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e  il modello che vogliono distruggere… (ndr)

di Guido Nardo* – 28/03/2011

Fonte: http://www.appelloalpopolo.it/

Sono stato in Libia, da lavoratore, fino al 21 febbraio scorso quando, costretto dagli eventi, ho dovuto abbandonarla con l’ultimo volo di linea Alitalia.

Ho avuto modo di conoscere gran parte del Paese, da Tripoli a Bengasi, a Ras Lanuf a Marsa El Brega a Gadames, non frequentando gli ambienti dorati, ovattati e distaccati dei grandi alberghi, ma vivendo da lavoratore tra lavoratori e a quotidiano contatto con ambienti popolari, sempre riscontrando cordialità e sentimenti di amicizia per certi versi inaspettati e sorprendenti. Non era raro per strada sentirsi chiedere di poter fare assieme una fotografia da chi si accorgeva di stare incrociando degli italiani, peraltro numerosissimi anche per le tantissime imprese che vi operavano, dalle più grandi (ENI, Finmeccanica, Impregilo ecc.) alle più piccole (infissi, sanitari, rubinetterie, arredamenti ecc.), in un ambiente favorevolissimo, direi familiare…

Da quello che ho potuto constatare il tenore di vita libico era abbastanza soddisfacente: il pane veniva praticamente regalato, 10 uova costavano l’equivalente di 1 euro, 1 kg di pesce spada cira 5 euro, un litro di benzina circa 10 centesimi di euro; la corrente elettrica era di fatto gratuita;

decine e decine di migliaia di alloggi già costruiti e ancora in costruzione per garantire una casa a tutti (150-200 m2 ad alloggio….); l’acqua potabile portata dal deserto già in quasi tutte le città con un’opera ciclopica, in via di completamento, chiamata “grande fiume”; era stata avviata la costruzione della ferrovia ad alta velocità e appaltato il primo lotto tra Bengasi e il confine egiziano della modernissima autostrada inserita nell’accordo con l’Italia; tutti erano dotati di cellulari, il costo delle chiamate era irrisorio, la televisione satellitare era presente sostanzialmente in ogni famiglia e nessun programma era soggetto a oscuramento, così come internet alla portata di tutti, con ogni sito accessibile, compreso i social network (Facebook e Twitter), Skype e la comunicazione a mezzo e-mail.

Dalla fine dell’embargo la situazione, anche “democratica”, era migliorata tantissimo e il trend era decisamente positivo: i libici erano liberi di andare all’estero e rientrare a proprio piacimento e un reddito era sostanzialmente garantito a tutti.

Quando sono scoppiati i primi disordini, la sensazione che tutti lì abbiamo avuto è stata quella che qualcuno stava fomentando rivalità mai sopite tra la regione di Bengasi e la Tripolitania, così come le notizie che rilanciavano le varie emittenti satellitari apparivano palesemente gonfiate quando non addirittura destituite da ogni fondamento: fosse comuni, bombardamenti di aerei sui dimostranti ecc.

Certamente dal punto di vista democratico i margini di miglioramento non saranno stati trascurabili, del resto come in tanti altri paesi come l’Arabia Saudita, la Cina, il Pakistan, la Siria, gli Emirati Arabi, il Sudan, lo Yemen, la Nigeria ecc. ecc… e forse anche un po’ da noi! Pertanto prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché in questi Paesi non si interviene…

Sono triste e amareggiato al pensiero di come sarò considerato dagli amici libici che ho lasciato laggiù dopo questa scellerata decisione di stupidissimo interventismo!
*Ingegnere Gruppo ENI

11 Commenti a “La Libia che non si legge sui giornali.”

  • Chicca:

    anche io molti anni fa’ sono stata con mio marito e mia figlia bambina il Libia a lavorare in un campo che allora era della Belleli, e ti assicuro che anche in un periodo di embargo la vita per i Libici non era quella raccontata oggi da chi vuole cercare, arrampicandosi sugli specchi, buoni motivi per l’aggressione.
    Non ho visto un solo mendicante in tutto il periodo del nostro lavoro la’.
    Certo Gheddafi non piaceva a tutti, ma nemmeno Berlusconi.
    A quando una missione di pace in Italia?
    Oops! Non serve! C’e’ gia’ stata.

    • barbara:

      non vedere mendicanti non significa proprio niente. x noi gli sbarchi era finiti, gheddafi rispettava il trattato. peccato che le persone morivano nel deserto.

      • Alvise:

        La panzana delle persone che morivano nel deserto l’han fatta circolare i servi dell’Impero del male, i traditori Veltroni Bonino e altre anime belle o utili idioti che pappagallano. Io capii subito che stavano cuocendo sulla graticola Ghedaffi ma non avrei mai pensato a tanta facilità nel cancellare una nazione socialista che è un Eden, ancora una volta come la Jugoslavia socialista, dalla carta geografica.

        Le terre dei negri vengono confiscate da Monsanto, Cargill ecc. in tutta l’Africa e questi spiantati vengono dirottati verso l’Europa sempre dalla stessa plutocrazia criminale che fabbrica le guerre perenni.
        Obama, Sarkozy, David Cameron, Angela M. sono tutti ebrei. Il popolo eletto (khazaro) produrrà i leader di tutte le nazioni.

      • Gianfranco:

        E allora ? Non mi rovinero’ di certo nell’acquisto di fazzoletti klinex per piangere la loro sorte. Li abbiamo visti una volta arrivati pigliarci per il culo con le loro donne gonfie di bocia da farci mantenere grazie a voi poveri buonisti deficienti. Sei venuta qui’ per colpevolizzarci ? Hai sbagliato indirizzo.

  • Gianfranco:

    Francamente non penso di aver il coraggio di guardar in faccia un libico se lo incontro

  • Alvise:

    Se avalli le balle degli imperialisti sei peggio di chi bombarda e agevoli la guerra.

    Tutta l’Africa va in Libia a lavorare. C’erano più di sei milioni di lavoratori immigrati a fronte di una popolazione stanziale di cinque milioni di libici.
    La fragilità della società libica consiste nel fatto che i sub-sahariani sono trattati come cittadini di secon’ordine dai residenti lungo il litorale che somaticamente effettivamente sono più nobili.

    • Gianfranco:

      Gli arabi non hanno un buon rapporto con le popolazioni africane , anche in Algeria li chiamano Babai e non li vedono di buon occhio, nonostante alcune popolazioni del sud del paese siano di colore.

  • gianni:

    VAGLIELO A FAR CAPIRE A CHI GUARDA SOLO TELEGIORNALI ( E MA GHEDDAFI FA MORIRE DI FAME LA GENTE )

  • Fabio:

    I veri terroristi sono gli americani. La gente dorme, la maggioranza della popolazione mondiale è zombizata il resto è deturpata nell’anima dalla disperazione di guerre e carestie.

  • daniele giannotti:

    difficile giudicare da fuori, certamente, Gheddafi si è reso responsabile di molti delitti,come quasi tutti i governanti del mondo, certamente questa rivoluzione è pilotata…,ma sulla gente inerme non si spara e si sganciano bombe…l’onu deve fermare il massacro verso i civili e mediare soluzioni alternative per creare una società democratica priva di condizionamenti religiosi e di partito….gheddafi dovrà rispondere dei crimini commessi….i ribelli dovranno dimostrare le motivazioni della rivolta e se ci sono ingerenze estere…l’onu deve indagare senza condizionamenti….onestamente,non penso ci siano soluzioni diverse…..

  • bruno:

    ma quale Onu…..ma sai cosa è in realtà l’Onu? insieme alla nato e al fmi e alla banca mondiale è uno dei mezzi per schiavizzarci …la guerra in Libia è stata decisa a tavolino…Gheddafi non è ne un malvagio dittatore ne un leader rivoluzionario…….. i ribelli sono non sono semplici civili indifesi ma mercenari armati dalla cia…….sono gli usa insieme all’onu e alla nato a decidere chi è un leader buono o un leader cattivo….a secondo degli interessi…..sveglia!!!! il prossimo stato che invaderanno con scuse e disinformazione? iran o siria…………. signori cercate New world order (nwo-nuovo ordine mondiale) e capirete moooolte cose……….

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