Il mondo è strano. Anzi, è normale, la sua superficie liscia e triviale come l’olio. E se ogni tanto sulla sua sua superficie compare qualche macchia o uno strappo, subito viene emendata. Ecco una parabola che lo dimostra.
Nei giorni scorsi su Google Earth qualcuno – non uno sprovveduto: un ingegnere aerospaziale – nota qualcosa di strano in prossimità delle Canarie: una griglia grande come il Galles che assomiglia a una gigantesca città (la potete vedere alle coordinate 31° 15′ 15.53″N e 24° 15′ 30.53″W). Subito su internet e sui giornali si sparge la notizia del ritrovamento di Atlantide, che, secondo il mito di Platone, doveva trovarsi proprio da quelle parti, “Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d’Ercole”.
Ma il mondo è strano, anzi no, è del tutto normale, e subito veniamo “riportati alla realtà”: proprio come quando un bambino si accorge che non gliel’hanno raccontata giusta e i genitori si affrettano a negare anche contro ogni evidenza, Google diffonde un comunicato in cui precisa che si tratta di un effetto ottico (proprio come – ricordate? – quando l’aeronautica statunitense si affrettò a giustificare che la scia verticale avvistata al largo della California non era un missile ma un aereo: “effetto ottico”).
Subito sui media parte l’operazione-smentita. Il puntuale Attivissimo sottolinea che si tratta di una vecchia bufala – o meglio, qualche altro bambino impiccione aveva già ficcato il naso dove non doveva – e invita a non comprare più i giornali. Forse intimorita dalla scomunica, Repubblica addirittura ‘spubblica’ l’annuncio dal suo sito, ancora visibile nei risultati di Google .
L’universo, come ce lo stanno raccontando da tre-quattro secoli, è salvo. E che Platone e tutta la sua ciurma di cospirazionisti e contattisti, si fottano. “Così, nel proprio corso, il mondo corregge se stesso e serba l’equilibrio” diceva Kafka nel Castello.
Ora, ovviamente non abbiamo la possibilità di sapere cosa fosse quell’immagine, e se fosse qualcosa: le rovine di Atlantide, un effetto ottico o, come sosterrebbe Attivissimo, “le chiappe di Belen Rodriguez”. Quel che però il Disinformatico omette di considerare è che questa volta non si tratta di un’immagine ingrandita a dismisura come nei casi precedenti, visto che accanto alla ‘griglia’ si distinguono molto nitidamente i rilievi del fondale. Ma il punto è un altro.
Di bufale certamente la rete è piena, ma quello che ci dovrebbe far riflettere, infatti, è che ogni volta che viene scoperto qualcosa di sufficientemente clamoroso da sfiorare i media ufficiali, come nel caso del presunto UFO sulla spianata delle Moschee, subito arriva la correzione di tiro, che ci riporta, ancora una volta, “alla realtà”. Ma cos’è, alla fine, questa “realtà”?
Il fatto è che anche quando vediamo Atlantide, subito interviene lo speaker ufficiale a precisare che, per un particolare effetto ottico, non è Atlantide quello che stiamo vedendo, ma le chiappe di Belen Rodriguez.





























se lo dice poi il bufaliere per eccellenza Attivissimo, c’è solo da sperare che dopo non passi anche un gatto nero.
cmq notizia di almeno 3 anni fa.
Ci sono linee anche al largo della Norvegia. E’ abbastanza facile trovarle
E’ vero, si tratta di una notizia assai vecchia. Perchè mai questo ingegnere aerospaziale si appropria di una scoperta vecchia di tre anni, e non fatta da lui? Come se non ci fosse il web per effettuare una verifica…E perchè i giornali sono a tal punto imbelli e senza memoria, da ri-pubblicarla come se fosse una news? Ovviamente, quest’ultima è una domanda retorica.
l’oggetto dell’articolo è la censura di Google
L’oggetto dell’articolo è la scoperta di una probabile città antidiluviana…La successiva censura è stata in seguito applicata da tutti, mi pare.
Trovo, in ogni caso molto, più grave la censura, e la cernita delle notizie, operata dai giornali (nell’articolo si fa riferimento a Repubblica), che almeno qui in Italia hanno ancora il monopolio sulle menti-dementi.