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Cristiani per servire.  Da un commento di Franco Previte
http://digilander.libero.it/cristianiperservire
e-mail previtefelice@alice.it
Il Presidente
Salvaguardare i diritti umani. Le “mattanze umane” di Genova, Quartu Sant’Elena e Perugia non insegnano nulla?

Sovente si sentono, da parte di chi “conta”, dichiarazioni od esternazioni d’occasione, non ultima quella di un Capo Partito sulla violazione di diritti umani nella ex-Repubblica Sovietica, senza alcuna valutazione su fatti od episodi di una certa rilevanza che stanno succedendo in Italia, come quelli riguardanti la salute pubblica, ”bersagliata” in questi ultimi tempi.

La gente non trova un logico riscontro nella vita pratica e le belle parole, anche se provenienti da quel Capo Partito, che dice di essere cattolico e difensore della famiglia, restano soltanto una valanga e poco convincenti inutili parole.

Ma quanti passi indietro la politica deve fare per il bene dell’Italia ?

Abbiamo ancora nelle orecchie le allarmanti notizie delle “mattanze umane” avvenute recentemente a Genova, a Quartu Sant’Elena, raccapricciante, poi, quella avvenuta a Perugia dove il figlio ha massacrato e sezionato il corpo del proprio padre per mettere mano sull’eredità, sono tristi, ma purtroppo non ultime vicende, che attestano la deviazione di menti non certamente sane, che ci hanno lasciati annichiliti per tanta violenza e prodotto morte, desolazione, sconforto, sbigottimento!

Ma cosa sta succedendo in Italia ?

A questo punto bisogna considerare che è difficile abituarsi e soprattutto spiegarsi perché rispetto ad altre patologie, viene”accantonata” quella psichiatrica che batte in breccia sulla pelle di ignari cittadini, o dei “malati” raramente menzionati, salvo casi eclatanti, forse perché pazienti “scomodi”, volutamente “dimenticati”, o nella migliore delle ipotesi con “problemi” demandati ad una teoria astratta delle leggi ?.

La malattia mentale, qualunque sia la manifestazione, è il calvario dei familiari che hanno un loro congiunto soggetto a disturbi nella sfera neuropsichica e non trovano una chiara risposta in una psichiatria moderna e funzionale.

La malattia mentale, Signori della Politica, “impera” da ben 33 anni sul territorio, cioé dalla chiusura dei “manicomi” !

E’ materia molto delicata che va affrontata con urgenza, in concreto, libera da proposizioni burocratiche e con una serena valutazione e seri provvedimenti, come avevoprospettato al Governo Berlusconi nella Sala Verde di Palazzo Chigi il 17 marzo 2005 nella “Giornata sulla depressione”.

E’ una constatazione di fatti, perché, ripeto, dopo 33 anni dall’emanazione della chiusura degli ex-Ospedali Psichiatrici, mancano servizi specifici in strutture adeguate, perché per la psichiatria si continua ad investire poco o niente, malgrado la evidenza di una situazione critica in aumento dall’infanzia alla senescenza.

Oggi si calcola che il 40% di tutte le richieste di visita al medico di famiglia ed il 20% di ricoveri siano conseguenti a patologie psichiche e che i servizi pubblici affrontano l’attacco di panico-depressione e di schizofrenia con una metodologia inadeguata e costosissima, come è emerso nell’IX Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia ( Roma dal 24 28 febbraio 2004).

Ci si chiede :
come sono gestiti i disturbati mentali in aumento vertiginoso;
quante persone ( erano circa 25.000) hanno lasciato quei vituperati “ospedali psichiatrici” e che fine hanno fatto;
quanti sono i “residui manicomiali” tutt’ora “residenti” negli ex-manicomi;
quante famiglie vivono nel terrore di sobbarcarsi oneri ed onori nel tenere in casa questi “malati”;
quali percorsi riabilitativi hanno seguito quelli ex-residui manicomiali;
che tipo di abbandono o di violenza hanno conosciuto;
quali innovazioni sono state apportate;
quali nuove terapie;
quali ricollocazioni sociali;
quanti inserimenti familiari affettivi o lavorativi;
dove sono finiti i redditi dei dimessi dagli ex-OP Pubblici valutati in forti somme di denaro giacenti nei depositi bancari o postali;
quale fine faranno gli “ospiti” dei Manicomi Giudiziari ;
perché sussistono ancora gli Ospedali Psichiatrici Privati;
quando finiranno le sterilizzazioni clandestine offensive della dignità di quelle persone;
quali controlli sono effettuati nelle poche strutture esistenti ;
e chi controlla quelli che controllano i controllori ecc. ecc. ?

Queste ed altre domande assillano l’opinione pubblica che attende risposte onde conoscere la verità! Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà e quanti vogliono dare un volto umano a questa “malattia”, non si devono fermare ad una “pitturata di facciata” trasferendo, poi in pratica, il “manicomio” in tanti piccoli “manicomi”.

Nel Bel Paese del diritto positivo, il nostro, bisogna parlare di giustizia e fare giustizia, di umanità e dare umanità, di solidarietà ed applicare effettiva solidarietà e non chiacchiere od inutili parole !

Non si deve aspettare per denunciare vergognose situazioni la “spinta” che viene da una qualsiasi protesta popolare, ma alle parole, Signori della Politica, alla morale, alla logica perché non “salvaguardare i diritti umani “ e coniugare la realtà con fatti concreti ?

Previte
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7 Commenti a “Ma cosa sta succedendo in Italia?”

  • Flyingdutchman:

    Ci vorrebbero dei nuovi ospedali psichiatrici moderni dove oltre alla cura della mente dovrebbe essere contemplata anche la cura dell’anima: in questi ospedali ci metterei tutte le persone che in qualche modo sono coinvolte nel diabolico piano del NWO, i massoni del 33mo grado, e tutti coloro che hanno preso parte anche a solo una delle riunioni dei Bilderberg ed hanno serbato il segreto senza raccontar nulla di quanto demenziale venga pianificato al loro interno. Tra queste persone ci sono:
    Romano Prodi, Giulio Tremonti, Mario Monti, Walter Veltroni, la regina Beatrice d’Olanda (che apre ogni anno le riunioni dei Bilderberg), Angela Merkel (cancelliere tedesco), Manuel Barroso (UE)…….ma la lista sarebbe veramente molto lunga. Tutte queste persone dovrebbero restare rinchiuse in questi ospedali psichiatrici (insieme ad altri criminali e insieme alle altre persone con seri disequilibri mentali) fino a quando si rendono davvero conto del disequilibrio che hanno provocato e del male che hanno causato agli altri esseri umani.

  • Beh! Non esageriamo. Però ci vuole meno parole e più fatti, specie dalle Istituzioni e dal Governo Berlusconi per capire l’urgenza di questo grave disagio sociale.
    Speriamo che lo capiscano!!!
    Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Salvaguardare i diritti umani. Le “mattanze umane” di Genova, Quartu Sant’Elena e Perugia non insegnano nulla?

    Sovente si sentono, da parte di chi “conta”, dichiarazioni od esternazioni d’occasione, non ultima quella di un Capo Partito sulla violazione di diritti umani nella ex-Repubblica Sovietica, senza alcuna valutazione su fatti od episodi di una certa rilevanza che stanno succedendo in Italia, come quelli riguardanti la salute pubblica, ”bersagliata” in questi ultimi tempi.

    La gente non trova un logico riscontro nella vita pratica e le belle parole, anche se provenienti da quel Capo Partito, che dice di essere cattolico e difensore della famiglia, restano soltanto una valanga e poco convincenti inutili parole.

    Ma quanti passi indietro la politica deve fare per il bene dell’Italia ?

    Abbiamo ancora nelle orecchie le allarmanti notizie delle “mattanze umane” avvenute recentemente a Genova, a Quartu Sant’Elena, raccapricciante, poi, quella avvenuta a Perugia dove il figlio ha massacrato e sezionato il corpo del proprio padre per mettere mano sull’eredità, sono tristi, ma purtroppo non ultime vicende, che attestano la deviazione di menti non certamente sane, che ci hanno lasciati annichiliti per tanta violenza e prodotto morte, desolazione, sconforto, sbigottimento!

    Ma cosa sta succedendo in Italia ?

    A questo punto bisogna considerare che è difficile abituarsi e soprattutto spiegarsi perché rispetto ad altre patologie, viene”accantonata” quella psichiatrica che batte in breccia sulla pelle di ignari cittadini, o dei “malati” raramente menzionati, salvo casi eclatanti, forse perché pazienti “scomodi”, volutamente “dimenticati”, o nella migliore delle ipotesi con “problemi” demandati ad una teoria astratta delle leggi ?.

    La malattia mentale, qualunque sia la manifestazione, è il calvario dei familiari che hanno un loro congiunto soggetto a disturbi nella sfera neuropsichica e non trovano una chiara risposta in una psichiatria moderna e funzionale.

    La malattia mentale, Signori della Politica, “impera” da ben 33 anni sul territorio, cioé dalla chiusura dei “manicomi” !

    E’ materia molto delicata che va affrontata con urgenza, in concreto, libera da proposizioni burocratiche e con una serena valutazione e seri provvedimenti, come avevoprospettato al Governo Berlusconi nella Sala Verde di Palazzo Chigi il 17 marzo 2005 nella “Giornata sulla depressione”.

    E’ una constatazione di fatti, perché, ripeto, dopo 33 anni dall’emanazione della chiusura degli ex-Ospedali Psichiatrici, mancano servizi specifici in strutture adeguate, perché per la psichiatria si continua ad investire poco o niente, malgrado la evidenza di una situazione critica in aumento dall’infanzia alla senescenza.

    Oggi si calcola che il 40% di tutte le richieste di visita al medico di famiglia ed il 20% di ricoveri siano conseguenti a patologie psichiche e che i servizi pubblici affrontano l’attacco di panico-depressione e di schizofrenia con una metodologia inadeguata e costosissima, come è emerso nell’IX Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia ( Roma dal 24 28 febbraio 2004).

    Ci si chiede :
    come sono gestiti i disturbati mentali in aumento vertiginoso;
    quante persone ( erano circa 25.000) hanno lasciato quei vituperati “ospedali psichiatrici” e che fine hanno fatto;
    quanti sono i “residui manicomiali” tutt’ora “residenti” negli ex-manicomi;
    quante famiglie vivono nel terrore di sobbarcarsi oneri ed onori nel tenere in casa questi “malati”;
    quali percorsi riabilitativi hanno seguito quelli ex-residui manicomiali;
    che tipo di abbandono o di violenza hanno conosciuto;
    quali innovazioni sono state apportate;
    quali nuove terapie;
    quali ricollocazioni sociali;
    quanti inserimenti familiari affettivi o lavorativi;
    dove sono finiti i redditi dei dimessi dagli ex-OP Pubblici valutati in forti somme di denaro giacenti nei depositi bancari o postali;
    quale fine faranno gli “ospiti” dei Manicomi Giudiziari ;
    perché sussistono ancora gli Ospedali Psichiatrici Privati;
    quando finiranno le sterilizzazioni clandestine offensive della dignità di quelle persone;
    quali controlli sono effettuati nelle poche strutture esistenti ;
    e chi controlla quelli che controllano i controllori ecc. ecc. ?

    Queste ed altre domande assillano l’opinione pubblica che attende risposte onde conoscere la verità! Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà e quanti vogliono dare un volto umano a questa “malattia”, non si devono fermare ad una “pitturata di facciata” trasferendo, poi in pratica, il “manicomio” in tanti piccoli “manicomi”.

    Nel Bel Paese del diritto positivo, il nostro, bisogna parlare di giustizia e fare giustizia, di umanità e dare umanità, di solidarietà ed applicare effettiva solidarietà e non chiacchiere od inutili parole !

    Non si deve aspettare per denunciare vergognose situazioni la “spinta” che viene da una qualsiasi protesta popolare, ma alle parole, Signori della Politica, alla morale, alla logica perché non “salvaguardare i diritti umani “ e coniugare la realtà con fatti concreti ?

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  • \\\\ Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    Per il bene dell’Italia, per il bene della famiglia, per il bene comune.

    Ecco queste parole stanno invadendo il nostro quotidiano vivere e forse non ci resta che l’ironia, quale magra consolazione e via possibile contro l’imperare dei luoghi comuni e per cercare di frantumare il muro di silenzio e disinteresse di tutti, specie della politica verso la pseudo solidarietà.

    Ma cosa é il bene ? Cosa è il bene comune? Il bene si presume essere una condizione necessaria per lo sviluppo delle relazioni fra i popoli nel campo della questione sociale, del diritto, soprattutto dell’etica ed è un impegno che interpella ciascuno di noi su cui si gioca il destino del n/s Paese. Ma è il bene comune molto importante per riconoscere il n/s prossimo.

    Il n/s prossimo sono quelle persone che ci stanno accanto nel nostro vivere quotidiano, o che incontriamo nelle strade delle nostre città, dei nostri paesi, delle nostre borgate, ma lo sono soprattutto quanti sono “lontani” ed “emarginati”, specie quelli sofferenti e tutti coloro che una azione sociale e politica molto spesso dimentica quale palese ingiustizia.

    Ormai è invalsa la parola : per il bene dell’Italia, per il bene della famiglia, per il bene comune !

    Il vero nodo del problema, è la disattenzione, il disinteresse, il silenzio “rumoroso” delle n/s Istituzioni ed il profilo sociale del n/s Stato, che si definisce civile e democratico, ma non applica il principio sancito dall’art.32 della Costituzione nel quale tutti, in quanto esseri umani, abbiamo il diritto “al rispetto della persona umana”, ad una”vita dignitosa”.

    La solidarietà, parola magica usata a proposito o ad altra simile allocuzione, è fatta di azioni, non di sole parole ed il bene per il nostro prossimo ed il bene comune devono essere indirizzati verso la società, verso la gente e principalmente verso la famiglia, la quale non è considerata nell’insieme dei suoi componenti, specie quella che “vive” situazioni di abbandono.

    E’ famiglia, e lo ripeto fino alla noia, quella che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, quella che continua a farsi carico dei propri figli, quella che continua ad aiutare i propri genitori anziani, ma è anche famiglia quella che continua a curare i propri membri malati sia nel corpo che nella psiche.

    Per la persona-sofferente, a volte, si può notare in genere che il rispetto per gli animali (verso cui abbiamo la massima comprensione e benevolenza) supera l’interesse verso l’uomo, collocando i primi nella serie A ed il secondo nella serie B della considerazione e dell’etica sociale. Insistiamo affinché la politica consideri la dignità umana, anzi, che il bene verso ogni persona malata o non sia una priorità, come abbiamo insistito in una nota a margine della “Conferenza Nazionale sulla famiglia”svoltasi a Milano a Novembre 2010 voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le politiche della famiglia.

    La “vicinanza” nei confronti dei cittadini non deve solo soffermarsi nell’evidenziare l’aspetto dei problemi di vita, ma anche la difesa della dignità dell’uomo, anche di quello sofferente, della persona bisognosa, dove le iniziative non coordinate sono totalmente inefficaci e dove insiste la logica gattopardesca del cambiare tutto purché nulla muti.

    Guardando il volto affranto non di una sola madre, ma di molteplici madri, padri, figli, irradiate spesso dalla TV vittime delle irresponsabili folli vicende quotidiane, pensiamo di dover dire e ripetere la carenza di visualità della vita del prossimo e quella di ogni persona.

    Siamo nella civiltà che si dice figlia del progresso, figlia di una cultura illuminista, figlia del diritto positivo, figlia della democrazia che esalta la ragione slegata e libera dal giogo della dittatura, ma nel frattempo siamo nell’era della presunzione.

    Devo ricordare che spesso la Chiesa ed i suoi Vescovi sollevano la tematica del dolore umano, specie sul senso del dovere dei cristiani di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti.

    Queste nostre modeste considerazioni, fuori da ogni riferimento politico, vorrebbero aprire un dialogo con chiarezza con le Istituzioni, con la politica, con il Governo affinché nessuno si senta offeso, ma chieda alla propria coscienza se ha dato risposte sbagliate a problemi veri, se per il bene dell’Italia, della famiglia. del bene comune è coerente con quanto dice e lo confessi a tutti, specie a quel mondo cattolico ( vero! e non politico), a quel mondo della sofferenza che è silenziosa, poiché tutti insieme possiamo portare il bene comune a tutti, senza sventolare la bandiera dell’ipocrisia, certi come noi che ci riteniamo fuori dal coro, ma accanto alle persone in difficoltà ed ai loro familiari.

    Previte
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire

  • Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente
    A.R.Internazionale
    RA 3029 2788 1 IT
    14 marzo 2011

    Petition Team
    Ufficio delle Nazioni Unite
    dell’Alto Commissario per i diritti umani
    Palazzo delle Nazioni
    CH – 1211 Ginevra 10

    Oggetto : Ricorso a firma Previte Francesco per la protezione della dignità umana degli handicappati psichici esclusi dalla “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

    Spettabile Ufficio
    Alto Commissario per i diritti umani,

    Lo scrivente Previte Francesco, residente… (Italia), in data 21 aprile 2010 nella sua qualità di Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”, ha inoltrato a codesto Spettabile Ufficio un modello comunicazione inerente una riflessione per esprimere la viva attenzione per la protezione e la difesa della dignità umana verso il mondo della sofferenza, in quanto la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU (Distr. General 6 dicembre 2006 A/61/611) ha operato una evidente discriminazione tra disabilità fisica ed handicap mentale.

    La salute è un patrimonio inestimabile ed è per tutti fondamentale per garantire la pace e la giustizia tra i popoli.

    La condizione sanitaria dei singoli individui, delle famiglie, delle comunità e delle Nazioni è determinata da variabili situazioni ambientali, psicosociali e sociali, ma spesso da fattori economici che colpiscono la pianificazione, l’attuazione sanitaria ed anche l’accesso alle cure sanitarie con una condivisione di comportamenti ad alto rischio connessi alla salute, ad esempio l’uso disordinato della sessualità, malattie sessualmente trasmissibili tipo l’AIDS, l’abuso di sostanze stupefacenti ed altro, responsabilità congiunte di piani sanitari nazionali ed internazionali.

    Nel campo della salute mentale queste considerazioni assumono una rilevanza particolare tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta in 450 milioni circa le persone affette da problemi mentali, circa 900 mila persone si suicidano ogni anno, il 25% dei Paesi non ha una legislazione in materia, il 41% non ha una politica definita per la salute mentale, nei 25% di centri sanitari i malati non hanno accesso ai farmaci psichiatrici essenziali, il 70% circa della popolazione dispone di meno di uno psichiatra per 100.000 persone.

    Il disagio mentale costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria e colpisce con maggiore frequenza le popolazioni sfavorite da fattori intellettuali, culturali ed economici.

    Quindi una grande necessità di un’azione preventiva delle malattie mentali e non era, quindi possibile, che la comunità internazionale tacesse di fronte a questo grave ed urgente disagio sociale.

    La Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 6 dicembre 2006 trovava nei 191 Paesi aderenti un riconoscimento delle “diversità delle persone con disabilità” adottando la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”.

    L’incontro a più voci, che si inserisce in un cammino di dialogo per offrire alcune riflessioni e sollevare interrogativi al fine di trovare nuove strade da percorrere verso una proficua cooperazione tra iniziative diverse con l’obiettivo del bene comune, non trovò nella mia Associazione non condivisibile :

    1.) il voler associare il disabile con minorazioni fisiche con il malato mentale, perché mentre per il primo sussistono possibilità di inserimento socio-lavorativo, nel secondo si possono attuare prevenzioni cure, possibile inserimento sociale ed affettivo, ma non si possono prevedere tempi di recupero e proposizioni di intendimenti lavorativi (art.27) che richiedono coesione d’intelletto. Quindi la disabilità fisica che lo stesso Preambolo della “Convenzione” considera un concetto in evoluzione, deve essere distinta dall’ handicap mentale, qualora intervengono menomazioni mentali per la sua natura specificatamente e particolarmente psichica;
    2.) la materia riproduzioni e pianificazioni familiari,( artt.23 e 25 ) ci trova non consenzienti con il Consiglio Mondiale di DPI ( Disabled Peoples’ International ) quindi in sintonia ed unicità di riserve con il Vaticano e quanti non approvano queste norme, in quanto pur considerando ottima ed importante la “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità” per il miglioramento della qualità della vita per i 650 milioni di persone con disabilità nel mondo, dei quali circa l’80% vivono in Paesi in via di sviluppo, questi articoli autorizzano l’accesso ai servizi riproduttivi, favoriscono le limitazioni delle nascite, l’aborto azione che offende la dignità della persona.

    Se queste “supposizioni” venissero applicate, si tradirebbe il principio fondamentale della “Convenzione”, per dare spazio ad una “forma” di “eliminazione” di persone disabili da definire senza alcun dubbio in eutanasia, una omissione di soccorso e contro l’etica civile.

    Spettabile Ufficio Alto Commissariato per i diritti umani,

    con il Ricorso inoltrato il 21 aprile 2010 ai sensi dell’art.1 comma 1° del Protocollo Opzionale alla “Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità” si intende dare quella civile iniziativa che vuol porsi come uno spazio di confronto con la realtà del mondo della sofferenza considerato alla luce di una prospettiva più ampia, nella consapevolezza che solo attraverso una comprensione libera da pregiudizi e luoghi comuni possano svilupparsi in proposte più operative, valide e piene di giustizia sociale, non cadendo nelle tentazioni di interpretazioni relativistiche dei diritti umani od in un applicazione parziale ed ineguale come è avvenuto nella “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

    Mi sia consentito di terminare con le parole del poeta Fedor Dostojevskij “ La società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente”

    Per queste ragioni chiedo la verifica del Ricorso in oggetto.

    Grato per una cortese risposta nella lingua italiana, porgo deferenti ossequi-

    Previte Francesco

    14 Marzo 2011

  • Gentile Signor Direttore,
    grato per la cortese attenzione e per l’evidenza che Vorrà porre nel valutare i Dossier che si possono “visionare” nel n/s sito internet :
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    Con migliori saluti.
    previtefelice@alice.it

    Cristiani per servire
    http://digilander.libero.it/cristianiperservire
    e-mail previtefelice@alice.it
    Il Presidente

    Rapporti umani che salvano e sono portatori di speranza per i disiredati : esistono ?

    Lo chiediamo alle Istituzioni, sopratutto all’Onorevole Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio dei Ministri.

    Il mondo civile, soprattutto cristiani o cattolici (quelli veri !), devono continuare a “lavorare” per il bene comune, per essere di conforto ai ” i più deboli ed ai più bisognosi, come sancisce l’etica sociale ed i vari Trattati Internazionali, ivi compreso la Costituzione Europea e quella Italiana, ed essere “lontani”da un relativismo incessante e da un egoismo imperante.

    I “richiami”, i “digiuni”, i “cortei” ad ogni pseudo urgenza, lasciano indifferente l’opinione pubblica. Bisogna saper riconoscere il presente e non farci “ammaliare” da questioni che portano fuori strada le vere necessità.

    Nel titolo di questa umile riflessione, Signori Presidenti delle Istituzioni ( oh! quanti ce ne sono!), “Rapporti umani che salvano e sono portatori di speranza”, non possono essere esclusi “I rapporti umani nella sofferenza psicofisica”, argomento di profonda attualità disatteso dalle Istituzioni ed anche dal Governo Berlusconi, in questo periodo di RIFORME !( ah! quanti le invocano e per ogni “dove” !).

    In una società complessa, qual è la nostra, è importante e bisogna chiedersi : chi è il nostro prossimo, cos’è il bene comune.

    1.) Il nostro prossimo è quanti ci stanno accanto nel nostro vivere quotidiano o che incontriamo nelle strade delle nostre città o dei n/s paesi, ma lo è soprattutto quanti sono “lontani”, specie se sofferenti, che una azione sociale e politica spesso dimentica, quale palese ingiustizia, che la solidarietà è fatta di azioni e non di sole parole. Nel nostro quotidiano, viviamo di una grande ondata di laicismo dilagante. Infatti l’uomo decide autonomamente e spesso come se Dio non esistesse. L’essere cristiano, in più cattolico, non è una prescrizione medica, non è una funzione obbligatoria, ma se vogliamo essere tali ( e non falsi !) dobbiamo seguire le indicazioni di “coloro” che ci sono maestri e guide, così come il non cristiano segue altri maestri, altre teorie, altre religioni.

    2.) Bene comune, parola che spesso si sente nel quotidiano ( blasfemo, se detta per moda !), si può riassumere in quell’insieme di beni, case, ospedali, scuole, ed anche di servizi, giustizia, pace, solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno per vivere, ma che nessuno può “costruire” da solo se non trova chi lo possa aiutare.

    Riassumendo, in poco, il nostro prossimo ed il bene comune : è la società, ma principalmente è la famiglia, che tutti dicono di difendere, (ah! quanti ce ne sono : troppi !), ma che non viene considerata nell’insieme dei suoi componenti, specie quella che “vive” situazioni di abbandono innanzi a follie drammatiche, come spesso ne veniamo a conoscenza in un ritmo quasi quotidiano.

    La famiglia italiana, Signori Presidenti delle Istituzioni, soffre di un certo malessere e non necessita esclusivamente di semplici farmaci da banco. Non è solo quella considerata tale che reclama pannoloni, pannolini, vestiti, scarpe, biberon, passeggini, assegni familiari od altri beni economici come richiedono alcuni ambienti, politici ed anche cristiani o cattolici ???

    E’ famiglia, quella che continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, che continua a farsi carico dei propri figli, che continua ad aiutare i propri genitori anziani, ma è anche famiglia (troppo spesso “ignorata” !!! ), quella che continua a curare i propri membri disabili psico-fisici, “dimenticata”, a volte, anche dai cristiani o dai cattolici ( falsi ?).

    Oggi la famiglia è “bombardata” ed “assillata” da :

    1.).). stupri spesso ricorrenti, mostruose azioni che lasciano “tracce” non trascurabili nell’intimo di chi le subisce;

    2.) violenze troppo spicciola tra coniugi, figli, fratelli, nipoti, adolescenti e via dicendo…;

    3.) aggressività tra consanguinei, dove spesso ci scappa il morto.

    Questi “tristi episodi” nella maggior parte spesso derivano da menti non solo perverse, ma psichicamente instabili che le Istituzioni dimenticano o sono disinteressate da ben 33 anni “suonati”, cioè da quando due leggi, la 180/1978 e l’833 /1978, hanno“ordinato” la chiusura dei “manicomi”, senza programmare idonee strutture atte alla prevenzione, cura e reinserimento sociale (?) dei “malati” ignorati ed abbandonati.

    Vedere Petizioni nel n/ sito internet : http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    Vedere “Speciale Dossier 1978-2011” legge 180 e “Speciale Dossier legge 833 nel n/s sito internet : http://digilander.libero.it/cristianiperservire .

    E’ molto significativa la “lezione” che ci viene dal Manzoni nei “Promessi Sposi” dove pone in risalto la morte di don Rodrigo, l’uomo potente, ricco e temuto che viene abbandonato dai “suoi” quando è colpito dalla peste e nonostante le minacce e le suppliche rivolte a “coloro” che gli stavano attorno,muore abbandonato nel “lazzaretto degli appestati”.

    E’ quello che stà avvenendo in Italia per le categorie sopra citate. Per fare una comparazione possiamo dire che il grido d’aiuto dei “malati psicofisici” e delle loro famiglie muore abbandonato nel “lazzaretto dei dimenticati”.

    Le condizioni di vita quotidiana e la crisi scottante del n/s tempo sono tante, come le varie forme di handicap e quanto attenta il vivere civile, la droga, la strisciante eutanasia, la ventilata clonazione umana, il far west procurato dalla fecondazione artificiale, il fine vita, l’aborto ormai legalizzato, il “budget del ricoverato” ( quest’ultimo “denunciato” con Petizione n. 911 al Senato della Repubblica e n.787 alla Camera dei Deputati da me inoltrata nel 2009 al Parlamento che non “vuole” rispondere ed il cui silenzio ci induce a pensare che è verità quanto si suppone !).

    Un giorno i responsabili ne risponderanno alla giustizia dell’uomo ed a quella del Creatore !

    Ma il diritto alla vita, come l’11 febbraio di ogni anno ci ricorda la Chiesa nelle “Giornate per la vita”, è l’essere” riconosciuti come persona ed essere curati. Incessante è il ricordo dei Vescovi che servire la vita ”significa anche quando è scomoda e dolorosa”…”per chi è gravemente ammalato”… e…“per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche” e noi ci permettiamo di aggiungere anche le capacità psichiche, disattese ed ignorate dalle Istituzioni.

    Ricordo che il Santo Padre Benedetto XVI°, rileva la molto evidente tematica del dolore umano nella frase“ per riflettere sul senso del dolore e sul dovere dei cristiani di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti”. ( Messaggio per la 16° Giornata Mondiale del Malato”).

    La famiglia, nella quale insiste un “malato” psicofisico, spera nella risoluzione di questo disagio, che non è solo di natura sociale, di emarginazione, di disinteresse, di silenzi, ma costituisce uno stato di emergenza latente, di necessità, di priorità.

    La patologia fisica, soprattutto quella mentale spesso cronica, costituisce uno stato evidente di crisi sociale, perché il sofferente è purtroppo un elemento involontariamente disgregante della famiglia stessa ed anche della società.

    Il discorso sui malati psicofisici, sulle loro famiglie e sulla sicurezza di tutti i cittadini, comporterebbe un lungo tempo di esposizione delle necessità, ma ne abbiamo evidenziate in breve le gravi lacune.

    Il vero nodo è la disattenzione, il disinteresse, il silenzio legislativo ed il profilo sociale della n/s Italia, che si definisce civile e democratica ( tanto che ci pare per mille motivazioni a volte di essere stranieri in Patria!),

    Questa n/s Italia che non applica il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, nel quale tutti, in quanto esseri umani, hanno diritto ad una vita dignitosa, compresi i malati fisici e mentali, i quali, non scendono con le loro famiglie in piazza e non proclamano scioperi ad oltranza, pseudo digiuni, cortei vocianti come è, purtroppo, di moda, quasi a copiare le famose storiche “folle oceaniche” …!

    Prima di concludere vorrei ricordare che due Papi diversi, uno polacco, Papa Woityla fedele al Suo spirito battagliero ed alla Sua capacità di relazione con in Governi e la parte laica della società ; l’altro tedesco, Papa Ratzingher, con il tono risoluto, ma nel contempo pacato, sono stati ambedue di “pungolo” nel quadro politico-sociale per quanto concerne la problematica della sofferenza psicofisica.

    Ma, si chiede molto spesso l’opinione pubblica, lo Stato sociale e le Istituzioni dove sono ?…

    Lo diciamo in maniera sincera senza “velate” ipocrisie e senza “appoggiare” alcuna parte politica, usando impropriamente un motto latino “Hodie mihi, cras tibi ! ( Oggi a me domani a te !) che nel linguaggio ordinario s’indirizza a persone che dovranno passare per le stesse difficoltà nelle quali qualcuno, oggi, si trova.

    Di fronte ai richiami del Magistero della Chiesa nelle “ Giornate per la vita” e nelle “ Giornate Mondiali del Malato”, innanzi alla immobilità delle Istituzioni nel perdurare queste considerazioni e riflessioni, Onorevoli Presidenti delle Istituzioni, urge rimuovere e risolvere i problemi di carattere sociale in cui vivono tante famiglie per cause diverse, perché la famiglia è sempre stata e deve restare il motore universale della società civile.

    E sempre con le parole del Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”.

    Previte

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    Il Presidente
    Cardinale Dionigi Tettamanzi : “Anche in pensione non starò lontano dai milanesi”.

    Ormai è prossima la data nella quale per limiti di età, il Cardinale Dionigi Tettamanzi “lascia” la guida della Diocesi di Milano.

    Verrà sempre ricordato : quale Pastore di Fede per il suo prezioso apprezzato ministero tutto dedito alla sua missione pastorale diocesana molto intensa, in quella che è la Diocesi più grande nel mondo e quale Difensore Sociale per la sempre coraggiosa difesa nell’azione di affermazione dei valori di giustizia sociale e solidarietà del comparto della sofferenza.

    Notevole per quanto profuso durante la crisi economica a favore delle famiglie in difficoltà per la perdurante disoccupazione nel 2008 per aver ideato e costituto un “Fondo Famiglia-Lavoro”, opera che nasce dalla Fede. E non è poco !

    Ma subito in questa evenienza di dimissione ha precisato “ anche in pensione non starò lontano dai milanesi !”

    E’una promessa che viene da una “voce”coraggiosa, ripeto, che sempre si è levata ed augurabile che ancora continuerà, mirata a concetti di carità cristiana e di solidarietà concreta verso i deboli, i poveri, gli ammalati, specie quegli psico-fisici, molto spesso“dimenticati” dalle Istituzioni, esseri umani che devono essere sempre tutelati nella loro dignità, nella loro precaria esistenza, “nella difesa effettiva dei diritti dei deboli”, come solitamente dice “non sono diritti deboli”.

    IL Porporato quale impegno di “servizio” ha dedicato, in linea generale, il Ministero Sacerdotale dapprima in vari Seminari Milanesi, incarichi presso la S.Sede, indi a Roma Rettore del Seminario Lombardo, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e dopo quale Ministero Pastorale Arcivescovo nelle Diocesi di Ancona-Osimo, Genova, Milano.

    Sempre negli anni d’insegnamento si è rivelato per la limpidità e semplice esposizione del pensiero, in simbiosi con il Magistero della Chiesa nei problemi morali nel campo della vita culturale, sociale e politica.

    Numerose argomentazioni su temi di morale generale e speciale lo vedono autore di elaborati, in particolare sul matrimonio, sulla famiglia, sul mondo della sofferenza, pubblicando diversi scritti pastorali di alto Livello Ecclesiale nazionale ed internazionale.

    L’attività pubblicistica, culturale e l’insegnamento non hanno impedito l’attività sacerdotale diretta nelle Parrocchie sia nella predicazione che nella conduzione di ritiri ed esercizi spirituali per le famiglie, per le persone consacrate e nei numerosissimi Convegni su ogni argomento riguardante l’uomo.

    Nella attuale società, alquanto tormentata e complessa, la sua opera di fraternità e solidarietà l’ha sempre continuata e diretta a costruire l’identità individuale e collettiva, auspicando, ne siamo certi, che prosegua nel futuro.

    Gli obiettivi del Porporato restano, al di là dei dogmi della Fede, nell’individuare, ripeto, problemi inerenti l’amore fraterno, nell’aiutare persone e società nello spirito evangelico, sopratutto nell’agire su tutta la realtà sociale, sollecitando la formazione di una coscienza critica, anche, nei confronti di comportamenti sociali negativi, accettando rilievi con serenità come il buon cristiano che ha una caratteristica essenziale : amare tutti, anche chi gli fa del male.

    Ancora ai n/s giorni esistono persone che agiscono per imporsi all’attenzione, ma il buon cristiano persegue la logica del volere colui che offre il proprio servizio con umiltà, nell’azione di affermazione dei valori di giustizia e solidarietà, per ri-confermare Colui che è venuto per servire e non essere servito.

    Le condizioni di vita quotidiana e la crisi scottante del nostro tempo sono tante come la droga, la strisciante eutanasia, la ventilata clonazione umana, il far west procreativo della fecondazione artificiale, l’aborto ormai legalizzato, il * “budget del ricoverato” e quanto attenta il vivere con previsioni della quotidianità, lo hanno trovato sempre in prima linea.

    Molto circostanziata ed interessante è l’intervista rilasciata, a Castiglione di Sicilia (CT) un paesino ai piedi dell’Etna in data 4 giugno 1987, a don Salvatore Treffiletti Sacerdote della Diocesi di Acireale.

    In quella occasione il Porporato prevede l’abbandono al loro destino di anziani senza una adeguata protezione alternativa, una “forma” di eutanasia, anticristiana, un “meccanismo” incivile, una “omissione” di soccorso, che, * se vera ai n/s giorni, offende la dignità della persona, nega il diritto alla vita e costituisce un crudele abbandono del malato, ancor più grave se disabile in tarda età od agonizzante :
    http://www.youtube.com/watch?v=WrfMz5Gguoc
    http://www.youtube.com/watch?v=9hntmII5A5M

    * Vedi anche http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione al Parlamento Italiano.pdf, accettata col n.911 dal Senato della Repubblica e n.787 dalla Camera dei Deputati dal 30 ottobre 2009, ancora oggi settembre 2011 inevasa da parte del Parlamento, dove, se vero,potrebbe subentrare la possibilità che tutti possono correre il rischio di subire violenze, come con quel “budget del ricoverato” che nega il diritto alla vita.

    Ma il diritto alla vita, ad essere riconosciuti come persona ed essere curati, se non sono solo enunciazioni retoriche, implicano
    altrettanti doveri della società, specie da parte di noi cristiani.

    E’ facile descrivere l’Uomo, perché i suoi scritti sono “pieni” di umanità, a servizio della persona, dei singoli, delle le famiglie, con l’intento di far conoscere e far vivere il messaggio evangelico sui valori etici dell’amore coniugale.

    Ebbi la fortuna di conoscere questo “grande Sacerdote” allorquando nell’aprile del 1978 la Conferenza Episcopale Italiana lo nominò Consulente Ecclesiastico della Confederazione dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana e mi colpì la sua notevole umiltà ed il proficuo intenso lavoro mirato alla nuova evangelizzazione, soprattutto di tematiche sociali.

    Ricordo un libro, fra tanti che mi donò , “L’Eutanasia : l’illusione della buona morte”, una composizione che ben evidenzia un periodo della storia italiana complessa ed inquietante non inferiore all’attuale, quando le motivazioni del ricorso all’eutanasia diventano, e sono tutt’ora, banali cause e scuse dell’uomo despota assoluto della vita.

    Una tematica di pressante attualità per aver previsto priorità, affrontata a “viso aperto” con giuste naturali legali antropologiche argomentazioni sul diritto alla vita fino al suo declino.

    Le riflessioni del Cardinale Tettamanzi sottolineano l’urgenza di una testimonianza inequivocabile di servizio alla vita secondo l’insegnamento del S:Vangelo della carità , perché “più Parola e meno parole”, come scrive in un Suo libro, cioè parole che abbiano un legame con quella Parola che si è fatta carne.

    Sul piano umano, l’uomo Pastore e Teologo ha sempre tenuto una coerente linearità di pensiero, attivando la simpatia della gente comune guidato da una visione pienamente umana della quotidianità con una, ripeto, grande modestia.

    Purtroppo nella vita sociale non si continua a procedere nella sostanza verso la direzione dell’ascolto della “realtà concreta”, come l’etica impone, con l’urgenza dovuta a carenza di provvedimenti legislativi e di strutture atte alla prevenzione, cura, reinserimento sociale (?) dei “malati psichici” ignorati dalle Istituzioni.

    Significativa è la preghiera dell’handicappato mentale che, dietro mia insistenza, ha voluto formulare e che si può visionare ed udire nel n/ s web . http://digilander.libero.it/cristianiperservire

    E’ vero che bisogna riconoscere l’enorme aiuto che prestano fra i tanti gli Istituti Religiosi Cattolici tipo don Orione, don Guanella, Opera Camilliani, tutti “pieni” all’inverosimile di questi sofferenti, ma non si può disconoscere quel rissoso clima di antagonismo politico-sociale e le spietate inefficienze della sanità pubblica che fanno dimenticare l’urgenza di questo grave ed urgente disagio sociale.

    Le famiglie e l’opinione pubblica chiedono a gran voce che non siano solo le parole, convegni, spot pubblicitari ad aprire il cuore alla speranza, ma certezze sollecite e concrete, che per il momento assolutamente non “vediamo” da ben 33 anni nei programmi e nei provvedimenti legislativi dei Governi e Parlamento, ancora oggi carenti settembre dell’anno domini 2011.

    Non vi sono unità d’intenti in questo ambito sanitario-sociale che vadano verso la direzione del “vedere” “comprendere” “tradurre” la realtà, anche qualche volta, purtroppo, ignorata incautamente da una certa parte della comunità cristiana e da quanti dicono di difendere il mondo della sofferenza.

    La prospettiva federalistica dello Stato o da quello che verrà espletato siamo convinti che nell’uno o nell’altro caso quella legge-quadro nazionale sulla riforma della handicap mentale da noi auspicata debba essere di tipo solidale intesa a stabilire che le singole Regioni, specie quelle del Sud Italia, possano indirizzarsi in maniera omogenea all’emanazione di norme legislative sulla “traccia” di quella nazionale, non in contrasto con l’interesse nazionale – come recita l’art.117 della Costituzione -, ma con quei meccanismi di perequazione uguali, ripeto, per tutte le Regioni onde garantire la sicurezza ai cittadini e la tutela della salute mentale dei sofferenti.

    Giusti sono i rilievi che vengono “sollevati” dai Vescovi e messi in luce senza mezzi termini dal Beato Giovanni Paolo II°, dal S.Padre Benedetto XVI° anche nel recentissimo viaggio in terra di Spagna. (GMG agosto 2011 ).

    E’ auspicabile una risposta solidaristica dal Parlamento per legiferare la riforma dell’assistenza psichiatrica, provvedimenti attesi da lungo tempo ed a supporto di politiche sociali di sostegno alle famiglie che hanno la disavventura di avere nel proprio nucleo familiare parenti soggetti a disturbi di natura psichica e di quasi certa cronicità.

    Credo, Eminenza Reverendissima, che oltre le parole siano utili le sollecitazioni all’unisono da Lei rivolte alle Istituzioni affinché concretizzano con opportuni provvedimenti legislativi quanto è atteso, ripeto, da ben 33 anni dall’opinione pubblica, perché l’assistenza psichiatrica, al di là di interessi politici ed economici, è quasi totalmente assente per tutelare il “malato”, ma anche a garantire la sicurezza dei cittadini, che hanno diritto ad essere tutelati.

    Nella attuale società, alquanto complessa, la Sua opera di fraternità e solidarietà continuerà, lo auspichiamo, a coltivare e costruire l’identità individuale e collettiva, “nella difesa effettiva dei diritti dei deboli”, i quali –come solito dice-“ non sono diritti deboli”.

    Un impegno di vicinanza sociale, quella del Cardinale Tettamanzi, che ben merita la qualifica di “Missionario della Fede” e “Difensore Sociale” che nella “persona” ricordo sempre con grande amichevole affetto da lunghi anni per la Sua stima nei miei confronti, formulando l’augurio con la Comunità tutta di ancora individuare i problemi, analizzare le componenti, indicare le soluzioni continuando giorno per giorno a servire l’uomo cosciente di servire il Signore.

    A nome personale e di quelli che voce non hanno, mi permetto porgere gli Auguri più fervidi, assicurando che la nostra preghiera è sempre a Lei vicina, affinché il Signore Le conceda sempre la sapienza degli Apostoli, la pazienza di Giobbe, la bontà del Beato Giovanni Paolo II°, per continuare nell’esercizio del Suo Magistero Pastorale e lunghi e fecondi anni di sostegno alla Santa Chiesa Universale.

    Ad “multos annos” Eminenza Reverendissima.

    Previte
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    Il Presidente

    Lettera aperta a :

    Ill.mo Signor Presidente

    Camera dei Deputati

    Palazzo di Montecitorio

    00186 Roma

    Oggetto : Richiesta legge-quadro Nazionale sulla riforma della legge sugli handicappati psichici. (n. 180 e 833 del 1978).

    Richiesta di risposta della Petizione a firma Previte Francesco sul “budget del ricoverato” del 30 ottobre 2009.

    Signor Presidente,

    l’attenzione, l’assistenza pubblica e le varie necessità dei cittadini colpiti da disturbi psichiatrici ( si “parla” di circa 10 milioni di sofferenti dalla depressione – primo disordine funzionale della persona – alla schizofrenia grave), nonostante la “1° Conferenza Nazionale per la salute mentale” del 10/12 dicembre 2001 e la “1° Giornata Nazionale per la salute mentale” del 5 dicembre 2004 e qualche “citazione remota”, non hanno trovato una opportuna e concreta risposta alle necessità, troppe volte evidenziate da episodi di lucide follie, a tutt’oggi anno domini settembre 2011.

    L’allora Ministro della Sanità Veronesi ( Governo Prodi ) nella “1° Conferenza Nazionale per la salute mentale” ammise che ben 500 mila pazienti erano gravi e bisognosi di assistenza e cure continue, dei quali solo assistiti circa 25 mila ( ma dove sono finiti i restanti 475 mila “malati” ?) ed in circa 700 mila le persone con disagio mentale ( Documento “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003”) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 su proposta dell’allora Ministro per la solidarietà sociale On.Livia Turco. Tutto è rimasto invariato !

    Gli spot televisivi sulle reti RAI e mass media, centrate sulla lotta al pregiudizio isolamento discriminazione (www.fuoridallombra.it) voluti per la “Giornata Nazionale per la salute mentale” ( Governo Berlusconi ) “celebrata” con lo scopo di essere un segno d’inizio di valutazione di questa malattia, invece si è ridotta ad una “celebrazione di parole”, molto negativa, : per vincere i pregiudizi sui pazienti che faticano ad “uscire” allo scoperto, ai familiari che considerano le patologie psichiatriche “argomenti tabù”, nei riguardi della società che emargina il malato psichico e lo “valuta” solo alla luce dei fatti di cronaca. Tutto è rimasto invariato !

    E poi dove è finito il concordato Testo Unificato Burani-Procaccini sulla malattia mentale, misteriosamente scomparso dall’agenda parlamentare dal 2005 ? Perché dopo il nulla?

    I tempi della politica nei riguardi di questi “diversamente abili” non hanno tenuto nella dovuta considerazione queste necessità, in un sordido egoismo e mutismo, mi permetta l’espressione, Signor Presidente, in perfetta antitesi con il senso della solidarietà. L’opinione pubblica e noi con essa assistiamo increduli e sbigottiti innanzi a quelle mancate forme di solidarietà, mentre le famiglie di questi sofferenti devono sobbarcarsi, dopo 33 anni, questo grave disagio sociale, soprattutto per far riconoscere il loro status sociale sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione e ribadito dalla Costituzione Europea.

    La semplice considerazione della dignità umana ci porta a pensare che non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere promotore di salute solo a parole, ma è necessario ed urgente una priorità d’intenti, con opportuni provvedimenti legislativi, Regolamento d’Applicazione, interventi sanitari che “aiutino” a capire come curare la malattia, “programmare” possibili piani terapeutici in strutture valide e confacenti, onde aiutare le famiglie coinvolte in queste difficoltà.

    Signor Presidente,

    è parimente inutile ricercare l’impossibile passato inaccettabile, dobbiamo guardare avanti e la nostra speranza è che il Parlamento Italiano provveda ad approvare una legge-quadro nazionale, una normativa che dia adeguata soluzione a questo ambito sanitario a tutela dei diritti dei malati e nell’interesse della collettività. Una legislazione adeguata, efficace, chiara e categorica, libera da forme di burocratismo che ne svilisce l’applicazione dopo, ripeto, ben 33 anni dall’emanazione della legge n. 180 e n. 833 del 1978.

    E’ quanto abbiamo proposto dal 7 ottobre 1998 e riproposto nella Petizione n. 5 e n. 6 del 15 aprile 2008 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e n.9 del 15 aprile 2008 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che sollecitiamo cortesemente alla Sua attenzione e valutazione, ai sensi dell’art.141 del Regolamento del Senato della Repubblica e Capo XXV° art.109 del Regolamento della Camera dei Deputati.

    Mentre è in itinere l’iter parlamentare sulla legge sul “fine vita”, pare che si vada uniformando, anche nel campo della disabilità, il “budget del ricoverato”, vale a dire che superato l’intervento finanziario predisposto dal SSN il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova, viene dimesso dalla struttura ospedaliera, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale od in età avanzata, come pare, ripeto, stia avvenendo nelle corsie ospedaliere italiane.

    Allora questa è pura eutanasia, non mascherata e, se tale, legalmente autorizzata !

    Vedere anche http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione al Parlamento Italiano.pdf, col n.911 assegnata alla 12 Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.787 dalla Camera dei Deputati assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dal 30 ottobre 2009, ancora oggi settembre 2011 inevasa da parte del Parlamento, dove, se vero, potrebbe subentrare la possibilità che tutti possono correre il rischio di subire violenze, come con quel “budget del ricoverato” che nega il diritto alla vita.

    Signor Presidente

    in attesa di una Sua cortese risposta, molto attesa dal mondo cattolico e della sofferenza, ringrazio anche a nome di chi voce non ha e porgo deferenti ossequi.

    Previte

    Previte Francsco

    Via .Coniglio, n.62

    95012 Castiglione di Sicilia (CT)

    previtefelice@alice.it

    5 settembre 2011

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