Lettera di Bradley Smith a Marianne Hirsch sulla differenza tra storia e (post) memoria
Marianne Hirsch,
“Gentile professoressa Hirsch,Ho letto che lei sta per tenere una conferenza su “Fantasie del ritorno: l’Olocausto nella memoria e nella post-memoria ebraiche”[3] nel U. S. Holocaust Memorial Museum il prossimo 12 aprile. La sua ipotesi sulla “post-memoria” è stata enunciata come segue:
La post-memoria descrive la relazione [degli ebrei] della seconda generazione verso esperienze forti, spesso traumatiche, che hanno preceduto le loro nascite ma che pure sono state loro trasmesse in modo tanto profondo da sembrare che costituiscano esse stesse delle memorie. Concentrandosi sul ricordo dell’Olocausto, questo saggio spiega la generazione della post-memoria e la sua dipendenza dalla fotografia quale mezzo primario di trasmissione transgenerazionale del trauma. ”
Convenendo con l’osservazione di routine che la prima vittima della guerra è la Verità, la nostra premessa è che alcune tragedie reali vengono esagerate e sfruttate a scopi di propaganda mentre altre tragedie altrettanto orribili vengono ignorate. Questa prospettiva influenza il modo in cui dovremmo prendere in considerazione qualunque dibattito sulla post-memoria
La carestia del Bengala del 1943
La Grande Carestia del Bengala del 1943[4] fu la conseguenza della politica della “terra bruciata” di Winston Churchill e della sua generale avversione per le masse indiane. Oltre 3 milioni di persone, principalmente donne e bambini di cui non rimangono tracce fotografiche, vennero fatte morire di fame. Eppure il primo e unico libro occidentale su tale orrore è stato pubblicato solo l’anno scorso con il Churchill’s Secret War[5] di Madhusree Mukerjee.” La spaventosa carestia che sommerse l’Ucraina nel 1932-33 è un altro orrore non fotografato e dimenticato dove forse altri milioni di persone morirono di fame.
La Seconda Guerra del Congo,
con oltre 5 milioni di morti, è probabilmente il conflitto più mortifero dalla fine della seconda guerra mondiale. Quanti ne hanno sentito parlare? Anche questo, non fotografato e dimenticato. Ironicamente, uno dei rari riferimenti alla brutale guerra del Congo sul sito del Museo dell’Olocausto è intitolato: “Mai più o mai ricordare?”. Questo titolo sottolinea domande fondamentali sulla post-memoria.
div>[1] United States Holocaust Memorial Museum: http://www.ushmm.org/
Pubblicato da Andrea Carancini a 13:16 0 commenti





























Citazione:
“la prima vittima della guerra è la Verità”;
“alcune tragedie reali vengono esagerate e sfruttate a scopi di propaganda mentre altre tragedie altrettanto orribili vengono ignorate”.
Concordo al 100%.
Quando la Verità sarà resa pubblica, sarà talmente sconvolgente da provocare uno shock nel pubblico dei consumatori dei media.
Ben venga e presto.
A quando una giornata della memoria dell’Olocausto di Dresda? E degli effetti devastanti dell’Accordo di Versailles del 1919 sulla Germania?
E dello sterminio dei Tedeschi perpetrato dai “liberatori” usa-gb?
La cosa che mi sconvolge di più e che, nonostante l’evidenza sempre maggiore delle enormi balle che ci hanno raccontato in ogni campo, la stragrande maggioranza va avanti nel vivere una vita programmata da altri con l’assurda speranza (o semplice menefreghismo) che qualcun altro risolva tutti i problemi … ci sono giorni, come oggi, in cui il cielo è pieno di scie chimiche ma mi accorgo che solo io le osservo mentre tutti gli altri attorno a me non ci fanno nemmeno caso … mi sembra di essere il classico paranoico di un film di fantascienza di serie B che avvisa gli altri di aver visto gli alieni ma nessuno gli crede fino a che …
Sento che i tempi a venire saranno ancora più duri (chi va avanti senza vedere non può far altro che andare a sbattere prima o poi) per cui a tutti un gran in bocca al lupo!