6 / 3 / 2011 – GlobalProject.info
Le piante inca amaranto kiwicha invadono le piantagioni di soia transgenica della Monsanto negli Stati Uniti come in una crociata per fermare queste dannose imprese agricole e passare un messaggio al mondo.
In quello che sembra essere un altro esempio di saggezza della natura, aprendo la strada, la specie amaranto Inca nota come “kiwicha” è diventata un incubo per la Monsanto. Curiosamente, questa azienda nota per il suo male (“Mondiablo”) si riferisce a questa erba sacra per gli Inca e gli Aztechi, come pianta infestante o erba maledetta. Il fenomeno di espansione della amaranto nelle colture in oltre venti stati degli Stati Uniti non è nuovo, ma merita di essere salvato, forse anche per celebrare le capacità e l’intelligenza di questa pianta guerriera che si è opposta al gigante delle sementi transgeniche. Dal 2004 un agricoltore di Atlanta ha notato che i focolai di amaranto hanno resistito al potente erbicida “Roundup” a base di glifosato e divorato campi di soia GM. nel suo sito web la Monsanto raccomanda gli agricoltori di mischiare glifosato con erbicidi come 2,4-D, vietato in Scandinavia perché correlato con il cancro. E ‘curioso che il New York Times che oltre 20 anni fa ha scritto che Amaranto potrebbe essere il futuro del cibo nel mondo ora chiama questa pianta un “superweed” o “pigweed”, termini dispregiativi che riflettono una concezione di amaranto come una piaga. Secondo un gruppo di scienziati britannici del Centro di Ecologia e Idrologia, si è prodotto un trasferimento di geni di piante geneticamente modificate e di alcuni “indesiderabili” erbe come amaranto. Questo fatto contraddice le affermazioni di esponenti di organismi geneticamente modificati (OGM), che affermano che l’ibridazione tra una pianta geneticamente modificata e un impianto non modificato è semplicemente “impossibile”. Amaranto ha certamente più proteine della soia e contiene anche vitamine A e C. Nel frattempo negli Stati Uniti si preoccupano di come rimuovere questa pianta rustica che supera la tecnologia Monsanto: si riproduce in quasi tutte le condizioni climatiche, non si infetta da malattie o insetti che non hanno bisogno di prodotti chimici. Non sarebbe meglio ascoltare il messaggio della natura e provare la trasformazione dei prodotti alimentari amaranto?
Casi come la demonizzazione di amaranto ci fanno pensare che l’industria alimentare cerca semplicemente di mantenere la popolazione nella peggiore forma possibile per essere divorato da oscure corporazioni e interessi politici.
Tratto da Asociacion Civil Develar





























questa pianta”amaranto” molto resistente che non viene intaccata da insetti e malattie no può essere presa in considerazione perchè: come farebbero a vendere i prodotti chimici che servono tantissimo per avvelenarci? come farebbero a farci ammalare di cancro ed altro? Buona salute a tutti!!!!!!
@JACOPO,
come altre volte ancora un BRAVO(!!!) per aver pubblicato un altro IMPORTANTISSIMO articolo sul CIBO; ogni consumatore assieme anche agli agricoltori più “consapevoli” dovrebbe leggere e venire a CONOSCENZA di questa straordinaria notizia ECOLOGICA, qui si dimostra una volta di più che le LEGGI di MADRE NATURA ridimensionano le roboanti e presuntuose affermazioni di una delle più potenti MULTINAZIONALI mondiali “LA MONSANTO” assieme alle altre 4 sorelle BIOTECH !!!
Il paradosso è che l’ AMARANTO “KIWICHA” classificata pianta “infestante” della SOIA, è invece considerata dall’ antico e saggio POPOLO INCA del PERU’ una pianta SACRA; essa infatti fornisce un’ integrazione importante nell’ alimentazione GRAZIE alla produzione di migliaia di semini super nutrienti e vitaminici, inoltre anche le sue foglie lessate sono buone e commestibili !!!
E’ talmente interessante e promettente la sua coltivazione, che il governo dell’ ARGENTINA ha studiato e finanziato un progetto per la sua diffusione nelle zone più aride e difficili dello STATO; la farina iperproteica ottenuta dai semini viene commercializzata già in diversi PAESI compresi gli STATI UNITI, una pianta quindi che anche NOI dobbiamo imparare a “conoscere” ed “amare” perchè nostra AMICA ed ALLEATA potente per fermare gli OGM-transgenici !!!
HASTA SIEMPRE
Grazie Sergio per il tuo contributo importante!
La notizia dell’invadente pianta peruviana dà un po’ di speranza.
Eppure, c’è chi sta dalla parte della multinazionale del settore e non si capisce se è pagato o se è incosciente di suo. L’agricoltore di cui si parla nell’articolo del Gazzettino sta all’insieme dei contadini come i debunkers stanno ai cercatori di verità, meglio conosciuti come cospirazionisti.
Mi viene in mente una sola parola: pervicacia.
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=141275&sez=NORDEST
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W W W l’amaranto!
Forza AMARANTOOOOOO
Complimenti per il bel sito e soprattutto per gli scritti in esso contenuti. Continua così che vai bene