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Libertà e rispetto
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- Arbitrio: piena facoltà di scelta nel giudicare e nell’operare da parte del soggetto –

- Libero arbitrio: la possibilità propria dell’uomo di fare o non fare qualcosa, “decidendo liberamente” -

Ecco, io credo che l’arbitrio, sia il mistero dei misteri e, la spiegazione sopra riportata dal Devoto-Oli (per dovere di sintesi e del tutto legittima), riduce il concetto di “arbitrio”, ad un fattore comportamentale che definirei, tecnico.

Il Grande Enigma sta proprio in quel, “decidendo liberamente” – ma liberamente da cosa?

Se tutti gli altri, in un modo o in un altro, intervengono nel condizionare le nostre scelte, possiamo noi ritenerci i soli responsabili dei nostri comportamenti?

E’ pensabile che, l’anima e la coscienza (come per la genetica), siano soggette a condizionamenti di natura ereditaria?

E sulla base di una tale supposizione, gli individui, non cesserebbero di ritenersi responsabili dei loro atti?

Nessuno, a questo punto, potrebbe “decidere liberamente”  ne, tanto meno, essere accusato di qualcosa.

Mai e poi mai potrebbe, inoltre, esistere un tribunale super partes, in grado di addivenire ad un giudizio inequivocabile e assoluto.

Se le cose fossero in questi termini, l’umanità, sarebbe avvolta dentro un relativismo totale e schiacciante e, il caos, regnerebbe imperturbabile.

Di fatto poi, le cose sono ben diverse; la terra gira sempre intorno al sole, e l’alba, si alterna al tramonto, con una precisione disarmante. I fiori, ritornano a sbocciare a primavera, e l’acqua a scorrere verso il mare.

Anche dentro di noi, nonostante il relativismo dilagante che caratterizza le nostre moderne società consumiste, questo meccanismo continua a funzionare, perfettamente e autonomamente. Possiamo ribellarci al Disegno Supremo, contrastarlo, dimenticarlo e, provare in tutti i modi a rimuoverlo, ma lui, imperituro, non cesserà mai di essere.

Questa é la legge e queste sono le regole inviolabili.

Per un tale motivo, la coscienza, saprà sempre distinguere il giusto dall’iniquo e la verità dalla menzogna. Anche l’uomo più insensato e diabolico di questo mondo, dovrà sempre sottostare a questo dogma e, volente o nolente, piegarsi al suo volere.

Da tutto ciò sopra esposto, possiamo facilmente comprendere (per poi dedurre), che non esiste alcun Dio sopra di noi, giudice assoluto delle nostre azioni che, nella condanna e nel perdono, esercita sua funzione di Parametro Inquisitore e misericordioso ma, che quel Dio, è la sublimazione del nostro arbitrio e la proiezione immaginifica di un’entità astratta addotta ad attenuante e causa primaria di ogni cosa.

Ecco perché, il giudizio sull’uomo non contempla condoni di sorta e prescinde da ogni personale condizione! Essendo ogni uomo, Dio all’origine, non gli è concesso di demandare ad altri, le sue responsabilità, essendo lui stesso, quel Dio. E’ l’uomo, il giudice di se stesso; si assolve e si condanna, si commisera e si esalta. Se il verdetto che, l’uomo, nella sua doppia veste di giudice supremo e imputato, non corrisponde, o non è il risultato di una oggettiva, consapevole valutazione della realtà dei fatti, l’uomo, dicevo, pagherà con il dolore, il prezzo della sua codardia esistenziale  .

Ecco svelato il mistero del libero arbitrio. L’uomo é Dio di se stesso, in quanto, unico e solo parametro, imputato a decidere, arbitrariamente, della sua salvezza e della sua sconfitta.

Solo così, nonostante il limite della parola (che non è, che l’ombra della verità inespressa), siamo in grado di comprendere il senso della frase: “Decidendo liberamente” e, interpretarla correttamente nel suo significato più nascosto e remoto.

Del resto, le parole, non sono di alcuna utilità se, la passione della conoscenza e della verità, non abitano il nostro cuore. E’ nella comprensione muta del mistero, che la verità si spoglia da ogni pregiudizio e incomprensione per aprirsi, nuda, al cospetto della nostra anima e, nella spiegazione didattica, che relativizza la sua natura divinatoria e ogni suo presupposto di giustizia.

Gianni Tirelli

6 Commenti a “IL MISTERO DEL LIBERO ARBITRIO”

  • Bell’intervento, non concordo però su un po’ di cose.

    Dio, almeno secondo il mio punto di vista, sarebbe più assimilabile all’umanità intera che ad un singolo uomo. Difatti se, ad esempio, nel cristianesimo “Dio è il nostro prossimo”, sarebbe a dire che una sua parte è in ognuno di noi. Quindi tutta l’umanità insieme formerebbe il dio dei cristiani.

    Ora, se si riflette un attimo, l’umanità non può essere influenzata da null’altro che gli eventi naturali, ma non di certo da un’altra umanità. E soprattutto un evento naturale incide molto meno sull’umanità intera, rispetto ad un singolo uomo.

    L’umanità ha quindi un maggior libero arbitrio, sicuramente più di un uomo singolo, perché la somma delle volontà di tutti gli uomini generano la direzione che prende la società mondiale. Nemmeno l’eruzione di 10 vulcani può cambiare la scelta dell’intera umanità, può al massimo essere ritardata nel tempo.

    La libertà descritta nella religione cristiana, intesa come libero arbitrio, sta nello scegliere il disegno divino o no, la luce o il buio, il caldo o il freddo. Dio o il non dio in poche parole.

    Il disegno divino non può essere solo la terra, le stagioni o le fioriture, e le altre cose che sono descritte nel post. Queste sono cose che, secondo questa religione, Dio ci ha donato per poter vivere sul pianeta. Uno tsunami, sempre secondo il cristianesimo, non può fare nulla all’uomo dato che dopo la morte dovrebbe esserci un eternità dell’anima.
    Nella maggioranza delle religioni con delle divinità, è quindi per forza necessaria la presenza di un’aldilà, di un qualcosa oltre la vita sul pianeta.

    Per questo motivo, il disegno divino implica la parola di dio, del dio della religione che si è scelti di seguire.

    Ad esempio, se nel cristianesimo dio è amore, nel senso di bene universale, si può dedurre che se tutti gli uomini si amano, sono giusti, coraggiosi, temperanti, saggi, caritatevoli, speranzosi e fiduciosi l’uno dell’altro l’umanità andrà verso il disegno divino cristiano, che è oltre i fenomeni fisici dell’universo, almeno per come siamo in grado di vederli noi esseri umani.

    Di conseguenza, l’umanità è anche libera di abbandonarsi agli egoismi, a lasciarsi sopraffare dalla paura di soffrire ed a prendere una direzione diversa dalle virtù sopra elencate. Chiunque, credo, può immaginare quale potrà essere la fine dell’umanità se tutti gli uomini cominciassero a comportarsi così: guerre per la conquista delle risorse energetiche, fame per l’esaurimento dei beni di consumo del pianeta, malattie che non possono più essere curate a causa della diminuzione di biodiversità, ecc…

    Se non è un apocalisse, poco ci manca.

    Il libero arbitrio non è un mistero, ma di sicuro è una verità che non potrà mai essere svelata completamente, quindi è un mistero parziale. Solo un dio potrebbe farlo completamente, ammesso e concesso che esista, o forse l’umanità intera se fosse capace di collaborare per muoversi insieme verse un bene comune.

    Gianni Tirelli ha il merito di aver tirato in ballo un argomento molto sottovalutato oggi, ma non si può essere sempre d’accordo con tutti :) , soprattutto su questi argomenti complessi.

    Alla fine il mondo è bello anche perché è vario no?

  • marco:

    “L’uomo é Dio di se stesso”……..

    Questo è vero,
    ma è pur vero che siamo esseri pensati e non pensanti

  • Ma perchè è così facile credere che una Elite governa il mondo e non credere che sopra la Elite esiste Dio. Se esiste Dio sopra la Elite di conseguenza Dio è il Supremo mentre l’uomo è una creatura inferiore a Dio.
    Però se facile credere che sopra noi esiste una Elite ma difficile credere che sopra la Elite non esiste Dio in quanto l’uomo è Dio, in che manicomio si trova la nostra mente illuminata da scarabocchi infantili.
    Io dico che la Elite è sopra l’uomo, sopra la Elite esiste il Dio del bene, e l’eterna illuminazione che dona misericordia e giustizia al creato. In terra esiste l’uomo essere umano creato da Dio, ed a somiglianza di Dio, ma non Dio. L’uomo o tutti noi subiamo la schiavitù dell’Elite mentre Dio e dico Dio non è sottomesso a Lucifero & Company.

  • Alessio:

    Sarebbe meglio dire che: siamo tanti microcosmi in un ( non si sa quanto sconfinato ) macrocosmo.. non solo tanti miliardi di dei, ma tante chiese, tante religioni tutte racchiuse in scatole cinesi che dal singolo fino alle diverse colletività riportano ad una grande “idea collettiva” che gratifica, a seconda dei gusti e detta una qualsiasi strada da percorrere nel lasso di tempo che ci separa dai nostri compiti fisiologici ( compresa hainoi la schifosissima morte ). Quel che viene da chiedersi è: Siamo bestie addomesticate o degli esseri intelligenti?.. Perchè c’è veramente poco di intelligente in quel che il mondo ci offre in fatto di serena convivenza tra simili.. Si dissimula la bestia con “atti” intellettuali che ricordano tanto la giungla con tutta la sua meravigliosa perfidia. Fa più vittime l’asservimento dell’intelletto alla soddisfazione di qualsivoglia idea strampalata che una truppa di leoni affamati. Ricordatevelo quando eserciterete il più brutto dei vizi capitali: La Superbia, perchè vi farà pensare di avere ragione!.

  • gianni tirelli:

    @ Tutti -Ritroviamo prima la ragione e poi, forse, ci potremo permettere, come se fosse un vezzo, di relativizzare la verità! Ma oggi é tempo di azione e non di analisi e attenuanti!! Se non decidiamo oggi, adesso, in questo momento, chi siamo, cosa ci facciamo e dove andiamo, meglio per tutti cominciare a pregare!!! E’ tempo di semplificazione e di eroismi – ma la vita scorre e non s’attarda su ieri – A presto e saluti

  • gianni tirelli:

    @ – Andrea – Condivido il tuo comm. Io del resto non volevo avventurarmi in questioni di natura religiosa o mistica – ho usato il termine dio in forma di metafora, intendendo qualcosa che decide al di fuori della nostra volontà e consapevolezza delle cose. A meno che non vogliamo interpretare la casualità come un effetto del divino – Il discorso é ampio e ardito – Cmq grazie per il tuo intelligente intervento.

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