Quando: venerdì 15 aprile · 18.30 – 21.30
Dove: Basciano – Teramo
Piazza del Municipio
Teramo, Italy
Organizzato da: Lo sai – Lo sai facebook
Oratore: Marco Saba, autore di “Bankenstein. Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche” e di “O la banca, o la vita. Le trame segrete del sistema finanziario mondiale”, ricercatore di “Centro Studi Monetari” ( http://studimonetari.org ) e proprietario del blog “L’economista ($)mascherato” ( http://leconomistamascherato.blogspot.com/ ) terrà un incontro sul signoraggio bancario, candidato per le amministrative di Torino con la lista NO EURO.
In sala sarà presente anche il dott. Franco Caramanico, consigliere della Regione Abruzzo ed ex-Sindaco di Guardiagrele, che aiutò il professor Giacinto Auriti nella realizzazione del Simec (simbolo econometrico di valore indotto, una moneta alternativa all’euro che in poco tempo raddoppiò il potere d’acquisto dei cittadini di Guardiagrele) e che ci darà una testimonianza di quella storica esperienza.
Se potete, NON MANCATE!
daniele di luciano





























Mi spiace di non poter essere presente.
Così come mi dispiace che la pur brava “Carmen the sister” sottovaluti il problema, preferendo glissare.
Perchè?
purtroppo Teramo per me è un po’ lontana. Spero di leggere un resoconto su Stampa Libera.
Le mie cognizioni di economia si fermano a Pinocchio: i soldi non crescono sugli alberi.
Mi spiego: se uno mette dei soldi da qualche parte e, senza far niente, zittozitto-bònobòno, vede crescere questi soldi i casi sono due:
1) O dietro quei soldi non c’è niente.
2) O quei soldi li ha prodotti qualcun altro.
Per chi ha una terza possibilità metto in palio una magnifica radiosveglia della ditta Trappoloni di Cenaia (PI).
ma carmen the sister chi???
Per NICOLETTA FORCHERI -
“Carmen the sister” è il nick dell’economista titolare del blog “Voci dall’estero”.
Condivisibile su tutto (o quasi) tranne sulla posizione che ha assunto circa il “signoraggio primario”.
Un caro saluto a Nicoletta.
Andrò alla manifestazione fra poco, ora attuale: 16.47. vi farò sapere. ciao
belllo…interessante…ma già conosco…l’unica cosa è che mancava Marco…cosa cazzo avete organizzato??? dirottati dalla piazza del comune in una aula anonima di merda!!! a distanza di chilometri!!!con tali presupposti cosa volete parlare di signoraggio??? lasciamo stare…personalmante ho mosso attivisti politici della zona per venire a sentire un niente che parlava!!! queste sono le prerogative??? organizzate meglio per favore…e se avete bisogno di una mano contattatemi…PER DIO!!! apprezzo comunque lo sforzo…
RIPRODUCO DA http://www.facebook.com/topic.php?uid=124231686879&topic=15086 :
RINGRAZIO SIGNORAGGIO BANCARIO DI QUESTO SPAZIO, SUFFICIENTE A RISPONDERE AL SEGUENTE LINK CHE LIMITA IL COMMENTO A MILLE CARATTERI.
Da
http://www.traccialibera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=585%3Ail-signoraggio-non-esiste-lha-detto-wikipedia-per-fortuna-arriva-il-cretinicida-&catid=64%3Aweb&Itemid=18
Il signoraggio non esiste … l’ha detto Wikipedia! Per fortuna Arriva il CRETINICIDA
di Giovanni Sandi
Giovanni Sandi ha scritto:
Perfino Karl Marx denunciava il fenomeno ne “il capitale” con queste parole:
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perchè questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato.”
—————
Premesso che ogni buon dizionario dei termini economici chiarisce che “signoraggio” è un “Termine medievale indicante un abuso frequente dei principi che, avendo il diritto di battere moneta, coniavano pezzi il cui valore nominale era superiore a quello intrinseco.” (1) …
… lo stralcio riportato, tratto da Il Capitale, vol. I, capitolo XXXI, NON si riferisce al signoraggio, la pratica, dispotica ed abusiva, ormai STORICA, di legittimare, da un lato, moneta-merce (la moneta ieratica degli antichi templi che valeva al prezzo di mercato per quanto pesava, nulla più di un baratto perfezionato) e di assegnarle, al tempo stesso, valore nominale superiore, bilancia alla mano, al valore mercantilmente prevedibile.
Mi piacerebbe sapere quale Cultore di Studi Economici/Monetari, certamente non un Numismatico in quanto tale, e su che basi, abbia mai, per primo, introdotto il Signoraggio, Primario e Secondario per giunta.
Nello stralcio sopra riportato —senza puntuale riferimento— Marx non nomina mai il signoraggio (cosa che, in tutto il Capitale fa una volta sola ed in nota). Il signoraggio, in effetti, ci starebbe come un cavolo a merenda. Egli, invece, si riferisce —in modo gravemente incompleto (2), vale a dire senza menzione della truffa costituita da banconote legalizzate ma coperte solo in minima parte, una RISERVA non totale ma FRAZIONARIA (3), dalla base monetaria che era aurea— alla prassi “sovrana” d’INDEBITARSI CON PRIVATI.
Detta prassi ebbe una giustificazione, quella di procurarsi conio o metallo da conio di publica utilità, la circolazione monetaria —a causa dell’errata ma dominante affermazione della Moneta-merce di metallo prezioso sulla Moneta-legge, NOMISMA / NUMMUS— fino a quando non fu inventata la stampa e la moneta cartacea. Da quel momento le presunte restrizioni economiche dovute a quelle dei metalli da conio preziosi, voluti tali per subentrata, con i Cesari, ignoranza della sana scienza monetaria di Licurgo, di Numa, di Solone, avrebbero potuto cadere e la Civiltà (o quello che ne restava) avrebbe potuto avviarsi alle “magnifiche sorti e progressive” con una moneta sempre disponibile ad un costo di produzione irrisorio, nella quantità giusta, sotto il Vigile Occhio Sovrano.
William Paterson, cofondatore della Bank of England graziosamente riconosciuta pochi anni dopo, nel 1694, dalla Corona, però si espresse contro la moneta inconvertibile, quella cartacea, appunto, in un opuscolo dedicato al tema e ricordato al lemma che lo riguarda nella Piccola Enciclopedia Treccani. Infatti i Trafficanti di Metalli avrebbero perso il loro commercio —e con esso, i loro sogni di casta più sfrenati— se fosse stata adottata la moneta cartacea inconvertibile, dal valore nominale definito —e mantenuto stabile nel lungo periodo— dal Potere Politico.
La tesi di Paterson, subordinare il valore, ovviamente solo nominale, di moneta cartacea ed inconvertibile a quello —non dei beni e dei servizi monitorati nell’Interesse Collettivo ma— della moneta-merce-metallica-preziosa, già in gran parte nelle mani di un gruppo ristrettissimo oggi noto come i Big Five, prevalse e gli effetti si vedono ancora, ogni giorno, e saranno lì, ad interesse composto, finché la moneta non cesserà di rappresentare debito e frazione, per tornare, come ai tempi di Licurgo, di Numa, di Solone, a ripartire equamente i frutti del lavoro delle persone oneste. Sempre che Homo Sapiens Sapiens, Soggetto Politico almeno virtualmente, nel frattempo non scompaia sostituito da qualche diavoleria genetica utile a Chi Sa Chi.
Approfondire
—NOMISMA
la moneta dei nostri Antichi, base, col servizio militare, della Politica, vale a dire della ferma volontà di affermare le proprie Leggi sul proprio Territorio contro la prepotenza degli Antichi Imperi. Tuttavia, non da ieri, l’Imperium si fa passare per Politica.
—RISERVA FRAZIONARIA
la base dell’economia nominalmente “capitalista”, effettivamente banchista, Grande Madre di tutti i Prodotti Derivati.
Le leggi bancarie degli attuali Stati Bancari, facilmente riconoscibili perché bisognosi dei servigi della rispettiva Banca Centrale, legalizzarono la riserva frazionaria, cioè prestare, lucrandone l’interesse, un valore nominale di credito multiplo del valore nominale della moneta legale raccolta dai risparmiatori —precedentemente un reato— e trasformarono con ciò la Politica in una maschera dell’Antico Imperium, il comando di una Élite Quasi Invisibile su una Moltitudine Quasi Subumana.
—MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI
http://docenti.unimc.it/docenti/mauro-marconi/economia-monetaria/Lucidi%20Moltiplicatore%20dei%20depositi.pdf
—BANCA CENTRALE o ISTITUTO DI EMISSIONE
L’organismo privato, autorizzato dallo Stato, per creare moneta-legale-debito —invece di moneta-statale-priva-di-debito— e di regolare —nell’interesse economico dei suoi azionisti ed in quello geopolitico della rete planetaria cui appartiene— il processo inflazionistico ed inerentemente distruttivo del credito su riserva frazionaria invece che totale.
—POLITICA MONETARIA
—DEBITO CONSOLIDATO
—DEBITO IRREDIMIBILE
—RENDITA.
Autori consigliati
—Alexander Del Mar
economista, numismatico, storico, statistico, direttore del Bureau of Statistics degli USA negli anni 1866-69. Egli rifà la storia facendo parlare le monete.
—Frederick Soddy
docente di chimica ad Oxford, Nobel nel 1921 per la scoperta dell’isotopia, fondatore della New Economics nel 1926 col libro Wealth, Virtual Wealth and Debt in cui smaschera, sia con matematica da liceo, sia col plain common sense, il credito su riserva frazionaria e gli “stimoli alla produzione”.
—Gertrude Muriel Coogan
statistica, laureatasi alla Northwestern University di Chicago, autrice di Money Creators, NY 1935, una perspicace divulgazione rivolta agli operai ed ai contadini statunitensi reduci dalla Grande Crisi —che invita ad occupare fab(b)riche e scuole per attuare Gruppi di Coscienza Monetaria per non rischiare di perdere anche quello che gli rimaneva— con importantissimi richiami storici antichi e moderni.
—Guglielmo Ferrero, storico citato da Frederick Soddy a proposito di Roma tardorepublicana nelle mani degli Usurai ,dall’ultimo bottegaio al massimo dei senatori.
—Jean-Pierre Vernant
storico ed antropologo, apprezzatore di Nomisma nel saggio Les origines de la pensée grecque, 1962 (tradotto in italiano da Editori Riuniti). Egli mostra il nesso tra affermarsi della Polis e nascita della Filosofia.
—Joseph Zarlenga, primo esponente dell’AMI —l’American Monetary Institute, primo link amico del sito http://studimonetari.org/links.htm— nel suo The Lost Science of Money, 2002, per ragioni facilmente intuibili, scrive uno stupendo capitolo, il secondo, su Nummus/Nomisma, la moneta di bronzo di Re Numa. Tali ragioni si confermano verso la fine dello stesso libro, dove Zarlenga tradisce completamente le ovvie conseguenze della moneta Nomisma, rivelandosi per quello che effettivamente è, un sostenitore del vigente SRF, Sistema della Riserva Frazionaria con centro visibile, ma, per legge, molto poco trasparente, al Federal Reserve di New York. Egli infatti, per esempio, a pg664, sostiene una riforma monetaria che lasci la Federal Reserve “intact”. All’enorme erudizione non fa riscontro una conoscenza dell’economia accettabile dal punto di vista della Collettività Laboriosa e Pacifica, tuttavia il libro, insidie concettuali a parte, vale tutta la lettura.
—————
(1) Il Mondo, Dizionario dei Termini Economici, 3a, 1999, BUR.
(2) Marx si distingue, proprio nel Capitale (vol1°, cap3°, nota51, link http://www.sadena.com/Books-Texts/Karl%20Marx%20-%20Capital%20-%20Vol%201.pdf) per spiegare, ma in una nota, NON nella struttura della sua critica economica, il vecchio, illegale trucco dei Goldsmith, di tesaurizzare moneta legale per indurre gli altri nel proprio credito usuraio … ed eccoci qui —Islandesi meritoriamente a parte e spero che tengano duro— ad accettare ed a pagare supinamente crisi di liquidità (vale a dire di pezzi di carta stampata) come se fossero crisi dell’uno o dell’altro fattore REALE di produzione, materie prime, impianti, maestranze,
Tanto peggio se, per farci un quadro della situazione, tiriamo in ballo Fantomatici Signoraggi invece di approfondire i concetti di RISERVA FRAZIONARIA e di MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI e, subordinatamente a questi ed agli scompensi che ne derivarono, ne derivano e ne deriveranno, i concetti di BANCA CENTRALE o ISTITUTO DI EMISSIONE, di POLITICA MONETARIA, di DEBITO CONSOLIDATO, di DEBITO IRREDIMIBILE e di RENDITA.
(3) La legalizzazione del credito su riserva frazionaria è il macigno sulla via del vero sviluppo economico. Infatti, come Soddy dimostrò, finanziare la produzione con moneta, legale o fiduciaria, non risparmiata ma creata ad hoc, produce inflazione perché l’aumento dell’offerta prodotta dal nuovo investimento è, per forza di cose, in ritardo sull’afflusso al mercato della moneta investita. Questo comporta aumento della domanda e della media dei prezzi (inflazione), espulsione dal mercato dei consumatori marginali, riduzione o cessazione della produzione, passaggio di mano e ristrutturazione d’imprese, licenziamenti, costi sociali, aumento del debito pubblico, aumento dell tasse, esportazione di capitali, sottosviluppo diffuso, anche dove meno, in base alle statistiche, si direbbe ed in presenza di beni di lusso che tirano indisturbati.
[do17ap11 18e06]
[do24ap11 22e33]