Dalla lettera aperta/appello del Movimento No Dal Molin
Il 16 gennaio è una data importante per Vicenza. Come dimenticare quelle migliaia di persone che, come un fiume in piena, inondavano le strade del centro nel 2007? L’indignazione si era mescolata ad una sacrosanta rivendicazione di dignità, portando donne e uomini di ogni età, estrazione sociale, pensiero politico, ad occupare i binari della stazione. Chi l’avrebbe mai detto?
Eccoci ancora qui, invece. I problemi, le criticità che abbiamo cercato di indagare e disvelare in questo lungo periodo di tempo, non sono magicamente sparite. Avevamo sempre detto che il nostro territorio, le sue risorse, assieme alla comunità di donne e uomini che avevano deciso di difenderli, erano un bene comune, e non abbiamo cambiato certamente idea.
In questi anni abbiamo misurato sul campo, e visto con i nostri occhi, la disparità delle forze in campo nella vicenda Dal Molin. Non serviva certo Wikileaks per scoprire le malefatte dei governanti. Lo abbiamo sempre denunciato, ora arrivano anche le conferme “ufficiali”. Da un lato la Superpotenza statunitense, l’Unione Europea, la NATO, il governo italiano, la regione, la provincia, il comune, i grandi interessi economici, dall’altra noi. Se dimentichiamo questo non sapremo dare la giusta importanza a tutto ciò che si è fatto in tutti questi anni.
(…)
Questa città, questo territorio ha visto sorgere e radicarsi un movimento che ha reclamato democrazia reale, che ha rielaborato il linguaggio della politica, che ha rivendicato trasparenza e protagonismo. Queste aspirazioni, che hanno finito addirittura con l’incidere sulle elezioni locali, contribuendo al cambio di governo cittadino, oggi non si sono sopite. Nulla sarà come prima, si diceva, ma sta ancora una volta a noi mantenere aperti gli spazi di democrazia, evitando un brusco ritorno ad un passato che abbiamo voluto collettivamente cancellare. Ci siamo sempre battuti contro la separatezza tra palazzo e società reale, e governare la città oggi significa misurarsi con questa nuova sensibilità e consapevolezza dei cittadini, sicuramente più attenti alla gestione della cosa pubblica. Per questo da Variati e da questa maggioranza, di cui uno dei punti qualificanti del proprio programma era la contrarietà al Dal Molin e la necessaria tutela degli interessi del territorio e della comunità, vogliamo avere trasparenza, verità e giustizia.
Per questo oggi proponiamo a tutte e tutti voi di dare vita assieme ad una grande fiaccolata, proprio il prossimo 16 gennaio, che riattraversi le vie del centro. Non una ricorrenza funebre, quelle vanno bene per chi non ha più niente da dire. Al contrario, un ritrovarsi dei vicentini pacifico e ricco di contenuti, pieno di quella stessa dignità e orgoglio che avevamo inaspettatamente incrociato quattro anni fa, capace di far sentire ancora forte la propria voce, tutt’altro che sconfitta. Siamo convinti che Vicenza darà una risposta forte, perché forti sono le motivazioni e le passioni che l’hanno fatta crescere e cambiare in questi anni duri ma sicuramente straordinari. Mescoliamoci tutti assieme, ancora una volta, per la nostra città e per il nostro futuro.
Domenica 16 gennaio 2011, fiaccolata con partenza da Piazza Castello, Vicenza, alle ore 18.30
































Se non vado errato è stato il massone Prodi, fedele maggiordomo di Goldman Sachs, a dare il via alla richiesta yankee di ampliare la base di Vicenza. Prodi, si, il traditore che ha svenduto gli assest strategici italiani allo straniero per 4 soldi. L’esperto di sedute spiritiche che segnalo’ via Gradoli come luogo ove era tenuto prigioniero Aldo Moro. Mi fermo qui perche’ non sopporto la puzza che sento.