“NO AL GAS DI PUTIN”:
“REPUBBLICA” DIFENDE I MILIONI DELL’INGEGNERE
di Fausto Carioti dal quotidiano Libero

Dietro gli attacchi agli investimenti di Eni e Enel il timore che il governo riveda gli incentivi verdi alla Sorgenia di De Benedetti.
Scrive Repubblica che l’Italia ha un problema: “Tra gas russo e nucleare rischia di avere più energia del necessario”. Che è come dire che siete nei guai perché il prossimo anno “rischiate” di guadagnare più soldi di quanti ve ne serviranno: sai che disgrazia. Però siccome il quotidiano che ha lanciato l’allarme fa capo a Carlo De Benedetti, iperattivo – tramite il gruppo Sorgenia, controllato al 65% dalla Cir – nella produzione di energia, è il caso di non liquidarlo come una sparata politica, motivata solo dal fatto che il gas russo in Italia è voluto da Silvio Berlusconi (che pure si è mosso lungo la strada tracciata da Romano Prodi) e che il nucleare non piace ai repubblicones, eco-compatibili per definizione. C’è di più. Per capire la vicenda occorre parlare anche di soldi. Sedici milioni di euro, per iniziare: quanti ne ha incassati Sorgenia nel 2009 grazie a incentivi che non hanno uguali in Europa, erogati dallo Stato per premiare chi produce energia con le fonti rinnovabili. Quelle in cui De Benedetti si sta specializzando.
La situazione energetica italiana è tristemente nota e si può riassumere in un numero: 15%. E’ la quota di elettricità che ogni anno siamo costretti a comprare dai paesi confinanti, come Francia e Slovenia. Fosse davvero concreto il pericolo paventato da Repubblica, quello di trovarci con più energia a disposizione di quanta ce ne serve, vorrebbe dire che dopo decenni passati con i conti energetici in rosso, chiuderemmo il saldo in attivo. E siccome i consumi elettrici pro-capite aumentano ogni anno (vivaiddio, sono un indicatore del benessere), avremmo un po’ di margine da rosicchiare. E poi, in un mondo sempre più energivoro, l’elettricità si puo’ vendere a chi serve, come fanno i nostri vicini con noi. Infine l’abbecedario dell’economia insegna che un surplus di produzione è destinato a tradursi in un abbassamento dei costi del chilowattora, ovvero in bollette più leggere. Dove sta il problema, allora?
Forse nelle prospettive del gruppo Sorgenia. Che, come si legge nell’ultimo bilancio, durante il 2009 ha visto accordarsi dal Gestore dei servizi energetici 85.678 certificati verdi per la produzione da fonte idroelettrica ed eolica. I certificati verdi sono lo strumento attraverso il quale lo Stato finanzia, al di fuori dei normali meccanismi di mercato, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Questi titoli, nel 2009, potevano essere scambiati ad un prezzo massimo di 112,82 euro, o dati indietro allo stesso Gse in cambio di 88,91 euro. In poche parole ognuno di essi valeva, secondo un calcolo prudenziale, 100 euro. Il che equivale a un ricavo per il gruppo De Benedetti pari a 8,6 milioni di euro.
Cifre alle quali bisogna aggiungere i soldi ottenuti vendendo l’elettricità generata dalle centrali fotovoltaiche di Sorgenia, che nel 2009 è stata pari a 17,1 gigawattora. In questo caso il Gse, tramite il Conto Energia, paga al produttore una “tariffa incentivante” che, in media, è di 0,44 al chilowattora. Grazie a questo meccanismo, anch’esso sottratto alle normali regole di mercato, lo scorso anno il gruppo dell’ingegnere ha fatturato 7,5 milioni di euro. E ancora di più conta di ricavare in futuro: Sorgenia, che già oggi nei documenti per gli investitori si definisce “number one private operator in the solar business”, nel giro di pochi anni intende portare la potenza dei propri impianti fotovoltaici dagli attuali 13 megawatt a 50 megawatt. L’obiettivo, dunque, è quadruplicare il giro d’affari.
Sommando quanto ricavato dall’energia eolica, dall’idroelettrico e dal solare si arriva a 16,1 milioni di euro. E siccome il margine operativo lordo apportato da queste tre aree di business al gruppo Sorgenia è stato pari a 16,6 milioni, si può dire che alla generosa normativa italiana sulle energie rinnovabili De Benedetti deve davvero tanto.
Rincari del 20%
Il problema (per l’Ingegnere) è che le sovvenzioni italiane sono nel mirino proprio per la loro eccessiva generosità. Nell’indagine conoscitiva presentata due mesi fa in Senato dall’Authority per l’Energia si legge che “l’incentivazione del fotovoltaico in Italia è oggi una delle più profittevoli al mondo”. Tanto che Alessandro Ortis, presidente dell’Authority, ha chiesto a Governo e Parlamento “una revisione della durata e del livello delle incentivazioni, con particolare attenzione al solare fotovoltaico, e una correzione dei malfunzionamenti del mercato dei certificati verdi”. Già oggi, ha denunciato Ortis, “il costo sopportato dai consumatori per il raggiungimento degli obiettivi è superiore a quello necessario”, anche perché “l’incentivo medio risulta pari a circa il doppio del valore dell’energia prodotta”. Senza interventi, ha avvisato, “c’è il forte rischio di un aumento delle bollette fino a oltre il 20%, da qui al 2020”.
In Spagna e Francia, davanti a una situazione analoga, i governi hanno congelato gli incentivi alle rinnovabili. Il primo ministro francese, François Fillon, ha spiegato (lo ricordava qualche giorno fa il blog economico del Foglio) che lo sviluppo del solare in Francia è stato “nettamente più rapido del previsto e ciò ha un costo per la collettività e per il consumatore finale di elettricità, dato che si basa su di una tariffa di acquisto molto favorevole per i produttori”. Va da sé che quello che per i consumatori è un ulteriore aggravio della bolletta, per De Benedetti e colleghi è un maggior profitto, da difendere con le unghie e con i denti.
Se un simile sistema è ritenuto insostenibile adesso, figuriamoci cosa accadrebbe se il gas russo portato da Eni e le centrali nucleari che intende costruire Enel girassero davvero a pieno regime, e se l’Italia dovesse raggiungere l’improbabile obiettivo dell’autosufficienza energetica: a rimetterci sarebbero soprattutto le fonti energetiche meno convenienti, tenute in piedi da prezzi artificiali. Le rinnovabili.
Chi ci guadagna
E allora, ma guarda il caso, da qualche settimana Repubblica ha messo l’allerta ai massimi. Prima dell’allarme lanciato ieri era stato strombazzato il “Manifesto degli imprenditori” contro il nucleare. Un’iniziativa voluta da Kyoto Club, l’associazione che raggruppa le imprese interessate allo sviluppo delle energie rinnovabili. Un documento con cui si chiede al Governo di rinunciare al ritorno all’atomo e varare “un nuovo quadro normativo che sostenga adeguatamente la green economy e le produzioni sostenibili”. Insomma, una richiesta esplicita di aumentare le sovvenzioni di cui gode il settore, che come visto è già tra i più assistiti al mondo.
Tra i firmatari dell’appello ci sono quasi tutti gli imprenditori italiani impegnati nel business del fotovoltaico e nelle altre rinnovabili. Gli unici, manco a dirlo, che avrebbero tutto da guadagnare dal persistere dell’andazzo attuale. Un andazzo disastroso per famiglie e imprese, che oggi pagano bollette elettriche più care del 25% rispetto alla media europea, ma molto profittevole per chi – come l’editore di Repubblica – ha capito che pannelli fotovoltaici e pale mosse dal vento possono essere galline dalle uova d’oro.





























più che Repubblica difende i milioni dell’ingegnere, forse è il caso di scrivere, l’ingegnere difendde i suoi milioni col suo giornale Repubblica.
L’ingegnere l’ho conosciuto quando ha distrutto deliberatamente la “Olivetti” di Ivrea, io ero un povero piccolo tecnico elettronico presso l’ufficio progetti della medesima e grazie al suo intervento dopo 25 anni di onorato servizio (modestia a parte, ho anche avuto un elogio scritto da un alto dirigente della medesima per un mio lavoro, sempre prima dell’arrivo del sinistro individuo, sinistro in tutti i sensi) mi sono trovato a fare il postino per sostenere la famiglia, con il massimo rispetto per questi lavoratori. Personalmente non gli auguro niente di male ma spero solo che il Padreterno provveda a sistemare tale individuo per il male che fa ripetutamente a tutta la gente normale e di cui si crede il padrone assoluto. Proverbio popolare : Dio paga tardi ma con tutti gli interessi!
E se ci pensassimo noi, invece di aspettare il Padreterno che, bontà sua, ma sembra sempre perlomeno distratto ?
Ci aggiungerei anche Prodi ( col quale il nostro ha in comune molto più della somiglianza fisica ed espressiva che “se li sputi li profumi” ) … un bel trapasso dantesco, a prendrelo in culo da una massa di diavoloni neri incazzosi, superdotati ed eccitatissimi.
Intanto perchè non aiutare il buon Dio ad anticipare di un ciccino il trapasso ?
Ottimo art.
Imbarazzante quindi vedere SORGENIA, (meno del 3,7 % di energia da fonti “pulite
http://associazioneomilos.wordpress.com/2010/09/22/sorgenia-lenergia-sensibile/
Ancor più sapere che LEGAMBIENTE è correlata.
Basta il titolo di questo art.:
“VADO: LA CENTRALE DI DE BENEDETTI CONTINUERA’ A PRODURRE CANCRO!
Leggo al riguardo un art. della Sig.ra. BRIUGLIA da cui estraggo:
Così anche “LEGAMBIENTE”, mentre a Genova e alla Spezia promuove una battaglia di dismissione perché il carbone “nuoce gravemente alla salute”, a Savona, a Vado e in Val Bormida ritiene che il carbone possa essere addirittura ben tollerato!
“Le EMISSIONI di CO2 sono l’unico inquinante che Legambiente ligure si degna di considerare..
..Quando poi apprendiamo che Legambiente è SOCIO AZIONARIO di Sorgenia, la finanziaria del gruppo De Benedetti che controlla a sua volta Tirreno Power proprietaria della centrale di Vado, si può comprendere anche il suo ruolo di MALCELATA SUDDITANZA.
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Considerate le grandi “BATTAGLIE” di LEGAMBIENTE contro il “nucleare”, vorrei sottolinearne un aspetto “RACCAPRICCIANTE“.
LEGGO: “..un articolo comparso su Scientific American “una centrale a carbone disperde nell’ambiente 100 VOLTE PIU’ RADIAZIONI di una centrale nucleare che produca la stessa quantità di energia”. Ecc.ecc.
SORPRESA!: Chi scrive della pericolosità radiologica è “Il portale di Kyoto Club e LEGAMBIENTE…”
Qui i link per quanto sopra e altre due righe :
http://www.pieroiannelli.com/?p=8
Cordialmente.
PIERO IANNELLI
Condivido con quanto afferma Mondart compreso Prodi e company, i “sinistri” sono solo servi del padrone in senso dispregiativo e basta. Per quanto riguarda l’energia del futuro leggete l’articolo “Fusione nucleare fredda, a Bologna ci sono riusciti!”, personalmente, in base a notizie sicure, i ricercatori milanesi ci sono riusciti ancora prima, il punto è che non costa quasi nulla e questo la rende indigeribile per i vari debenedetti e C. che comandano questo paese di cioccolata( su Internet ci sono parecchie documentazioni scientifiche in merito, vedi XMX, Disinformazione ecc.) basta leggere per capire.
Sulla fusione fredda esistono dei scienziati italiani morti dopo aver parlato della validità del sperimento.
http://www.youtube.com/watch?v=yINDe8OqG0g
Articolo pieno di imprecisioni:
1) in media 0,44 euro/kwh e’ falso. Le tariffe per sistemi a terra (quelli di Sorgenia) erano 0,34/kwh nel 2010.
2) Sorgenia e’ un pesce piccolissimo in questo mercato, i grandi player sono fondi di investimento (US, Germania, Israele, etc.) e utility straniere
3) La Francia ha congelato incentivi per impianti futuri
4) La Spagna ha introdotto una retroattivita’ che la UE ha dichiarato illegale (cosi come quella della Rep. Ceca)
Inoltre, considerate che nel 2011 la Germania paghera’ il kwh solare FV a 0,22 Euro/kwh (comprensivo di incentivo e valore energia), nonostante la minore quantita’ annuale di solo……..Cio’ dimostra che la Grid Parity (non necessita’ sussidi) e’ sicuramente piu’ prossima (1-2 anni in Italia) che qualsiasi illusione nucleare.
@PAOLO.
Grazie a queste solari-corbellerie.
Ci ritroviamo nel baratro economico e sociale.
Partendo dall’estrema destra, TEODORO BUONTEMPO:
-A GENNAIO 2012 FOTOVOLTAICO SU TETTI EDIFICI ATER DI ROMA-
“84mila quadri da coprire con pannelli per far RISPARMIARE soldi sulle BOLLETTE..”
FONTE: http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:WiSZW8xxovoJ:ilcorrierelaziale.it/tags/news/casa-fotovoltaico-sui-tetti-degli-edifici-ater+BUONTEMPO+FOTOVOLTAICO+BOLLETTE&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-a&source=www.google.it
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Per riflettere e comprendere questa “FOLLIA” bastano i titoli di alcuni giornali:
ECCO LA GREEN-ECONOMY negli USA.
USA Circa 90 miliardi di dollari finalizzati a stimolare la generazione di posti di lavoro, solare e eolico, 224.500 posti di lavoro (in due anni) contro i 5 MILINI PREVISTI nel medio termine. (16/12/2010).
http://www.ecoo.it/articolo/energie-rinnovabili-i-lavori-green-non-aumentano-come-previsto/9823/
90 MILIARDI non bastano? : Rinnovabili.it: USA, dalla green economy 1,5 mln di posti di lavoro Clean Air Act, le regole anti-inquinamento dell’EPA porteranno alla creazione di 1,5 milioni di posti di lavoro.
FONTE:http://www.rinnovabili.it/dalla-green-economy-15-mln-di-posti-di-lavoro801737
In Italia LEGAMBIENTE prova a convincerci : L’energia solare costerà come un caffè e un cornetto: euro 1,70 in bolletta dal 2011
Ma la verità è altra. Rinnovabili, Ortis: in 2011 “stangata” in bolletta da 5,7 mld
FONTE: http://it.finance.yahoo.com/notizie/Rinnovabili-Ortis-2011-reuters_ids-190856464.html?x=0
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Ma complessivamente ”PAGHEREMO” 88 MILIARDI DI EURO, rendendo le bollette molto più care rispetto all’attuale.
FONTE: http://www.ecoo.it/articolo/energia-solare-il-fotovoltaico-italiano-fa-lievitare-le-tasse/11545/
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1”–”La nuova bolla spagnola? Il fotovoltaico”..La corsa della Spagna alle fonti rinnovabili, a causa dei generosi incentivi, è stata troppo veloce e, soprattutto, troppo sostenuta artificiosamente..
FONTE:http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-06-02/nuova-bolla-spagnola-fotovoltaico-080900.shtml?uuid=AYgxCGvB
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2”– (“Energia pulita, quanto ci costi”: Der Spiegel e le fonti rinnovabili “a caro prezzo”)
Germania: “..il prezzo dell’energia elettrica nei prossimi 25 anni risulterà quasi quadruplicato, poiché “alla produzione un Kwh verrà a costare 23,5 centesimi, mentre il prezzo attuale è di 6,5 centesimi”.. conseguenze ancora più DRAMMATICHE per l’OCCUPAZIONE, .. delocalizzare gli impianti dove l’energia è più a buon mercato.. NOI LA PAGHIAMO OLTRE 15 VOLTE TANTO!
FONTE:http://www.blitzquotidiano.it/energia/energia-pulita-fonti-rinnovabili-costi-553959/
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3”( Germania, i costi delle energie rinnovabili fanno fuggire le imprese )
FONTE:http://www.viadalvento.org/estero/germania-i-costi-delle-energie-rinnovabili-fanno-fuggire-le-imprese/
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4” ( Industrie in fuga dalla Germania per il caro bolletta )
Ma noi stiamo peggio.. considerando una recente analisi dell’Autorità per l’energia, le piccole imprese italiane pagano una bolletta più cara delle Pmi tedesche: il costo in Italia di ogni singolo chilowattora (per questa classe di consumatori industriali) è di 28,16 centesimi di euro, contro i 23,47 della Germania e una media europea ancora più bassa, di 19,40 centesimi di euro.
FONTE:
http://energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_137400,00.html
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5”Sottostimati i costi delle energie verdi in UK
Secondo il Daily Mail,,. I costi reali sarebbero il doppio di quanto stimato in precedenza e a farne le spese sarebbero principalmente i consumatori e le grandi imprese energivore costrette a chiudere..
FONTE:http://www.viadalvento.org/estero/sottostimati-i-costi-delle-energie-verdi-in-uk/
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6”Il Sole 24 Ore: da sole e vento lavoro a caro prezzo..i posti di lavoro creati dall’energia rinnovabile, ci costerà davvero cara. Sette volte più cara di quello che i sussidi pubblici possono produrre nel resto dell’industria, cinque volte di più per un nuovo posto nell’economia in generale.
FONTE:http://www.viadalvento.org/occupazione/il-sole-24-ore-da-sole-e-vento-lavoro-a-caro-prezzo/
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7”– Rinnovabili: Ortis, Senza Riforma Peseranno 20% Su Bollette
..arrivano soldi dall’Unione Europea e dal governo” ma ”il grosso sono soldi dei nostri concittadini che arrivano ogni bimestre dalle bollette”. ..Stiamo caricando le bollette con qualcosa come l’8% e se non si aggiusta il meccanismo rischiamo di arrivare al 2020 al 20%”.
FONTE:http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CCYQFjAC&url=http%3A%2F%2Fit.notizie.yahoo.com%2F19%2F20101115%2Ftbs-rinnovabili-ortis-senza-riforma-pese-7e999a9.html&ei=Eu7hTI_MMpa6jAe9u-jIAQ&usg=AFQjCNHJiS-qR1yYsB0Ikx4CbN9_6VA58A&sig2=wlso8RHSjlgHDG32qRTvrg
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“Fotovoltaico, Italia nuovo eldorado se Spagna taglia incentivi” (3 SETTEMBRE 2008)
FONTE:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/09/visti-da-lontano-fotovoltaico-italia-nuovo-eldorado.shtml?uuid=cdbbbb74-79c0-11dd-b5a3-bffbc3349998&DocRulesView=Libero
Passano pochi mesi (17 febbraio 2009) Fotovoltaico: Italia in prima fila, ma i soldi vanno all’estero..
FONTE:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/solare-stranieri-carica.shtml?uuid=3f0e2d46-fce0-11dd-9939-d20bfbbd468e&DocRulesView=Libero&correlato
Passa ancora poco tempo e .. ECCOLI QUI ! (22 novembre 2009)La Spagna muove alla conquista del fotovoltaico in Puglia
FONTE:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/business/italia-spagna-fotovoltaico-puglia.shtml?uuid=981fa562-d76a-11de-9e9a-1c6062842694&DocRulesView=Libero
Ma anche la Germania ringrazia: Nicki Vendola, premiato a Berlino per gli immensi favori fatti all’economia tedesca a spese dei consumatori e del paesaggio italiano con la diffusione di eolico e solare in Puglia
FONTE:http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-puglia/premiato-l%E2%80%99eolico-di-vendola-a-rischio-pero-di-infiltrazioni-mafiose/
Potrei andare avanti a lungo ma sinteticamente e correttamente:
Rinnovabili. Brunetta: Sono ‘PIPPE’ a costi inaccettabili
FONTE:http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&ved=0CB0QFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Feconomia%2Feolico_e__energia_solare__pippe__costi_altissimi%2F13-03-2010%2Farticolo-id%3D429144-page%3D0-comments%3D1&rct=j&q=brunetta%20rinnovabili%20pippe%20a%20costi&ei=PGfsTK7rCcrEswbZwMCeAw&usg=AFQjCNFkxu0vnbPXWVeZkl5YgmwNZG6-WQ&sig2=Cgg5RNFL5KeuR2qjZKEHxQ&cad=rja
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Il fotovoltaico:La più inutile e fraudolenta tecnologia che ingegno umano abbia mai partorito.
FONTE:http://www.ilgiornale.it/interni/se_manifesto_anti_nucleare_nasconde_eco_furbetti/09-12-2010/articolo-id=492343-page=1-comments=1
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12. 12.2010 – The Financial Times: Grave crisi delle industrie americane delle “energie rinnovabili”
FONTE:http://fusione.altervista.org/renewable_energy_jobs_peril.htm
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BENE non entro nel tecnico, con diagrammi e grafici, ma una cosa è certa il fotovoltaico è una “TRUFFA” economica, quindi sociale
( delocalizzazione e DISOCCUPAZIONE) e non di meno ambientale, i pannelli contengono indio e cadmio altamente tossici e di difficile smaltimento.
Ognuno tragga le proprie conclusioni..
Qui i link e ulteriori spiegazioni di cosa ci attende :
http://www.pieroiannelli.com/?p=8
Cordialmente.
PIERO IANNELLI