Può, l’aria, essere l’oggetto del contendere, fra chi ne afferma l’esistenza e chi la nega? L’aria è, e lo stesso vale per Dio.
La capacità che permette all’uomo, di valutare le proprie azioni, e separare il giusto dall’iniquo, la verità dalla menzogna e l’amore dall’odio, fanno capo a quel parametro imperituro che trascende la nostra volontà e ogni personale analisi critica. Questo supremo punto di riferimento e di comparazione, si afferma nella sostanza di Dio.
Per tale motivo, Dio, come l’aria, è un dato di fatto, imprescindibile e non commentabile.
Possiamo non accorgersi dell’aria, ma non possiamo negare la sua funzione vitale. E questo vale per Dio.
Se rinunciamo all’aria, rinunciamo a Dio e a ogni possibile “salvezza.” Questo meccanismo logico e perfetto, incarna ogni forma di vita e produce, sulla base dei nostri atti, l’alternarsi della gioia e del dolore.
Negare Dio, sott’intende negare la ragione ed esimersi, quindi, da ogni interpretazione di male e di bene. Se ci é negato ogni personalismo, volontà e giudizio critico, come potremmo distinguere la gioia dal dolore?
Oggi assistiamo a un ribaltamento dello stato etico che è trasfigurato in perverso relativismo.
Così, si controllano le masse, togliendo loro i parametri di riferimento e di comparazione. L’opera di plagio mediatica ha cancellato ogni individualismo e, il pensiero unico omologante, si è imposto sull’istinto primordiale e la capacità di discernimento. In questo modo ci atteniamo alle indicazioni di un libretto di istruzioni che, lo stesso Sistema, ci consegna il giorno stesso della nostra venuta al mondo.
In breve, l’uomo è stato per sempre privato della consapevolezza trasfigurando, così, il significato di esistenza, in un particolare stato vegetativo.
Oggi, la scienza moderna, al soldo del potere economico liberista relativista, si è sbarazzata di Dio, ritenendolo un vero e proprio impedimento, al suo piano di omologazione degli individui che, nella pratica coerenza dei valori, principi e doveri, vanificavano il commercio dell’effimero e dell’illecito. Il senso di colpa, che interveniva sulle scelte e i comportamenti, limitandone le degenerazioni, è stato miseramente disatteso, e surrogato dal “tutto è relativo” – il nuovo slogan del Sistema potere, assurto a dogma assoluto e irrinunciabile delle società consumiste occidentali.
Oggi, le granitiche dighe dell’etica, si sono sbriciolate sotto l’imponente pressione del liberismo relativista e consumista. I principi etici, regolatori e sentinelle dei comportamenti umani, sono stati rimossi per sempre e, vizio, perversione e paura, li hanno sostituiti. Il male, un tempo riconoscibile e collocabile, ha assunto le sembianze della normalità, espropriando lo spirito dell’uomo e privandolo, così, della consapevolezza, del discernimento e della dignità.
Sostenere poi la tesi dell’eterna e inevitabile “necessità” del male, attestandola come fattore fisiologico di ogni tempo, sarebbe come affermare che le spade delle legioni romane uccidevano al pari delle bombe intelligenti, al fosforo o nucleari. Che le cadute da cavallo (mezzi di trasporto di un tempo), le potremmo serenamente paragonare (per numero e conseguenze), agli incidenti che, giornalmente, si consumano sulle nostre strade e autostrade. Che il tasso, di sostanze tossiche, inquinanti e mortali, disperse nelle acque di fiumi, laghi, mari, falde acquifere e sul territorio, non è un novità di oggi – che l’aria delle nostre città è la stessa di sempre – che l’estinzione sistematica di specie animale e vegetali è un fattore, endemico alle ragioni della natura stessa. No!! Oggi esiste, di fatto, una frattura incolmabile che separa il passato da quest’epoca nefasta, e qualsiasi parallelo mortifica la lapalissiana realtà e il buon senso.
In verità non sappiamo più distinguere il male dal maligno, la libertà dalla licenza, la furbizia dall’intelligenza e il progresso dalla catastrofe ambientale. Il relativismo è con noi!
Gianni Tirelli





























Condivido in pieno l’articolo ma lo retrodaterei di qualche migliaio di anni … purtroppo lo stato etico è esitito solo e sempre solo sulla carta (basti dire che ai tempi della democratica Atene erano gli schiavi che permettevano agli atenesi di filosofare come oggi sono i comuni cittadini che permettono ai loro capi di godersela alla grande).
@ -Cristiano -Può essere, ma non rammento ai tempi della democratica Atene, di territori devastati dall’inquinamento, mari e fiumi come cloache, bombe intelligenti, batteriologiche, Atomiche, traffico d’organi, chirurgia estetica, pedofilia in rete, di città merdose, caotiche e puzzolenti e tutta quella montagna di nefandezze che sommergono la vita “moderna”. Il tuo parallelo con Atene è sacrilego e irresponsabile e che denota una profonda inconsapevolezza della realtà presente e del passato. Forse sei giovane e pensi che le uova le fabbrichi ilsupermercato e che dormendo, con “Somatoline Cosmetic” potresti snellire o che “l’acqua vita snella ti libera dall’acqua”- che cazzo vorrà dire poi!!!! Lo so il tuo è un commento moderato, e per tanto dovrei risponderti con moderazione, che “anche nella democratica Atene…..!!” Ma Cristo santo, non riesci a vedere quel baratro incolmabile che SEPARA questi due mondi opposti e contrapposti?? La gente non è in grado di IMMAGINARE UNA REALTA’ DIVERSA DA QUELLA che normalmente vive- Questa è la vera disgrazia dell’umanoide contemporaneo. Abbraccio