in Parlamento, una mano a questo Paese avrei potuto darla.
Gli eventi vollero che non fosse così: i cosiddetti mezzi d’informazione m’ignorarono a dispetto delle leggi come avrei dovuto immaginare, perfino la magistratura mise qualche ostacolo in Sicilia e il risultato fu di un miserabile 0,3%, il che significa 120.000 voti forse non perduti ma certo inutilizzati.
Io parlavo a pochi intimi soprattutto di ambiente, l’argomento cruciale, lo si voglia o no, perché in un ambiente sempre più avvelenato si muore e, da morti, il modus vivendi, se esiste una vita dopo la morte, cambia radicalmente spostando in non cale ogni umana considerazione. Ma parlavo anche, e, credevo, in maniera ragionevole, di sicurezza, di lavoro, di economia, di giustizia. Sia come sia, fu un fallimento e ieri ho finalmente capito il perché.
Ieri Roma è stata teatro di una contestazione definibile come significativa credo contro il governo attuale ma, forse più probabilmente, contro il XXI secolo.
Chi è sceso per le strade lo ha fatto legittimamente, perché chiunque ha diritto a rendere pubbliche le proprie opinioni, i propri programmi e le proprie proposte. Legittimamente e con l’eloquenza dei fatti.
Io parlavo di ambiente indicando un percorso di sudore e sacrificio. I ragazzi di ieri hanno bruciato i cassonetti dell’immondizia e hanno mostrato come, senza sudore, si risolve in men che non si dica il problema: rifiuti spariti nel falò e ognuno di noi trasformato in filtro ambulante di polveri, di diossine e di ogni altro veleno.
La ricchezza è mal distribuita? E, allora, si prendono i sampietrini che pavimentano così scomodamente le strade costruite con appalti truccati e con quelli si frantumano le vetrine dei negozi appartenenti a plutocrati come i vari sor Domenico e sora Emilia, si dà a fuoco la loro lussuosa Ritmo del 1995 parcheggiata di fronte, assicurando così lavoro a Mirafiori, ci si appropia dei maglioncini di sintetico cinese sugli scaffali o, cambiando negozio, di qualche mortadella, di qualche computer, di qualche telefono cellulare e la distribuzione di
quell’opulenza ostentata in maniera tanto oscena diventa come per incanto più equa. Manca il contante? Le macchinette dei bancomat sono lì apposta: basta aprirle. E aperte sono state.
Ecco: è così, con l’esempio, che si mette davanti agli occhi del mondo un programma che porterà finalmente giustizia, equità e pulizia a questa martoriata Penisola. Sono quei giovani dalle idee chiare e, almeno molti di loro, tanto modesti da nascondere il viso sotto un passamontagna che ci salveranno.
È così che ho capito perché il 99,7% dei miei connazionali mi ha ignorato o, più giustamente, mi ha riso in faccia. Da noi ci vuole altro.

Ed ecco un commento di Alessandro Lattanzio di SitoAuroraSplinder
E’ stato spettacolare vedere come tanti vecchi babbioni dell’estrema sinistra, ‘rivoluzionari a pane e mortadella’, andare in erezione alla vista di giovincelli che spaccano e rompono la qualsiasi. Quasi tutti i presunti ‘marxisti-comunisti-rivoluzionari’ d’Italia (uno!) hanno applaudito lo ‘spirito rivoluzionario’ dei tumulti teleguidati romani. Nelle fiamme e nel fumo dei cassonetti dell’immondizia bruciati, i piccoli timonieri raggrinziti scorgevano i volti di Marx, Lenin, Stalin, Mao, Che Guevara e quant’altro. Che tristezza! Alla loro età, ancora si fanno le canne. Questi vecchi adolescenti malcresciuti, oramai rimbambiti per vie della vita malvissuta, invece di emettere in giro flatulenze ‘sovversiviste’ dichiarando che distruggere il prodotto del lavoro altrui, le proprietà di bottegai e piccoli negozianti, è un passo verso la rivoluzione; dovrebbero essere gentilmente accompagnati negli ospizi (magari anche a calci in culo, visto che amano la violenza ‘rivoluzionaria’), a tenere compagnia ad Abraham Simpson, prima che s’abbandonino a turgidi sentimenti equivoci verso i pischelletti rivoluzionari figli di papà facendogli credere, magari, che se si mettono a scippare vecchiette, fanno la rivoluzione. – Alessandro





























Egregio Dott.Montanari sono un pensionato a poco piu’ di mille euro al mese che nel lontano 69″ cercavo di frequentare i corsi serali presso l’Università di Torino prendendo permessi non retribuiti dall’Azienda in cui lavoravo, perdevo tempo e denaro nel viaggio verso l’Università e quando mi apprestavo ad accedere alla stessa trovavo i soliti personaggi con bandiere rosse e petardi che mi costringevano a tornare a casa. Però, guarda caso, uno di questi siede da parecchi anni in Parlamento ed ha anche avuto una carica prestigiosa. Questa è la democrazia, 100 voti di lestofanti valgono piu’ di 10 voti di persone corrette, non so quale sia l’alternativa a questo sistema ma sicuramente la “democrazia” non è la forma di governo migliore.