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di Daniel Taylor * Old-Thinker News
23 Febbraio 2009 * traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

La Rivoluzione Tecnologica

Anche se i poteri tecnologici saranno immensi e verosimilmente si compierà un progresso, il normale livello di resistenza sociale e lo stallo politico probabilmente si opporranno al cambiamento. Così, esso potrebbe assumere la forma di un occasionale collasso ambientale, di guerre globali e terrorismo, o calamità ancora sconosciute, che forzeranno il passaggio alla coscienza globale. William E. Halal, Emerging Technologies and the Global Crisis of Maturity

La rivoluzione tecnologica che rimodellerà l’umanità e il nostro mondo è ben avviata. Una cacofonia di crisi, sia reali che fabbricate, vengono annunciate come i dolori di nascita di un nuovo ordine mondiale. Alcuni analisti dicono che non siamo in grado di capire il mondo politico, tecnologico e sociale che sta emergendo più di quanto “…lo scimpanzé nella foresta sia in grado di comprendere ciò che accade tra gli esseri umani in un villaggio vicino.” [1]Ogni giorno nei media noi siamo testimoni, momento per momento, di esempi di costante incremento di questa accelerazione. Tuttavia, molti non riescono a collegarli in un quadro coerente che dimostra la loro natura intrecciata. Si perde il “Grande Disegno”. Lasciamo agli “esperti” il compito di interpretare questi eventi e sviluppi, ma essi spesso presentano soluzioni che provengono direttamente dall’establishment.
Per iniziare, diamo uno sguardo alla rivoluzione tecnologica. La nanotecnologia, la biotecnologia, le scienze dell’informazione e le scienze cognitive (NBIC) convergono a formare quello che è stato definito il più grande balzo nel progresso tecnologico nella storia umana. Il movimento Transumanista sta avidamente pregustando questa rivoluzione. Alcuni prevedono la fusione del cervello umano con i circuiti del computer come portale “…verso un vero elevamento rivoluzionario della razza umana.”[2] Interfacce cervello-macchina; clonazione; ingegneria genetica di cibo, piante e animali; intelligenza artificiale; nanomateriali; tutti questi derivano dalla convergenza NBIC.
Alcuni paesi servono attualmente come basi di prova per le tecnologie che dovrebbero essere attuate a livello globale nel prossimo futuro. Per esempio, la “U-city” o “città ubiquitaria” New Songdo della Corea del Sud  – salutata come la città del futuro – è vicino alla piena funzionalità. La città è cablata da terra in su con sensori RFID ed altri avanzati dispositivi informatici che servono ad automatizzare il traffico, la sorveglianza e l’e-government. La campagna di marketing per la città è fortemente incentrata sugli aspetti relativi alla convenienza della tecnologia per i consumatori, e ricorda il thriller fantascientifico Minority Report. Il modello di U-city, in fase di sperimentazione a New Songdo, si prevede che venga esportato in tutto il mondo. C’è una ragione del fatto che questa tecnologia è in fase di sperimentazione in Sud Corea. Come riporta il New York Times:

“Gran parte di queste tecnologie sono state sviluppate nei laboratori di ricerca statunitensi, ma in Corea ci sono meno ostacoli sociali e regolamentativi per una loro implementazione” ha detto Mr. Townsend [un direttore di ricerca presso l'Institute for the Future a Palo Alto, in California], interpellato sul proprio progetto U-city di Seoul conosciuto come Digital Media City.”C’è un’aspettativa storica di meno privacy. La Corea è disposta a rimandare le questioni difficili per prendere un’iniziativa primaria e stabilire degli standard.”[3]

Alcuni credono che la tecnologia del computer ubiquitario, conosciuta anche come “Internet delle Cose”, stia annunciando l’inizio di una “intelligenza globale unificata”. Questa intelligenza globale sarà costituita da una vasta rete di luoghi, cose e persone alle quali è stata data una rappresentazione virtuale in una rete di computer. William E. Halal, professore emerito di scienze, tecnologia e innovazione alla George Washington University scrive:

“Anche con i trambusti che siamo sicuri ne seguiranno, questo segnerà l’inizio serio di una intelligenza globale unificata, quello che alcuni hanno previsto essere l’emergere di un “cervello globale” – una fine ragnatela di pensiero cosciente che dirige la vita del pianeta.”[4]

Interfacce Cervello-macchina

La rivoluzione tecnologica in corso ha – come indicato nell’esempio precedente – tutta una serie di implicazioni ad essa collegate. I progressi nelle interfacce cervello-macchina forniscono uno degli esempi più sorprendenti. Fred C. Ikle, ex sottosegretario alla Difesa sotto l’amministrazione Reagan e autore di The Ultimate Threat to Nations: Annihilation from Within ( L’Ultima minaccia alle Nazioni: Annientamento dal proprio interno) , ha preannunciato lo sviluppo di avanzate interfacce cervello-macchina. E’ questo lo sviluppo che Ikle vede come il più rivoluzionario. Egli scrive:

“A mio giudizio, la più grande e più profonda trasformazione della condizione umana non arriverà dal prolungamento della vita, o dalle possibilità, discusse con preoccupazione e probabilmente enormemente sopravvalutate, della clonazione umana e dei “bambini su misura.” Invece io vedo una sintesi effettiva del computer con il cervello umano vivente come il fattore che porterà a uno sconvolgimento davvero rivoluzionario per il genere umano.”[5]

Queste interfacce, scrive Ikle, potrebbero innescare una corsa tra le superpotenze per creare un serbatoio di pensiero super-avanzato. Questa simbiosi cervello-computer proverrà da un gruppo di individui connessi ad un computer centrale.

“Il suo scopo sarebbe quello di arricchire ed espandere grandemente ciò che possono fare i computer avanzati attraverso la creazione di una simbiosi tra, da un lato, un sistema informatico progettato per questo scopo, e dall’altro, le capacità di giudizio e le funzioni emotive essenziali del cervello umano. Il contributo del cervello umano vivente probabilmente non dovrebbe provenire da un individuo “agganciato” ad un computer, ma da computer in collegamento con comitati di esperti o consulenti politici. Una tale simbiosi sarebbe molto più avanzata rispetto ai recenti collegamenti cervello-computer.”[6]

Transumanesimo

Le interfacce cervello-macchina ci portano inevitabilmente al movimento transumanista, che vede le tecnologie come questa come annunciatrici di una nuova era del potenziamento umano. La maggior parte dei ricercatori pronostica che queste tecnologie siano sviluppate in un primo momento per uno scopo medico – come la restituzione della vista, la possibilità, data ad individui paralizzati, di muovere bracci robotici usando la propria mente, ecc. L’iniziale focalizzazione sulla fornitura di aiuti alle persone disabili sta producendo un’accettazione pubblica verso tecnologie come le interfacce cervello-macchina, perché la loro natura è benevola. Alla fine, comunque, saranno utilizzate per scopi di potenziamento e non solo per una qualsiasi necessità medica.
La conferenza Converging Technologies for Improving Human Performance del giugno 2002, organizzata dalla National Science Foundation e dal Dipartimento del Commercio, ha discusso questa rivoluzione NBIC (Nanotecnologia, Biotecnologia, Scienze dell’Informazione e Scienze Cognitive). La lunga relazione dimostra l’intensa attenzione che viene data a queste tecnologie emergenti. La relazione chiede la formazione di una nuova generazione di scienziati che sia di aiuto alla prossima convergenza.

“Istruzione e formazione a tutti i livelli devono utilizzare le tecnologie convergenti e preparare le persone a trarre vantaggio da queste. Programmi di formazione interdisciplinari, specialmente nella scuole di specializzazione, possono creare una nuova generazione di scienziati e ingegneri che si trovano a loro agio a lavorare intersettorialmente e a collaborare con colleghi derivanti da una certa varietà di specialità…dovranno essere avviati progetti di formazione in corrispondenza delle intersezioni di campi fondamentali al fine di costruire una comunità scientifica che realizzerà la convergenza delle tecnologie che possono migliorare notevolmente le capacità umane.”[7]

Il Knowledge NBIC Project, finanziato dall’Unione Europea, sta conducendo una ricerca sulle implicazioni politiche e sociali della convergenza NBIC. Una delle recenti relazioni del progetto ragguaglia sulle possibili applicazioni di queste tecnologie di potenziamento,

“…Le persone possono arrivare a pensare se stesse come a esseri  ‘ormai perennemente invalidi’, che rischiano di rimanere indietro all’interno di un mondo sociale dove sono previsti regolari incrementi neurochimici come condizione per ottenere prestazioni adeguate. I primi vagiti di questo problema di carattere generale sono già arrivati alla conoscenza del pubblico nelle controversie concernenti l’uso di farmaci per il miglioramento delle prestazioni atletiche competitive e della preformance universitaria. Le risposte politiche così suggeriscono che questa…agenda potrebbe essere soggetta a notevoli restrizioni, ma è molto improbabile che la sua avanzata sia del tutto interrotta.”[8]

La relazione del Ministero della Difesa del Regno Unito DCDC Global Strategic Trends Programme 2007-2036 ha anche anticipato l’utilizzo di questa tecnologia.

“Entro il 2035 un chip di informazioni potrebbe essere sviluppato e collegato direttamente al cervello. Le scelte di informazione e intrattenimento saranno accessibili attraverso la cognizione e potranno includere la percezione sensoriale sintetica irradiata direttamente ai sensi dell’utilizzatore. Ampi sviluppi correlati della tecnologia dell’informazione e della comunicazione potrebbero includere l’invenzione della telepatia sintetica, incluso il dialogo telepatico o da mente a mente. Questo tipo di sviluppo avrebbe ovvie implicazioni militari e di sicurezza, nonché giuridiche, etiche e di controllo.”[9]

Pure la RAND Corporation ha puntato gli occhi su questa rivoluzione tecnologica. La relazione della RAND del 2001, The Global Technology Revolution: Bio/Nano/Materials Trends and Their Synergies with Information Technology by 2015, riguarda tali questioni. Tra le altre tendenze, prevede l’espansione della globalizzazione, la riduzione della privacy e potenziali disordini sociali come risposta alla rivoluzione tecnologica.

“I risultati potrebbero essere sorprendenti. Gli effetti possono includere miglioramenti significativi della qualità della vita e della durata della vita degli esseri umani…continua globalizzazione, rimescolamento della ricchezza, fusione o invasione culturale con un potenziale di aumento della tensione e dei conflitti, spostamenti di potere dagli stati nazione a organizzazioni non governative e singoli individui…e le opportunità dell’eugenetica e della clonazione umana.”[10]

I Pianificatori Scientifici

La conquista della natura da parte dell’uomo, se vengono realizzati i sogni di alcuni pianificatori scientifici, significa il dominio di alcune centinaia di uomini sopra miliardi e miliardi di uomini. Non c’è, ne può esserci un qualsiasi semplice incremento di potere da parte dell’uomo. Ogni nuovo potere ottenuto dall’uomo è anche un potere sull’uomo.“— CS Lewis, The Abolition of Man


L’influenza di ricchi e importanti interessi nel plasmare gli avvenimenti attuali e passati non può essere ignorata quando si studia ciò che può riservare il futuro. Le élite hanno sempre cercato di proiettare la loro posizione dominante nel futuro e questo mondo moderno non è diverso. Le tendenze possono essere il prodotto di un processo organico o di un metodo intenzionale.
Mentre progrediamo nel futuro, gli analisti di spicco vedono una tendenza verso un governo mondiale e una “coscienza globale” come un processo di evoluzione naturale, logico e organico. Ciò che questi esperti evitano spesso di menzionare è il fatto che è stato l’obiettivo primario dell’istruzione istituzionale per decenni quello di preparare e condizionare la gioventù ad accettare la governance mondiale.
Nel 1954 il Comitato Reece citava una relazione della Commissione Presidenziale sull’istruzione superiore, pubblicata nel 1947. Questa relazione affermava:

“Nella velocità dei trasporti e delle comunicazioni e nell’interdipendenza economica, le nazioni del globo sono già un mondo unico, il compito è di assicurare il riconoscimento e l’accettazione di questa unità nel pensiero delle persone, affinché il concetto di un mondo unico possa essere realizzato psicologicamente, socialmente e a tempo debito politicamente. E’ questo il compito, in particolare, che sfida i nostri studiosi e docenti ad aprire la strada verso un nuovo modo di pensare. Vi è un urgente bisogno di un programma per la cittadinanza mondiale che possa diventare parte dell’istruzione generale di ogni persona. Ci vorranno le scienze sociali e l’ingegneria sociale per risolvere i problemi delle relazioni umane. La nostra gente deve imparare a rispettare la necessità di conoscenze speciali e formazione tecnica in questo campo, mentre deve affidarsi all’esperto in fisica, chimica, medicina e di altre scienze.”[1]

I futuristi e gli analisti governativi spesso puntano al riscaldamento globale e al terrorismo per definire le crisi del nostro tempo, come parte naturale della “crisi globale di maturazione.” Oggi questi problemi vengono spesso presentati come giustificazione a favore di un sistema di governance mondiale. William E. Halal scrive:

“Conflitti interculturali, armi di distruzione di massa e minacce di un collasso ambientale sono destinati a forzare il passaggio verso una qualche forma di comunità globale come mezzo migliore per la gestione di tali fastidiosi problemi.”[2]

Ancora una volta, ciò che non viene detto è che questi temi erano stati identificati molti anni fa da potenti interessi al fine di servire da pretesto per aprire la strada alle “soluzioni globali”. In un rapporto del 1991 intitolato “The First Global Revolution”, pubblicato dal Club di Roma, troviamo la seguente dichiarazione:

“Nella ricerca di un nuovo nemico che ci unisca, c’è venuta l’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità di acqua, le carestie e altre cose simili si adatterebbero al caso…Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano…Il vero nemico, allora, è l’umanità stessa.”[3]

Per avere una prospettiva più profonda, diamo uno sguardo alla precedente relazione del Club di Roma del 1976, Rio: Reshaping the International Order (Rio: Rimodellare l’Ordine Internazionale), che specifica una strategia per creare un sistema di governance economica mondiale. La relazione precisa:

“Al livello più alto, il livello degli affari mondiali, le istituzioni internazionali devono figurare come le prime promotrici del cambiamento previsto.”
“Il raggiungimento di questa pianificazione e della gestione del sistema a livello globale richiede il consapevole trasferimento di potere – sicuramente un trasferimento graduale – dallo Stato Nazione verso le organizzazioni mondiali. Solo quando questo trasferimento avrà luogo, le organizzazioni mondiali potranno diventare efficaci e propositive.”[4]

Halal, nel suo articolo per Futurist, continua lodando il Club di Roma per la sua previsione di questi eventi:

“La principale conclusione di questa analisi è che il mondo sta affrontando una crisi globale di maturazione, l’esempio più rilevante è il quasi collasso del sistema bancario globale nel mese di ottobre del 2008. Avvertimenti di massicce trasformazioni erano state previste da decenni dal Club di Roma e da molti altri. Oggi, però, l’accelerazione del cambiamento sembra che stia producendo una crescente serie di eventi di gravi perturbazioni globali – scarsità di energia, mentre la fornitura del petrolio raggiunge il picco, incombente cambiamento climatico e crisi ambientale in generale…perdurare del terrorismo…mentre la globalizzazione forza inesorabilmente i vecchi sistemi verso il punto di rottura.”[5]

Poiché queste crisi si sviluppano in mezzo alla nascente rivoluzione tecnologica, stiamo entrando in una “Età di Transizione” in cui l’élite della società – che aveva previsto queste crisi, e in molti casi le aveva fabbricate – spera di emergere al vertice.

La Grande Transizione

Sarà necessario sostituire gli odierni sistemi sociali ingombranti, i dogmi religiosi, le emozioni animate, le ideologie di parte e altre forme di pensiero e di conoscenza comunemente superate che attualmente costituiscono gli ostacoli maggiori al progresso.” — William E. Halal, Emerging Technologies and the Global Crisis of Maturity

Ci sono diversi futuristi, think tanks e analisti governativi di alto livello che stanno sia preannunciando e sia mettendo in guardia sul fatto che ci sarà un grande conflitto sociale nel corso di questa “grande transizione”. Essi sono quasi concordi nel richiedere l’abbandono delle “forme di pensiero antiquate” per spianare la strada ad una nuova era. Con il mantenimento di “idee antiche” di governo e religione le persone starebbero ritardando il progresso della grande rivoluzione tecnologica e di una conseguente civiltà planetaria. Alcuni hanno paragonato il potenziale impatto di questa transizione all’impatto politico e sociale della Rivoluzione Industriale. Questa nuova rivoluzione, tuttavia, è su una scala molto più grande. Alcuni la chiamano “Età di Transizione”, altri la definiscono la “Crisi Globale di Maturazione”. Zbigniew Brzezinski l’ha chiamata “Era Tecnotronica”. Comunque sia etichettata, essa porterà con se grandi cambiamenti e sconvolgimenti per l’umanità. Fred C. Ikle, autore di The Ultimate Threat to Nations: Annihilation from Within, vede un crescente divario tra le due anime della società. Una si è dedicata alle prospettive scientifiche che si sono liberate dagli influssi politici e religiosi, mentre l’altra si aggrappa “testardamente al passato” della tradizione e della religione. Ikle vede questo crescente divario come un grande pericolo per tutti i governi in tutto il mondo. Ikle scrive:

“Questo abisso in espansione è inquietante. Potrebbe mettere in pericolo la coesione delle società e delle nazioni, trainando la psiche umana verso due direzioni: verso l’identità nazionale e personale che risiede nelle credenze acquisite e nelle memorie e tradizioni del passato; e verso la promessa di una più grande ricchezza e potere offerti dallo sfrenato progresso tecnologico…In ambito scientifico, non siamo ne emotivamente legati al nostro patrimonio culturale e religioso, ne ci struggiamo per una redenzione finale. Ma quando siamo animati dalla vecchia anima del mondo, noi cerchiamo di proteggere la nostra identità aggrappandoci agli artefatti antichi dei nostri antenati e alle leggende glorificate del lontano passato.”[1]

William E. Halal, nell’edizione marzo-aprile 2009 di The Futurist affermava che:”Per evitare il disastro è necessaria una nuova forma di ordine mondiale.” Egli continuava:”La transizione potrebbe avvenire in qualsiasi momento, ma è difficile concepire un futuro in cui i sistemi di oggi potrebbero sopravvivere molto oltre il 2020, per non parlare del 2030.” Halal scrive:

“Sarà necessario sostituire gli odierni sistemi sociali ingombranti, i dogmi religiosi, le emozioni animate, le ideologie di parte e altre forme di pensiero e di conoscenza comunemente superate che attualmente costituiscono gli ostacoli maggiori al progresso.”[2]

Halal cita il nuovo libro The Way We’ll Be dell’importante sondaggista John Zogby, mentre discute la nascita di una nuova “generazione globale.” La sua descrizione di questa generazione si adatta alle attuali tendenze economiche che puntano a ridurre drasticamente gli standard di vita, ma inquadra tutto ciò come uno stile di vita “sostenibile”. La “First Global”, come la chiama lui, sarà “…intenta a vivere una vita sostenibile in un mondo unificato.” Zogby scrive:

“…siamo nel bel mezzo di un fondamentale riorientamento del carattere americano…lontano dal consumo sfrenato e verso una nuova cittadinanza globale in un’era di risorse limitate.”[3]

Michio Kaku, un fisico teorico e futurista, ritiene che il mondo si stia spostando verso quella che lui chiama civilizzazione di “Tipo 1″. Questa civilizzazione, secondo Kaku, sarà tecnologicamente superiore e stabilirà un sistema  mondiale di governance, un linguaggio e una cultura globale e un’economia globale. La transizione, tuttavia, potrà non essere tranquilla. Come Kaku ha ripetutamente affermato, ci sarà una resistenza all’ascesa di questa civilizzazione di “Tipo 1″. In un’intervista del 2006 Kaku dichiarò:

“E’ la più pericolosa di tutte le transizioni, perché ci sono diverse persone che non vogliono far parte del Tipo 1. Essi sentono istintivamente nelle loro viscere che un sistema di tipo 1 sarà un sistema diverso, di idee differenti e di scontro di idee e così via, e le persone che non vorranno questa transizione saranno i terroristi.
Nelle loro viscere i terroristi sanno che stiamo andando verso il tipo 1. Essi non possono articolarlo, non ne conoscono i contorni più grandi, ma nel loro stomaco sentono che non gli piace.”[3]

In una precedente intervista del 2005 alla BBC Kaku disse:

“…guardate le economie. Nafta, Unione Europea, blocchi commerciali, è in atto la nascita di una nuova economia. Ora ci sono persone che non amano questa transizione, che sentono nelle loro viscere che staranno meglio in una civilizzazione di Tipo Meno 1 (secondo Kaku una società dominata da dogmi, rigide credenze religiose e da una gerarchia molto rigida, dove i maschi sono al vertice e le donne in basso; a mio avviso una stereotipizzazione, n.d.t.) . Essi sono i terroristi. Nel loro stomaco essi si rendono conto che una civilizzazione di Tipo 1 ha idee fluenti, sfida le ortodossie, e fa saltar fuori nuove grandi e meravigliose idee. Quella è il Tipo 1.”[5]

Mentre il mondo affronta turbolenze economiche senza precedenti, il declino dell’America sta segnando un periodo di tempo storico geopolitico. E’ in corso il riordino del globo. La “Crisi Globale di Maturazione” – come previsto dalle élite – sta inaugurando un nuovo ordine mondiale mentre le tecnologie avanzate alterano drammaticamente la società.
E’ estremamente importante che tutti, soprattutto i giovani, arrivino alla propria comprensione di ciò che abbiamo davanti. Il sistema scolastico può preparare loro per il futuro, ma solo in una maniera che è al servizio dell’establishment, mantenendoli all’interno dei limiti di sicurezza per evitare un cambiamento organico. Questo studio deve coinvolgere  non solo l’analisi dei potenziali sviluppi tecnologici, ma una comprensione della natura del potere e le classi che lo esercitano. Gli ingegneri sociali e i modellatori di opinione stanno facendo lo straordinario per modellare la società nel corso di questa “Età di Transizione”, mentre le norme sociali vengono distrutte e rimodellate e il campo di battaglia politico è nel caos.

Citazioni:
The Technological Revolution:
[1.] Ikle, Fred Charles. The Ultimate Threat to Nations: Annihilation from Within. Columbia University Press, 2006. Page 33
[2.] lbid 1, Ikle.
[3.] “Korea’s High-Tech Utopia, Where Everything Is Observed.”  The New York Times. October 5, 2005. Available at:
[4.] Halal, William E. “Emerging Technologies and the Global Crisis of Maturity.” The Futurist. March-April 2009.
[5.] lbid 1, Ikle.
[6.] lbid 1, Ikle. Page 32.
[7.] Mihail C. Roco and William Sims Bainbridge, National Science Foundation. “Converging Technologies for Improving Human Performance.” Arlington, Virginia 2002. Page 21. Available here:
[8.] Project coordinator: Nico Stehr Ph.D. F.R.S.C. “Knowledge Politics and New Converging Technologies: A Social Science Perspective.” Available here:
[9.] “DCDC Global Strategic Trends Programme 2007-2036.”
[10.] Philip S. Anto´n, Richard Silberglitt, James Schneider. “The Global Technology Revolution: Bio/Nano/Materials Trends and Their Synergies with Information Technology by 2015.” RAND Corporation. 2001. Available here:
The Scientific Planners:
[1.] United States. Cong. House Special Committee to Investigate Tax-Exempt Foundations and Comparable Organizations. 1954.
[2.] Halal, William E. “Technology’s Promise: Highlights from the TechCast Project”, The Futurist, Nov-Dec 2006.
[3.] Alexander King & Bertrand Schneider. The First Global Revolution. New York: Pantheon Books, 1991. Page 115.
[4.] Jan Tinbergen. RIO: Reshaping the International Order: A Report to the Club of Rome. 1976. Page 100.
[5.] lbid 2, Halal.
The Great Transition:
[1.] lbid 1, Ikle. Page 16.
[2.] lbid 2, Halal.
[3.] lbid 2, Halal.
[4.] 2006 interview with the Conscious Media Network. Available here:
[5.] BBC Hard Talk Extra. Gavin Esler interviewing Michio Kaku. April 22, 2005. Available here:

link articolo originale: http://www.oldthinkernews.com/?p=305

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