Inviato il 27/04/2011 alle 07:51
del lettore Gustavo Gesualdo
La Costituzione della Repubblica Italiana
Principi fondamentali
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Il ricercato orgoglio nazionale nei festeggiamenti per i 150 anni dall’unità incontra un rinnovato spirito guerrafondaio nelle istituzioni italiane.
La decisione di utilizzare jet militari italiani in operazioni belliche nei bombardamenti in territorio libico viola apertamente l’articolo 11 della Carta Costituzionale e genera, inoltre, una sudditanza totale del popolo italiano sovrano alla leadership neocolonialista francese.
Le istituzioni italiane si sono genuflesse dinanzi alla arrogante prevaricazione francese nelle arbitrarie violazioni degli Accordi contenuti nella Convenzione di Schengen.
Le istituzioni italiane si sono genuflesse alla arrogante prevaricazione francese nelle arbitrarie operazioni di guerra condotte in Libia.
Si tratta di una disfatta totale della politica italiana dinanzi alle sfide che questi tempi richiedono.
Ben altra sorte avevano incontrato le politiche leghiste del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che costrinse invece la Francia ad adempiere alla Convenzione di Schengen, in virtù di una mancata solidarietà francese ed europea nei confronti dell’Italia a seguito della invasione subita dalle coste italiane da parte degli immigrati clandestini.
Una vittoria unica e storica della politica italiana sulla egemonia francese ed europea.
Mai nessuno come i ministri leghisti, erano riusciti nella storia della repubblica italiana ad imporre alla famigerata arroganza francese il rispetto del popolo italiano e della inviolabilità del suo territorio.
Ma di svolte storiche la pattuglia leghista, ne ha da incorniciare parecchie, partendo dalla nuova impostazione federalista del paese e finendo al più grande contrasto della storia italiana alle organizzazioni mafiose.
Dobbiamo invece annoverare fra le numerosissime genuflessioni storiche italiane, anche questa resa incondizionata alla volontà francese, che contrasta notevolmente con gli interessi del Popolo Italiano e con la Costituzione Italiana.
E siamo alle solite vicende della politica dei parrucconi incipriati all’italiana, che sventolano bandiere tricolori e grida di orgoglio nazionale da un canto, mentre svendono l’intero paese ad interessi extra nazionali e tradiscono il dettato costituzionale dall’altro.
L’ennesima prova di bassa ipocrisia e di slealtà istituzionale di una casta politica che è tutta da dimenticare e pensionare nel più breve tempo possibile.
Sventola il tricolore al vento, macchiato da personaggi che sanno solo tradire gli interessi nazionali da utilizzare come merce di scambio sui tavoli della politica internazionale.
Non è così che si garantisce la costituzione, non è così che si tutelano gli interessi del popolo sovrano.
L’assenza di coraggio e di lealtà di certa classe politica italiana, segna ancora una volta l’identità di un paese che viene costantemente tradito e pervicacemente venduto ad interessi estranei e confliggenti con quelli italiani.
Una viltà che costa cara questa, e pesa molto, nella storia di questo Popolo e di questo Paese.
Il dettatto costituzionale viene così violato senza che il Parlamento si erga a protestare tale violazione, mentre l’interesse italiano, viene così sottomesso all’interesse straniero.
E tutto per cosa?
Per una cadrega europea, per l’ennesima poltrona dei privilegi e del pre-potere europeo:
quella della Banca Centrale Europea (Bce).
Ecco il soldo di Giuda, ecco la miserevole commerciabilità del popolo italiano, svenduto per una cadrega europea.
O forse tutto per dar torto all’unico movimento politico che tutela veramente il popolo italiano e garantisce veramente la carta Costituzionale nei fatti e non, come fanno tutti gli altri, nelle parole, da tradire invece sicuramente nei fatti?
Ecco l’ennesimo teatrino politico italiano, laddove personaggi assai scaltri scalano, cadrega dopo cadrega, le vette del pre-potere bancario e finanziario mondiale a danno esclusivo del popolo italiano.
Siamo stati frodati, siamo stati svenduti, siamo stati traditi.
Ma nessuno dei grandi difensori della carta costituzionale (a parole, sempre e solo a parole), nessuno dei magnifici festeggianti il centocinquantesimo anno dall’unità italiana, nessuno di questi esemplari testimoni del tradimento, alza la voce a difesa della costituzione sulla quale ha invece spergiurato fedeltà.
Il silenzio regna sovrano, silenziante e silenziatore di ogni verità, di ogni lealtà.
Viva l’italia, viva l’Italia, si ode.
Mentre con un coltello appuntito si infligge l’ennesima ferita mortale a quell’Italia che annega nell’insicurezza di cui si nutre certa casta politica, in quei servizi al cittadino troppo spesso ceduti come “favori personali”, in quelle corruttele che massacrano la nostra economia ed il nostro mondo del lavoro, in quella mafiosità che in troppi sembrano favorire, invece di contrastare.
A dire di no a tutto questo mondo, resta sempre e solo la Lega Nord, con la sua pattuglia di politici che tessono quotidianamente la tela della buona politica, dell’offerta di servizi efficienti e della sicurezza a famiglie ed aziende, contrastando la corruzione morale e materiale, massacrando le mafie.
Viva l’Italia allora.
Ma solo quella lealista e leghista.
150 anni di unità italiana:
150 anni di tradimenti, 150 anni di vergogna.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
































Parole sante !