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Fonte: http://globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=23474


mar 7th, 2011 |

Il mondo applaude mentre la CIA affonda la Libia nel caos

Com’era la Libia sotto il governo di Gheddafi? Quanto male ha fatto al popolo? Erano così oppressi così come noi, oggi, accettiamo comunemente come un dato di fatto? Guardiamo ai fatti per un momento.

Prima che il caos scoppiasse, la Libia aveva un tasso di carcerazione inferiore alla Repubblica ceca. Era classificata 61ma. La Libia ha il più basso tasso di mortalità infantile di tutta l’Africa. La Libia aveva la speranza di vita più alta di tutta l’Africa, meno del 5% della popolazione era denutrita. In risposta ai rincari dei prodotti alimentari in tutto il mondo, il governo della Libia ha abolito TUTTE le tasse sul cibo.

Il popolo in Libia era ricco. La Libia aveva il più alto prodotto interno lordo (PIL) a parità di potere d’acquisto (PPA) pro capite, di tutta l’Africa. Il governo ha avuto cura di garantire che tutti, nel paese, condividessero la ricchezza. La Libia aveva il più alto indice di sviluppo umano di qualsiasi paese del continente. La ricchezza è stata distribuita equamente. In Libia c’era una percentuale di persone che vivevano al di sotto della soglia di povertà, inferiore ai Paesi Bassi.

Come fa la Libia ad essere così ricca? La risposta è il petrolio. Il paese ha parecchio petrolio, e non consente alle multinazionali straniere di rubarle le risorse mentre la popolazione muore di fame, a differenza di paesi come la Nigeria, un paese che è sostanzialmente gestito dalla Shell. Come ogni altro paese, la Libia soffre di un governo con burocrati corrotti che cercano di ottenere una porzione più grande della torta, a danno di tutti gli altri. In risposta a ciò, Gheddafi ha chiesto che le entrate del petrolio fossero distribuite direttamente al popolo, perché, a suo avviso, il governo non considerava il popolo. Tuttavia, a differenza delle dichiarazioni degli articoli, Gheddafi non è il presidente della Libia. In realtà, non occupa alcuna posizione ufficiale del governo. Questo è il grande errore che le persone fanno. Parlano del dominio di Gheddafi sulla Libia, quando in realtà non c’è, la sua posizione è più o meno cerimoniale. Deve essere paragonato ad uno dei padri fondatori.

Il vero leader della Libia è un primo ministro eletto indirettamente. L’attuale primo ministro è Baghdadi Mahmudi. Definire Gheddafi il leader della Libia, è come dire che Akihito (l’imperatore, NdT) è il leader del Giappone. Contrariamente a quanto i media indicano, le opinioni in Libia variano. Alcune persone supportano Gheddafi, ma non vogliono Mahmudi. Altri non vogliono entrambi. Molti vogliono solo vivere la loro vita in pace. Tuttavia, ci si sforza nel delineare una rivolta popolare contro il presunto leader della Libia, Gheddafi, quando in realtà egli è solo l’architetto del sistema politica corrente della Libia, una miscela di pan-arabismo, socialismo e governo islamico.

Mentre parliamo, i video delle proteste pro-Gheddafi stanno scomparendo da Youtube. Pro Gaddafi Anti Baghdadi Mahmudi demonstrations è andato. Pro Gaddafi protests in front of Libyan embassy London c’è ancora. YouTube normalmente cancella tutti i video contenenti sangue, tranne nel caso della Libia. Vedere i libici che non saltano sul carro del vincitore e vanno nelle strade per sostenere Gheddafi è per i telespettatori apparentemente più traumatizzante che vedere corpi massacrati.

I manifestanti in Libia sono paragonabili ai manifestanti in Egitto e in Tunisia? Niente affatto. La reazione del governo è più violenta, e ovviamente la violenza eccessiva viene utilizzata. Tuttavia guardiamo per un momento le azioni dei manifestanti. L’edificio del Congresso generale del popolo, il parlamento della Libia, è stato incendiato da manifestanti arrabbiati. Questo è paragonabile a dei manifestanti che incendiano Capitol Hill negli USA. Pensate anche solo per un momento che il governo degli Stati Uniti starebbe seduto a guardare i manifestanti incendiare il Campidoglio?

I disordini di oggi non sono opera di giovani secolarizzati che desiderano il cambiamento, o qualcosa di simile a ciò che si è visto in Egitto e Tunisia. Un gruppo che si fa chiamare “Emirato islamico di Barka“, l’antico nome della parte nord-occidentale della Libia, detiene numerosi ostaggi, e ha ucciso due poliziotti. Questo non è uno sviluppo recente. Venerdì 18 febbraio, il gruppo ha rubato 70 veicoli militari dopo aver attaccato un porto e ucciso quattro soldati. Purtroppo, un colonnello si è unito al gruppo e ha fornito loro altre armi. La rivolta è scoppiata nella città orientale di Bengasi. Il Ministro degli Esteri italiano ha sollevato le sue paure su un emirato islamico di Bengasi che si dichiari indipendente.
La risposta è che gli stessi gruppi che gli Stati Uniti hanno finanziato per decenni, stanno ora cercando la loro occasione per ottenere il controllo della nazione. Un gruppo recentemente arrestato in Libia, era composto da decine di cittadini stranieri coinvolti in numerosi atti di saccheggio e di sabotaggio. Il governo libico non ha potuto escludere collegamenti con Israele.

La Gran Bretagna ha finanziato una cellula di Al Qaeda in Libia, nel tentativo di assassinare Gheddafi. Il principale gruppo di opposizione in Libia è oggi il Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia. Questo gruppo di opposizione è finanziato dall’Arabia Saudita, dalla CIA, e dall’intelligence francese. Questo gruppo si è unito con altri gruppi di opposizione per diventare la Conferenza Nazionale dell’opposizione libica. E’ stata quest’organizzazione che ha fatto appello alla “Giornata della rabbia“, la quale ha fatto precipitare nel caos la Libia, il 17 febbraio scorso. Lo ha fatto a Bengasi, una città conservatrice che si è sempre opposta al governo di Gheddafi. Va notato che il Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia è ben armato. Nel 1996 il gruppo ha cercato di scatenare una rivoluzione nella parte orientale della Libia. Ha usato il Libyan National Army, la divisione armata del NFSL, per iniziare questa rivolta fallimentare.

Perché gli Stati Uniti si oppongono a Gheddafi? E’ la principale minaccia all’egemonia statunitense in Africa, poiché tenta di unire il continente contro gli Stati Uniti. Questo concetto si chiama Stati Uniti d’Africa. In effetti, Gheddafi possiede idee totalmente contrarie agli interessi degli Stati Uniti. Egli accusa il governo degli Stati Uniti della creazione dell’HIV. Sostiene che Israele è dietro l’assassinio di Martin Luther King e del presidente John. F. Kennedy. Dice che i dirottatori del 9/11 furono addestrati negli Stati Uniti. Ha anche invitato i libici a donare sangue per gli statunitensi dopo l’11 settembre. Gheddafi è anche l’ultimo di una generazione di rivoluzionari socialisti moderati pan-arabi ancora al potere, dopo che Nasser e Hussein sono stati eliminati, e la Siria si è allineata con l’Iran.

Gli Stati Uniti e Israele, però, non hanno alcun interesse in un mondo arabo forte. In realtà sembra elementare che il piano sia mettere in ginocchio la Libia attraverso il caos e l’anarchia. Alla fine del 2010, il Regno Unito ancora puntellava il governo libico attraverso una lucrosa vendita di armi. Nulla è una garanzia migliore per distruggere la Libia, di una sanguinosa guerra civile. Il sistema tribale, il quale è ancora forte in Libia, è utile da sfruttare per poter generare una guerra, nella misura in cui la Libia è stata storicamente divisa in vari gruppi tribali.

Anche per questo motivo il governo libico risponde importando mercenari. Le appartenenze tribali vengono prima della fedeltà al governo, soprattutto a Bengasi, e quindi il governo centrale non ha più alcun controllo sulla parte orientale del paese. L’alternativa ai mercenari è un conflitto tra i vari gruppi etnici. Gheddafi ha cercato per 41 anni di rendere il Paese più omogeneo, ma i gruppi di opposizione finanziati dall’estero spingeranno il paese, in poco più di un paio di giorni, a ritornare al 19° secolo, prima che la regione venisse conquistata e unificata dagli europei. La violenza è davvero eccessiva, ma tutti sembrano dimenticare che la situazione non è la stessa in Tunisia ed Egitto. I legami tribali svolgono un ruolo molto importante, e quindi il conflitto sarà purtroppo più sanguinoso.
Si ricordi in ogni momento che la violenta guerra civile libica che si dispiega, non è paragonabile alle rivoluzioni viste in Tunisia e in Egitto. Entrambe queste rivoluzioni hanno coinvolto manifestanti pacifici che soffrivano per la povertà, in opposizione ai loro governi corrotti. Il caos in Libia è costituito da una miscela di conflitti tribali, conflitti per le entrate petrolifere (dal momento che la maggior parte del petrolio si torva a est del paese), degli islamisti radicali contro il sistema di governo di Gheddafi, e di destabilizzazione dall’esterno da parte di gruppi di esiliati finanziati dall’occidente.

Gheddafi ha preso il potere 41 anni fa con un colpo di stato senza spargimento di sangue da un monarca malato e assente per cure mediche. La sua ideologia si basa sulla unificazione e ha tentato di unire pacificamente il suo paese con l’Egitto e la Siria. Ci vorrebbe un miracolo affinché la violenza in atto porti a un unico governo democratico stabile in Libia, con il pieno controllo su tutto il paese. Il paese è grande più del doppio del Pakistan, ma ha 6 milioni di abitanti. Deserti senza fine separano molte delle città della nazione. Semmai dovremmo chiederci quante nazioni saranno frantumate nei prossimi mesi, mentre il mondo applaude.

Fonte: http://globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=23474

12 Commenti a “Il mondo applaude mentre la CIA affonda la Libia nel caos”

  • gabry:

    Anche Gesù Cristo ha cercato di far aprire gli occhi alla popolazione ma è stato crocefisso.
    In questo mondo di merda conta solo il potere e il denaro.

  • ardito:

    in questo modo annulleranno tutti gli stati, oggi nessuno può comandare nella sua nazione, devono essere solo dei burattini nelle mani dei liberatori ed esportatori della democrazia, occupando le varie nazioni con le bombe, massacrando tanta gente innocente. Che mondo di merda e questo.

  • kate007:

    grazie stampalibera!

  • gianni:

    IO STO CON GHEDDAFI , SPERO KE ABBIA TANTI MISSILI , MAGARI NUCLEARI….

  • Jim:

    Complimenti a gianni per l idiozia detta nei commenti…che tristezza signori!

    • gianni:

      CIAO JIM , SI VA BENE HO ESAGERATO UN PO MA SICCOME SONO ABBASTANZA SICURO CHE LA VERITA SULLA LIBIA SIA QUELLA DETTA DA STAMPALIBERA , MI VIENE RABBIA , E TROVO GIUSTO CHE GHEDDAFI SE VENISSE ATTACCATO DALLA NATO DEBBA POTER RISPONDERE , DIFENDERSI, SALUTI

  • martin:

    rispeto la idea del articolo,ed anche in parte sono d’accordo,quello pero che non finisco di capire è la absoluta difesa di personaggi come Ghedaffi,che non penso sia rimasto al potere per filantropia,come pure un Fidel Castro( sputanando cosi la sua stessa revoluzione) quando si dice che in Libia era riuscito a tenere insieme un complesso di tribu mi sembra proprio una contradizione,gia che allora si difende la tremenda strategia degli imperi che disegnarono a tavolino tutti i paese africani,anche quelli medio orientali,metendo insieme popoli che mai lo avrebbero fatto di spontanea volonta,che ci sia dietro a tutto questo caos,non lo so,ma di certo so che è molto facile stare in Europa a scribere sulla buona politica di Ghedaffi,e farlo senza che vengano a prenderti e portarti via per essere anti-regime,io penso che a nessuno qui giobarebbe tenersi uno al goberno per decade per poi passarlo al figlio e avanti,io vengo dal sudamerica e so cosa vuol dire avere un militare come capo-padrone che te dici persino che film puoi vedero o no,che libri puoi leggero o no,a convertirte in un “desaparecido”per il solo fato magari di avere una imagine a casa tua del “Che Guevara”…forse bisognerebbe viverci qualche anno a Cuba,o Libia e cosi poter sprimere meglio una idea….ma forse è meglio farsela da qui.

    • MassimoVerdinoMosello:

      Martin rispetto quello che dici e approvo in parte il tuo pensiero, ma a sentir raccontare la vita di un libico mi pare ben diversa da quella di un cubano… il paragone per me non sta in piedi.

  • jd71:

    Qui non è da stare da una parte o dall’altra, non è calcio questo!!!
    ci vuole ricerca di informazioni reali, acuto discernimento, attenta analisi.
    Sicuramente Gheddafi avrà i suoi bei privilegi ed avrà commesso errori, ma il potere finanziario, l’oligarchia, il nwo, chiamatelo come volete, è il male peggiore che possa esistere su questo pianeta, è il cancro della terra e va totalmente estirpato in un modo o nell’altro. Hasta siempre.

  • Beccaby:

    Ciao a Tutti,
    chi è più colpevole, il tiranno che impone la conquista economica del mondo, la sua invasione con distruzioni di massa, il monopolio delle sementi, l’aggressione farmaceutica, la dominazione pubblicitaria, l’informazione addomesticata, la barbara condotta aziendale, o coloro che sottostanno a quelle imposizioni e zitti zitti, seraficamente, invadono e rovinano ogni angolo di un mondo che ormai può solo chiedere: pietà! sopraffacendo ogni buon senso e libertà?

  • La “Pantegana Nato” è una bestia viscida, lurida, subdola, che scava gallerie sotterranee ovunque qui da noi: nel Vicentino come in Sicilia e in Sardegna … e nei caveau delle banche. Fino a farti franare il terreno sotto i piedi.

    Fauna non nativa dell’ ecosistema Italico, è stata evidentemente importata dall’ estero: mio cognato dice di aver visto una pantegana nato con ancora addosso l’imbracatura e dice che, prima di lanciarle, le addestrano a tirare coi denti il cordino che fa aprire il paracadute.
    http://www.sitocomunista.it/internazionale/usa/basiUSA.htm

    Mondart ( duro con gli stolti, tenero coi bisognosi, signore con le signore ).
    …….

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