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Mercoledì 13 gennaio 2011 – Ariel Schwartz, Fast Company (www.fastcompany.com)
Tradotto per Stampa Libera da Silvana Denicolò.

Una diffusa argomentazione contro i veicoli elettrici suona più o meno così: poiché l’elettricità proviene in larga misura dal carbone, ricaricare un veicolo elettrico allacciandosi ad una rete alimentata a carbone non è poi soluzione migliore, anzi potrebbe persino essere peggiore, dell’utilizzo di veicoli a combustibili fossili. Un nuovo studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology), The Electrification of the Transportation System: Issues and Opportunities (Elettrificazione del sistema dei trasporti: temi ed opportunità) sembra sostenere simili argomentazioni.

Secondo il MIT, i veicoli ibridi alimentati ad elettricità, pur proveniente da centrali a carbone, genererebbero minori emissioni dei veicoli alimentati a gas, ma la CO2 emessa sarebbe comunque maggiore che nei veicoli ibridi convenzionali. I veicoli elettrici alimentati con energia non generata dal carbone invece (come, ad esempio, il nucleare, le biomasse ed il solare) taglierebbero invece le emissioni di CO2 del 66% rispetto ai veicoli alimentati a gas, mentre per i mezzi ibridi tradizionali che montano un motore a combustione interna insieme ad un motore elettrico tale riduzione sarebbe limitata al 33%. Come si può assicurare il massimo potenziale di contenimento di CO2 nei veicoli elettrici?

Secondo il MIT, i governi nazionale e federale (parliamo di USA – n.d.t.) dovrebbero adottare politiche sulle emissioni di carbone volte a spingere la generazione elettrica ibrida verso alternative più pulite. Il polo universitario ci offre vari suggerimenti:

il Governo dovrebbe garantire incentivi economici attraverso la tassazione degli indici di carbone dei combustibili, dove tasse più elevate dovrebbero essere imposte ai combustibili ricchi di carbone (in base al ciclo di vita degli stessi). Tale tassazione avrebbe inizialmente un effetto relativamente modesto sullo sviluppo di nuovi combustibili e sulla riduzione del loro utilizzo, ma potrebbe essere, perlomeno all’inizio, una fonte economica per sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie nel campo dell’approvvigionamento energetico. La possibilità di avere in futuro veicoli equipaggiati con sistemi transponder che potrebbero contenere un codice di certificazione sulle emissioni da effetto serra dei veicoli stessi, consentirebbe a questi di comunicare con la stazione di approvvigionamento di carburante (o elettricità), al fine di determinare la tassazione appropriata da applicare. Incentivi allo sviluppo di reti per l’approvvigionamento di carburanti a basso consumo di carbone potrebbero inoltre provenire dalla vendita all’incanto di crediti di emissione, secondo un programma di cap-and-trade (tetto e vendita) per il carbone.

Lo studio del MIT non sarà chiaramente appetibile per quanti non vorrebbero vedere i veicoli elettrici prendere piede, ma mostra altrettanto chiaramente come una rivoluzione dell’auto elettrica non possa essere fatta dalla sola industria automobilistica, in quanto si tratta di un processo che dovrà coinvolgere i gestori energetici, i governi e le singole comunità locali.

Ariel Schwartz può essere contattato su Twitter o via email.

Un Commento a “Un’auto elettrica inquina più di una normale auto ibrida?”

  • laura:

    I veicoli elettrici potrebbero essere superati dall’applicazione di tecnologie fotovoltaiche, se un aereo è riuscito a volare grazie all’energia solare…… :

    Tratto da misteritalia.myblog.it

    Un altro punto a favore del solare: un aereo vola per 7 giorni senza inquinare!Un altro segno tangibile che ci mostra dove può e deve andare la via tecnologica alle energie rinnovabili e pulite: Zephyr, un aereo alimentato da cellule fotovoltaiche, ha volato per 7 giorni ininterrottamente senza inquinare minimamente e senza soffrire del ciclo giorno-notte!

    Il pilota Andre Borshberg, autore del progetto insieme a Bertrand Piccard, del Solar Impulse, era partito dai cieli svizzeri dimostrando che questo prototipo non temeva le ore notturne e quindi l’assenza di luce. Il secondo, appunto lo Zephyr, comandato da terra, è partito dalla base militare americana di Yuma e ha potuto volare ininterrottamente quasi otto giorni anche se i progettisti affermano che la versione finale potrà persino volare per almeno tre mesi senza fermarsi… Straordinarie applicazioni del fotovoltaico per uso trasporto persone o merci, senza produrre un grammo di inquinamento e senza rifornimenti se non la calda luce del nostro Sole!

    E se non basta, la Boeing ha in progetto un aereo alimentato a idrogeno, il Phantom Eye, che sarà presentato a inizio settembre e potrà viaggiare per 4 giorni a 20.000 mtri da terra anche se inizialmente questo modello sarà utilizzato per servizi di ricognizione militare.

    Nucleare? No, grazie!

    15:26 Scritto da : mc2008 in La follia del Nucleare | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: solare pulito, inquinamento, tecnologia, energie rinnovabili | OKNOtizie | Facebook

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