Un lettore ha postato il seguente commento:
Quindi chiedo:
A questo mondo dov’e’ il giusto di cui parlate?“
Quando ho letto questo commento ho avuto un momento di euforia. Ecco il momento buono, mi son detto, per svuotare il sacco e dire a tutti i nostri lettori quello che penso possa aiutare veramente le persone.La più alta
Da quando abbiamo voltato le spalle a Dio, le cattedre della sapienza ispirata si sono trasformate in fornaci per trasformare in cenere le fragili menti dei popoli e delle generazioni. Da quando l’uomo ha cancellato l’amore di Dio nel suo cuore, si è permesso di insediarsi nei seggi del potere religioso e politico per sottomettere e insidiare la dignità degli altri uomini. Da quando abbiamo scelto il potere al posto dell’onore, l’ambizione trasforma ogni azione e occasione in una possibilità irrinunciabile per avere successo e moltiplicare, negli specchi delle aspettative altrui, la nostra immagine.
Da quando l’uomo ha messo a morte Gesù, nel cuore e nella mente non vede l’ora di coprirlo di ridicolo, semplicemente per sostituirsi a lui, e finalmente farsi cercare, osannare e chiamare da tutti gli altri maestro dell’umanità, in ogni angolo della terra e della storia.
Da quando l’uomo ha lasciato la casa del Padre, si è addestrato a chiamare “casa” le scatole di materiale vario in cui dorme e mangia. Da quando l’uomo ha abbandonato le braccia del Padre celeste, si è convinto che abbia un qualche significato, onore e sacralità chiamare “padre” e “madre” chi gli ha trasmesso la vita sulla terra.
Da quando l’uomo ha tradito la luce dello Spirito Paraclito, si è arrogato a turno nella storia il diritto di spacciarsi egli stesso guida illuminata dei suoi simili.
Da quando l’uomo ha allontanato da sé il volto di Dio, si è così svuotato di sé da trasformare tutta la vita in una frenetica occasione per essere grande, procurarsi successo, nome, immagine e gloria.
Da quando l’uomo è scappato dall’armonia divina, ha voluto ubriacare il suo cuore e la sua mente di ogni ambizione, successo e vanità possibili e ha perso la più alta forma di intelligenza, la più elevata possibilità di comprensione, la più potente delle armonie interiori, la più profonda espressione dell’amore, l’umiltà.
L’umiltà è già, è sempre e per sempre sarà, semplicemente la più alta. Più alta della ragione, delle parole, dei discorsi, delle argomentazioni, dell’intelligenza e si raggiunge con un passo. Un solo piccolo passo, un passo all’indietro, verso se stessi, dentro se stessi, guardando le stelle.
In quel tempo, 1 Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2 dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4 Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7 dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10 E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
11 Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12 chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».Vangelo di Matteo 23,1-12





























Condivido pienamente, peccato che i gestori attuali della Chiesa Cattolica siano i primi a non praticare quanto detto da Nostro Signore Gesu’ Cristo. Ancora un appunto ai nostri governanti : avete fatto piu’ di Centomila leggi per non risolvere nulla quando qualcuno molto tempo fa ha risolto tutti i nostri problemi con dieci comandamenti e Qualcun’altro ha detto semplicemente “Ama il prossimo tuo come te stesso” e questo è tutto.
Per il messaggio di amore è un bellissimo articolo anche se però è difficile dire quando è successo che abbiamo voltato le spalle a dio visto che prima abbiamo voltato le spalle alla dea. La civiltà umana è molto più antica di quanto fino ad ora ritenuto (o meglio “fatto credere”) e le comunità gilaniche, in cui vi era piena uguaglianza tra uomini e donne, sono venute ben prima delle popolazioni maschiliste che hanno svillupato le attuali religioni monoteistiche ed erano società pacifiche dove si adorava la dea madre …. la verità è molto difficile da raggiungere però l’unica cosa certa è che gli ultimi 5.000 anni di storia sono stati pieni di guerre ed orrori che continuano anche oggi.
Grazie Lino..
> Qualcun’altro ha detto semplicemente “Ama il prossimo
> tuo come te stesso” e questo è tutto.
Già, detta così appare semplice, ma quanti amano se stessi? e come si amano?
Questo è il problema.
Se uno per se stesso intende una bella macchina, una casa nuova, abiti firmati, tanti soldi, il potere!, ecc. (ossia l’ego) come pensate applicherà quel concetto?
“Amando” solo quelli che hanno macchine, case, abiti, soldi, potere!, ecc. (un forte ego) e “NON-Amando” tutti gli altri, la stragrande maggioranza delle persone.
Prima di imparare ad amare il prossimo come te stesso, occorre imparare ad amare se stessi più del prossimo, ovvero amare d-IO.
E la parte più difficile di questo è farlo senza alimentare l’ego, ossia farlo in sobrietà e condivisione disinteressati.
Quindi io vi chiedo: è più importante amare se stessi o amare gli altri?
Io ritengo sia meglio iniziare prima da se stessi, e poi trattare gli altri come stai trattando te stesso.
Questa ovviamente è una riflessione mia personale che mi frulla or ora per la testa, sono curioso di sapere cosa ne pensate.
Ciao e Grazie
Dario.
Credo che se una persona non sa amare se stessa non è in grado di amare gli altri.
@CRISTIANO67,
condivisibili le tue riflessioni su quando l’ UOMO ha voltato le spalle a DIO; giustamente ricordi che nella notte dei TEMPI l’ UMANITA’ ha voltato le spalle anche alla DEA MADRE, da quel momento in poi SONO iniziate le guerre per il PRE-DOMINIO ed il POTERE !!!
DIO è da secoli SEMPRE dipinto o rappresentato “simbolicamente” MASCHIO, questo è un errore fondamentale perchè DIO essendo il TUTTO/UNO è anche FEMMINA; ed è proprio così e NOI ne siamo la prova vivente e reale, infatti in ognuno esiste indipendentemente dal sesso una componente FEMMINILE e una MASCHILE più o meno in equilibrio !!! PUNTO.
NAMASTE’
Perdere la fede significa anche pregare per aver la grazia di vincere al superenalotto, senza rendersi conto che intere popolazioni vivrebbero solamente con qualsiasi dei tuoi scarti, più uno nè ha, più ne vuole. Farla capire a tutti non è assolutamente facile, anche se tutti quanti ci rivolgiamo per nutrirci e abbeverarci alla stessa identica fonte Madre Terra, la quale tutti i giorni per egoismo personale di certe élite, viene depredata, inquinata, violentata. E’ abitata da tutti noi e non nè abbiamo un altra di scorta.
Prima le si bruciava sui roghi, ora sono diventate semplice merce da baraccone, da mettere in vendita sui viali o in internet.
Sono le Donne.
Da dopo le società Gilaniche sono sempre state alla merce degli uomini, emarginate, sottomesse.
Perchè tutto questo?
Io dico perchè la donna è la madre divina, la DEA, la parte emotiva del tutt’uno. è la componente principale della vita.
E’ in essa che scatta la scintilla che da vita all’umano che verrà, e nessuno sa come questo avvenga. Certo, si dice che occorre mettere almeno uno spermatozoo nel suo ventre, e magari è pure vero. Ma come mai a volte questo metodo funziona e spesso no?
Nessuno lo sa. Oppure pochi lo sanno, ed è per questo che viene schermita e emarginata.
Ma anche perchè molti Maschi negano e ignorano la componente femminile che possiedono in essi, anche aiutandosi col sostenere che DIO è maschio e non entrambi, sia Femmina che Maschio.
Proprio come racconta NAMASTE’
Ciao
Dario
complimenti, bellissimo articolo e tutto vero… è proprio quello che sento predicare dai religiosi di tutto il mondo!!!
Rimango sempre convinto che se l’uomo non fosse “a immagine e somiglianza di Dio”, sarebbe venuto meglio.
Io riposto il brano del Vangelo di Matteo 23,1-12 perchè c’è scritto tutto:
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Vangelo di Matteo 23,1-12
Sono parole bellissime. Abbiamo voltato le spalle a Dio, mi sento solo di aggiungere uno stralcio delle riflessioni di A. W. Pink In 2 Co. 4:3 troviamo un testo che dà molta luce all’argomento in questione. Esso dice: “Ma se il nostro Evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell’Evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”. Satana acceca le menti degli increduli nascondendo da loro la luce dell’Evangelo di Cristo, e sostituendolo con il proprio evangelo. È quanto mai appropriato, infatti, che egli venga definito: “diavolo e Satana che seduce tutto il mondo” (Ap. 12:9). Facendo semplicemente appello “al meglio che c’è nell’uomo” e nell’esortarlo semplicemente a “diventare un uomo migliore”, egli crea una piattaforma generale in cui può riconoscersi ogni sfumatura d’opinione per proclamare uno stesso messaggio.
Citiamo ancora Pr. 14:12: “C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte”. È stato affermato con considerevole veracità che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Vi saranno molti nello Stagno di Fuoco che avrebbero potuto essere lodati per le loro buone intenzioni, risoluzioni oneste e nobili ideali – coloro che erano giusti nei loro affari, onesti nelle transazioni commerciali e caritatevoli in tutte le loro vie; uomini che si vantavano della loro integrità ma che davanti a Dio cercavano di giustificare sé stessi con la loro presunta giustizia; uomini che erano morali, misericordiosi e magnanimi, ma che non avrebbero mai considerato sé stessi colpevoli, perduti, peccatori che solo meritavano l’inferno e nel bisogno di un Salvatore. Tale è la via che “sembra giusta”. Tale è la via che raccomanda sé stessa alla mente carnale ed a moltitudini oggi di gente ingannata.
Se interessati il resto lo trovate qui http://camcris.altervista.org/altroevang.html
Ah se gli animali o le piante potessero parlare… ne avrebbero secondo me di cose da insegnarci; anch’essi come noi nascono, vivono e muoiono e questo senza mai dire una preghiera, senza mai dover alzarsi controvoglia per andare a lavorare, senza mai guardare l’ora per sapere se è l’ora di pranzo o quella del pisolino quotidiano, vivono e basta senza arrogarsi alcun diritto divino, probabilmente conosceranno anche loro la gioia e la paura, ma non per questo si sentono di dover ringraziare alcuno per la gioia ricevuta o cercano due braccia divine che li proteggano dalla paura, non differenziano lo Jing dallo Jang e le loro molteplici sfumature come la notte ed il giorno o il caldo ed il freddo.
Ci sono uomini che definiamo umili, ad altri gli si riconosce l’arroganza, in qualsiasi caso però adottiamo la scusante che sono ambedue figli di Dio.
ALT!
Sapete cosa è la coerenza? la coerenza è l’ago della bilancia che non si sbilancia a destra o a manca, ci è stato insegnato e tutti abbiamo appreso che, siamo fatti a sua imagine e somiglianza, mai truffa fu più grande! se sei umile non sei arrogante, se sei arrogante non sei umile, è evidente che se ciò fosse vero non gli somiglieremmo affatto, tantomeno gli somiglia l’albero o il leone, ancor meno gli somigliano quegli agnelli che tra pochi mesi, seppur pieni di vita gliel’avremmo a togliere per festeggiare la resurrezione con una ulteriore morte, in pratica i seguaci di Dio, festeggiano la resurrezione del padre (a loro detta) con la morte di suoi figli.
Ma porca trota, ma non la vedete l’incongruenza con l’aggiunta di una buona dose di ipocrisia tutto questo? eppure se non sbaglio, comprendete abbastanza bene quando vi passano l’insegnamento – ascolta quel che dicono, ma non fare quel che ti viene detto – infatti, lo stolto cerca subito di imitare a suo modo col risultato di venire risucchiato dal gorgo dell’ignoranza, mentre il marpione, carpendone fin da subito l’inganno se ne tiene alla larga e rendendosi conto che il comportamento dello stolto porta a sudditanza ne approfitta per portarsi ad un livello superiore.
Queste non sono teorie signori miei, ma la vera storia negata da quando è nato il mondo.
Credo che siano belle parole,ottimi pensieri e sicuramente Matteo se fosse visto come un uomo e non come un Apostolo avrebbe da insegnare tante più cose di quello che si apprende in apparenza.Eppure sono pur sempre parole parziali,si soffermano troppo sul cattolicesimo,non hanno quel senso di totalità come le parole e le sensazioni che potevano uscire dalla bocca e dal cuore di maestri come Osho (o proprio come Gesù,visto come individuo umano e non come profeta di chissà quale insulsa religione). Fin troppa gente crede ancora di trovare quella guida,quel Cristo in mezzo ad una qualunque società…Ma quel Cristo,quella forza,quella vita,quel Dio,o come lo si voglia chiamare,ogni individuo dovrebbe riscoprirlo e lasciarlo agire partendo da dentro. Troppi pensieri e troppe poche sensazioni in questi post…
Caro Tao senti la foglia che cade ma sopra c’è una foresta di consapevolezza che cresce.
A risentirti
@DARIO,
il mio sopranome mediatico è SDEI; invece è SOLO un saluto NAMASTE’=MI INCHINO A TE nella lingua antica il SANSCRITO, se mi permetti vista la tua sensibilità verso il MONDO femminile maltrattato ti suggerirò la lettura di un libro attuale e interessante !!!
Il suo titolo è “Il SERPENTE di LUCE” della MACROLIBRARSI, libro scritto dal grande ricercatore “sciamanico” e spirituale Drunvalo MELCHIZEDEK; in esso troverai una notizia che ti farà molto piacere ed è il “Risveglio della LUCE FEMMINILE”, pochissimi sanno che ogni 13.000 anni “Il SERPENTE di LUCE”(KUNDALINI della TERRA) cambia la sua sede ma anche il tipo di ENERGIA che da MASCHILE è ORA “diventata” FEMMINILE!!!
NAMASTE’
Grazie del suggerimento, SDEI, cercherò il libro da te indicato, l’argomento mi interessa.
E poi perdona il mio equivoco tra il tuo soprannome mediatico e il saluto a me rivolto, l’ignoranza fa compiere errori.
Namastè!
solitamente mi limito a leggere ma questa volta proprio non resisto, devo lasciare un mio commento per partecipare alla conversazione. se solo riuscissimo a gurdare dentro di noi senza pregiudizi e presunzione riusciremmo a leggere la verità che ci abita da sempre. Gesù non ha fatto altro che semplificarci le cose. ha snocciolato una per una tutte le nostre verità cercando di insegnare all’umanità a vivere assecondando le sue istanze. come uno straordinario libretto di istruzioni vivente, Gesù ha svelato l’uomo all’uomo, poi con la liberà che gli è stata regalata l’uomo può cestinare o usare sapientemente quelle preziose indicazioni. Questo vale anche per chi non crede nella divinità di Gesù. Il punto è che siamo troppo pieni di noi e del nostro sapere per lasciare spazio a una sana comprensione di noi stessi. Se vedessi intorno a me un’umanità serena, in pace e consapevole forse penserei che si possa fare a meno di Dio e delle sue “strade” ma purtroppo vedo solo insoddistazione che si autolalimente cercando soddisfazione in cose e esperienze che non appagano. Non si possono cercare le chiavi sotto il lampione illuminato se le abbiamo perse da un’altra parte!!!
Ciao Moira benvenuta,
ho letto più volte il tuo commento essendoci una frase che mi ha colpito, la frase è questa:
[Gesù non ha fatto altro che semplificarci le cose. ha snocciolato una per una tutte le nostre verità cercando di insegnare all’umanità a vivere assecondando le sue istanze]
beh è come se mi avessi aperto una porta, nella quale sono stato avanti una vita e ti giuro di non averla mai vista e che probabilmente mi porterà a cambiare qualche posizione presa.
Veramente un interessante punto di vista, grazie.
@MOIRA,
hai fatto molto BENE ad intervenire così favorisci il DIALOGO e arricchisci il SITO; infatti hai già interessato ICECUBE e per uno che ti risponde altre centinaia di persone leggono e partecipano, anche se solo in maniera “passiva” !!!
Originale la frase delle CHIAVI perse altrove, la parola l’ ho scritta in maiuscolo perchè la CHIAVE da SEMPRE ha un alto valore simbolico ed ESOTERICO; ESSA apre tante porte come quelle dei MISTERI e del POTERE infatti NON è un caso che siano presenti incrociate ad X nel simbolo del VATICANO, ma apre anche quella della CONOSCENZA che rende l’ UOMO SEMPRE LIBERO !!!
HASTA SIEMPRE
la vita è E-SISTERE e come tale è coraggiosa ricerca, quando non è coraggiosa ci facciamo bastare le risposte preconfezionate da altri. il mondo materialista ci forma senza E-DUCARCI fornendoci solo una lettura antropologica finta e mistificata. ci anestetizza impedendoci di vedere il vero. è da qui che nasce il bisogno di ricercare ciò che sentiamo di aver perso proprio nel posto dove è avvenuta la perdita. il rischio è quello di scegliere la via più comoda e apparentemente più facile e veloce…cercare dove è più illuminato senza però riuscire a trovare quello che ci manca veramente. per ritrovarci pienamente dobbiamo ritornare dove ci siamo persi. in fondo di cosa abbiamo veramente bisogno? di amore, di rispecchiamento, di accoglienza, di gesti, di riconoscimento, di libertà e di verità.