All’articolo segue una mail ricevuta da un nostro lettore con indirizzi e numeri di fax per attivarci.
I
l decreto anti-rinnovabili paralizza l’intero settore
Nel caso in cui – prosegue il testo del provvedimento – “l’obiettivo per il solare fotovoltaico” fissato a 8.000 megawatt per il 2020 venisse raggiunto prima, è “sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico”. Questo – si legge nel decreto – fino a nuova “determinazione” da parte del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, sentita la Conferenza unificata. E non si è fatta attendere la ‘levata di scudi’ dell’industria del fotovoltaico contro il provvedimento legislativo: Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity hanno inviato una ‘lettera aperta’ in tal senso ai ministri dell’Economia, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, chiedendo di soprassedere al varo del decreto legislativo e riservandosi “di agire nelle sedi comunitarie opportune qualora non fossero apposti nell’immediato i più importanti correttivi auspicati alla normativa proposta”. Nella lettera Assosolare, Asso Energie Future e Grid Parity, chiedono di considerare “il mondo delle energie rinnovabili e del fotovoltaico, in particolare, come un volano di crescita imprenditoriale, con particolare riferimento allo sviluppo e al sostegno delle medie e piccole imprese, al fine di offrire una reale opportunità di consolidamento e crescita della filiera nazionale, come accaduto in altri paesi dell’Unione Europea, in primis la Germania. Un’azione in tal senso tutelerebbe un settore che in Italia ha visto in pochi anni un’economia nuova con significativi effetti positivi per l’occupazione, in controtendenza rispetto alla congiuntura generale negativa dell’economia Italiana”. Secondo le associazioni dell’industria fotovoltaica, “il D.Lgs si muove in aperto contrasto con lo spirito sia della Direttiva che della normativa italiana in essere” e “propone che al raggiungimento dell’obiettivo degli 8 GW venga “sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fv fino alla determinazione di nuovi obbiettivi …”, nè “è dato sapere a quale tipo di regime incentivante gli impianti fotovoltaici potrebbero essere sottoposti entro il 1 gennaio 2014 se si raggiungessero prima gli 8GW. Per concludere infine, come si diceva in esordio di commento, dal gennaio 2014 o dal raggiungimento degli 8GW in una data incerta precedente, nè i nuovi impianti fotovoltaici (residenziali, a terra, su serre fotovoltaiche) e, naturalmente neanche gli impianti precedentemente autorizzati avrebbero diritto al percepimento di alcun tipo di tariffa incentivante. “Questa previsione – a giudizio delle associazioni firmatarie del documento – contravviene la logica dei dettami comunitari e ogni logica di certezza giuridica attuale e futura. La verità èche il vero obiettivo della norma non è un sostegno alle fonti rinnovabili, ma meramente di riduzione immediata e radicale dei costi della bolletta del fotovoltaico, a prescindere dagli effetti devastanti che questo comporta sin da ora sull’imprenditoria e sull’occupazione del fotovoltaico. Di fatto – conclude la lettera – un’immediata paralisi del settore”. Per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese “occorre prevedere nuovi e più avanzati target per il 2020 per non rallentare lo sviluppo di un settore che, al di là dei risultati conseguiti in termini energetici, rappresenta ormai una realtà economico-produttiva e occupazionale”. Lo afferma Giovanni Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia, secondo il quale “va riesaminata la questione degli incentivi”. In occasione della conferenza stampa al ministero dello Sviluppo economico organizzata delle associazioni di settore e ambientaliste sulla versione attuale del Decreto sulle rinnovabili, Zorzoli chiede che “il Governo migliori la bozza del decreto in circolazione”.
Pubblico inoltre una mail ricevuta da un nostro lettore.
Carissimi amici,
Il Governo intende presentare in pre-consiglio martedi una bozza che di fatto bloccherà il fotovoltaico con effetto quasi immediato se non retroattivo. Tetto di 8.000 MW e stop agli incentivi un MW dopo. Chi finanzierà gli impianti in queste condizioni di incertezza e dopo tutta la disinformazione che è stata fatta in questi giorni?
Stiamo agendo su vari fronti per cercare di parare il colpo:
1) oltre 55 parlamentari hanno firmato la lettera da noi predisposta per il capo dello stato e il presidente del consiglio dei ministri
2) lunedi terremo una conferenza stampa congiunta di fronte al ministero dello Sviluppo con Legambiente, WWF, GreenPeace, Aper, Anev, AssoSolare, Grid Parity Project e Kyoto Club
3) stiamo cercando di organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo Chigi per il giorno previsto di approvazione del Dlgs (mercoledi).
Tutto questo potrebbe non bastare purtroppo.
E’ il momento di fare sentire quanti interessi sono toccati da un provvedimento cosi sbagliato.
Abbiamo predisposto il testo di una lettera (lo trovate nel seguito).
Ciascuno di noi lo dovrebbe inviare e impegnarsi a farlo inviare a quante più persone possa.
Se non ci muoviamo ora faremo la fine della Spagna e saremo spazzati via.
Dobbiamo far capire che non siamo pochi speculatori ma un vero settore industriale. Ogni operaio, ogni elettricista, ogni collaboratore dovrebbe mandare la mail.
Se ci credete diffondete agli amici, ai colleghi e ai collaboratori.
Se non lo facciamo adesso la settimana prossima potrebbe essere troppo tardi.
L’e-mail dovrebbe essere indirizzata ai seguenti indirizzi e-mail:
segreteria.presidente@governo.it,
Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it,
Saglia.segreteria@sviluppoeconomico.gov.it,
Segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it,
Ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it,
segreteria.ministro@minambiente.it,
atelli.massimiliano@minambiente.it, Lucarelli.paola@minambiente.it, Degiorgi.marco@miniambiente.it
segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it
in cc andrebbe messo il seguente indirizzo:
Ancora meglio se potete fare inviare anche dei fax.
Vi fornisco i numeri di fax:
Presidenza del Consiglio dei Ministri: 06 67793067
Ministero dello Sviluppo economico: 06.47887964
Ministero dell’Ambiente: 0657288513
Ministero del Lavoro: 064821207
Se avete un profilo su Facebook, su Linkedin o su un altro social network diffondete la lettera. Di silenzio si muore!
Oggetto della mail: Senza lavoro per decreto: 15.000 famiglie a rischio
“On. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Ministro dello Sviluppo Economico
On. Ministro dell’ambiente, della tutela della natura e del mare
On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarà colpito. E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie.. E’ quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all’interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.
Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.
A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l’eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico.
In queste condizioni un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l’Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.
Siamo sbigottiti, è incomprensibile. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?
Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.
La realtà è diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, è vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva.
Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.
Confidiamo nell’equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affinché si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietà e nell’incertezza.”





























giustissimo il blocco degli incentivi perche’ se una cosa per stare in vita ha bisogno dell’ossigeno allora non e’ utile alla vita.
gli incentivi vuole dire togliere da una parte per darlo dall’altra, sareste contenti se ci foste voi dalla parte da cui viene tolto?
qualunque teccnico del settore, anche il piu’ scarso, sa che eolico e fotovoltaico sono due PESSIMI modi per generare energia, gli ultimi da usare.
quale settore finanziare?
Si beh certo, meglio finanziare le centrali nucleari, molto più efficienti dal punto di vista produttivo e ad impatto zero sull’ambiente e la salute pubblica, e peraltro a regime in brevissimo tempo, no? Tra l’altro l’incentivo viene RESTITUITO
tutti i soldi del fotovoltaico ed eolico vanno dati alla ricerca/sviluppo di forme alternative di energia a densita’ estremamente maggiori. fusione fredda e affini.
io poi credo che l’alternativa ci sia gia’ ma che sia la massa non ancora pronta a riceverla perche’, come tutte le energie ad altissima densita’, possono essere usate anche per distruggere e non solo per creare.
quando ci sara’ nel mondo una condizione di collabroazione tra tutti gli stati allora saltera’ fuori, al momento non mi preoccuperei per niente.
Magari riprendere le scoperte di Tesla.
Che brutta l’affermazione di indopama… Io tecnico lo sono. Settore Cogenerazione da biogas, Energia verde (da biomasse), Fotovoltaico, ecc.
Guardate che è questo che bisogna fare… Un po’ di coge, un po’ di FV, un po’ di vento e anche un po’ d’acqua.
La mia azienda non chiuderà, perché non siamo installatori di pezzi di vetro, alluminio e silicio, ma gente che pensa alternativo.
L’incentivo deve creare una massa critica, alimentare un fuoco piccolo che ingrandendosi non avrà più bisogno di sostegno pubblico.
Ma non si può e non si deve (a fini politici e di convenienza personal-clientelare) chiudere la fiamma pilota di uno scaldabagno solo perché si è convinti che scaldi poco… La sua funzione è accendere la fiamma grande! Capito?