Le liberalizzazioni sono la svendita del patrimonio comune per favorire gli interessi dei poteri che hanno coptato i politici al governo. (ndr)
http://www.movisol.org/11news026.htm
12 febbraio 2011 (MoviSol) – Sotto la spinta di una serie interminabile di scandali, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso che sarebbe ora cambiare argomento e affrontare “i problemi del paese”. Così ha annunciato un nuovo piano per la crescita, incentrato sulle liberalizzazioni di vari settori economici, a partire da cambiamenti alla Costituzione stessa. Obiettivo: liberarci dalle troppe regole che impediscono all’Italia di spiccare il volo. La risposta del Pd di Pierluigi Bersani non si è fatta attendere: ma quali liberalizzazioni? Quelle vere le ho fatte io, e adesso ne propongo ancora di più. Insomma, si è innescata una gara a chi può essere più liberista, tutto a favore della “crescita” economica.
La realtà però, e che questa gara favorisce soltanto gli interessi politico-finanziari di Bruxelles e la City di Londra, ed i loro promotori in Italia. Come abbiamo scritto dopo la spaccatura della maggioranza nello scorso autunno, lo scontro politico italiano fa parte di uno scenario disegnato ad alto livello e evidente a chiunque volesse alzare lo sguardo dal palude degli scontri quotidiani: la creazione di un esecutivo di emergenza che potrà attuare un programma di feroce austerità sul modello dei piani annunciati e lanciati in Grecia, Irlanda, Gran Bretagna e Francia. I mercati finanziari richiedono lacrime e sangue, altrimenti gli attacchi speculativi ai titoli di stato riprenderanno in qualsiasi momento, con una moneta unica che si avvia verso la propria fine. Così i cittadini devono sottostare ad una nuova ondata di salvataggi per chi ha speculato, i veri destinatari dei programmi di stabilizzazione a livello europeo.
Insieme ai tagli serviranno le famose “riforme strutturali” che tradotte in termini reali porteranno ad ulteriori privatizzazioni e liberalizzazioni, annullando le tutele dei cittadini di fronte agli interessi speculativi. Montezemolo potrà garantirsi i profitti dell’alta velocità, come i Benetton si sono presi quelli delle autostrade. Seguono le municipalizzate, l’acqua, l’energia e tutto il resto, alcuni già avviati negli ultimi anni. Come insegnano Gran Bretagna e Stati Uniti, la deregulation è la precondizione per il saccheggio da parte degli interessi privati, non per l’efficienza, che viene invece realizzata con investimenti in infrastrutture e alta tecnologia.
Finora il Governo Berlusconi è stato poco affidabile nell’attuare il programma liberista richiesto, anche a causa di un Ministro dell’Economia che, pur imponendo una linea di rigore per quanto riguardano i conti pubblici, cerca in continuazione modi di ricostruire l’economia reale attraverso i progetti infrastrutturali e la richiesta di una riforma internazionale che separi le attività reali da quelle speculative; infatti Tremonti ha contrastato subito il nuovo piano di Berlusconi, provocando l’ira del suo vero promotore, Giuliano Ferrara.
Ora Berlusconi e Bersani sembrano aver deciso di accontentare i bankers in anticipo, per evitare a loro di doversi sporcare le mani manipolando il quadro politico italiano. Vogliono l’accelerata liberista? Gliela diamo noi, così facciamo vedere quanto siamo bravi e magari riusciamo a tenere/ottenere le posizioni di potere.
Mentre negli Stati Uniti la Commissione di Inchiesta sulla Crisi Finanziaria (FCIC) guidata da Phil Angelides ha pubblicato un rapporto di importanza fondamentale, indicando l’abrogazione di Glass-Steagall (la separazione tra banche commerciali e banche d’affari) e la deregulation in generale come le cause del crollo economico-finanziario di questi anni, in Italia si vuole abbracciare la malattia, piuttosto che curarla. I bankers se la ridono veramente.
Per aiutare a contrastare la follia di chi crede che le liberalizzazioni siano la fonte della crescita economica (tesi che sembra ormai scritta nel DNA dell’establishment economico, nonostante la sua dimostrata fallacia) MoviSol ripropone la lettura dell’eccellente studio di Claudio Giudici del 2008 sul tema delle privatizzazioni e liberalizzazioni in Italia, mostrando come la scossa data all’economia italiana negli anni Novanta iniziata con i governi Amato e Ciampi (tanto invocati da alcuni personaggi in questi giorni) in realtà ha inferto un colpo durissimo al tessuto industriale e alla sovranità del paese. Vogliamo davvero ripetere questa esperienza, per paura di inimicarsi i poteri forti a livello internazionale?





























Io distinguerei una deregulation che favorisce il capitale speculativo e predatorio e una “deregulation” che intende invece rimuovere gli ostacoli all’espressione di una autentica liberta’ di impresa (principalmente medio-piccola) che risulta grandemente mortificata da noi ancor di piu’ da una regolamentazione ipertrofica. Quando Reagan lancio’ la deregulation molti furono ingannati pensando ad una liberalizzazione del secondo tipo mentre si e’ rivelata nella sua gestione sostanzialmente del primo tipo cioe’ a favore della speculazione selvaggia che privatizza i profitti e socializza le perdite. Resto in attesa di capire dai provvedimenti effettivi che il governo emanera’, se ci riuscira’, se siamo di fronte ad intenzioni buone o cattive. Sospendo il giudizio anche perche’ esistono dichiarazioni del duo Berlusconi-Tremonti che fanno pensare ad intenzioni sostanzialmente positive tendenti a favorire una vera liberta’ di impresa.
penso che se non tutti ma la maggior parte di cei che vogliono sapere e si informano,e vanno a cercare un mezzo di informazzione cosi audace come questo(grazie di essistere STAMPA LIBERA)-una volta sadisfatta la curiozita,sbolitta l’indignazzione,e ingoiatte le ingiurie che non sapevi neanche fossi capace di pronunciare-si domandano, e ora io che devo fare ?che posso fare? sià chiaro non mi sento impotente,mà da solo è dificilie quasi un utopia perciò
gente che dobbiamo fare?perchè qualcosa si deve pur fare!
Caro Aaron, credo che fra non molto riusciremo a produrre un sito più utile. Qui saranno elencati dei punti fermi che aiuteranno tutti nelle loro ricerche. Potremo finalmente dare sostanza alla nostra necessità di agire.
Ha proposito di privatizzazioni, per far cassa i politici stanno svendendo proprio tutto il paese il che diventeremo presto stranieri in casa nostra. Leggevo proprio qualche giorno fa un articolo su un quotidiano che un magnate arabo avrebbe chiesto una proroga di due mesi, ai termini delle privatizzazioni delle terme di Salsomaggiore e Tabiano con tre alberghi annessi, in attesa di preparare e perfezionare l’offerta, quindi il sindaco del paese sicuramente inizierà l’iter, per dare l’opportunità alla società di Jedda in Arabia Saudita di impossessarsi e mettere le mani su uno dei centri termali più importanti d’Italia, fra qualche anno o anche meno, grazie alla teste vuote dei politici attuali, diverremo una vera e propria colonia araba.
LO STATO E’ IL MOSTRO. Un proverbio svedese dice che se ognuno pulisse davanti alla propia casa l’intera città sarebbe pulita … non ci serve uno stato che ci dica cosa fare ma una società organica dove ognuno svolga responsabilmente e spontaneamente il proprio ruolo senza più padroni e schiavi, senza più primi e ultimi della classe. Se continuiamo a ragionare sulle attuali regole che governano la nostra attuale società non ne usciremo fuori. DOBBIAMO TROVARE L’EQUILIBRIO TRA LO SPIRITO (AMORE-ALTRUISMO) E LA MATERIA (DENARO-EGOISMO) in altre parole dobbiamo evolvere … una semplice rivoluzione non serve!
@CRISTIANO67,
le tue parole SONO di buon senso e per questo condivisibili; guarda che più che un’ evoluzione vera e propria basterebbe SOLO un pò di EDUCAZIONE e SENSO CIVICO in più, vuoi un esempio concreto fatti un giretto nei paesi nordici europei o nella confinante AUSTRIA o se ti piace la cioccolata la vicina SVIZZERA e quello che auspichi tu è già una realtà da decenni !!!???
Chiediti invece il perchè in tantissime CITTA’ e REGIONI da NOI così NON E’, in particolare ed è sotto gli occhi di tutti nel nostro disastrato(quasi tutto) CENTRO-SUD; NON credo sia un discorso razzista e fazioso(abito in NORD-EST) affermarlo molto serenamente, è invece un educato e fermo invito ad un’ assunzione di responsabilità prima individuale e poi collettiva per migliorarsi e far emergere finalmente la propria DIGNITA’ di veri CITTADINI con DIRITTI SI’ ma anche con dei DOVERI !!!???
caro cristiano 67
non devo arrivare in svezia a pescare proverbi-a casa mia si dice
che l’uomo santifica il posto,mà hai raggine una semplice rivoluzione non basta-ci vuole una evoluzione spirituale,mà per questa ci vuole di piu,e nell fratempo sono altri meno evoluti
spiritualmrnte che fanno le leggi,enon credo che bastino le
pregniere o le meditazioni .
grazie lino bottaro
Lino, lo so che il nostro veneto contiene molti proverbi “illuminanti” ma quello che ho citato mi sembrava più adatto al concetto che volevo esprimere: se ognuno fa la sua parte non serve uno stato … lo so che è una utopia ma ciò non toglie che ci si debba almeno provare. Quello che intendo io non è basato su preghiere o meditazioni (non sono all’altezza di parlare di tali argomenti) ma sul semplice fatto che un lavoro di squadra è meglio di un lavoro individuale (o meglio non reputo giusto che poche persone si avvantaggino del lavoro di miliardi di schiavi).
Purtroppo però non ci si può staccare da quello in cui credono le persone: se continuiamo a credere nel materialismo (compreso quello scientifico)e nell’apparenza (TV) tutte le riforme che verranno fatte non faranno altro che dare un nome nuovo ai padroni e agli schiavi. Sdei: sono stato nei paesi da te indicati e ti assicuro che la differenza che c’è tra i loro stati e il nostro e che là quando sbagli paghi sicuramente qui solo se hai sfiga … non sono migliori di noi solo più controllati infatti guarda come si scatenano quando vanno in ferie in posti dove possono fare di tutto (turismo sessuale compreso). Leggendo il libro Evoluzione Spontanea di B. Lipton mi sono reso ancora più conto che è ciò che noi crediamo che condiziona il nostro modo di vivere che ora è in mano al razionale materialismo che, anche se è vero che ci ha salvati dal “cieco” monoteismo, non mi sembra abbia però creato un mondo migliore. Concordo con te prima il dovere e poi il piacere però sai che bello un mondo dove ognuno facesse con piacere il proprio dovere. Sono un sognatore ma solo i sogni sanno volare oltre le gabbie mentali in cui ci hanno rinchiuso per essere schiavi che si credono liberi … e poi per fortuna i sogni sono ancora gratis.
non per fare polemica,mà pulire davanti alla nostra casa e un segno si di civilità,problema almeno dal mio punto-visto che parliamo di finanze+è quanto mi costa queata casa-sempre che me la posso permettereo riesca pa mettermi il cappio al collo con un finanziamento “avvantaggioso”