Nella prima settimana del nuovo anno, il segretario al Tesoro USA Tim Geithner ha detto al Congresso che gli Stati Uniti rischiano la bancarotta.
Movisol
A poche ore di distanza, ad una conferenza con diversi rappresentanti di governi europei a Parigi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha ammonito, incontestato, che è in arrivo il prossimo mostro del “videogame” della crisi finanziaria. Le due dichiarazioni confermano la nostra valutazione secondo cui il primo gennaio ha rappresentato un passaggio decisivo per l’intero sistema transatlantico. La bomba del debito sta per esplodere e le spinte per forme di austerità schachtiane porteranno inevitabilmente al caos sociale e a pericoli di dittatura. L’implosione dell’Eurozona si ripercuoterà con forza anche al di là dell’Atlantico, dove la Federal Reserve è il prestatore di ultima istanza anche del debito europeo, a dispetto dei pericoli di iperinflazione.
Geithner però ha usato la minaccia di insolvenza nazionale per sollecitare il Congresso ad aumentare il tetto dell’indebitamento pubblico, già a 14.300 miliardi di dollari. La sua lettera al Congresso è stata preceduta da una dichiarazione del capo dei consiglieri economici del Presidente, Austan Goolsbee, il quale ha affermato che ogni opposizione al cambiamento sarebbe “catastrofica”. I repubblicani al Congresso potrebbero opporsi, non perché l’indebitamento pubblico è il risultato dei salvataggi bancari, ma per contrattare maggiori tagli al bilancio e poi raggiungere un compromesso.
A differenza di Geithner, Tremonti ha denunciato i salvataggi bancari, come ha fatto ripetutamente nel passato, notando che durante la Grande Depressione i soldi dei contribuenti furono usati per sostenere l’economia reale e creare occupazione, mentre oggi vengono usati per finanziare le banche e la speculazione.
Purtuttavia, Tremonti ha appoggiato l’idea degli Eurobonds, che non sono altro che un salvataggio bancario malcelato.
Il debutto del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (EFSM) già fa capire che gli eurobonds, qualora approvati, non funzionerebbero. Il 5 gennaio L’EFSM ha piazzato un’emissione quinquennale come parte dei 22,5 miliardi che dovrebbe prestare all’Irlanda. Questa cifra fa parte del pacchetto totale di 85 miliardi. Il fratello maggiore dell’EFSM, l’EFSF, dovrebbe debuttare con un’emissione entro il mese.
Mentre la propaganda della BCE ha descritto l’emissione dell’EFSM un “successo”, la realtà è diversa. Nonostante il suo rating AAA, il bond è stato piazzato al tasso del 2,59%, che è superiore non solo alla rendita dei titoli di stato tedeschi, ma anche di quelli francesi. In altre parole, il credito dei bonds della Commissione è solido come un budino.
Inoltre, l’azione di salvataggio non impedisce alla rendita dei titoli periferici dell’UE di continuare a salire. Il Portogallo ha tastato le acque il 5 gennaio, quando ha dovuto offrire il 3,7% per una piccola emissione semestrale, quasi il doppio di quanto pagò per una simile emissione il 1 settembre (2,045%). Il Portogallo dovrà rifinanziare 20 miliardi quest’anno, a cominciare da aprile.
La realtà è che l’EFSM, l’EFSF e tutti i paesi membri dell’Eurozona competono con altri stati sovrani, imprese e banche per raccogliere fondi su mercati internazionali che chiamare “sovraffollati” è un eufemismo. Saranno necessarie nuove iniezioni di liquidità nell’ordine dei trilioni, più in fretta di quanto si possa pronunciare la parola “EFSF”.
Tra salvataggi bancari e dintorni, governi, banche e imprese dell’UE dovranno raccogliere il 40% di prestiti in più nel 2011 per rifinanziare i propri debiti, e cioè 2.400 miliardi in più. Solo le banche europee dovranno rifinanziare 600 miliardi di euro di debiti, secondo Dealogic. Secondo la Deutsche Bank, la cifra da rifinanziare nei prossimi tre anni è di 1.600 miliardi.
E’ difficile avere la lucidita’ mentale per stare dietro a tutto cio’ che da 2 anni viene scritto sulla crisi. Un giorno è l’euro sotto attacco e quello dopo è il dollaro. Sta di fatto che la Cina ha deciso di sostenere l’euro in cambio di vantaggi commerciali, ovviamente. Siccome sono un estimatore della mentalita’ cinese che ragiona in termini temporali lunghi credo che il sostegno cinese sia un segnale positivo. E’ noto che da tempo la Cina cerca di liberarsi della quantita’ astronomica di dollari in suo possesso o per lo meno di ridurla. Il sostegno all’euro potrebbe essere un modo. Penso anche che occorra tenere a mente poche cose ma sostanziali. E’ il dollaro ad essere nei guai, lo sostiene lo stesso La Rouche. La caduta del dollaro significa qualcosa in piu’ di un crollo finanziario. ne va del potere americano nel mondo. Certo che non sarebbe un male: meno guerre di aggressione, meno ingerenze negli affari degli stati sovrani e meno nemici creati e additati alle masse in modo del tutto artificioso e truffaldino. infine segnalo che anche Europe 2020 prevede la profonda crisi del dollaro e della sterlina. Comunque staremo a vedere, anche perche’ non abbiamo il potere di fare molto, se si eccettua il ritirare i nostri risparmi dalle banche. buona giornata
Non è casuale il parallelo di Tremonti fra la Crisi in atto ed un videogame. Un’elegante metafora per dire: attenti, gli eventi sono guidati, gli attori e gli accadimenti che si avvicendano sono come i livelli di un videogioco.
Resterebbe da capire chi siede davanti alla consolle, ma non ci vuole molta fantasia per indovinare…
RossoScudo.
Concordo con luca martinelli e anchio in un precedente commento sottolineavo come la cina abbia scelto nell’euro un suo strategico partner commerciale soprattutto per tentare di liberarsi un po’ dagli americani (motivo per cui difficilmente la moneta unica sparirà). Quello che invece volevo fare è una riflessione a voce alta: è vero che dal 2008 si parla costantemente di crisi a tutti i livelli, sono vere anche le varie analisi comprese anche su questo blog, ciò che mi sfugge riguarda invece la realtà quotidiana, ove gli aspetti concreti sembrano spazzare via tutte le teorie sopracitate, ovvero faccio fatica ad incrociare i dati teorici della crisi con i dati reali della quotidianità, e mi spiego: proprio dal 2008 si registrano in montagna il tutto esaurito con prezzi di soggiorno elevatissimi, dalle mie parti trovare un posto libero in pizzeria nei giorni infrasettimanali è molto difficile, nel fine settimana invece è d’obbligo prenotare, qualche giorno fa nei centri commerciali della provincia di venezia sono dovuti intervenire le forze dell’ordine e la protezione civile per regolamentare l’immenso traffico di masse di consumatori agguerriti negli acquisti, vicino a casa mia ha da poco aperto un nuovo ipermercato (laddove ce ne erano già un paio) registrando afflussi da record e con prezzi tuttaltro che convenienti, dal mio barbiere devo prenotare un mese prima per tagliarmi i capelli perchè sempre strapieno di clienti (la maggiorparte 100 euro a prestazione) e lavora esclusivamente per appuntamento, l’autostrada che faccio presenta sempre tre corsie piene di camion, furgoni e macchine in movimento a 70km/h (alle 10-11 di mattina)diversi esercenti mi dicono che il 2010 è andato meglio del 2009 e potrei continuare per pagine di esempi reali; tutto questo per chiedere: quando vedremo gli effetti delle teorie economiche sulla vita quotidiana? Oppure chi mi spiega questa evidente contraddizione? Ma allora questa crisi esiste o no, o deve solo arrivare più avanti? Attendo vostri contributi e/o riflessioni in merito, grazie.
@Fabrizio…
Concordo…è una situazione alquanto strana…
Fabrizio, hai ragione, secondo me stanno tornando gli anni ’80!!
Vado IMMEDIATAMENTE a COMPRARE una giacca con due materassi al posto delle spalline!