Credo che questo utilissimo articolo evidenzi, se ancora ve ne fosse bisogno, la grande necessità di una pacata riflessione su come operare dopo la prima fase che chiamerei della conoscenza. Abbiamo postato denuncie di ogni tipo ed anche ampiamente circostanziate circa i responsabili dell’attuale situazione sociale e politica, ed ora credo siano maturi i tempi per passare alla fase 2 ovvero staccarsi dalla logica della polemica e dello scontro che è la logica del potere dominante. Saranno graditi tutti io commenti tesi a tradurre in attività pratiche le considerazioni dell’autore. Grazie (ndr)
Autore: Mondart
GINNASTICA PER UNA VERA INDIPENDENZA
Ed ora, finalmente, siamo giunti ad individuare tutte le fasi e gli strumenti necessari e sufficienti per rivendicare, se si vorrà o se saremo costretti a farlo, una VERA indipendenza dai dominanti. Per farlo, useremo come un boomerang le loro stesse tecniche. Le attuali finte rivolte pilotate infatti ci insegnano quanto sia funzionale e potente, una volta ben capito e giustamente indirizzato, lo strumento “psicologico” vuoi della propaganda che della resistenza non violenta.
FASE 1: INDIVIDUARE IL VERO DOMINANTE
E’ la fase a cui siete tutti fermi su internet e blog vari, dove si perpetua l’incessante circolo vizioso della spasmodica e malata ricerca vuoi dell’ultima prova della malvagità dei dominanti, vuoi del dare un preciso nome alla classe dominante, vuoi di tentare (inutilmente) di capire se Tizio stia sopra o sotto Caio nella piramide del potere …
Dico: STIAMO SCHERZANDO, VERO? A parte che tutto questo si rivela essere solo un’inutile perdita di tempo ed energie, invischiate letteralmente nella “rete” facendo quindi il gioco stesso dei dominanti, a noi interessa capire come agiscono le DINAMICHE di dominio, non sapere nome e cognome di chi le attua …
Dinamiche che sono sostanzialmente individuabili in due grosse pietre angolari:
1) L’ inganno monetario
2) L’ inganno mediatico.
Da questi due presupposti discende per semplice corollario matematico tutta l’enorme impalcatura demenziale e delinquenziale della nostra “Realtà – Truffa”. Capire davvero questo è più che sufficiente, a livello di conoscenza, per permetterci di progredire verso la seconda e più importante fase.
(Per esempio, dall’inganno mediatico discende automaticamente tutto il condizionamento mentale posto in atto per dominarci:
a) SCIENZA/DOGMA: Il dominante usà per sè il pensiero scientifico per approcciare e conoscere la verità, mentre riempie la testa al popolo di menzogne spacciate per scienza e cultura, tenendovelo dogmaticamente legato al semplice scopo di dividerlo in fazioni dalle quali non riuscirà mentalmente a svincolarsi ( sostanzialmente un pensiero di tipo manicheo filosofico, culturale e religioso, in cui si inserirà andando ad aumentare le dicotomie: classico esempio le due opposte filosofie, entrambe false e non scientifiche, di Marxismo e Capitalismo ).
b) PSICOLOGIA/PROPAGANDA: Il dominante usa un approccio rigorosamente scientifico-psicologico per studiare l’ individuo e le masse, ma riversa sul popolo solo fiumi di propaganda atta a confonderlo ( o meglio: usa per sè il sapere “tecnico”, ed usa per la massa il sapere “filosofico” come sofismo adattabile e non scientifico ).
c) TRIBALITA’/DEMOCRAZIA: Il dominante usa per sè un’organizzazione tribale del potere ( che ne consente sia la trasmissione diretta che il pieno controllo ) mentre invischia il popolo in stupide democrazie di facciata, svuotate di ogni possibilità di reale controllo sulla vita politica
d) LINGUAGGIO ADULTO/LINGUAGGIO INFANTILE: Il dominante userà coi suoi simili una comunicazione da adulto ad adulto per potersi capire, ma userà verso il popolo una comunicazione di tipo Adulto > Bambino per colpevolizzarlo, farlo sentire inferiore e impossibilitarlo a capire le “cose da grandi” … e via di questo passo, fino a prosciugarsi la lingua …. )
FASE 2: STACCARSI EMOTIVAMENTE DAI DOMINANTI
Detta così sembra una stupidaggine, in realtà è il punto cruciale e più difficile dell’intero processo.
Infatti si tratta di CAPIRE PER DAVVERO, emotivamente e sulla pelle, che “noi” siamo “altro” dai dominanti (ovvio, per chi si immedesima nel volgo !), che i nostri interessi non potranno mai coincidere, e che, qualunque cosa vogliano farci bere, non sono nè il nostro caro e vecchio papà, nè l’autorità buona che si prenderà cura di noi.
Nè tantomeno Babbo Natale: SIAMO SOLI.
Non solo: siamo vittime di un’autorità malata e sadica che finirà solo per distruggerci, di uomini la cui follia impedisce ogni sorta di empatia verso il dominato.
Tutto questo non è nè normale, nè tantomeno scritto da qualche parte del firmamento, ma solo il frutto di una particolarissima organizzazione sociale che il dominante vuole continuare a perseguire, nonostante gli ovvi svantaggi per tutti, proprio in virtù di una sostanziale pulsione sadica che gli impedisce di fermarsi.
Delle tre possibili civiltà ipotizzate da Fromm ( 1) Società che esalta la vita 2) Società aggressiva ma non distruttiva 3) società distruttiva ) noi ci troviamo immersi proprio in quella del terzo tipo.
Utile la lettura di questo stralcio di “Anatomia della distruttività umana”
( http://www.ica-net.it/pascal/guerra%20e%20pace/files/anatomia.htm )
per capire alcune cose fondamentali ai fini di poter passare alla terza fase.
A) L’aspetto sadomasochista della civiltà attuale: Fromm definisce l’uomo naturalmente predisposto a perseguire il bene, ma naturalmente e psicologicamente fornito anche degli strumenti atti a perpetrare il male se il tipo di società che andrà a costruire non sarà in grado di soddisfare le 5 esigenze inalienabili di base:
1) Bisogno di avere uno schema di orientamento
2) Bisogno di mettere radici
3) Bisogno di coerenza con se stesso e il mondo esterno
4) Bisogno di essere efficace
5) Bisogno di stimoli
( come vediamo, i dominanti stanno attualmente seguendo lo sviluppo ESATTAMENTE OPPOSTO a quanto sancito da questi punti ).
MORIRA’ L’UOMO, se non vengono socialmente soddisfatte queste condizioni? NO: semplicemente si ammalerà e DIVENTERA’ IN VARIO MODO DISTRUTTIVO. Parallelamente si avrà un sempre minore livello di felicità e capacità di donare ed amare …. Insomma: la reazione distruttiva non è altro che la polarità inversa di una mancato sviluppo adattivo, tendente a reagire per ristabilire l’equilibrio. Questo vale sia a livello sociale che a livello individuale.
La dimostrazione scientifica che l’uomo non sia affatto ( come stupidamente vorrebbe farci credere Kant e tutta la “filosofia utalitaristica” moderna ) lupo per gli altri uomini -”homo homini lupus” appunto-, sta in due fatti principali:
1) Il fatto che le civiltà tribali e primitive siano molto meno aggressive delle società evolute ( mentre dovrebbe essere il contrario, a sentire i “filosofi” moderni … matti o venduti, in quanto sempre assolutamente contradditori … mentre il primo imprescindibile assunto della “logica” è appunto il principio di non contraddizione …! ma questo discorso andrebbe affrontato in altra sede ).
2) La naturale predisposizione dell’ uomo a perdere lo stato di salute, fisica, mentale e sociale, quanto più ci si discosta dallo sviluppo ottimale sopra descritto. Parallelamente si “ammalerà” anche la società, in quanto un meccanismo perverso, una volta instauratosi, tende a ripetersi per il semplice principio della “minor energia richiesta”.
Capite queste cose, siamo pronti per la terza fase:
FASE 3: ESCOGITARE ED ATTURE UNA STRATEGIA DI RESISTENZA
E qui, per fortuna, i dominanti hanno già lavorato per noi, e a noi non resta che appropriarci del LORO LAVORO ( e vivaddio, una volta tanto ! ) ed usarlo a nostro vantaggio.
Sto parlando dell’ opera del sociologo ( un tecnico che usa il metodo scientifico, non un “filosofo” ) Gene Sharp e della sua teorizzazione della tattica della rivolta non violenta. Lo scritto che principalmente ci interessa, liberamente scaricabile da internet e in Italiano, è il secondo download proposto ( Volume 2 ) alla pagina:
( http://www.aeinstein.org/organizationscc8c.html ).
EBBENE: proprio il fin troppo facile successo ottenuto da tale tecnica nelle rivoluzioni colorate e pilotate dal Potere, ci fa capire quanto temibile possa essere tale arma se usata come boomerang e sufficientemente supportata da un minimo di organizzazione. Consiglio di scaricarlo e tenerlo in un cassetto, dove probabilmente non dovrà restare per molto tempo.
( Mondart )
































C’è chi pensa alla rivolta come soluzione ai ns. quotidiani problemi, …forse ignora che la rivolta è ampiamente prevista dai nostri ‘luridi guardiani mercenari’, …la rivolta serve solo a limitare ancora di più le ns. (presunte) libertà personali, …serve a dare il pretesto per emanare leggi …liberticide, fino all’impianto del chip sottopelle per tutti.
La rivolta non è la soluzione, …infatti tante rivolte artefatte ‘colorate’ (made USA) non hanno dato l’esito sperato dai rivoltosi, vedi Tunisia, Egitto e guerra civile in Libia (in attesa che venga ‘liberata’ dalle bombe ‘democratiche’ NATO – USraeliane, come quelle cadute in Iraq e Afganistan). In realtà cade un rais (burattino) e si insediano i suoi fedeli militari al nuovo governo, in attesa di nuove elezioni farsa!
Ci usano come burattini consumatori e indebitati da manovrare a piacimento, ci uccidono dentro, ci tolgono la dignità e minano la ns. salute fisica e psichica con l’ausilio di scie chimiche, cibo OGM, signoraggio bancario, vaccini inutili e dannosi, tv schifosa, ecc..
In tanti sono bravi a parlare e proporsi come salvatori, …ma ‘dalle loro opere li possiamo riconoscere’ (vedi di pietro, travaglio, saviano, grillo, ecc.: tanto intrattenimento e chiasso per nulla!).
Occorre mantenere la calma interiore, focalizzare il nostro sguardo su ciò che vi è ancora di buono e bello intorno a noi, anche se tanti (…pure agenti pagati dal sistema) soffiano sul ‘fuoco’ …dei gruppi più turbolenti presenti in rete, per portarci all’insofferenza e condurci allo scontro aperto, …per poi donarci lo zuccherino avvelenato, per la serie: …nulla di nuovo sotto al sole, tutto si trasforma ma nulla cambia! Non facciamo il loro gioco.
La via giusta penso sia quella del boicottaggio e della nonviolenza di Gandhi.
Stiamo in guardia…
La vera rivolta consiste nello smettere di guardare la tv, di seguire il calcio, di giocare di azzardo (lottomatica, sisal, ecc.), di frequentare discoteche, di ubriacarsi e di drogarsi.
@ Jack:
Attenzione a non fraintendermi …. quando parlo di utilizzare determinate tattiche usate dal potere contro se stesso, intendo innanzitutto proprio uno “sganciamento interiore” da esse, in modo da impedire il loro innesco …. Quindi esattamente il contrario dell’ essere pilotati.
Si può cominciare proprio dal capire il carattere “malato” della società che si è instaurato, capire che in questo modo non diventerà altro che un “vivaio sadico”, un humus fertile dove questi vermi trovano il loro miglior terreno di diffusione.
E cominciare, dal vissuto quotidiano, a comportarsi in modo opposto. Una “personale rivolta” ai dettami del sistema, che porti ad un diverso immaginario collettivo, e quindi al realizzarsi di un diverso sostrato sociale.
A questo punto non ci sono soluzioni facili: bisogna che siamo noi a cambiare il nostro atteggiamento. TUTTO QUI.
Le soluzioni facili non possono che portare ad essere pilotati; l’ uomo che avrà conseguito una personale “autorità interna” indipendente da quella dei dominanti non potrà più essere pilotato. Il sadico non può controllare il masochista, senza una suo più o meno conscio consenso !
PRENDERE LE DISTANZE
Il primo passo, insomma è saper “prendere le distanze” dal pensiero unico, dire “non sono cose mie”. Anche fossilizzarsi nell’ invettiva e nella ricerca fine a se stessa alla lunga vuol dire semplicemente stare al gioco.
Bisogna essere capaci di alzarsi dal tavolo di gioco ( e ormai sai che stai giocando coi bari ! ), dire “buonanotte ai suonatori” e uscire dalla stanza.
E solo in quel preciso momento cominceremo a vedere altre strade.
Direi che questa è la partenza. Una volta usciti dalla stanza dei bari dobbiamo programmare con metodo una condotta virtuosa basata su di un inflessibile codice etico comportamentale. Sarà importante quindi condividere e pubblicizzare azioni concrete di resistenza civile che di volta in volta sono qui espresse e dettagliate nei nostri articoli. Le si potrà meglio focalizzare per renderle facilmente identificabili queste azioni, per non farci soggiogare, per non tornare nella stanza dei bari. Ma per raggiungere lo scopo sarà importantissimo imprimere bene nel nostro cervello una sana metodica comportare che dovrà essere sufficentemente semplice da poter essere trasmessa e diffusa con poco, basso sforzo comunicativo
Oltre in questa sede e con questo mezzo non possiamo andare pena l’imbonimento. Una preghiera però si impone a tutti ed è quella di concentrarci, comprendere, evidenziare, pianificare una adeguata resistenza comportamentale all’imbambimento.
Ci saranno fra non molto credo, dei cambiamenti ai quali noi e le nostre famiglie non possiamo farci cogliere impreparati.
pochi semplici comandamenti, anzi se fosse possibile uno solo : il bene degli altri equivale al meglio per te, non c’è nulla di migliore nell’annovero degli auspici che il “trovarsi tra persone che stanno bene con loro e tra loro”.
Bell’articolo, leggerò volentieri il “volume secondo”, grazie.
Bellissimo articolo!
” Ama il prossimo tuo come te stesso ” ( Gesu’ )
Possiamo dare solo quello che abbiamo.
Per cui dobbiamo prima realizzare la pace, l’amore, l’armonia, la gioia, dentro di noi per trasmetterla agli altri.