Dopo il Pakistan e tutto il Nord Africa, dopo i paesi arabi indipendenti, ecco un nuovo fronte di guerra americano. La grande follia di questa Terza Guerra Mondiale non è percepita nella sua drammatica e terribile gravità. I potenziali oppositori sono stati inibiti al pensiero critico, plasmati da una pressante informazione di Regime sempre più apertamente fasulla. Questo Regime è riuscito ad aggregare a se i cervelli distratti degli spettatori televisivi del mondo riuniti. Sta così tumultuosamente prendendo forma la più grande tirannia mondiale mai apparsa sul pianeta. I Nostri, con la pancia piena, in special modo la sinistra traditrice, sono quasi tutti proni ai desiderata dei carnefici globali…Peacereporter.net
Da qualche mese i velivoli senza pilota in missione segreta in territorio messicano
Aerei senza pilota statunitensi, i famosi droni, sorvolano ormai da un mese i cieli messicani. Una notizia che fino a oggi era rimasta segreta e che è stata diffusa solo in questi giorni grazie a un articolo pubblicato sul New York Times.
Un’operazione che se fosse stata resa pubblica avrebbe creato non pochi malumori all’interno della politica nazionale e anche fra la cittadinanza, e avrebbe scoperchiato problemi legati alla sovranità nazionale. Infatti, la Costituzione messicana proibisce qualsiasi ingerenza militare di forze straniere, ma sembra che la gravità della situazione abbia costretto le autorità messicane a tenere nascosta la vicenda per pura convenienza.
Gli accordi fra Città del Messico e Washington, infatti, prevedevano solo il pattugliamento dei droni sulle aree di frontiera e non certo l’uso dei velivoli all’interno dello spazio aereo messicano. E sembra che sia stato proprio il presidente messicano Felipe Calderon a chiedere al Pentagono di utilizzare in altro modo gli aerei spia
Come si legge nell’articolo del New York Times che cita fonti interne al Pentagono, il volo dei droni autorizzato dal Dipartimento di Sicurezza Usa farebbe parte di una serie di accordi bilaterali firmati da Calderon e Obama nei mesi scorsi e ratificati nell’ultima visita del presidente Usa in Messico, avvenuta all’inizio di marzo.
D’altronde, gli oltre 34mila morti degli ultimi cinque anni hanno costretto le due amministrazioni a collaborare in modo molto stretto, commettendo anche degli errori.
In ogni caso, le missioni dei droni avrebbero già ottenuto qualche buon risultato come ad esempio la localizzazione di alcuni sospettati di aver fatto parte del commando che ha ucciso l’agente statunitense del servizio immigrazione, Jaime Zapata. Di fatto, però, proprio la morte dell’agente Usa ha rafforzato l’impegno di Washington in Messico. Rafforzato a tal punto che sembra che per le strade del paese ci siano molti agenti Usa armati, in netta violazione della Costituzione messicana.
Inoltre, che Washington si stia impegnando a fondo nella lotta al narcotraffico non è cosa nuova. Ultima novità importante in ordine di tempo è la dichiarazione del presidente Obama di ritorno da una breve visita in alcuni stati centroamericani. Durante il suo soggiorno a El Salvador, infatti, Obama, ha annunciato un nuovo investimento di 200 milioni di dollari per la lotta ai cartelli della droga messicani che usano i paesi del centro America come basi di transito per gli stupefacenti prodotti nel Cono Sud.
Obama da San Salvador ha parlato chiaro: “Stiamo lanciando un nuovo sforzo contro le bande presenti in America centrale. Vogliamo aiutare a rafforzare le istituzioni e la società civile che sostengono lo Stato di diritto” ha detto il presidente a margine di una conferenza stampa.
Dello stesso avviso il presidente salvadoreno Funes. Il suo Paese, che fino a poco tempo fa era solo usato come area di passaggio, si sta lentamente riconvertendo in zona di consumo di droga. “Non possiamo più permettere di offrire ai nostri giovani solo due possibilità di sviluppo: o andare negli Usa a cercar fortuna oppure cadere nelle mani delle bande criminali”.
Alessandro Grandi
Messico: “L’invasione USA è inevitabile”
“Gli Stati Uniti saranno costretti a invadere il Messico. Non è una questione di ‘se’, è una questione di ‘quando’. Poi sorge la domanda: cosa fare del Messico dopo averlo invaso e aver spazzato via i cartelli della droga? Forse gli Stati Uniti riporteranno il Messico a essere uno stato nazionale di politici corrotti, di politiche economiche fallimentari e di illegalità, oppure annetteremo il Messico e lo trasformeremo nel cinquantunesimo stato?”
Questa riflessione risale allo scorso dicembre e fa parte di un articolo pubblicato da Redstate intitolato “Piaccia o no, il Messico è il nuovo Afghanistan”, che descrive la situazione apocalittica sul confine meridionale degli Stati Uniti. Malgrado la scarsa attenzione dei media, il Messico è in preda al caos: i politici non sono in grado di riportare all’ordine i narcos, che sono sempre più ricchi e potenti e ingaggiano sanguinosissime lotte tra bande rivali.
Il parallelo con l’Afghanistan è quasi inevitabile, per esplosività e destabilizzazione. Con l’ovvia differenza che il Messico confina direttamente con gli Stati Uniti, per cui la domanda dovrebbe essere: perché gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq, l’Afghanistan, si preoccupano dell’Iran e sono subito pronti a intervenire in Libia, mentre non si curano della vera bomba che hanno proprio alle porte di casa?
Ma la bomba, in realtà, è gia entrata dalla finestra, e sta già esplodendo. Lungo il confine meridionale degli States, gli agenti di polizia americani sono minacciati dai cartelli della droga, che anzi controllano già alcune zone di Arizona, New Mexico e Colorado. Ma l’aspetto più raccapricciante sono le vendette tra bande rivali, i rapimenti (28.000 negli ultimi quattro anni) e le raccapriccianti torture a cui sono sottoposte le vittime (potete trovare qui un video, ma attenzione! E’ estremamente violento). Tutto ciò sta accadendo ora non solo in Messico ma anche aldilà della frontiera statunitense, attraversata da migliaia di profughi in fuga per sopravvivere.
Se le autorità messicane si sono dimostrate totalmente impotenti a riprendere il controllo della nazione, gli USA continuano a ignorare le richieste di inviare truppe per rendere sicuri i confini meridionali. Secondo alcuni analisti repubblicani, l’amministrazione Obama temerebbe di alienarsi la comunità ispanica, una componente fondamentale del proprio elettorato negli stati del Sudovest, a cui potrebbero sommarsi 8 milioni di potenziali nuovi voti da parte degli immigrati.
Ma le ragioni potrebbero essere anche altre. Innanzitutto, aprire sempre nuovi fronti all’estero è una strategia di proiezione. Invece di cercare di risolvere le proprie tensioni interne, operazione che potrebbe essere più destabilizzante del problema stesso, gli USA preferiscono ridirezionare le frustrazioni verso l’esterno. Una strategia che però non eviterà, molto presto, che i nodi vengano al pettine.
Ma aldilà delle interpretazioni psicologiche c’è il mercato degli stupefacenti, che viene combattuto solo con parole molto paternalistiche e con poche azioni concrete. Perché in realtà la droga serve. Così come la guerra in Afghanistan non ha fermato il mercato dell’oppio, Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse nello stroncare i cartelli della droga, né in Colombia né tantomeno in Messico. Fintanto che l’America è inondata di stupefacenti e gli adolescenti fumano crac nelle scuole, la situazione è in realtà ottima. Sedati, oppure violenti al punto giusto per essere sbattuti in galera, tutto rimane sotto controllo.





























…mentre la guerra in italia si fa su piani diversi.
Ci fu il tempo delle stragi.
Adesso che la banda rothtshild ( o bildenberg o la grande loggia non ho ancora capito bene chi è al vertice), ha il ns paese in pugno, le stragi non servono piu’.
Nel paese con il piu’ alto debito publico del mondo chi comanda? Chi è padrone del debito. Chi è padrone del signoraggio. In primis le 3 banche maggiori: intesa, unicredit e mps. La banda rothshild, Li ,comanda. Eccome. Quindi, Ci comanda.
Tutti fanno la piega con LA banca. Dal salumiere, alla grande industria, dal padre di famiglia all’artigiano, dal giornale al partito politico.
Invece delle stragi, ai giorni nostri basta che muovano le pedine giuste…e fanno piu’ danni delle stragi.
Un esempio è il bombardamento mediatico a berlusconi. Così facendo indeboliscono sempre di piu’ il nostro paese.
Altro esempio è la guerra a finmeccanica mediatico- giudiziaria prima e la crisi libica poi , qui c’è anche la complicita’ della francia a cui fanno gola i grassi contratti.
Un altro esempio è la guerra a eni: politica nell’ue con un continuo lavoro di richiesta di ridimensionamento, finanziaria buttando giu di conseguenza il valore di borsa e con la crisi libica in questi giorni, E qui la francia c’entra ancora.
E poi ci sono le varie guerre di conquista nel modo delle aziende di questi giorni.
Una cosa mi SUONA strana.
Ho sentito in questi giorni Prodi, quello del britannia e della grande svendita, che sventolava il tricolore urlando in difesa dell’italia dai predoni francesi. Idem ho sentito bruno vespa. Idem la gran parte dei giornali che presi da giusto e sano patriottismo hanno infervorato le masse. Ma dove erano gli anni scorsi. I fondi americani sono padroni del 30%, forse di piu’, di eni. I fondi americani sono padroni di tantissime grandi aziende italiane. Ad esempio campari. E poi le banche straniere di parte della fiat. La cina si è comprata un sacco di aziende negli ultimi anni. Gli inglesi ci hanno scippato la borsa. E alitalia quasi regalata ai francesi. ADESSO SI SONO SVEGLIATI ALL’IMPRIVVISO IN DIFESA DELL’ITALIANITA’? No, no. Qui c’è qualcosa che non quadra. Lo capiremo poi.
Le invasioni Usa e Usa-Nato sono inarrestabili? Ora è la volta del Messico quella dell’italia è iniziata nel 1945.
Il “mercato” degli stupefacenti e’ soggetto ad una competizione sfrenata e in cui non e’ assente il desiderio degli imperialisti di fare la cresta maggiore anche attraverso le sue maggiori “istituzioni” notoriamente nell’affare. La lotta al narcotraffico e’ in realta’ un paravento, almeno in una buona parte dei casi, per combattere i competitori di quelle “istituzioni” cui ho fatto cenno. L’impero non tollera organizzazioni che possano insidiare i loro profitti e che si allarghino troppo come nel caso dei cartelli messicani o di organizzazioni etniche non direttamente alleate come anche Cosa Nostra che ha ricevuto anche lei una recente batosta. Ormai l’impero rincorre gli spiccioli preziosi per evitare la sua catastrofe economica e usa tutti i suoi apparati e la sua potenza tecnologica e militare al servizio dell’economia e del proprio profitto. Potrebbero ammazzarti anche per dieci dollari.
Cinquantunesimo stato dell’america? Caro Lino Ti stai sbagliando, sono d’accordo con emme, la stella sulla bandiera a strisce del 51° ce lo abbiamo noi dal 1945! se non da prima!
simpatico il motivo per cui gli states hanno piacere a lasciare intatto il narcotraffico. per tenere impegnati i propri adolescenti….ma per piacere..quello è solo l’ultimo dei motivi. certo, destabilizzare le società civili dall’interno in quel modo è roba che ha sempre funzionato. ogni governo ne usufruisce. il maggior utilizzo del narcotraffico sono i suoi illimitati fondi neri, usati per le più sporche inconfessabili operazioni segrete. gli interessi maggiori per appoggiare il narcotraffico, piuttosto che combatterlo, sono riscontrabili in quelle aree superproduttive del mondo dove gli states hanno una forte presenza militare. ecco alcuni dati tratti da un articolo di william blum:
Il maggior produttore mondiale di cocaina è la Colombia, con il 61% della produzione mondiale; il maggior produttore di oppio nel mondo è l’Afghanistan, che concentra il 92,5% della produzione. Questi due paesi contano su di una massiccia presenza dellEsercito degli Stati Uniti nel loro territorio, il primo nella cornice del Plan Colombia e il secondo dovuto alloccupazione militare Enduring Freedom: l’Informativa dellONU dimostra che, nonostante l’occupazione militare statunitense, i risultati in materia di lotta antidroga sono catastrofici in entrambi i paesi. Nel caso della Colombia, la produzione di cocaina praticamente non è scesa in 10 anni di aiuto tecnico e militare degli Stati Uniti attraverso il Plan Colombia. Nel caso dellAfghanistan, la produzione dell’oppio aumentò, secondo l’ONU, del 141% dall’inizio della presenza delle truppe militari e della DEA nel paese.
L’ipocrisia americana non ha limiti! si preoccupano tanto (a loro dire) delle liti tra bande, ma l’unica loro vera preoccupazione è il monopolio, tant’è che l’eroina non proviene dal Messico e se non la importasse l’esercito per conto della Cara z_IA l’america e il resto del mondo non ne sarebbero invasi.