Dalla Grecia un assaggio di quanto ci aspetta quando il Potere finanziario sovranazionale riuscirà a scalzare il Cavalier B., ultimo odiato ostacolo alla conquista del nostro Paese. (Per chi vuol capire: in Grecia “governa la sinistra”) ndr
Il Paese sembra lanciato verso la rimozione forzata dei diritti dei lavoratori
Fonte:peacereporter
http://it.peacereporter.net/articolo/25831/Grecia%2C+ritorno+al+passatodi Margherita Dean
L’esperimento Grecia sta funzionando: scomparsa dello Stato, deregolamentazione del mercato e del lavoro, privatizzazione dell’economia nel suo insieme, erosione della democrazia, abbrutimento della società, ottenuti in appena otto mesi di realizzazione della politica di austerità più dura che il Paese abbia mai conosciuto.
L’esperimento è quello ideato dai creditori europei del Paese, dal Fondo Monetario Internazionale e dai centri internazionali di speculazione finanziaria, un esperimento teso a testare la resistenza della società alla realizzazione del capitalismo più genuino, ovvero quello più feroce, perché meno legato agli ‘intralci’ posti dallo stato sociale. Non solo, la democrazia stessa e i diritti che essa garantisce stanno diventando un ostacolo da spostare sempre più verso il margine, creando una sorta di capitalismo autoritario dal vago odor d’Asia.
La prima cosa su cui interrogarsi è se davvero fosse necessario colpire stipendi e pensioni, come governo e mezzi d’informazione mainstream hanno sostenuto (ai limiti della vera e propria propaganda), il ricorso al meccanismo di salvataggio (della Bce, del Fmi e dell’Ue) e all’asfissia economica, politica e sociale che da esso deriva.
Nel 1936, la Grecia rifiutò (pur riconoscendo l’esistenza dell’obbligazione) il pagamento del debito contratto con la banca belga Société Générale de Belgique. Il governo belga, allora, intentò causa innanzi alla Corte Internazionale della Società delle Nazioni contro la Grecia, accusando quest’ultima del mancato rispetto di un patto internazionale. Il Paese ellenico rispose che l’insolvenza era giustificata dal pericolo che il pagamento avrebbe significato per il popolo e lo Stato. Nel promemoria, il Governo greco scrisse: ”Il governo di Grecia, preoccupato circa gli interessi vitali del popolo ellenico, dell’amministrazione, dell’economia, delle salute pubblica e della sicurezza interna ed esterna del paese, non aveva altra scelta” che quella della ristrutturazione del debito contratto con la banca belga (Yearbook of the International Law Commission, 1980, v.II., parte I, p.25-26). Nel 1938, il Tribunale riconobbe le ragioni della Grecia, creando un precedente giuridico su cui, tra l’altro, si basò il governo argentino nel 2003.
Successe nel 1936; è inquietante che il governo greco del 2010, invece, dimentico della propria storia giuridica, sia riuscito a convincere la maggioranza dell’elettorato, circa l’ineluttabilità del ricorso al meccanismo di salvataggio.
Si facciano semplici calcoli: alla fine del 2009, il denaro che serviva alla Grecia per pagare gli interessi debitori rappresentava il settanta per cento del Pil nazionale, mentre al funzionamento dello Stato era necessario il quarantacinque percento del Pil. Una somma che dà come risultato l’ammontare del debito greco del 2009, ovvero il 115 per cento del Pil. La sottrazione, a sua volta, riconoscerebbe al Paese un surplus del cinquantacinque percento del Pil. Tuttavia si sa, la sottrazione, ovvero la ristrutturazione del debito nazionale, non è mai stata un’opzione per questo governo che, invece, si accontenta della promessa europea relativa al prolungamento dei tempi di pagamento del debito di 110 miliardi contratto l’aprile scorso.
Quando, agli inizi di maggio, la Grecia si gettò nelle mani della triarchia creditizia del meccanismo di salvataggio (Bce, Fmi e Ue), fu firmato il Memorandum dell’accordo, o meglio, del contratto di prestito. Oltre agli impegni che tale Memorandum impone alla Grecia, due aspetti assumono un valore particolare, creando condizioni di eccezionalità che mal si adeguano al corretto funzionamento delle istituzioni democratiche.
La prima questione si individua nelle garanzie del prestito previste: ipoteche sui beni immobili dello Stato greco.
La seconda questione sorge dalla clausola che permette al ministro delle Finanze di firmare, in perfetta solitudine istituzionale, ogni successiva revisione del Memorandum stesso e fin’ora ce ne sono state due, che hanno ulteriormente aggravato la pressione fiscale, i tagli alla salute e all’istruzione, nonché alle pensioni e agli stipendi.
Dal 1974, anno di instaurazione della Democrazia in Grecia, il Parlamento ha introdotto diciotto leggi attraverso l’iter d’urgenza, mentre in appena un anno di governo, il Pasok ha fatto passare, con lo stesso iter, ben sette disegni legislativi. In questo quadro di costituzionalità spinta ai limiti, si pone anche l’approvazione, di martedì 14 dicembre, della maxi-legge su lavoro e imprese pubbliche. Il relativo disegno di legge è stato presentato dal Governo la sera di giovedì 9 dicembre, imponendo alla Camera l’iter di urgenza che, dopo una discussione durata poche ore, è stato approvato dalla maggioranza parlamentare del partito al governo (Pasok) e getterà nel caos della non esistenza il diritto del lavoro degli ultimi tre decenni.
La nuova maxi-legge prevede che i contratti di categoria si debbano applicare anche ai lavoratori in imprese che non hanno preso parte ai negoziati con i sindacati. Gli stipendi e i posti di lavoro in una società in crisi, però, potranno essere ridotti attraverso un ‘‘contratto collettivo speciale d’impresa”, mentre non sono previste le percentuali di riduzione degli stipendi, istituendo solo la soglia di € 740 posta dal contratto collettivo nazionale. D’altra parte, vanno sottolineati il prolungamento dei tempi di assunzione di lavoratori ‘in affitto’, dai diciotto ai trentasei mesi, e la riduzione delle indennità in caso di licenziamento. Quanto alle imprese pubbliche, sono previste riduzioni orizzontali degli stipendi che non potranno superare i 48mila € annui per tutti i lavoratori, con l’eccezione di presidenti, consiglieri d’amministrazione e direttori, e riduzione del personale, attraverso trasferimenti.
Risanare e riformare, per il Governo geco, significa solo tagliare, mentre il ministro delle Finanze, Ghiorgos Papakonstantinou, giustifica la fretta legislativa con la cinica ammissione che altrimenti ”avremmo venti giorni di proteste”.





























Solo i ciechi e gli stolti non sarebbero d’accordo con Margherita Dean e Lino Bottaro (che ce ne ha riferito l’opinione).
Tutto vero , tutto bello ma mi risulta anche che la tendenza generalizzata del popolo greco era …pubblico impiego …soldi il più possibile ….lavorare in fabbrica troppo pesante …. era quindi inevitabile un aumento spropositato del debito pubblico …ed ora …l’alternativa quale sarebbe??
Che razza di articolo è questo ?
Il FMI e gli speculatori sono di sinistra e siccome B. non è di sinistra gli speculatori non riescono a depredare l’ Italia mentre in Grecia ci sono riusciti perché il governo è di sinistra e pertanto amico degli speculatori internazionali…
Potrebbe insegnare economia all’ università telematica di B. e di radio elettra dove si è diplomato bossi e il trota.
No Angelo sia buono e mi ascolti. Il percorso che ha fatto il suo ragionamento è tautologico, cioè solo suo. Il fatto che Silvio B sia al potere non gli da meriti. Il fatto che i governi di sinistra abbianpo svenduto l’Italia invece è una realtà assodata.
La cosa diciamo strana, sta nel fatto che dal 92 ad oggi i politici proclamatisi di sinistra si siano dati da fare per smantellare quanto c’era di proprietà collettiva cioè statale, in Italia. Tutti gli aderenti alla sinistra ed anche il terzo polo propongono la svendita di tutto quanto è della collettività ad ogni occasione le privatizzazioni regolarmente vanno a finire ad aziende cdi altre nazionalità. La domanda che mi aspetterei da qualcuno è: come fanno le aziende straniere, le multinazionali, ad essere meglio di noi?
La risposta è la seguente: non pagano le tasse in Italia e trasferiscono la ricchezza all’estero.
Gli speculatori fanno fatica a depredare l’Italia per il semplice motivo che Silvio B. non vuole mettere in vendita i gioielli di stato di proprietà anche mia e sua. Ecco perchè i poteri transnazionali lo vedono come fumo negli occhi.
Per quanto riguarda la sinistra le assicuro che è solo fumo negli occhi. Ci ho vissuto dentro per una ventina d’anni ostinandomi a dire si… ma… nonopstante la gentaglia l’idea è buona… ed oggi posso dire che non è buona nemmeno quella perchè postulata in modo sudditante. Non parlo degli aderenti che rispetto ma dei capoccioni atlantisti sempre dalla parte dei prevaricatori ovviamente.
Per finire le consiglierei di dissentire finchè le pare ma non deridere le forze politiche che si impegnano per il nostro paese. Io non lo farei con nessuno anche se fossero lontani anni luce dalle mie simpatie. Come non deriderei il titolare di un blog impegnato a fornire un servizio civile nel quale lei è ospite.
La ringrazio per l’intervento e le auguro buone cose.
Gentile Lino Bottaro,dire che concordo con Lei ed in particolare con quanto risposto al Sig. Angelo, è dir poco.
Purtroppo il Sig. Angelo, ci insegna come in tutti questi anni, il detto dividi ed impera ha funzionato e funziona ancora egregiamente.
Per quanto riguarda i/il partito/i della sinistra, sono e saranno sempre succubi dei poteri forti in modo vergognoso, anzi, vorrei sottolineare che il sindacato di sinistra, nonostante sia ampliamente a conoscenza di tutte queste ruberie, (signoraggio, riserva frazionaria) non solo si guardano bene dal parlarne, ma se ti azzardi a fare osservare quanto sopra sei emarginato, alla faccia della correttezza…. situazione da me provata sulla mia pelle.
Distintamente.
Mamma mia, quanti ingenui e inquadrati Angeli cechi esistono ancora…
buona domenica.
Più che l’apocalisse per i veri cristiani ci vorrebbe una “rivelazione” per i veri comunisti-materialisti … le sinistre non sono mai state a favore del popolo; sono solamente più astute, rispetto alle altri parti politiche, nel farlo credere e soprattutto nel farci ritenere parte del progetto.
Comunque tutte insieme ci hanno fregato fin dall’inizio: art. 1 della Costituzione la repubblica è fondata sul lavoro e in effetti loro, che rappresentano la repubblica, vivono con i nostri soldi.
Sono un pensionato e come tale parlo per esperienza personale e non per sentito dire. La sinistra,sindacati in primis, sono i peggiori nemici dei lavoratori (quelli seri ed onesti per intenderci)in quanto sottobanco stipulano contratti con i datori di lavoro meno seri e poi, dopo scioperi programmati a tavolino, proclamano la loro vittoria. Io, in tutta la mia vita lavorativa, ad ogni rinnovo del contatto sindacale ho rimesso denaro, sia come stipendio effettivo che come indennità di fine rapporto ma non ho mai avuto la tessera sindacale di uno qualunque della triplice.
Rammento ancora un fatto : tanti anni fa Torino ha avuto il suo primo sindaco comunista dopo un lungo periodo di gestione democristiana, un imprenditore locale di mia conoscenza quando gli dissi: “adesso cosa farete con questo al potere?” mi rispose :” non hai proprio capito niente, questo ci costa molto meno degli altri”
Concordo con te Lino, volevo inoltre rivolgerti un ulteriore spunto di riflessione, la sinistra ogniqualvolta ha governato ha smisuratamente aumentato la spesa pubblica, assumendo centinaia di migliaia di nuovi statali e di coneguenza i loro voti a vita (es. i 3 maestri nelle elementari al posto di 1) la domanda che mi faccio è la seguente: se il richiamo all’austerity vuole che si snellisca la spesa improduttiva pubblica (abbiamo 3 milioni e mezzo di statali, primi nel mondo) dovendo per forza tra poco tagliare migliaia di posti (vedi inghilterra e germania che lo hanno già fatto) come potrà l’eventuale sinistra amica degli statali farlo? o gli verrà la tentazione come aveva detto Bersani di addirittura aumentare ancora la spesa pubblica (tutti sotto lo stato, disoccupati e non)? O ci vorrà un governo superpartes tecnico economico che non guarderà in faccia a nessuno per farlo? salvando cosi la faccia ai sinistri? Quale è caro Lino la tua riflessione a proposito? Grazie.
Caro Fabrizio, quel che ho visto un pò in tutto il mondo è che leggi di sinistra vengono fatte passare dalla destra e viceversa, leggi di destra sono fatte passare proprio dalla sinistra come appunto recita l’articolo che stiamo leggendo. Questà è la conferma dell’inutilità di simile divisione. Il comportamento di questo governo non ne fa eccezione. Blair fu un guerrafondaio di sinistra come d’Alema diede l’ok per bombardare la ex Yugoslavia, la Serbia. Tanto più un governo è debole, tanto più si compra il consenso con poltrone assegnate a cani e porci per riuscire a crearsi il consenso… Un giorno parlando con un democristiano di razza che aveva ricoperto ruoli primari nella politica italiana mi disse “Noi non abbiamo dato contributi a pioggia ma a nebbia, cioè atomizzati. Ne hanno usufruito tutti!” Ultimamente però qualcosa di più terribile sta accadendo e cioè che la sinistra pur di governare ha fatto il patto col diavolo ovverossia con il potere anglosassone che tutto controlla e dispone in Italia. Questi si affidano a istituti bancari i quali vedono di buon occhio un indebitamento colossale dello stato italiano. Sarà il preludio di una svendita dei nostri beni reali posti a garanzia del prestito nel caso non si riesca ad estinguerlo come per altro non è assolutamente possibile fare in special modo di questi tempi. Rimarrà purtroppo aperta esclusivamente la soluzione della rapina che arriverà puntuale se non accetteremo di autoschiavizzarci sempre più.
Per quanto riguarda un serio governo super partes in Italia non è ancora stato visto nè previsto. Dubito però che l’insieme di politicanti condizionati dai nostri nemici appartenenti a stati stranieri, possano realmente far prendere all’Italia una piega Nazionalista. Questo termine non è nel corredo genetico della Sinistra che anzi la demonizza con stupida enfasi, e se la destra volesse muoversi in tal senso assieme alla Lega diverrebbe il nemico numero uno del Nuovo Ordine Mondiale. Mattei, Panto, Haider, il governo polacco e tutti i governi non allineati ci raccontano la stessa storia fatta di aggressioni fino ad arrivare ai colpi di stato o rivoluzione colorata.. C’è metà Italia che quando si solleva l’idea di una autodeterminazione delle regioni sul modello di stati e regioni d’Europa ha una reazione isterica. Questa reazione è frutto di una disinformazione feroce e costante alimentata ad arte dai giornali come la rete dell’Espresso nella quale trovano posto tutte le peggiori baggianate e giudizi sommari su ogni tentativo di rendere autonome le regioni italiane.