fonte: http://etleboro.blogspot.com/
19 gennaio 2011
“Gli eventi che stanno scuotendo l’Italia lasciano il tempo che trovano, sono vili attacchi di una guerra molto sporca che non porterà a nulla. Essendo la chiave di un ampio disegno strategico, difficilmente il Governo italiano crollerà sotto i colpi delle ‘battaglie del Gossip‘”, questo quanto affermato dal direttore dell’Osservatorio Italiano Michele Altamura. A suo parere, la vicenda italiana ha una regia, che ha portato a dei casi molto simili nei Balcani, come in Bulgaria e Montenegro. “Stranamente la Procura di Milano ha sempre qualche dossier pronto, per chiunque. Spero a questo punto che non esca fuori un avviso di garanzia anche per l’Abruzzo sulla questione del cavo sottomarino, tanto per chiudere il cerchio”, osserva ancora Altamura. Uno scenario – aggiunge – non così remoto, considerando che anche il Montenegro è stato in qualche modo colpito da questa ondata di ‘epurazione politica’. “Djukanovic si dimette nel silenzio, dopo anni di pressioni a vuoto, mentre il Presidente Barack Obama saluta la sua decisione e lo definisce un eroe. E’ in questi ‘tocchi di stile’ che si capisce la bassezza della politica americana nei Balcani che, con poche parole, riesce a distruggere e a gettare fango su anni di storia, pretendendo poi di esportare democrazia. L’Italia avrà le sue contraddizioni, ma non ha mai bombardato un Paese per una storia di ‘sesso orale’. Anzi – rincalza – sarà proprio questo infimo ricatto a fornire l’occasione per una decisiva presa di posizione“, conclude Altamura.





























Il renminbi, o yuan, (la valuta cinese) e il dollaro sono destinati a una inevitabile guerra monetaria a livello mondiale. Il valore dello yuan è per ora mantenuto basso in modo artificiale dal governo cinese per aumentare le esportazioni. Una manovra contestata dall’Occidente e che ha portato il deficit commerciale statunitense verso la Cina a 250 miliardi di dollari nel 2010. In futuro si passerà probabilmente dai petroldollari ai petrolyuan. La Cina è la prima nazione detentrice di titoli pubblici americani con 895,6 miliardi di dollari. Se li vendesse l’economia a stelle e strisce crollerebbe, per ora non le conviene per via delle esportazioni, ma il futuro è incerto per la richiesta di un nuovo protezionismo da parte delle aziende americane. Lo shopping cinese del debito pubblico, e quindi delle sovranità nazionali, avviene anche in Europa. La Cina detiene 630 miliardi di euro di titoli UE e continua ad acquistare come è avvenuto la scorsa settimana in Portogallo. A Bruxelles la Cina è la vera banca europea.