di: Ugo Gaudenzi * direttore@rinascita.eu
La notizia è stata riportata sic et simpliciter così: “I giovani sono in via di estinzione. Negli ultimi 10 anni, dal 2000 al 2010 abbiamo perso più di 2 milioni di cittadini di età compresa tra i 15 e i 34 anni”.Allo stesso tempo gli italiani di oltre 65 anni sono aumentati di 1 milione 896 mila unità.
Queste le aride parole del direttore del Censis, Giuseppe Roma, pronunciate prima dell’audizione, martedì, presso la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, dove era all’esame il tema dell’accesso al mercato del lavoro.
I giovani sono “merce rara”, ha chiosato Roma, spiegando che si tratta di dati pessimi.
Beh, non ci voleva mica tanto a sfornare un’analisi simile.
Piuttosto, chi si è sinceramente chiesto perché siamo di fronte a questa crisi?
Quale desertificazione sociale ha reso impervio il cammino alla gioventù, prima parcheggiata nelle scuole, quindi privata di sbocchi di lavoro, di servizi sociali, di sostegni alle nuove famiglie? O, peggio, avviata all’emarginazione da droghe, mode e affini? Chi ha introdotto in Italia questa concezione egoista della vita? Quale cultura aliena ha stravolto le nostre radici, la nostra identità nazionale, la nostra terra e il nostro popolo?
A noi è noto. Ma i deputati preferiscono non sapere.





























La risposta la si trova nel romanzo sociale scritto da Aldouls Huxley “Il mondo nuovo e ritorno al mondo nuovo”scritto negli 30 e aggiornato nella seconda parte nel 58.
Per i pochi giovani è una lettura molto istruttiva.
Il romanzo dimostra, che tutto quello che sta succedendo, è stato programmato scientificamente da un gruppo ristretto di malati di mente che oggi governa le masse.
Questi criminali fanno strage di esseri umani senza pietà con bombardamenti a base di uranio e se non bomrbardano utilizzano tecniche raffinate di comunicazione per annullare la coscienza delle masse.
Concordo. È una lettura terribile ma istruttiva.
I giovani non sono merce rara, ma umanità senza futuro.
Il fatto che la popolazione “invecchi” è un fatto positivo, dal momento che la vita media si allunga e migliorano le condizioni di vita.
I commenti a tinte fosche che i media adottano per commentare questa tendenza – a mio avviso positiva – rivelano il vero obiettivo di fondo di chi li usa e controlla: alimentare nella gente la rassegnazione nei confronti dell’ineluttabilità della migazione di massa e del conseguente meticciato globale. “Saranno loro che pagheranno le nostre pensioni”, tuonano i mezzibusti prezzolati dal piccolo schermo.
Niente di più falso.
Se proprio vogliamo una popolazione giovane dobbiamo fare in modo che i vecchi spariscono; ossia che non si invecchi; ossia che si muoia giovani.
Non mi sembra una scelta saggia e neppure auspicabile.
Auspico una popolazione dall’età media altissima, sana e benestante.
Una società dove le macchine si fanno carico della maggior parte dei lavori, dove il denaro non esiste più, dove il tempo libero – divenuto abbondante – sia dedicato alla contemplazione a all’arte, nella sua accezione più ampia; l’esercizio delle più disparate atticità creative per il piacere fine a sé stesso.
La vera conquista che l’umanità deve raggiungere è la liberazione dalla schiavitù del lavoro. Entro i limiti imposti dallo sviluppo della scienza e della tecnologia.
Le dottrine economiche, finaziarie, teologiche e ideologiche dovranno lasciare il posto all’emancipazione del genere umano, in armonia con il Creato e in equilibrio con il proprio territorio di appartenenza.
concordo pienamente con georg
Caro Georg
Sono anni che sostengo la tua stessa tesi attraverso le mie canzoni, sono contento di sapere che non sono una mosca bianca….
http://www.youtube.com/watch?v=v7dRWqlOyIg