Fonte: www.rinascita.eu
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=7283 di: Alien
“La salute dell’uomo sta’ più nell’appropriato uso della cucina che nelle scatole degli speziali” Francesco Redi (1626-98)
Secondo le stime del Servizio internazionale per l’acquisizione delle applicazioni agro-biotech (Isaaa, rapporto N. 42) nel 2010 si è avuto un notevole incremento su scala mondiale delle coltivazioni transgeniche la cui diffusione ha superato in meno di 15 anni il miliardo di ettari, distribuiti prevalentemente fra Stati Uniti, Brasile ed Argentina; è emersa anche una rapida accelerazione in Cina, ove tali colture sono state adottate da circa 6,5 milioni di agricoltori. All’interno dell’Ue, escludendo il caso spagnolo ― sul cui suolo si concentra circa l’80% dei terreni europei destinati agli Ogm ― è stato riscontrato un calo significativo delle semine sia in Romania (-75%) che nella Repubblica Ceca (-24%), mentre ben ventuno Paesi dell’Unione mantengono il proprio divieto.
Gran parte dei consumatori si dimostra altresì diffidente verso l’alimentazione transgenica e trovandosi di fronte all’apposita etichetta identificativa, potendo scegliere ne rifugge l’acquisto; riferisce la Coldiretti che in Italia il 72% dei cittadini intervistati ha espresso la sua preferenza per i cibi tradizionali e genuini.
Purtroppo però, col via libera concesso dall’Ue ai mangimi importati composti anche da materiale gm, evitare la contaminazione si farà sempre più arduo: se nel prodotto le tracce sono inferiori allo 0,9% non è infatti prevista l’etichettatura obbligatoria. Nonostante i ripetuti appelli di medici e ricercatori ― fra cui il biochimico ungherese Árpád Pusztai che fin dal 1999 dimostrò [1] la tossicità innescata dalla manipolazione genetica degli alimenti ― nonostante le preoccupazioni di associazioni ambientaliste per la temuta propagazione dei transgeni e l’allerta per la salute pubblica, gli Ogm continuano ad essere sponsorizzati come il “miracolo” che sfamerà il mondo intero. L’Ue si fa sempre più permissiva, agevolando gli interessi delle grandi multinazionali statunitensi: un atteggiamento di apertura che ha avuto inizio nel 2003, anno in cui gli Stati Uniti assieme a Canada ed Argentina vinsero la vertenza commerciale presso la Wto (Organizzazione Mondiale del Commercio) contro la moratoria europea del ’98 che sospendeva le autorizzazioni al mercato transgenico.
Strumento, o meglio testa di ponte che favorì la strategia aggressiva utilizzata dagli Usa per imporre sanzioni contro tutti i Paesi ― in particolar modo quelli in via di sviluppo, com’è accaduto già per Bolivia e Srī Lanka ― che avessero intenzione di applicare restrizioni in tal senso, è stato il programma stabilito dalla commissione Codex Alimentarius [2]. Si tratta del principale organismo mondiale, coordinato dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che dispone le direttive di sicurezza alimentare, fissa i limiti sui residui di pesticidi, additivi e farmaci veterinari e le norme igieniche rivolte a ben 153 Paesi. Questi standard sono il punto di riferimento adottato dalla Wto per giudicare le vertenze internazionali ad essa sottoposte, ed è pertanto ovvio che tutti i Paesi membri dovranno sempre più attenervisi, volendo evitare le conseguenti perdite economiche dovute ad esorbitanti sanzioni.
Facilitare gli scambi commerciali internazionali è uno degli obiettivi dichiarati dal Codex Alimentarius, assieme a quello di “garantire ai consumatori un prodotto sano e igienico” e “correttamente presentato ed etichettato”: peccato siano delle finalità in netto contrasto fra loro, dato che gli interessi economici delle lobby industriali non antepongono certo la salute umana al profitto. Lo dimostrano le linee guida generali per le indicazioni sulla salute [3] che applicano severe restrizioni all’impiego dei rimedi naturali, specificando che gli unici prodotti a cui è consentito riportare indicazioni in merito alla prevenzione ed il trattamento delle patologie sarebbero i farmaci e non gli alimenti, sbarrando così la strada in primis a vitamine ed integratori alimentari e quindi a tutta una serie di prodotti erboristici classificati come tali. Anche il Codacons è intervenuto ― nel 2010 ― lanciando un allarme sugli additivi chimici sdoganati dal Codex: “alimenti trattati con sostanze quali micotossine, idrocarburi aromatici policiclici; desoxynivasol; acrilamide, cadmio. Per i pesci si teme per il metilmercurio e per il piombo. Recentissima è poi l’autorizzazione ad aumentare fino a quasi il doppio il livello delle aflatossine nelle nocciole, noci, pistacchi e fave di cacao. Eppure è risaputo che fin dagli anni Sessanta le aflatossine venivano utilizzate dai ricercatori per indurre i tumori negli animali per poi studiarli. Pertanto, le stesse non sono «potenzialmente» cancerogene; ma sono cancerogene e basta!”.
Consultando le linee guida sui cibi transgenici [4] si legge: “I microorganismi a Dna-ricombinante usati per produrre questi alimenti sono generalmente derivati, usando le tecniche della più moderna biotecnologia, da ceppi che hanno una storia di sicuro e propositivo impiego nella produzione alimentare”. Nei casi in cui non vi sia alcuna referenza, non se ne esclude l’uso ma “si dovrà stabilire la loro sicurezza”. In che modo?
“Le valutazioni di sicurezza che sono state condotte hanno riguardato soprattutto la mancanza di proprietà associate alla patogenicità di questi microorganismi e l’assenza di segnalazioni su effetti collaterali attribuibili alla loro ingestione”. Parametri come la stabilità genetica dei suddetti, il potenziale di trasferimento genico e di colonizzazione o interazione con la flora del tratto intestinale, oltre all’impatto sul sistema immunitario verranno valutati a posteriori, in seguito ad eventuali ed imprevedibili conseguenze di un’assunzione prolungata: “le misure di gestione del rischio come il monitoraggio post-commercializzazione degli effetti sulla salute dei consumatori possono facilitare il processo di valutazione”.
Perciò secondo il Codex Alimentarius, prima di poter affermare che gli Ogm siano nocivi sarebbe necessario che il vostro benessere ne venga (irrimediabilmente?) compromesso, dopodiché sarà presa in considerazione l’ipotesi: sempre che siate in grado di dimostrare la diretta responsabilità dei “microorganismi a Dna-ricombinante” nell’insorgenza di una qualunque patologia. Altro criterio per una stima del rischio sarebbero infatti gli esiti sugli animali, e la conclusione a cui si giunge è proprio che “individuare qualsiasi effetto indesiderato e metterlo in relazione definitivamente con una caratteristica specifica del cibo può essere estremamente difficoltoso”, per l’appunto!
Come se non bastasse, degli Ogm sono sconosciuti anche “i potenziali risultati della trasformazione alimentare, inclusa quella domestica”; potrebbero esserci ad esempio “alterazioni nella stabilità di una sostanza tossica endogena o nella biodisponibiltà di importanti nutrienti dopo l’elaborazione”. Ma in ogni caso “basando la stima sul più alto consumo possibile è garantito che il potenziale di effetti nutrizionali indesiderati verrà rilevato”, ed inoltre “l’obiettivo della valutazione sulla sicurezza è concludere che il cibo prodotto con un microorganismo a Dna-ricombinante è sicuro quanto la controparte tradizionale”.
Tutto ciò vi sembra mirato alla tutela della vostra salute?
Aliena
Note:
[1] Stanley W.B. Ewen, Árpád Puszai, Effect of diets containing genetically modified potatoes expressing Galanthus nivalis lectin on rat small intestine, in «The Lancet», Vol. 354, N. 9187, pp. 1353- 354, 16 October 1999.
[2] Codex Alimentarius Commission, Twenty-sixth Session, FAO Headquarters, Rome, 30 June-7 July 2003;
[3] General guidelines on claims, CAC/GL 1-1979 – Codex Alimentarius.
[4] Guideline for the conduct of food safety assessment of foods produced using recombinant-Dna microorganisms, CAC/GL 46-2003 – Codex Alimentarius.

































Ma stiamo dormendo?
Profondamente. Hai forse dei dubbi?
No , la propaganda ipnotica del ministero della conveviente illusione , non permette la presa di coscenza delle anime pigre.
Ai teledipendenti si propone , l’uso di integratori alimentari minerali e vitaminici di etabeta.
Prepariamici ad avere a che fare con tanta biodiversita dopo che la radioattività giapponese si sarà estesa a tutto il globo.
Avremo nuovi esseri sgraziati non solo umani ma anche animali, agli oceani al cielo non si possono mettere paratie di contenimento, quindi strani uccelli e pesci tra non molto saranno presenti anche in europa.
Bene e allora che si fa? Avete qualche suggerimento?
Se vi interessa, qui un paio di notizie su ogm
http://glistappati.blog.espresso.repubblica.it/.services/blog/6a011168552228970c01116855222b970c/search?filter.q=ogm
Cara Gabry, l’equivoco e’ piu’ o meno questo.
Non ci saranno nuovi esseri sgraziati ma solo umani disgraziati e sofferenti.
Non ci saranni strani uccelli e pesci ma uccelli e pesci malati che ci faranno ammalare di malattie sconosciute e non curabili.
Questo e’ il mondo che siamo in grado di regalare ai nostri figli, che con ragione non ci perdoneranno.
L’inferno e’ l’uso delle parole nel modo sbagliato!
Se però tutti cominciamo a non ubbidire alle regole sarà un bel problema per chi vuole controllarci, controllare tutti non è possibile, faccio un esempio: le uova di gallina che sono in vendita devono avere il timbrino sul guscio, quando io vado a comprarle chiedo sempre nei negozi se hanno uova di contadino di galline allevate a terra e qualche volta le trovo, una volta un negoziante, nel passarmi il sacchetto che le conteneva, si è accorto che una era rotta, e cosa ha fatto?, lì alla cassa ha fatto un foro è se l’è bevuta come si faceva una volta. Ecco io preferisco queste situazioni anzichè la pulizia tipo sala operatoria che ci viene venduta per la protezione della salute dei consumatori dalle deliranti multinazionali.
Dal libro Fontamara di Ignazio Silone:
« In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo.
Questo ognuno lo sa.
Poi viene il principe di Torlonia, padrone della terra.
Poi vengono le guardie del principe.
Poi vengono i cani delle guardie del principe.
Poi, nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi, ancora nulla.
Poi vengono i cafoni.
E si può dire ch’è finito. »
(da “Fontamara”)
Se anche le guardie del principe e i cani delle guardie del principe non collaborano più possono fare tutte le leggi che vogliono.
Naturalmente non è così facile però se non abbiamo la forza di opporci politicamente qualcosa dobbiamo fare da soli e discuterne per coinvolgere tutti.
Poi preferire l’acquisto dei prodotti biologici e regionali a volte è la domanda che determina l’offerta.
@TUTTI,
porto alla vostra CONOSCENZA che il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia; ha votato martedì 29/03 una LEGGE di proposta “popolare”(di 58 associazioni)sulla BIODIVERSITA’ e sui PRODOTTI TIPICI che di fatto impedisce la coltivazione di OGM-transgenici, il FVG diventa così la 14 REGIONE-OGM FREE, quello che è straordinario è che tutti i Consiglieri Reg.li(salvo 3) di tutti i partiti in modo trasversale l’ hanno votata !!!
UN’ OTTIMA DIMOSTRAZIONE DI DEMOCRAZIA POLITICA E PARTECIPAZIONE POPOLARE !!!
HASTA SIEMPRE