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Savino Giacomo GUARINO per StampaLibera

Ero dal veterinario per far controllare la mia gattina, mente attendevo il mio turno scambiavo alcune parole con un pensionato. Questo signore mi diceva che con la sua pensione, 750 € mensili, non riesce più ad acquistare le medicine per il suo cagnolino, cagnolino che ormai è il suo unico amico e compagno.
In una bacheca della sala d’aspetto leggevo un annuncio:”Cerco una persona che voglia prendersi cura del mio cane, non riesco più a mantenerlo, seguiva indirizzo e numero telefonico”. Questi due esempi sono la punta di un iceberg. Tantissimi anziani ormai hanno seri problemi economici.

Nei paesi normali esiste una stretta correlazione fra il costo della vita e le retribuzioni/pensioni. Costo della vita basso, retribuzioni / pensioni basse. Costo della vita alto, retribuzioni/pensioni alte. In Italia dall’introduzione dell’euro non è mai stato così. I prezzi si sono adeguati prontamente alla nuova moneta; viceversa per le retribuzioni/pensioni si è provveduto solo ad una conversione matematica: Una retribuzione di 2.000.000 lire è stata convertita in una di 1.033 €. Mancando anche uno straccio di scala mobile (abolita con lo sciagurato Accordo del 1993) retribuzioni e pensioni languono. Nonostante ciò si sente tuonare sull’alto costo del lavoro. Non è il costo del lavoro ad essere alto bensì la pressione fiscale che massacra aziende e cittadini, una pressione fiscale attestata su una percentuale del 47 %. Finora, vorrei sbagliarmi, nessuna forza politica e sindacale ha posto seriamente il problema. Molte famiglie sono in crisi. Molte aziende, soprattutto piccole rischiano di chiudere. La risposta che viene dalla politica è il Federalismo. Federalismo, regionalismo, autonomismo non possono prescindere dal buon senso: Se non si adeguano retribuzioni e pensioni al reale costo della vita, non si risolve nulla, si getta solo polvere negli occhi alla collettività.

I Sindacati, quelli storici c.d. rappresentativi, hanno sposato la strada della concertazione. Il sindacato era nato per lottare, conquista e mantenimento dei diritti dei lavoratori, questo era il vero ed unico obiettivo.

Credo nella democrazia e soprattutto nella Costituzione. Credo anche però che ognuno dovrebbe svolgere il proprio ruolo: Il sindacato dovrebbe sindacare le scelte datoriali. Questo non implica il rifiuto del dialogo. Il dialogo implica sempre un confronto, e non certo la rinuncia al ruolo storico ed ineludibile del sindacato: Lottare per i sacrosanti diritti dei lavoratori e delle categorie più deboli.

Nel 1993 a seguito dell’Accordo che aboliva la scala mobile, nasceva in Italia un forma di sindacato nuova: Il sindacato di base. Ho fatto parte per molti anni di un sindacato di base e mi sono reso conto che chi decide in concreto per i lavoratori, sono i sindacati storici e rappresentativi, ovvero quelli che accettarono l’Accordo del 1993. L’introduzione delle R.S.U. (Rappresentanze Unitarie di Base) elette dai lavoratori, in parte ha permesso di fare udire la voce di sindacati che preferiscono la lotta alla concertazione. In alcune categorie però questo non è avvenuto. I bancari ad esempio non hanno ancora oggi le R.S.U.. In questa categorie i sindacati di base possono solo distribuire volantini ed indire degli scioperi. Anche sul problema della rappresentatività, sarebbe ora di attuare pienamente la Costituzione, riconoscendo a tutte le OO.SS la stessa ed identica dignità. I diritti dei lavoratori sono stati conquistati a prezzo di durissime lotte e sacrifici. Non si dimentichi che ancora agli inizi del ‘900 in Italia il riposo festivo era un mito; il lavoro minorile invece un durissima realtà.

Si gioca anche molto sulla confusione di termini: Flessibilità e precarietà. La flessibilità è la disponibilità del lavoratore ad imparare nuovi lavori e ad utilizzare nuove tecnologie per lo svolgimento della propria mansione. La precarietà è cosa assai diversa: Oggi lavori domani forse. Confondere flessibilità con precarietà ingenera solo gran confusione. Affido la conclusione del mio libro a due brani della Bibbia, il miglior libro che abbia mai letto. Ecclesiastico 34, 22 “Uccide il prossimo chi gli sottrae il cibo, e sparge sangue, chi priva l’operaio della sua mercede.”

Proverbi 29,4 “Il re con la giustizia fa prosperare lo stato, ma il principe che impone troppi tributi lo manda in rovina”.

I politici ed i sindacalisti che contano, dovrebbero di tanto in tanto leggere la Bibbia, avrebbero molto da imparare.

13 Commenti a “RETRIBUZIONI E PENSIONI IN LIRE, PREZZI IN EURO: PER QUANTO ANCORA SI POTRA’ ANDARE AVANTI?”

  • luca:

    VOLEVO FARE UN APPUNTO, UN PENSIONATO CON 750 EURO AL MESE, PRENDE BENE UNA PENSIONE NORMALE PENSO AI MIEI GENITORI NON SUPERA LE 400.500 EURO AL MESE E COME SI FA? PENSIAMO ANCHE AGLI STIPENDI CI SON STIPENDI CHE HANNO LO STESSO IMPORTO DI QUELLO DEL PENSIONATO. IL COSTO DELLA VITA è ALTISSIMO SI DEVE SCEGLIERE SE MORIRE DI FAME E PAGARE L AFFITTO O MANGIARE E FINIRE SOTTO AI PONTI MA NESSUNO NE PARLA !!!!!!!! PERCHE?? PERCHE UNA PERSONA CHE PASSA DA UN LAVORO ALL ALTRO PERCHE NON TROVA IL LAVORO FISSO FINISCE PRIMA O POI SENZA LAVORO SENZA NULLA E NESSUN AIUTO??? PERCHE LE DITTE QUANDO HAI 35 ANNI NON TI ASSUMONO PERCHE SEI VECCHIO?? QUESTA è LA VERITA…ED ECCO COSA SI CERCA IL 20 ENNE PATENTATO LAUREATO CON MASTER CHE LAVORA PER UNO STAGE O 400 EURO AL MESE QUANDO SI COMPONO I 30 ANNI S INIZIA A NON TROVARE PIU NULLA ED ECCO CHE CI SI RIPIEGA SU LAVORI DIVERSI DA CIO CHE SI STUDIA OPERAIO PULIZIE ETC.. E AL PROSSIMO COLLOQUIO QUANDO SI RACCONTA CHE DALLA SCRIVANIA SI è PASSATO ALLO STRACCIO SI VIENE RIFIUTATI !!!!!!!!

  • Fabrizio:

    Grazie Lino, finalmente si parla delle nostre tasche direttamente senza fare giri per il mondo, permettimi di dirti fraternamente una cosa: è dal 2003 che lo dico a tutti di questo imbroglio, ma nessuno mi dava retta per un semplice motivo: se un oggettino costava 18 euro tutti avevano ancora in testa le lire, peccato che con il cambio l’oggettino costasse 36000 lire circa, una follia. Hanno cominciato ad accorgersene consultando gli estratti conto degli anni successivi chiedendosi tutti come mai i risparmi finissero anzitempo. MA DICO IO SONO PASSATI 8 LUNGHI ANNI DA QUANDO DENUNCIAVO LA ENORME FREGATURA DELL’EURO (di cui hanno beneficiato sorpattutto il commercio e gl iper, comandati tra l’altro dai soliti noti). PERCHE’ CARO LINO NE STIAMO PARLANDO SOLO ORA (2011) E NON AVER “RABALTATO” IL MONDO GIA’ DAL 2003 ? QUESTA SE PERMETTI E’ UNA GROSSA ANOMALIA, VISTO CHE GLI ITALIANI DI SOLITO SI INCAZZANO QUANDO GLI TOCCHI IL PORTAFOGLIO, MI SAPRESTI DARE UNA POSSIBILE RISPOSTA O RIFLESSIONE SU TALE INSPIEGABIEL RITARDO ??

    • Lino Bottaro:

      Fabrizio, la risposta ai tuoi quesiti credo possa essere ricercata nella mancata consapevolezza del fenomeno. I media di imbonimento onnipresenti hanno sempre ignorato il fenomeno e distratto il popolo con argomenti futili ed atti a non alimentare il pensiero critico su quanto accade in Italia. Posso anche dire senza tema di smentita per svariate esperienze dirette che vi è stata l’impennata dei prezzi anche grazie alla difficoltà di verifica dell’importo in lire. Molte aziende e pubblici esercizi ne hanno sfruttato l’occasione prendendo la palla al balzo. Ricordo un bar di Cesenatico una spremuta 3500 lire, l’anno dopo 3 euro…

  • icecube:

    Caro amico,
    io più che buttarla sulla Bibbia la butterei sugli attributi che gli Italiani dimostrano di non avere, qui per illudersi che aumentino i stipendi si va incolonnati alle menifestazioni, ed i lupi che se la ridono, contano quanti agnelli toccano per ognuno, mentre all’estero (sarà perché sono meno santi…) li vanno a prendere sui scranni e li buttano giù.

    Per cui, piuttosto che leggere dove ti insegnano a perdonare, esci dalla parrocchia e vattelo a cercare un libro buono, con pazienza lo trovi, ma non mettercene molta! che di tempo non ce né rimasto molto.

  • luca martinelli:

    Ci sono diverse spiegazioni riguardo alla perdita di potere d’acquisto per noi italici. Quella che ritengo piu’ convincente recita che l’Italia non avesse i conti in ordine per entrare nell’Euro. Il massone Prodi, scodinzolante cagnolino di Goldman Sachs, li ha truccati per partecipare alla nuova moneta. Naturalmente nei 5 anni successivi il mercato ha sistemato tutto, imponendoci una svalutazione del 100%. naturalmente i nostri politicanti hanno sempre smentito, ma quanto affermo è avvalorato dal modo piu’ preciso per misurare l’inflazione: il differenziale del prezzo dell’oro tra il 2002 e il 2007. In 5 anni è raddoppiato, il che significa il 20% di inflazione all’anno. Il resto è solo una conseguenza di questo fatto, anzi una catena di conseguenze fino alla piu’ brutta e pericolosa: ora siamo di fronte alle stesse condizioni che hanno causato il default argentino: moneta troppo forte a fronte di una economia troppo debole. Molti hanno criticato il tasso di cambio scelto al momento della nascita dell’euro, sostenendo che avremmo dovuto cambiare alla pari. Costoro non tengono conto del fatto che quando si stabilirono i tassi di cambio si valutarono diversi fattori e noi non eravamo favoriti. I tedeschi hanno potuto cambiare uno a uno, ma loro potevano. Chi guadagnava 4000 marchi ha portato a casa 4000 euro. Noi non potevamo, anzi avremmo dovuto cambiare uno a tre, ma la popolazione non avrebbe tollerato: immaginate uno stipendio di 330 euro percepito da chi guadagnava 1 milione al mese. Comunque credo che questa semplice considerazione sia solo un particolare. La sostanza sta nella non sovranita’, nei politici inetti e corrotti e in fondo nel nostro stesso collettivo. saluti a tutti

  • luc de clapiers:

    luca la colpa del lavoro ”non piu’ fisso” e’ dovuto al fatto che per 15 anni si e’ inneggiato alla precarieta’, all’osannare che il cambio continuo del lavoro e’ bello!!! ora e’ arrivato il momento dei conti. forse era meglio quando si diceva era peggio!
    te lo dice un imprenditore. la mia azienda va bene perche’ posso contare sulla lealta’ dei collaboratori e soprattutto dal fatto che essi collaborano come da piu’ di 16 anni, senza mai cambio.
    loro sanno e io con loro quali sono le esigenze della clientela che infondo e’ quella che cont….altrimenti il prodotto a chi lovendiamo? poche cose come vedi ma importanti- altro che precarieta e turn over o cavolate simili, raccontate dai new manager che vanno in giro con i pc portatili e tanti diagrammi e istogrammi.

  • Paolo:

    Con il cambio un euro/ mille lire, che e` nei fatti ,si sta` pagando un IVA due volte
    Se prima spendendo 10.000 lire pagavi 2000 lire di IVA (un euro) ora con 10 euro di spesa lasci due euro di IVA
    E qualcuno pensa che lo stato avrebbe mai tutelato il cittadino da questa truffa ?

  • carli mg:

    Signor Martinelli, sono d’accordo con Lei su tutto ciò che dice a proposito di Prodi etc, Le voglio solo far notare – a lei così come a tutti i lettori – che anche in Germania uno stipendio di 4000 marchi si è trasformato in 2000 euro, esattamente come in Italia. Ed il costo della vita è raddoppiato. Un cappuccino qui costava già nel 2001 3 marchi e nel 2002 sono diventati 3 euro. Faccio inoltre notare che il suo esempio di 4000 marchi è piuttosto utopistico, dato che uno stipendio medio era al massimo 2000 marchi, trasformatosi ora in 1000 euro. Quindi il gioco dei vari Prodi non era solo un gioco per l’Italia, ma in tutta l’europa è avvenuto qualcosa di simile.

  • Ezio:

    Repetita iuvant: Scusate se ripeto alcune cose già dette ma lo scritto del sig. Bottaro me lo impone. Sono un pensionato che ha trascorso i 25 anni migliori della sua vita presso una nota azienda eporediese distrutta per motivi politici/economici (concorrenza con altre ditte americane)da un famoso imprenditore distruttore con il pieno appoggio della triplice sindacale. Mi limito a dire che quando TUTTI i tecnici elettronici,me compreso, sono stati liquidati, TUTTI i sindacalisti della triplice hanno contunuato a sopravvivere nell’azienda fino al fallimento della stessa.
    In via privata, se può interessarvi, posso fornire una serie di fatti inerenti al modo usato per la distruzione dell’azienda scaricando la colpa sugli ignari dipendenti.
    Per quanto riguarda il problema della crisi economica in atto esprimo il mio parere personale. In economia esiste un principio fondamentale e cioè : l’operaio che produce un qualsiasi prodotto a fine giornata ha creato una ricchezza; un amministrativo qualunque a fine giornata ha creato un costo. Bene, abbiamo bisogno anche degli amministrativi, vedi amministratori privati, pubblici ecc. ma quando il loro numero supera la necessità effettiva casca l’asino e questo è il punto a cui siamo arrivati, in italia quanti sono questi personaggi che costano ma che non producono ricchezza alcuna ?
    Ancora una nota (le cifre esatte non le rammento)ma come ordine di idee se in italia un dipendente percepisce 1000 euro al mese, il datore di lavoro ne deve sborsare circa 1900 (tasse e contributi vari, in Francia, sempre per lo stesso stipendio netto, il lordo non supera (o superava nel passato) i 1500 euro. Se a tutto questo si aggiunge la truffa dell’euro tanto lodato dal sig. prodi il quadro si completa.

  • gabry:

    Il sindacato come la classe dirigente sinistroide in questi ultimi 20 anni hanno sempre fatto i propri interessi, meglio ancora degli industriali e le banche, mai fatto l’interesse della patria ma delle loro tasche, ricordo che il loro compenso è stato convertito nel modo giusto cioè i 15 milioni di lire mensili percepiti sono diventati 15.000 euro. mentre il popolo qualche anno prima grazie a craxi tutti sono rimasti senza la scala mobile, poi è arrivato il mortadella che più bel regalo non ci poteva fare inchiappettando tutti gli italiani con l’euro e adesso abbiamo anche il coraggio di fare i puritani perché il sig. B si scopa le minorenni questo non vuol dire che io sia d’accordo con il suo comportamento, il fatto però stupisce in quanto la scopata è ancora da stabilire se sia stata fatta o meno, mentre il calo del potere d’acquisto avendo adottato l’euro è molto molto palpabile. Per finire io dico la sinistra non si era proclamata paladina per la difesa dei lavoratori, essendo stata ” risparmiata ” nel periodo di tangentopoli mentre la DC ed il PSI venivano azzerati, non è che sia stata risparmiata perché altrimenti lo stato italiano rimaneva senza un governo !!!!! non sarebbe stato forse molto meglio azzerare tutto a suo tempo ??
    buona notte

  • tonky:

    Era proprio lo stato che aprofitò per primo. Mi ricordo che una giocata di lotto che costava 1000 lire, al passagio al euro era subito convertita in 1€. Ma subito dal primo giorno del euro.

  • Il più grande ladro dell’Italia è stato la FIAT che pur avendo delle risorse economiche eccellentissime, ha avuto il coragio di avere dallo stato e quindi da noi degli incentivi facendo capire che i bilanci erano in rosso. Questo continua a farlo oggi, a metà anno le cose vanno a gonfie vele, alla chiusura i conti non tornano più e minaccia lo stato. Quello che non hanno voluto capite i nostri governanti che la FIAT i capitali attivi li porta all’estero costruendo li catene di montagio fabriche per pezzi di auto ecc. , con i soli dati dai nostri governati.
    Un piccolo datore di lavoro che vuole assumere un operaio è costretto a sborsare 18 mensilità più deve dare allo stato 80% della retribuzione. Perchè 18 mensilità:-
    sono 13 le mensilità+ fine rapporto,ferie, il consulente, sostituire l’operaio nelle ferie, malattia, e se è una donna con la maternità non so dove arriviamo se la devo sostituire. Non solo ti togliamo un accattone dalla strada ti troviamo un contribuente che paga le tasse e per giunta abbiamo degli oneri da capogiro. Il piccolo datore di lavoro o ti lascia in mezzo alla strada questo disoccupato, oppure agisce a nero. Questi sono i nostri governanti, poi c’è il sindacata, ma per loro ci vuole un libro.

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