Per coloro che non hanno mai vissuto con un leone, dev’essere diffcile concepire che queste enormi creature siano in grado di fare qualcosa di più che ruggire, ringhiare e uccidere. Ma queste creature, di cui si dice tanto male, sanno emettere un’infinità di piccoli suoni con i quali sono in grado di farsi capire da coloro che li conoscono.Nutro grande stima per gli animali selvatici. Essi possiedono un settimo senso che va ben oltre le capacità degli animali domestici e persino dell’uomo; e, contrariamente a quanto molti credono, non nutrono una naturale avversione per l’essere umano. Nel corso dei diversi secoli lungo i quali abbiamo dominato gli animali che oggi chiamiamo “domestici”, le inibizioni che abbiamo imposto loro hanno completamente bloccato la loro iniziativa, finchè si son trasformati in apatiche bestie da soma o in docili prigionieri dei nostri balzani capricci e desideri.
Non esiste animale o uccello che non fraternizzerebbe amorevolmente con l’uomo. Voi abitanti delle città non dovete fare altro che raggiungere il lago più vicino per nutrire le anatre selvatiche o la selva più vicina per nutrire l’amabile cervo, per accertarvi direttamente di questa verità.
Gli animali selvatici non sono selvaggi, sono solo spaventati dall’uomo e da ciò che l’uomo ha fatto loro.
da: Little Tyke, ed Impronte di Luce
La storia di Little Tyke
A quattro anni di età, la leonessa africana Little Tyke pesava 160 kg, il suo corpo era lungo più di tre metri e poteva correre a più di 60 km/h. La sua testa, specializzata per uccidere e divorare le prede, era dotata di corte e potenti mascelle. Normalmente, una leonessa africana mangia gnu, gazzelle, impala e giraffe. Ma questa particolare leonessa aveva scelto uno stile di vita più gentile: quello vegetariano. E tuttavia mantenne un’ottima forma fisica e una buona salute.
La madre di Little Tyke, una leonessa prigioniera di uno zoo americano, aveva precendentemente ucciso tutti i cuccioli che aveva dato alla luce. Little Tyke si salvò per miracolo perchè la madre, dopo averla ferita a una zampa coi denti, la lanciò in direzione delle sbarre della gabbia, dove venne afferrata dal direttore dello zoo che osservava la scena. La piccola venne affidata alle cure di Georges e Margaret Westbeau, due amanti degli animali amici del direttore, che gestivano un vasto ranch pieno di ogni sorta di creature, spesso salvate da un destino infausto.
Nonostante le ferite e l’assenza di una madre, Little Tyke crebbe sana a forza di biberon, e quando venne il momento di svezzarla, tutti si aspettavano che iniziasse a mangiare carne. A tre mesi, Georges e Margaret le tolsero i suoi giocattoli di gomma e le offrirono ossa di manzo da masticare. Inaspettatamente, al solo odore delle ossa, la piccola vomitò.
Gli esperti dicevano che la leonessa non avrebbe potuto sopravvivere senza carne, così i Westbeau tentarono in ogni modo di convincerla. La leonessa rifiutava qualsiasi tipo di carne offerta palesemente, così provarono un cambiamento più graduale: inserirono alcune gocce di sangue nel latte del biberon, ma Little Tyke rifiutò di mangiare. Ridussero il numero delle gocce di sangue, fino addittura a una sola goccia, ma Little Tyke sempre rifiutò di mangiare.
Tentarono anche piccoli trucchi come mettere un po’ di latte su una mano e un po’ di latte mescolato a carne sull’altra, cambiando rapidamente mano mentre Little Tyke leccava. Ma quando le veniva proposta la mano con la carne, Little Tyke si voltava disgustata e impaurita.
Finché un giorno un uomo che era venuto a conoscere Little Tyke convinse i coniugi a rinunciare a ogni ulteriore tentativo dicendo: “Non leggete la Bibbia? Leggete Genesi 1:30 e troverete la vostra risposta”. Georges andò a leggersi quel passo della Bibbia: «“E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento.” E così fu».
I pasti di Little Tyke consistevano di cereali misti, latte e uova, ma si rifiutava di mangiare se il pasto non le veniva servito insieme alla sua bambola di gomma preferita.
Little Tyke si affezionò in particolare ad alcuni animali della fattoria: Pinky e Imp, due gatti, Becky, un agnello, e Baby, una cerbiatta.
Date le sue peculiarità, Little Tyke divenne una celebrità. Comparve più volte in pubblico e una volta partecipò a uno spettacolo televisivo nazionale, per il quale vennero girate diverse scene in cui Little Tyke interagiva con una bambina, un gattino, e dei minuscoli pulcini, che leccò amorevolmente con la sua enorme lingua. Con la sua dolcezza Little Tyke rammentò a molti le profezie bibliche che prevedono che un giorno non vi saranno più ostilità sulla Terra, neanche fra gli animali. Molti di coloro che l’hanno conosciuta hanno dichiarato che essa stranamente non incuteva paura, ma anzi, ispirava fiducia e tenerezza. Little Tyke tirò fuori il meglio da molte persone e i Westbeau, ogni volta che apparivano in pubblico, ricevevano centinaia di lettere commoventi.
Le numerose foto contenute nel libro mostrano Little Tyke accanto a pecore, cani, gatti, galline e cervi, in una felice convivenza. E le storie che i Westbeau raccontano sulla vita al ranch sono una lettura affascinante. Ma a parte il fascino e la straordinarietà dei racconti, il libro comunica quel profondo senso di “giustizia” evocato dalla non-violenza e dalla pace che regnano al ranch di Hidden Valley. Ci trasmette il senso che la relazione tra gli uomini e gli animali potrebbe – e dovrebbe – essere diversa da come è ora.
Ma affinché questo accada, uomini e donne devono cambiare il loro comportamento: è la ferocia del cuore umano a dover cambiare. Non dobbiamo aspettare che Dio trasformi gli animali “feroci” in qualcosa di diverso affinché essi possano vivere in pace e in armonia con l’umanità. E niente rende questo concetto più chiaro dell’insistenza di Little Tyke nel scegliere una dieta vegetariana.
Fonte: http://www.improntediluce.it/schede_libri/little_tyke.html
Immagini tratte da Georges H. Westbeau, Little Tyke, Impronte di Luce Edizioni































Interesante,e bella fabola,fa sempre bene sapere o sentire la non violenza in qualsiasi aspeto de la Vita,anche quando questo viene dimostrato da animali “selvaggi”,resta pero un controsenso nell’articolo quando si parla di animali domestici diventati ormai esseri apatici o schiavi della volonta umana quando anche questa povera leonessa lo era a sua volta…la madre aveva fato fuori tutti i cuccioli sicuramente per evitare loro il calvario di essere in gabbia tutta la loro Vita,quetsa ultima si è salvata ma è rimasta pure schiava della adomesticazione di queste persone che pur sempre nella loro migliori intenzione l’hanno curata,ma niente di ciò sarebbe sucesso se prima la leonessa madre non fosse stata prigionera in uno zoo,e poi non penso proprio che questo cucciolo sarebe cresciuto nelle savane africane mangiando erba….nell nostro ideale di vedere la pace,l’armonia,lo bueno,ci dimentichiamo che è una premesa di questo pianeta,di questa civilta,il vivere nella dualita piu assolutta con tutto quello che questo comporta,ridere,piangere,vivere,morire e cosi via,perche se lo portassimo alla strema sensibilta pure mangiare uova è un atto di violenza o privazione di una futura Vita,come lo è pure mangiare vegetali ( anche qui benchè vegetale, ma di Vita si trata…).
Gentile Martin,
grazie per il commento. Little Tyke xò non è stata addomesticata, se non al minimo per i propri bisogni, ma il suo comportamento derivava dalla sua indole e forse dal trauma infantile. L’autore del libro, infatti, invita a non allevare leoni domestici. Riguardo gli animali, essi sono la proiezione dei nostri istinti, quindi cesseranno del tutto di essere violenti quando noi non lo saremo più nei nostri pensieri.
Buona domenica!
La mappa del territorio sino ad ora dataci è stata sempre quella del darwinismo, ancorata da tutte quelle bugiarde trasmissioni alla Piero Angela che predicano la lotta per la vita senza neanche minimamente conoscere cos’è la Vita….
Chiunque abbia aperto gli occhi e abbia avvicinato un animale potrà sperimentare che tutto ciò è vero, altrimenti come potrebbero tener a bada animali rinchiusi nei circhi e bastonarli tutto il giorno!
Caro Jacopo la cosa stupisce ma non troppo. A conferma delle tue intuizioni posso portare l’esempio di un cane di un amico che mangia solo ed esclusivamente verdura, privilegiando quella cotta con un pò di condimento. La mia cagnetta invece mangia di tutto mi segue e quando io mangio frutta la mangia anche lei, sempre. Va pazza per la frutta secca e le fragoline di bosco che ci ruba davanti agli occhi.
Grazie Lino per la testimonianza. Le intuizioni xò non sono mie (ma le ho pubblicate xkè le condivido), ma dell’autore della recensione, tratta dal link riportato in fondo all’articolo.
Buona domenica!
Caro Admin, confermo in pieno, anche la mia labrador predilige i cibi vegetali e va pazza per la frutta e frutta secca!
Davvero molto commovente. Sogno il giorno in cui tutti gli esseri vivranno insieme in pace ed armonia. L’essere umano è l’unico in grado di cambiare questo pianeta. Speriamo che piano piano lo faccia…. Non ho perso ancora la speranza.
Che grande esempio ci danno gli animali..quanto insegnano..se solo ci fermassimo ad ascoltarli un momento..tutto in loro è armonia con la natura, tutto combacia..tutto è perfetto e..quanto siamo piccoli noi in confronto….
Non mangiare carne è una scelta salutista, ecologica ed eticamente compassionevole, questo è un dato di fatto dimostrato anche con i fatti e da studi medici. Una difficoltà di questa scelta è nell’affrontare un cambiamento di abitudini alimentari. Ogni cambiamento richiede uno sforzo e quando si tratta di cibo è veramente difficile. Chi ci prova anche gradualmente, può essere fiero di aver compiuto un passo in avanti e un miglioramento per se per e per gli altri esseri. Mia moglie è vegetariana ed io ci sto arrivando. Il punto è che sono convinto che abbia ragione lei e che i Vegetariani siano più evoluti.