Possiamo tranquillamente dire che, oggi, la cultura, è una sorta di depuratore, che intende liberare dalle contaminazioni degenerative, immesse nel pensiero libero, i rifiuti inquinanti, tossici ed omologanti, quale risultato della contraffazione della realtà e quindi, della verità, addotti dal Sistema Liberista e Relativista.
Oggi, parlare di una cultura di destra, corrisponde a bestemmiare. E’ come a volere sostenere il primato dell’acqua sporca sull’acqua pulita, della guerra sulla pace, del regime autoritario, sullo stato di diritto, della devastazione dell’ambiente sulla qualità della vita.
In realtà, la cultura, è di chi la fa.
La cultura è una presa di coscienza, di consapevolezza; un bene di prima necessità. E’ un bisogno che non si può eludere e, come l’arte, in tutte le sue forme, abbisogna di impegno, continuità e passione. E’un atto dovuto alla vita.
Non rammento, nonostante gli sforzi, il nome di un uomo di cultura di destra (già di per se, un ossimoro) che, in questi decenni, sia arrivato agli onori della cronaca, per meriti, relativi alla musica, al teatro, alla letteratura, alla poesia o all’impegno sociale e civile
Persone, che si identificano in una certa ideologia, sono di per se fuori dalla cultura, a meno che, come oggi, l’acqua sporca, la guerra, il regime mediatico e la devastazione dell’ambiente, siano i nuovi criteri di una nuova cultura.
La sinistra, non si accampa l’esclusiva della cultura, ma è la stessa che, per incompatibilità, si dissocia da chi, cultura non produce. All’inverso si comporta l’ignoranza.
Un uomo di cultura, che ha raggiunto la fama per meriti assodati, non si pone il problema di dare un colore politico al suo impegno intellettuale, ma è la stessa cultura che lo assorbe al suo interno.
Potrei portare l’esempio di una trasmissione come “Report”, che rientra (a detta della maggioranza di governo), nella lista di proscrizione dei programmi ideologici di sinistra.
L’equivoco che nasce da tali affermazioni (per non dire altro), sta proprio in questo pasticcio verbale, e in una lapalissiana malafede. La stessa destra, dovrebbe, al contrario, esultare per un tale programma, vista l’entità dei crimini che denuncia, degli abusi e dell’illegalità imperante, al fine di allertare la popolazione, e renderla consapevole della realtà che la circonda. La stessa destra, per stringente logica, dovrebbe investire sempre di più su questo tipo di informazione.
Ma tutto ciò è utopico, poiché in netta contraddizione con quel genere di singolare cultura che alla verità antepone la mercificazione e la licenza.
“Report” è di sinistra, per il solo fatto che porta alla luce i comportamenti illeciti, dei quali, la stessa destra è corresponsabile e complice. Non esiste altro motivo. “Gallina che canta ha fatto l’uovo”.
Oggi, certa destra italiana (che usa il parlamento come copertura politica) tutela il crimine e la criminalità, e sdogana l’illegalità come moderna regola relazionale, essendone parte integrante, nella nuova veste di procacciatore di affari e cassaforte di profitti.
Per essere chiaro, porto l’esempio di milioni di tonnellate di rifiuti tossici, e mortali, dispersi sul territorio italiano che, non sono l’opera di organizzazioni operaie di metalmeccanici, ma bensì, di potenti imprenditori, sostenitori dell’attuale destra italiana. Potrà mai la cultura allinearsi con questa gente?
Potrei aggiungere, inoltre, che i motivi che aggregano questa particolare specie di individui, e che rendono così, apparentemente coesa la loro formazione, vanno ricercati nella loro condizione socio culturale, psicologica e patologica che, condiziona prepotentemente la loro capacità e libertà di giudizio.
I loro comportamenti (la totale sudditanza verso il loro capo, compattezza ideologica, sprezzo per le istituzioni), vanno ricercati nell’incapacità di doversi confrontare con gli altri, essendo totalmente riversi e concentrati su frustrazioni, egoismi e complessi di inferiorità, atavici, mai risolti e sempre elusi.
Il loro tempo è occupato dal pensiero di tutto ciò che può, o potrebbe succedere loro, e nell’affinare strategie di difesa ad un ipotetico attacco verbale, da parte di coloro, che credono sia il nemico.
Vivono al di la di una muraglia, innalzata per difendersi dagli attacchi dell’uomo ragionevole, che combattono con le armi del populismo, della mistificazione della verità e della contraffazione della realtà – avvalendosi della televisione commerciale e di al cune reti di stato, messe sotto scacco dallo sporco commercio della altrui dignità.
Non possiamo, dunque, ridurre la destra italiana a un colore politico o ad un programma di governo; sarebbe ingiusto, poco serio e culturalmente disonesto. La destra significa imprenditori, industriali, banchieri, finanzieri, faccendieri, media, TV commerciali, corporazioni, consorterie, lobby e criminalità organizzata. Tutta questa brutta cricca, non solo è responsabile della deriva etica è morale del nostro paese ma, da decenni, indisturbata, (come se ottemperasse ad un diritto inviolabile), avvelena fiumi, torrenti, laghi, mari, falde e territorio; e questo è un dato di fatto, incontrovertibile e assolutamente non politico.
La pubblicità televisiva, che ad ogni ora del giorno e della notte, si scaraventa, senza bussare, dentro le nostre case, è l’orrendo, scomposto e dissonante vociare di questa gente che, in veste di apprendisti benefattori, cercano in tutti modi di svuotare le nostre tasche in cambio della loro effimera mercanzia. Questi nuovi barbari della libertà, hanno fatto scempio delle nostre, già malconce città, impestando di becera pubblicità lo spazio pubblico, oggi trasformato in un’industria privata; e questo è un dato di fatto, incontrovertibile e assolutamente non politico.
Ma l’intento vero di questa moderna e oscura borghesia del profitto (sempre e ad ogni costo), é di fare piazza pulita della cultura, che sia arte, tradizione o letteratura, avvertita come il solo, unico e vero ostacolo al loro piano di omologazione degli individui. Tutto questo mi ricorda un film avveniristico e profetico di Francois Truffaut, “FAHRENHEIT 451”
Gianni Tirelli
































@ Gianni, intellettuali di detra famosi erano Pirandello, Croce, Gentile, Evola, ad oggi mai superati da nessun Eco o Scalfari.
Qui potrà approfondire meglio l’argomento, con una lunga lista di “destrorsi” del Novecento:
http://www.centrostudilaruna.it/novecento-il-secolo-dellintelligenza.html
Detto ciò, le pongo una domanda: cosa significa davvero per lei cultura? Lo chiedo perchè la semantica ci è spesso d’intralcio. Ad esempio, per me “cultura” significa acquisizione nozionistica di dati insignificanti ed inutili, che appesantiscono la nostra cerebralità alimentando l’emisfero sinistro (dell’illusione e della separazione) a discapito di quello destro (pratico, creativo, immaginativo, spirituale). Mi spiego meglio: conoscere a pennello la filosofia di Kant mi è inutile se non sviluppo la mia creatività, non ho buoni rapporti con il prossimo e soprattutto se non conosco il modo di vivere in salute, prosperità e felicità attraverso la legge di attrazione, la forza di volontà e l’abbandono alla mia guida interiore. Conosco molte persone intelligenti e colte, la cui cultura xò è un bagaglio pesante nel viaggio della vita ed infiacchisce molto la loro forza di volontà, rendendoli zombie. Paradossalmente, a tale stato di demenza, si accompagnano il narcisismo, la presunzione e la volontà di prevaricazione, perchè la cultura agisce da filtro pregiudiziale verso tutto e tutti.
Questa lunga premessa, x distinguere cultura da conoscenza. Lei sembra appellarsi piuttosto alla seconda (anche se non posso condividere l’apologia di Report) attribuendole il nome della prima, dunque non me ne voglia se chiedo un chiarimento, soprattutto alla luce della linea comune emersa in qst sito al riguardo.
Cordialmente, con l’augurio di buone feste.
@Gianni: ti posto il link a uno stupendo articolo di qualche tempo fa, tratto dal libro Ritorno al Reale di Thibon, il filosofo contadino. Si intitola “Lo spirito di destra e lo spirito di sinistra”, e fa una disamina approfondita di entrambe le tendenze del pensiero, entrambe con valori e limiti. Anch’io tempo fa facevo questa equazione Sinistra=intelligenza – destra= barbarie. Non è così. La barbarie di sinistra eguaglia se non supera quella di destra, e a destra ci sono valori altrettanto fondanti, se non più, di quelli di sinistra. C’è da fare una sintesi.
http://www.stampalibera.com/?p=11767
@ Carmen – Cara Carmen, il mio articolo, fa riferimento al momento contingente. La cultura come ho detto nell’articolo, é di che la fa.
“La sinistra, non si accampa l’esclusiva della cultura, ma è la stessa che, per incompatibilità, si dissocia da chi, cultura non produce. All’inverso si comporta l’ignoranza”. No ho scritto un trattato di filosofia, ma un breve considerazione rapportata ai presente. L’equazione Sinistra=intelligenza – destra= barbarie io non l’ho mai fatta. E’ la realtà, oggi (i dati di fatto) e non io, NON IO, NON IO.., e nessuna retaggio ideologico, a dimostrare quanto affermo. Non è nella storia della sinistra italiana questo modo di fare politica. Forse l’unica cosa che possiamo veramente rimproverare alla sinistra, o a quello che ne resta ora, è la perenne incapacità di decidere in una maniera univoca. E’ il luogo del continuo ripensamento, è la palude della perenne incertezza, è l’universo dell’indecisione e, soprattutto è il paradiso delle giaculatorie autolesioniste fatte tutte guardandosi l’ombelico e mai alla gente. . La sinistra è il luogo della memoria. E’ il luogo dell’utopia e non del pragmatismo. Il presente è ciò che conta. Occorre viverlo intensamente.
Io, pur essendo di “larghe vedute” non riesco proprio a mettere sulla stesso piano la destra di governo con una parte qualsiasi della sinistra italiana, che governi o che non governi. Di tifare osannare, acclamare il Padrone, scodinzolando come delle servette senza dignità, non si era mai visto in un paese civile!!
Ti posto un articolo che potrebbe farti riflettere!! Ciao
@ Jacopo -Se per una inquietante, quanto suggestiva ipotesi, un clone di Silvio Berlusconi fosse stato il leader del Partito Democratico al governo, l’attuale maggioranza (ma opposizione nell’immaginario), dopo la prima legge ad personam, ne avrebbe chiesto la testa, e non in senso metaforico.
Non oso pensare a cosa sarebbero stati in grado di imbastire ed escogitare “il Giornale” di Feltri e Belpietro di “Libero”, nella nuova e singolare veste, di nuovi paladini ed eroi di una giustizia giusta e uguale per tutti.
Cerco di immaginare Bondi, che arringa Franceschini su tali vergognose proposte di legge, e che afferma, “non sono degne di uno stato democratico e di un paese che si ritenga civile” – Cicchitto, che insiste nel ribadire (per l’ennesima volta), l’anomalia tutta italiana di un “conflitto di interessi” grosso come una casa, tale da destabilizzare la tenuta delle istituzioni e la coesione sociale, senza eguali nella storia politica delle democrazie occidentali.
Gasparri, in preda ad una crisi isterica, che si appella al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica, perché non si presti (divenendone complice), a sottoscrivere tali porcate, ribadendo, inoltre, il concetto che, di fronte alla legge, tutti I cittadini sono uguali.
La Russa, nel suo violentissimo attacco, che accusa Berlusconi per avere partecipato, a fianco di Busch (per sudditanza e mero protagonismo), all’insensata guerra in Irak, rendendosi così responsabile della morte dei nostri militari a Nassirya. Maurizio Lupi che, senza mezzi termini, definiva, criminale, il tentativo strumentale di usare il consenso popolare, come lasciapassare per sdoganare interessi particolari, privilegi e impunità, in barba ad ogni regola, principio etico e ragionevolezza.
“Si faccia giudicare”, avrebbero scandito in coro, dai banchi dell’ipotetica opposizione, mentre I padani della Lega, tutti in piedi, mostravano orgogliosi, alle telecamere, la scritta, “BERLUSCONI PIDUISTA”.
Bonaiuti, declamava l’ode alla magistratura, invitandola a non farsi intimidire dalle inaccettabili e sistematiche accuse del Cavaliere, di essere politicizzata, e potere svolgere, in piena autonomia e serenità, l’arduo e nobile compito, finalizzato al trionfo della giustizia e della verità.
La Santanché, con la sua voce slabbrata, deplorava ì comportamenti libertini del Premier, ritenendoli scandalosi, e indegni di una tale carica politica.
Tutti, a gran voce, chiedevano lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate. La sinistra, al completo, votava la fiducia
Gianni, dalla sua replica non evinco alcuna risposta alle questioni poste, che (ne converrà) erano di altra natura. Per il resto (la questione destra-sinistra ovvero dell’uovo e la gallina) concordo con i commenti degli altri lettori che mi precedono. Le basti ricordare che il PCI/PDS ebbe un ruolo importante nel far avere a Berlusconi le concessioni tv e gli accordi commerciali Fininvest-Urss e che la stessa “sinistra” da lei citata fece accordi con B per assicurargli che il monopolio tv non sarebbe stato toccato (come notariamente rivelato dallo stesso Violante in parlamento), inclusa Rifondazione, le cui astensioni sulle leggi salva-mediaset avvennero sempre in contemporanea agli affari tra Cossutta e il Cavaliere. In barba alla Costituzione, che prevede l’ineleggibilità di chiunque abbia concessioni tv. Evito poi di ribadire la svendita dell’industria di stato e della sovranità nazionale da parte della sua parte politica, xkè qst sito l’ha ribadita fino alla noia, ma devo dedurre che lei legge solo i propri articoli e mi dispiace.
In simpatia, le rinnovo gli auguri di buone feste.
destra e sinistra pari son ,e son illusion e perditempo,il potere è unico e i servi tanti ,ma servono un unico padrone.son solo parole vuote.
Destra e sinistra?
Domandate alla vegetazione, agli animali, all’ordine simbiotico del pianeta Terra e del sistema solare se per questi è rilevante fare questa distinzione, se per questi è importante classificare o dividersi in barricate, destra e sinistra, bene e male, se per questi è di vitale necessità mettere a posto il loro ipotetico disequilibrio inquadrando per esempio il mondo vegetale tra sinistroidi e destroidi!?
La verità è molto più complessa di un semplice spartiacque, è molto più profonda per essere analizzata con una visione interna al sistema stesso di cui noi stessi siamo fautori e portatori di distruzione.
Destra e sinistra? No grazie o smesso di farmi prendere per il culo, ho a cuore ben altri problemi di più seria importanza che vanno assai al di là di queste idiozie.
Destra e sinistra?
Stupida distinzione umana.
http://www.youtube.com/watch?v=MZ1zXcZpNCY&feature=related
Che cos’è la cultura? Che cos’è la destra? Che cos’è la sinistra?
Sarebbe interessante fare un sondaggio per vedere quali risposte verrebbero date a queste semplici domande del tutto inutili.
Saluti
Ah ah … i primi concetti “commerciali” che ci sono stati propinati sono proprio quelli di “destra e sinistra” !
Mi spiego: attraverso la creazione di queste categorie mentali fin dal dopoguerra ci hanno propinato l’ idea di “cogestione” di una srl ( lo stato italiano ) che in realtà, a tutti gli effetti, era una SPA ( di proprietà USA, Vaticano, Mafia ) nella cui gestione il “popolo” non ha mai contato una benemerita mazza … fin da allora !
Le categorie erano solo per “venderci” l’ idea che il popolo contasse qualcosa, ed il sistema partitico faceva e modulava gli interessi dei suoi azionisti e rabboniva e controllava il popolo.
Nel sistema “apartitico” attuale le cose sono ulteriormente peggiorate … non solo perchè i padroni si sono mescolati, e non si capisce più che quota abbiano i singoli azionisti …
… ma perchè il “popolo” è entrato a far direttamente parte del bottino … non più “consumatori ed elettori”, come ci voleva il vecchio sistema, ma semplicemente “schiavi”.
E qualcuno sta ancora a perdersi in simili discussioni …!!!
@Sandro
Rispondo al sondaggio da lei proposto sperando di proporre delle definizioni chiare ribadendo che non sono domande inutili:
La “Destra” è l’opportunità per l’individuo, la “Sinistra” invece è il sacrificio per la collettività (e, da questo punto di vista, ho sempre ritenuto il nazionalsocialismo e correnti simili più vicine a quest’ultima).
La Cultura invece è un valore, inteso come oggetto che per la sua importanza spinge alcuni uomini, sensibili al suo fascino, ad ottenerlo.
Comunque ritengo che sia riduttivo attribuire la produzione di cultura ai soli pensatori “di Sinistra”, persone come Pirandello, D’annunzio, Gadda, Montale, Hesse, Pound, Friedman e Rand non lo erano di certo eppure nessuno oserebbe negare il loro apporto importantissimo al pensiero o all’arte, ma non intendo schierarmi o entrare in polemica al riguardo.
Saluti
Cristo santo!! Nell’articolo, tratto dell’oggi, della nostra realtà, del presente. E’ tutto molto più semplice e banale! Se “Report ” é un programma di sinistra (e non lo ho affermato io) quale é il suo corrispettivo a destra? “Il grande fratello o Amici”?? e di De André? Apicella? e di Benigni i fratelli Vanzina? E di Moravia, Eco , Pasolini, Dario Fo ecc.. ecc.. quali sono i corrispettivi relativi alla cultura di destra? Possono non piacere, ma la loro consacrazione artistica é lapalissiana come il loro impegno socio-politico.
Sono solo alcuni esempi semplificativi, ma se ne potrebbero fare a centinaia. Non é un fatto politico ma umano e pratico. E’ una realtà di fatto incontrovertibile e assolutamente non ideologica. Ideologico sarebbe sostenere il contrario.
Oggi e sottolineo, OGGI, la destra non produce cultura per definizione. Non esiste la cultura di sinistra o di destra, ma la sinistra e la cultura, la destra e il vuoto. Se poi, chi produce cultura, appartiene come cittadino elettore ad una certa area politica, non sarà certo colpa mia o di nessuno.
A forza di relativizzare ogni cosa, o giustificare certi comportamenti ripescandone di simili nel passato, non ci porta da nessuna parte. Se oggi l’acqua e l’aria del nostro territorio é inquinata, non possiamo sostenere che nel passato fosse lo stesso. Liberiamoci dalla gabbia delle nostre convinzioni preconcette o non ne usciremo vivi.
@GIANNI,
è SEMPRE molto difficile se NON impossibile rimanere “neutrali” di fronte a una “discussione” politica; personalmente IO provengo politicamente dall’ area di quella SX di qualche decina di anni fa che ORA non esiste più, per me ancora OGGI un unghia del dito mignolo sinistro(!) di BERLINGUER o di PERTINI vale più di tutti i leader del PDL-L=PD messi assieme compresi i cosidetti “emergenti” o “innovatori” di che cosa poi(!?) tipo il RENZI di turno che andrebbe(parole sue) perfino ad ARCORE a baciare la mano a B. invece che nelle SEDI preposte della POLITICA !!!
OGGI assieme a moltissimi altri ex”simpatizzanti” della SX ma anche della DX, mi ritrovo a far parte della maggioranza degli ITALIANI diventati anti-CASTA partitica perchè nauseati dalla pseudo-politica e dagli inciuci vari perpetuati da entrambi gli schieramenti del tutto SPECULARI; GIANNI ma anche LINO i partiti attuali sono SOLO dei CLAN più o meno numerosi che a seconda dei propri interessi si alleano o si oppongono in quella che è diventata SOLO una MANGIATOIA di PRIVILEGIATI individui che nella stragrande maggioranza SONO SEMPRE a SERVIZIO del POTERE GLOBALE !!!
Quindi entrambi risparmiatevi e risparmiateci di “raccontarci” le favolette che gli uni SONO migliori o più impegnati degli altri a “tutelare” il POPOLO cioè NOI, NON è così è la STORIA politica italiana(quella vera) che ce lo dice; D’ALEMA che da l’ OK alla NATO per bombardare i “compagni” dello STATO FEDERATIVO SOCIALISTA DI YUGOSLAVIA e poi gli inciuci di VIOLANTE alla CAMERA che garantisce a B. il monopolio delle TV e che dire di PRODI il consulente della più potente Banca USA la GOLDMAN SACHS, dall’ altra parte B. che è “culo e camicia” da SEMPRE con BUSH Senior e poi Junior per “papparsi” l’ ITALIA ed anche l’ EUROPA e il suo mega-MINISTRO il TREMONTI ospite fisso di BILDERBERG e potrei continuare così a lungo ma i conati di vomito stanno per arrivare e smetto almeno per addesso !!!
HASTA SIEMPRE
Essere di sinistra o di destra è una questione di mentalità, educazione, visione del mondo e sensibilità . Si decide genuinamente da che parte stare. I partiti parlano al loro “target di riferimento” ( non si dica che non siamo considerati merce ) e si comportano di conseguenza. Non si può negare ad esempio che la sinistra è più attenta alle spese concernenti la cultura e la destra puntualmente le taglia, ma questo non dipende a mio avviso dal colore politico ma bensì
..continua
dal fatto di voler accontentare l’elettorato. Chi tira le fila di questo baraccone non interviene sino a quando non gli si pestano i piedi. Se così non fosse non si spiega per quale motivo i problemi che sarebbero risolvibili con poche mosse, continuano nonostante tutto a restare invariati.
Gianni, appunto su cosa sia la cultura verteva la mia domanda, ma l’assenza di risposta non mi turberà il sonno.
Alla prossima.
@ – Jacopo -La cultura, è una sorta di depuratore, che intende liberare dalle contaminazioni degenerative, immesse nel pensiero libero, i rifiuti inquinanti, tossici ed omologanti, quale risultato della contraffazione della realtà e della mistificazione della verità.
Sig. Costanzo,
la definizione di destra o sinistra da me già esposta non si attaglia alla sua e per questo, dal sottoscritto, non condivisa.
La ritengo obsoleta dal momento che oltre il 40% degli aventi diritto non si recano alle urne, quindi i due schieramenti in questione rappresentano, democraticamente, delle minoranze e perciò non più autorizzati a far scuola.
Alla luce di quanto prima affermato che autorevolezza (termine caro alla supposta destra) può investire un presidente del consiglio godendo solamente delle preferenze del 11.7% dell’elettorato?
In che tipo di sinistra imbesuita si sostanzia il PD ( tessera n°1 intestata all’ing. Carlo De Benedetti) o l’IDV?
Come definiamo quel 40% già citato?
A piacevolmente rileggerla.
Sig Andretta,
Ha ragione, tantissime persone non votano, ma a mio avviso una qualche idea politica la devono avere. Molto dipende anche da quanto un individuo si senta coinvolto, è chiaro che chi prende coscienza della situazione reale e si rende conto della buffonata sia mediatica che politica, getta la spugna e non si reca più alle urne.
Una idea sui partiti e i loro componenti me la sono fatta soltanto di recente, intendo, che molto spesso i giovani che si candidano, lo fanno con senso civico (qualcuno per potere e denaro) ma non conoscono ancora i retroscena, dopodiché quando vengono in qualche modo “iniziati”, restano si delusi, ma con quello che guadagnano e la sete di potere scaturito, li fa desistere da qualsiasi opposizione nei confronto dello status quò. Poi ci sono i baroni che sono i “direttori” dei partiti come De Benedetti ( per me è lui il vero padrone del PD ) e Di Pietro o Berlusconi. Loro sanno sin dall’inizio cosa devono fare e non fare ! Riguardo alla sua domanda , il PD e l’IDV non sono assolutamente più di sinistra, questo succede a mio parere non a caso. In qualche modo è come se si vorrebbe traghettare il proprio elettorato ( dopo una bella ipnosi di massa ) verso idee più “moderate”, anche se nel secondo caso potrà sembrare che Di Pietro stia facendo una guerra aperta contro Berlusconi, ciò fa parte del gioco. Infatti anche Di Pietro se ne guarda bene di toccare certi argomenti, si è forse lamentato del fatto che le stragi italiane sono ancora senza colpevoli?
Mi può spiegare quale è la definizione per lei “sinistra o destra” ?
La ringrazio anticipatamente per una gentile risposta
Premetto che io non vado a votare da…., bo non mi ricordo, non perchè ho gettato la spugna, ma perche dal mio punto di vista chi vota legittima il sistema e da potere a questi politicastri che di pensare a governare manco se ne sognano.
Tentando di dare una definizione estremamente semplicistica di destra e sinistra:
Ideoligicamente:
Sinistra, cololoro che si prodigano per il bene del popolo e delle masse;
Destra, coloro che si prodigano per il bene dell’imprenditore e del capitale.
Nella realta:
Sinistra Gli ipocriti coloro che fanno credere di fare il bene del popolo e delle masse, mentre in realta glielo mettono nel c. dicendo che è la sola cosa giusta da fare.
Destra, Gli spudorati coloro che ti dicono che te lo mettono nel c. perche è la sola cosa giusta da fare.
E definendo anche la cultura: quell’insieme di nozioni e informazioni con il quale veniamo presi per il c.
Saluti
Sandro
Sandro, infatti intendo che la genuinità dell’appartenenza politica non è del politico, ma del ingenuo votante.
Dalla fretta ho sbagliato il commento precedente, “dell’ingenuo” non del ingenuo.
Noi continuiamo a discutere e “loro” continuano a mettercelo in quel posto …. basta guardare il cielo striato di scie chimiche per capire quanto siano inutili le discussioni, le manifestazioni, le dichiarazioni e via dicendo. Quando ero piccolo in Africa si moriva di fame, oggi, dopo 30 anni, si muore ancora di fame.
Loro (dx e sx) agiscono noi brontoliamo !!!
girelli non ho letto per intero il tuo post, perchè sappi una cosa, ne ho i coglioni pieni di cultura di dx come di sx, a me la cultura che interessa è quella unica e vera della vita in funzione del sostegno dell’uomo. di tutte queste ideologie del cavolo poco mi interessa, perchè sia a dx che a sx il popolo ha sempre pagato pegno per colpa di pochi ma influenti venduti e approfittatori. per cui smettiamola per una volta, quì si tratta solo di realizzare il compimento di una vita serenamente vissuta dell’uomo.
cordialmente, marcosss
Sig. Costanzo,
più volte l’ho già dichiarato in questo stallo, non vorrei, per alcuni, sembrare maniacale; per me destra è tutto ciò che riconduce all’IO, sinistra tutto quello che è compreso dal“l’anima collettiva”.
Cordialità.
Sig. Andretta
Illuminante risposta ! Grazie
Sig. Costanzo,
la ringrazio augurandomi, se è inscritto nel nostro destino, di ritrovarci altrove.
Con simpatia.