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Fonte Peacereporter.net   http://it.peacereporter.net/articolo/26409/Oltre+due+milioni+al+giorno+per+la+guerra

Oltre 2 milioni al giorno per la guerra

Lunedì alla Camera il voto sull’ennesimo rifinanziamento alla missione militare in Afghanistan: 410 milioni di euro per il primo semestre 2011

Lunedì, 24 gennaio, la Camera dei Deputati vota il diciannovesimo rifinanziamento semestrale della missione italiana di guerra in Afghanistan.
Per i 181 giorni di campagna militare che vanno dal 1° gennaio al 30 giugno 2011, è prevista una spesa complessiva di oltre 410 milioni di euro, vale a dire più di 68 milioni al mese (2,26 milioni al giorno).

Un ulteriore incremento rispetto ai 393 milioni (65 al mese) del secondo semestre 2010, causato dall’invio al fronte di nuovi rinforzi che hanno portato il nostro contingente a 4.200 uomini, 883 mezzi terrestri (tra blindati leggeri e pesanti, carri armati, camion e ruspe) e 34 velivoli (tra caccia-bombardieri, elicotteri da combattimento e da trasporto e droni).

Vediamo i dettagli di spesa. 380,77 milioni di euro per il mantenimento del contingente militare schierato in Afghanistan, 12,17 milioni per il personale militare della missione (125 uomini e 6 mezzi) che opera nelle basi americane negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e in Florida (Usa), 2,1 milioni per il personale della Guardia di Finanza (Isaf, Eupol e Jmous) e 5 milioni per le operazioni d’intelligence degli 007 dell’Aise (l’ex Sismi).

Ancora: 6,37 milioni per le operazioni militari ‘Cimic’ a favore della popolazione locale (aiuti in cambio di intelligence), 1,5 milioni per il sostegno e l’addestramento alle forze armate afgane tramite il fondo fiduciario Nato e 2,19 milioni per ”interventi operativi di emergenza e di sicurezza per la tutela dei cittadini e degli interessi italiani” in Afghanistan motivati da ”l’ulteriore considerevole deterioramento della situazione di sicurezza nel Paese e dalla segnalazione di una specifica minaccia di sequestri di persona”.

Fuori dalle spese militari e ‘paramilitari’, troviamo il sempre più striminzito finanziamento alle iniziative di cooperazione allo sviluppo: 16,5 milioni di euro (contro i 18,7 del secondo semestre 2010) che serviranno a pagare progetti di ricostruzione e di assistenza umanitaria e anche a organizzare una conferenza regionale della società civile per l’Afghanistan, in collaborazione con la rete di organizzazioni non governative ‘Afghana.org’ (associazione promossa da Arci, Lunaria e Lettera22).

In nove anni e mezzo (compreso quindi il rifinanziamento attualmente in esame), questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse dello Stato più di 3 miliardi di euro.
Merita ripercorrere la progressione annuale del costo della missione bellica afgana: 70 milioni di euro nel 2002, 68 nel 2003, 109 nel 2004, 204 nel 2005, 279 nel 2006, 336 nel 2007, 349 nel 2008, 540 nel 2009, 773 nel 2010 e (di questo passo) almeno 820 milioni nel 2011.

Enrico Piovesana

26 Commenti a “Ecco una vera colpa di Berlusconi e…”

  • Flyingdutchman:

    In manicomio oltre a tutti i membri del Bilderberg, ci metterei anche tutti i membri dell’attuale governo italiano, Berlusconi incluso.

  • gabry:

    Senza considerare e contare gli importi delle altre missioni a cui l’italia partecipa o ha partecipato negli anni scorsi. Sarà mai possibile che dove và a cacare l’america, gli altri stati europei ne seguano l’esempio ?
    I governi vogliono partecipare all’invasione di altri stati assieme agli USA ? e allora dotiamo di divisa, anfibi, elmetto, armi e zaino, tutti quanti i politici e spediamoli in missione umanitaria come la chiamano loro.

  • cristiano:

    Non si può più andare avanti così ma mi sa che sia molto difficile saltare dal treno visto la sua folle velocità … speriamo di essere almeno negli ultimi vagoni!!

  • 1 marco:

    Mi fa piacere che almeno tutti gli italiani sapranno esattamente che cosa siamo a fare in Afghanistan, cioè io ne ho veramente piene le scatole di questa retorica che vuole i nostri soldati là ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, a dare i cioccolatini ai bambini, a costruire gli ambulatori pediatrici,eccetera… si è là a fare la guerra, si è la ad ammazzare e a farsi ammazzare”.Il fatto che c’è una cultura politica degli armamenti che segue puramente gli interessi di alcuni gruppi industriali che non sanno nemmeno cosa siano le forze armate. Scaricano solo i prodotti che sono interessati a piazzare. La guerra è un business per pochi. Alcuni ex militari sono subito pronti a fare dichiarazioni favorevoli all’uso di armi. Basta andare a guardare gli organigrammi societari per capire chi c’è nei Cda di queste società e quali sono gli interessi in gioco. Lobby di affaristi di armi che non fanno di certo gli interessi dei soldati.La verità è che sono passati dieci anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i talebani sono sempre più forti, il traffico di droga è aumentato, i signori della guerra si sono arricchiti, diventando sultanati indipendenti, la corruzione regna sovrana, le elezioni sono state inficiate da brogli elettorali di ogni genere, le donne ed i bambini sono sempre in pericolo costante. Se questo è quello che dieci anni di missione di pace ha prodotto è un fallimento totale e va ammesso. Se restiamo lì è evidente che lo facciamo solo per coprire gli errori degli altri o, peggio ancora, per realizzare i sogni di gloria e le brame.terreno fertile per le multinazionali del petrolio e delle armi, e per i loro mandanti. Come le piattole di Man in Black: fanno soldi e potere dove si crea morte e distruzione.

  • 1 marco:

    Il fatto che c’è una cultura politica degli armamenti che segue puramente gli interessi di alcuni gruppi industriali che non sanno nemmeno cosa siano le forze armate. Scaricano solo i prodotti che sono interessati a piazzare. La guerra è un business per pochi. Alcuni ex militari sono subito pronti a fare dichiarazioni favorevoli all’uso di armi. Basta andare a guardare gli organigrammi societari per capire chi c’è nei Cda di queste società e quali sono gli interessi in gioco. Lobby di affaristi di armi che non fanno di certo gli interessi dei soldati.La verità è che sono passati dieci anni ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i talebani sono sempre più forti, il traffico di droga è aumentato, i signori della guerra si sono arricchiti, diventando sultanati indipendenti, la corruzione regna sovrana, le elezioni sono state inficiate da brogli elettorali di ogni genere, le donne ed i bambini sono sempre in pericolo costante. Se questo è quello che dieci anni di missione di pace ha prodotto è un fallimento totale e va ammesso. Se restiamo lì è evidente che lo facciamo solo per coprire gli errori degli altri o, peggio ancora, per realizzare i sogni di gloria e le brame.terreno fertile per le multinazionali del petrolio e delle armi, e per i loro mandanti. Come le piattole di Man in Black: fanno soldi e potere dove si crea morte e distruzione.

  • Serena:

    Tutte le volte che una certa legge non e’ di gradimento ai giudici costituzionali, quella legge viene bloccata in quanto dichiarata incostituzionale. La costituzione italiana tuttavia dice che l’Italia puo’ entrare in guerra solo ed esclusivamente se viene attaccata da un’altra nazione oppure se uno dei membri dell’alleanza atlantica viene attaccato. Quindi tutte le missioni di guerra (mascherate col nome di missioni di “pace” o missioni di polizia internazionale) a cui ha partecipato l’Italia e continua imperterrita a farlo, sono tutte incostituzionali: mi potete dire dove cavolo si trovavano i giudici “costituzionali” e continuano a trovarsi ancora adesso con la testa (nel rimbecillimento piu’ totale) tutte le volte che l’Italia e’ entrata incostituzionalmente e ingiustamente in guerra contro un altro Stato sovrano? Erano forse a bersi una grappa con gli “Illuminati” del New World Order? Si stavano per caso masturbando davanti al computer? Avevano per caso preso l’influenza o qualche malattia al cervello? Sarebbe bello ricevere proprio una risposta da questi disgraziati irresponsabili!

  • Serena:

    Ciao Lino, sono forse stata troppo dura con i giudici costituzionali, perche’ il mio commento venisse cancellato? Avevo solo messo in evidenza il vergognoso fatto di come la nostra costituzione italiana vieti al nostro Paese di entrare in guerra per attaccare un altro Stato sovrano. Unica eccezione quando l’Italia venga direttamente attaccata da un altro Stato sovrano o quando un membro dell’alleanza atlantica viene invaso da un altro Stato sovrano. Tutte le guerre a cui l’Italia ha preso e sta continuando a prender parte sono vergognosamente anticostituzionali e nessun giudice costituzionale ha mai messo un solo dito o voce per dichiararne l’incostituzionalita’ e fermare queste guerre. Quello che ho scritto ritenga corrisponda a verita’ e mi e’ alquanto difficile capire per quale motivo il mio commento sia stato censurato. Alcune settimane fa proprio tu Lino mi dicesti che in questo sito non vengono censurati i commenti e cio’ mi aveva trasmesso un senso di liberta’ che mi aveva spinto a continuare a leggere stampalibera.com. Ora sto incomiciando piano piano a nutrire qualche dubbio. Spero in una tua risposta chiarificatrice. Cordiali saluti, Serena.

    • Lino Bottaro:

      Cara Serena, chiedo scusa a te ed ai tanti che attendono l’apparire dei commenti che spesso arrivano tardi. Il problema sta nel fatto che devono essere gli Autori o l’Admin ad autorizzarli. Succede a volte che questo non accada per impegni vari o sbadataggine, certamente non vi è alcun intento censorio. Tenere in piedi questo blog richiede molto tempo che ci prendiamo dalla nostra vita sociale.
      A questo punto ti propongo, se vuoi, vista la specchiata tua personalità di avere la possibilità di autorizzare o meno i commenti di questo blog.
      Se ti sembra fattibile inviaci una mail o rispondi al mes.
      Con affetto
      LB

  • Serena@
    mi mermetto intromettermi nel tuo intervento, libera di non leggerlo o dargli credito.
    L’argomento da te giustamente sollevato, rientra purtroppo in un contesto politico-economico che risale da quando siamo stati “liberati” dagli alleati e come nazione sconfitta per risorgere dalla miseria, dalla fame e dalla distruzione i nostri governanti hanno dovuto accettare le condizioni dei vincenti, se tu conosci la nostra storia politica, sarai al corrente che tutto il benessere raggiunto in così breve tempo non è certo merito nostro, (almeno inizialmente) ma del piano Marshall.
    Noi siamo stati e siamo ancora legati a questo piano.
    Se vogliamo essere liberi dobbiamo cominciare a rinunciare a cose che ci porterebbere all’autarchia.
    Con questo non dico che contesto le tue osservazioni, le missioni…di “pace per una democrazia portata e con le bombe provocata” sappiamo bemissimo quali interessi politico-econimico-finanziari nascondono ma essendo legati al quel patto di cui sopra non se ne può uscire.
    Quello che invece dovrebbero fare i nostri arroganti e ottusi politici-governanti dovrebbero dire pubblicamente queste verità e ridare un poco di dignità al noi popolo cieco e fuorviato dalle menzogne ormai scoperte.
    Non è quindi materia di giustizia ma di costituzione da rileggere in maniera corretta in funzione della storia dopo la nostra sconfitta.
    Ciao

  • Serena:

    Caro Lino, ti ringrazio molto per il tuo chiarimento e scusa se sono stata un po’ troppo precipitosa. Ti ringrazio anche per la l’offerta di autorizzare o meno i commenti su questo blog, ma conoscendo il mio carattere credo che finirei con l’autorizzarli tutti senza alcuna discriminazione e in questo modo rischierei magari di non rispecchiare la filosofia o le idee della redazione. Comunque son contenta della trasparenza che traspare da questo sito e auguro a te e a tutte le altre persone che scrivono su Stampalibera, di continuare il vostro ottimo lavoro (di cui desidero ancora ringraziarvi) e spero che i lettori di questo sito continuino ad aumentare sempre piu’ in modo da estendere la presa di coscienza delle persone (e un ampiamento della loro consapevolezza).

    A presto,

    Serena.

  • luca martinelli:

    @Bonsanti Marisa. No, cara amica, la politica italica dal dopoguerra ad oggi non è stata legata al piano Marshall ma alle clausole segrete contenute nell’armistizio di Cassibile. Buona domenica

  • Antimassone:

    “…tutto il benessere raggiunto in così breve tempo non è certo merito nostro, (almeno inizialmente) ma del piano Marshall.”

    In Breve Tempo? Ma se gran parte dell’Italia è restata sino alla metà dei ’70 rurale e arcaica, con un’economia quasi di sussistenza…e non parlo del sud…
    I miei nonni hanno lavorato quasi come schiavi per uscire dalla condizione di mezzadri e acquistare meno di un ettaro di terra per viverci e mantenerci 4 figli (fine ’60). Che progresso questo piano…esisteva quasi anche ’300.
    Ma dove vive? Nei manuali di storia contemporanea anni ’80 del Villari?

    E’ la solita storia di chi vuol delegare ad altri la propria libertà. La stessa logica che dice “dicono così ed E’ così”; “io non c’ero, ma se lo dicono LORO, è sicuramente così”.

    Massoneria Male Assoluto

  • SDEI:

    @LUCA,
    è la seconda volta che nomini l’ armistizio di CASSIBILE; ti rinnovo cortesemente la richiesta che se lo conosci scrvici una sintesi, in maniera che anche NOI potremo forse “capire” perchè succede nel nostro PAESE quello che succede !!!

    @ANTIMASSONE,
    abbiamo delle STORIE comuni perchè anche i miei nonni materni veneti erano dei MEZZADRI; lavoratori della TERRA “sfruttati” dai grandi latifondisti il cui unico scopo era quello di accumulare SOLO “ricchezze” costi quel che costi, esemplare a raccontare almeno in parte la “durissima” STORIA contadina italiana è quel film straordinario di OLMI dal titolo “L’ ALBERO degli ZOCCOLI” !!!

    HASTA SIEMPRE

  • Flyingdutchman:

    @ Marisa Bonsanti:

    Un patto segreto? Dai risultati che ha prodotto sembrerebbe quasi un patto col diavolo! Per quante generazioni gli italiani dovrebbero sottostare a questo patto di cui la maggior parte non ne conosce il contenuto? Se miracolosamente in Italia (come in altre Nazioni Europee) si riuscisse ad instaurare una vera democrazia diretta, penso che tutti i cittadini aventi diritto al voto, straccerebbero quel patto in una manciata di secondi. Quel patto, se mai c’e’ stato, non ha proprio alcun valore! Non esiste alcun alibi ed alcuna scusa per seguire (come un bambino che sta appresso alla gonna della madre) una Nazione arrogante come gli USA, nel fare le guerre contro altre Nazioni, solo perche’ queste possono recare un ritorno economico: si veda ad es. il compito principale della CIA che e’ sempre stato quello di importare le droghe pesanti (come eroina e cocaina) dal centro e sud America e rivenderla negli USA: le leggi anti-droga sono poi servite esclusivamente per detenere il monopolio su questo illecito traffico di droghe. La stessa cosa e’ stata fatta con l’oppio in Afghanistan (di cui e’ uno dei piu’ grandi produttori) dove gli USA (bel Paese falso e ipocrita!) avevano intenzione di riprendersi il monopolio anche di questa droga. Naturalmente la guerra in Afghanistan (come anche quella in Iraq) aveva anche altri interessi, come il petrolio e un passaggio strategico per i gasdotti. Comunque strano che a queste guerre abbiano preso parte anche Nazioni che non hanno mai beneficiato del piano Marshal e come invece altre Nazioni che del piano Marshal avevano beneficiato (come i Paesi Bassi) su pressioni dell’opinione pubblica abbiano ritirato le proprie truppe dall’Afghanistan. Ancora certi politici (ma anche militari e gente comune) non ha ancora capito che usare le armi, mostrare i muscoli, non corrisponde ad un atto di forza ma ad un atto di pura debolezza. Provate a camminare per le strade di molti Stati americani (USA) e vedrete un Paese allo sfascio, con miglioni di disoccupati, con le aziende che hanno smesso di assumere gia da qualche anno (praticamente quasi tutte), un senso di poverta’ e frustrazioni incredibile. Provate invece a camminare per le strade della Confederazione Elvetica, Paese sempre rimasto neutrale, che per quanti difetti abbia almeno non vive la poverta’ che stanno vivendo miglioni di cittadini americani. I Paesi veramente forti sono quelli che offrono condizioni di vita dignitose, istruzione, universita’, buona assistenza sanitaria, sussidio di disoccupazione, lavoro (con buoni salari e poche tasse) e non quei Paesi che si armano fino ai denti (questo lo fanno anche molte Nazioni del terzo mondo) per mostrare i muscoli, quando poi dietro la corazza si nasconde la debolezza e la vigliaccagine piu’ totale.

  • Oliviero:

    Lino, finalmente qualcuno che dice i VERI peccati di Berlusconi.
    Altro che le escorts, vere o presunte….

  • Luca@
    quel patto di cui parli prevedeva la resa e l’assoggettamento alla sfera americana dell’italia in toto in cambio di ricostruzione.
    Il piano Marshall prevedeva proprio il programma di ricosrtuzione economica, polica sociale e materiale.
    Questo è stato il mattone sul quale abbiamo inziato a progredire industrialemte ed economicamente. (l’ho vissuto in prima persona)
    Ora se riesci ad allargare il tuo orizzonte, potrai vedere che quando un benessere lo si possiede con facilità si ha paura di perderlo perché non sappiamo se saremmo in grado di riconquistarlo, e questo timore è lo stesso di chi ci ha governato (per paura di prendere decisioni impopolare per liberarci dai patti) continuando a assoggettarsi alla politica americana fino alla caduta del muro di Berlino.
    Li è iniziata un’altra storia che ci sta portando nel baratro perché si sono rotti gli equilibri tra le sue superpotenze.
    Cambiare rotta fa paura e così continuaiamo a trascinarci dentro un sistema sociopoliticoeconomico in perenne asfissia.
    Le guerre sono un affare è bene prenderne atto, per tutti.

  • Flayngdutchman@
    la mafia italiana è connivente nello spaccio della droga, i Paesi Bassi non sono strategicamente così importanti come il “pontile ” Italia sul Mediterraneo, basi NATO(che vuole dire America) sono disseminate in tutto il nostro suolo (massacrandolo) e l’affitto ha reso moltissimi soldi ai nostri politici che nel bene e nel male hanno spartito per il governo di questa nazione, la dipendenza quindi è continuata per anni sino alla caduta del muro di Berlino che ha messo in ginocchio la Russia ma anche reso meno interessante il nostro suolo sotto il profilo strategico, quindi siamo stati “abbandonati” da imprese americane che operavano e finanziavano sul nostro territorio.
    E’ un’analisi molto sommaria ma sintetica e che si inserisce nella logica degli equilibri politici economici e strategici sino alla caduta del muro.

  • Flyingdutchman:

    @ Marisa Bonsanti

    Quindi tu non sei d’accordo che si dia un taglio a tutto questo? Parlando con mia moglie che e’ in parte Sarda son venuto a sapere che la maggior parte di queste basi NATO si trovano proprio in Sardegna. E sono anche venuto a sapere (correggimi se sbaglio) che dell’affito che gli americani pagano al governo italiano non finisce neanche un Euro in tasca al popolo Sardo. Non solo, ma mi risulta che i cieli Sardi siano uno dei luoghi piu’ infestati per lo gli esperimenti delle dannose scie chimiche (aerei NATO senza insegne, probabilmente americani, ma non necessariamente) provocando gravi danni alla salute della popolazione locale. Dimenticavo di dire che nelle aeree in cui sorgono le basi militari in Sardegna si hanno elevate percentuali di casi di leucemia e cancro oltre alla anomala crescita della vegetazione che sembra aver subito delle mutazioni di tipo genetico: forse a causa dell’uranio impoverito usato come proiettili durante le esercitazioni? Mi risulta anche che la Sardegna sia anche una delle poche Regioni d’Italia che per diversi anni ha versato (in tasse) allo Stato italiano piu’ di quanto abbia ricevuto indietro (al contrario di molte regione del Sud come anche del nord italia). La Sardegna e’ l’unica Regione d’italia senza autostrade e con una rete ferroviaria da terzo mondo. Mi sembra che la Sardegna fino ad ora sia stata trattata come una colonia di quarta categoria. Ora capisco perche’ mia moglie stia meditando di rinunciare alla cittadinanza italiana (ha pure quella francese visto che e’ per meta’ Corsa e sta pensando di prendere al posto di quella italiana la cittadinanza olandese del marito). Non c’e’ da meravigliarsi leggendo i tuoi commenti Marisa, che un Paese (come l’italia) che viene trattato come servo dagli Stati Uniti invece di ribellarsi a questo soppruso, attui lo stesso trattamento a una Regione fantastica come la Sardegna, dove la bonta’ d’animo della sua gente invece di incutere rispetto ha provocato solamente una mancanza di rispetto per questo fantastico popolo (togliendogli completamente ogni dignita’). Una nazione l’italia che tratta bene solo quelle regioni pronte ad usare il coltello (dalla Sicilia al Trentino Alto Adige) ma non quelle che invece si dimostrano pacifiche. Piu’ passa il tempo e piu’ comincio a capire sempre di piu’ mia moglie. E sempre piu’ riesco a capire quei meccanismi mentali che spingono i vigliacchi a sottomettersi all’oppressore (gli USA in questo caso) e al tempo stesso ad opprimere i piu’ deboli. Bel modello comportamentale…….

  • A Salto di Quirra c’è l’inferno! (il paesetto di Escalaplano è stato colpito da nascite di bambini deformi) Conosco benissimo quanto affermi e se leggi attentamente quanto scrivo capirai che ho esposto i fatti come sono (non che sono d’accordo), a Villagrande Striasili il comune ha incassato un sacco di soldi (e si vede da come si è rifatto il look compresa la superstrada per Nuoro) da una grande azienda americana per installare sul monte, antenne per controllare i saltelliti dell’intero globo.
    Dalle basi di Teulada a quelle della Madalena sono arrivati eccome aiuti alla Sardegna,Con quali soldo pensi che si siano costruite nell’arco di 20 anni tutte quelle strade compresa quella super 131 per Olbia e Sassari?
    Ora che le basi sono state dismesse ci sono grandi difficoltà economiche e moltissime aziene stanno chiudendo.
    La base nato di Decimomannu fino a 6 anni fa c’erano migliaia di persone e davano un forte incremento all’economia della zona del basso e medio Campidano. Oggi si sono riotti a 1500 ed è crisi brutta.
    Quindi se vogliamo che il nostro suolo diventi libero da affittuari scomodi e disastrosi, ci dobbiamo preparare a tempi molto duri.

  • luca martinelli:

    @ SDEI e Marisa. L’armistizio di Cassibile o dell’8 settembre, come sai, fu diviso in due tranche: l’armistizio breve, che fu pubblicato e che trovi senza difficolta’ sul Web. La seconda parte, detto armistizio lungo, non fu mai reso pubblico. Non ho avuto risultati nemmeno interessando alla ricerca una amica professoressa associata all’Universita’ Statale di Milano e nemmeno cercando nella biblioteca nazionale di Londra. Ma quello che sostengo l’ho tratto dal monumentale libro ” Tutta la seconda guerra mondiale” ed. Reader’s Digest -Milano- 1966 che cita espressamente queste clausole, anche se in modo generico. Per quello che concerne il piano Marshall sono d’accordo con Marisa, ma sottolineo che se gli Yankee ci hanno dato 10 si sono presi 100 o 1000. Comunque sottolineo anche che come aiuto per essere diventati terra di frontiera con il blocco comunista gli americani ci hanno ricompensato mantenendo per decenni il cambio lira-dollaro a 620.Il piano Marshall si esauri’ in poco tempo, il tasso di cambio no. E’ evidente che con il cambio sostanzialmente fisso ci hanno agevolati moltissimo nell’acquisto di petrolio, per esempio.E sempre per l’amica Marisa: sono contento che gli yankee abbiano lasciato del denaro in Sardegna. Purtroppo alla Maddalena hanno lasciato anche un ambiente radioattivo. come vede, cara amica, il prezzo che abbiamo pagato per avere liberta’ e Coca-cola è sempre stato eccessivo. cordialita’

  • Luca@
    concordo piamente con te, stiamo pagando a caro prezzo questo benessere repetino, generato dall’avere dovuto sottostare alle regole di un vincitore che se ci ha liberato dai danni del fascismo e nazismo, ci ha obbligato a non dovere rialzare la testa pena la morte (vedi Mattei, Moro, Ustica, Falcone, Borsellimo) per citare i fatti più feroci ed aclatanti.
    Se il popolo arrivasse a capire questo, adrebbe alle urne sapendo che è finita l’era di stare in finestra ad aspettare che venga qualcuno a salvarci (visto quanto costa poi) e saprebbe distinguere i pifferai magici che non mollano le poltrone da chi tenta di dire le verità per responsabilizzare un popolo delle proprie azioni assumendosi poi le rersonsabilità se sbaglia nella scelta dei propri rappresentanti.
    Questo per me significa diventare popolo democratico con alto senso civico.

  • Flyingdutchman:

    Due siti interessanti che mi sono pervenuti da amici proprio in questo istante (non solo servitu’ militari):

    http://www.terranews.it/news/2011/01/eon-cresce-la-protesta-sardegna

    http://www.youtube.com/watch?v=8RkeW5JdPyI

    P.S.: sarebbe bello se venisse scritto un articolo anche su questo tema che i media sembrano voler evitare.

  • luca martinelli:

    @marisa. certo, sarebbe un buon inizio.

  • Andrea'65:

    L’Afghanistan rappresenta : una regione snodo per progetti di Pip-Line che le compagnie petrolifere USA avevano sottoscritto con il regime Taleban tantè che ministri Talebani furono ospiti in Texas per conoscere le tecnologie; poi nella primavera 2001 i Taleban cambiarono idea ( la Cina ha influito) e gli USA promisero di bombardarli;
    una regione ricca di minerali rari e non solo,che rischiano di finire nella mani Cinesi;
    una regione che insieme a Pakistan – Iran – Iraq costituisce un “cintura di separazione” tra Cina India e Russia,da controllare per evitare contatti diretti tra le nuove potenze;
    una regione da sfruttare per la produzione di eroina al fine di procurare un’immensa liquidità anche alle Grandi Banche Speculatrici nel mezzo di una crisi economica-finanziaria epocale.
    Quindi o mangiamo la minestra afghana o gli involtini primavera è la sintesi geo-politica.

  • Andrea@
    per quanto mi riguarda la mia minestra so di che è fatta da dove proviene e quanto costa (indicando ai miei figli la sotria di questa minestra hanno capito che anche loro dovranno procurarsela da soli), questo mi ha insegnato a rispettare il pianeta dove siamo e gli uomini che la abitano, ma soprattutto mi ha insegnato ad assumermi tutte le reponsabilità delle mie azioni, non addossando ad altri i miei fallimenti.
    Questa filosofia di vita dovrebbe essere allargata ad ogni comunità o popolo partendo dal principio che la superiorità è una dote che deve essere riconosciuta da altri in base a come si è e come si opera e non imponendosi vestiti da re. Fino a che questo concetto non entrerà nella singola coscienza e in quella di un popolo, saremo sempre al servizio di qualcuno che ci usa a suo piacere (giustamente, perché siamo ad un punto della storia che impone l’assumersi responsabilità individuali e collettive, pena il collasso totale, non ci saranno servi e padroni, re o sudditi saremo tutti dei falliti.

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