Molto interessanti i nuovi cablo di Wikileaks usciti oggi su Repubblica. Saranno pure un’operazione studiata a tavolino, ma a me quel che si riporta pare assai plausibile.
Dai riassunti dei cablo di oggi, il messaggio è chiaro: secondo i nostri alleati che li scrivono, l’Italia non dovrebbe comprare petrolio e gas proprio da nessuno. O almeno, a parte una lista di proibizioni non risultano suggerimenti su fornitori accettabili.
Oggetto del contendere è come sempre la Russia, e gli accordi dell’ENI e dello Stato italiano che non fanno dormire l’ex ambasciatore Spagli il quale non si capacita di come comprare dai russi a noi “non sembri un problema”. Proprio non ci entra in zucca che dobbiamo liberarci della “dipendenza” dalla Russia. Molto divertente leggere come Tremonti e Scaroni gli danno la guazza, condividendo serissimi che sì, è un disastro, di questi russi occorre proprio liberarsi, non se ne può più, per poi continuare imperterriti con accordi e importazioni. Scaroni prova a convincere che “Gazprom è un partner commerciale perfetto, soltanto un po’ burocratico e lento, ma affidabile”, e viste le orecchie da mercante della controparte aggiunge perfidamente (e sensatamente): “importare gas dall’Iran è l’unica grande alternativa alla Russia”.
Apriti cielo! “Gli Usa scoraggiano nei termini più netti possibili l’iniziativa”, è la risposta, e “in seguito a quell’incontro, Washington dà ordine alle periferie di far giungere duri messaggi a Scaroni su Russia e Iran“.
Libia, Russia, Iran, insomma se escludiamo l’Algeria nessuno dei nostri fornitori abituali, e finora affidabili, è gradito all’alleato. Per tacere dell’inesausta querelle sui tubi. E siccome l’Arabia Saudita, il Venezuela, il Canada e il Messico sono piuttosto lontanucci, guardando la cartina geografica pare che non esistano molte altre opzioni. Che dobbiamo fare, di grazia, a parte continuare a depennare tizio e caio? Qualcosa bisogna pur metterci, nella caldaia e nel serbatoio, o ci inviassero una fornitura di biciclette così non se ne parla più.
Ultima osservazione, sui soliti media. Mi chiedo quale sia l’intento di Repubblica nel pubblicare tali sunti, oltre al sacrosanto diritto di cronaca. Mettere in cattiva luce il governo, forse? Dobbiamo quindi dedurre che Repubblica la pensa come gli autori dei memo, e che un eventuale futuro governo gradito a Repubblica NON comprerà più greggio e gas da Libia, Russia e Iran. Hmmm. Quasi quasi vado a fare il pieno. Con parecchie taniche, però.





























Nicoletta, vado un po’ off-topic per una notizia passata quasi sotto silenzio in Italia (che certamente non ti sarà sfuggita). Il vecchio G7 ha cessato di esistere, e ne è stato riformulato uno nuovo, che comprenderebbe solo i paesi la cui economia è considerata sistemica. Essi sono: USA, Cina, Giappone, Germania, Francia, UK, India. Ebbene, l’Italia fra quei Paesi non c’è…Non c’è più.
La riforma, di chiara ispirazione francese (se non altro per la perfidia e l’ipocrisia dei pretesti con cui è stato creata alle nostre spalle, non a caso presentata semi-ufficialmente da Christine Lagarde, rappresentante della Francia-presidente di turno del G20) e volta a mettere all’angolo il nostro Paese, conferma una volta di più il nostro slittamento verso le ultime file.
La fine della nostra appartenenza al G7 (che verrà probabilmente ufficializzata nel prossimo G20 a Novembre) rappresenta una sconfitta gravissima, considerato che era l’unico e ultimo consesso internazionale cui presiedevamo. Ma Frattini e Tremonti che fanno?
il problema di Wikileaks non è la “attendibilita” in senso stretto. Le rivelazioni di Assange non sono mai state tali ma, a mio avviso, solo una mera riproposta di qualcosa di risaputo. Non mi risulta che Assange abbia mai fatto scoop clamorosi rivelando per esempio qualcosa sull’operazione Condor o sull’ultimo golpe in Honduras e via dicendo. Anche in questo caso mi pare che si possa dire la stessa cosa. Quanto descritto nell’articolo era gia’ a nostra conoscenza. E non è nemmeno corretto dire che nessun paese produttore vada bene. Vanno bene tutti, il problema è l’Eni, non i produttori. Siamo sempre una colonia Yankee e non dobbiamo avere una politica energetica sovrana, anzi non dobbiamo avere nulla di sovrano. i nostri padroni esigono che si passi dalle loro compagnie per il nostro fabbisogno energetico. Buona giornata a tutti.
Si vede che la CIA rifornisce tutti gli addetti ai lavori della “La Repubblica” con benzina e gas direttamente dall’America dato che il loro direttore ..un certo Zucconi ha giuarato fedeltà fino alla morte di sostenere la politica USA /Anglosassone per il bene degli italiani.
Non capisco cosa si aspetta ancora a sbattere questi Psicopatici in galera e buttare le chiavi nel profondo dell’Oceano.
Seplice hanno deciso di spegere le lampadine???
Nulla di grave , l’anergia non è il problema principale ,
gli iltaliani non mancano di inventiva.
il giro di boa non deve creare spavento
i progetti vari di energia alternativa non mancano.
Il problema più serio e quello organizzativo e difensivo
pare che chi lo organizzi ,sia dedito al massacro di programma.
I’Italia non puo far fronte a conflitti di nessun genere.
Bisogna cosiderare la solita legge dei feroci cani a branco
disseminati sul territorio da tempo.
Per essere realisti.
Un popolo cresciuto a pane e televisione è un popolo perdente.
Buona notte.
Con la cirsi economica la torta è diventata piccola.Meno male che ci siamo accorti che i nostri alleati sono i nostri maggiori nemici.Utilizzano una sinistra italiana allo sfascio.
Speriamo che i paesi dell’est si sveglino e si rendano conto che cosa siano i paesi occidentali.Ad esempio la Polonia dapprima nemica giurata dei russi dopo,quando hanno cercato di riavvicinarsi ai russi,guarda caso l’aereo sulla quale viaggiavano i leaders politici
polacchi di ritorno da una visita a Putin è caduto e i capi polacchi sono tutti morti.
Nessuno ne parla più.Sarà stato un incidente o altro?