Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

[http://www.tlaxcala.es/detail_artistes.asp?lg=es&reference=315 ]
Un gruppo di legali norvegesi depositerà, il 22 aprile, una denuncia presso il Procuratore generale norvegese perché sia aperta un’azione legali contro casi gravi di crimini.


La denuncia è stata introdotta ai sensi dell’applicazione degli articoli 102-109 del Codice penale norvegese sui crimini di guerra, e altre gravi violazioni dei diritti dell’uomo alla luce delle norme internazionali e riguarda l’attacco israeliano contro la striscia di Gaza nel periodo che va dal 27 dicembre 2008 al 25 gennaio 2009.
I capi d’imputazione comprendono i seguenti crimini:
1- Omicidio di civili e altri atti inumani che hanno causato enormi sofferenze.
2- Distruzione di massa di proprietà pubbliche e private al fine di terrorizzare i civili.
3- Attacchi mirati di ospedali, ambulatori, ambulanze e altri mezzi di trasporto e squadre di soccorso, sotto protezione, e degli addetti di tali istituzioni.


4- Un attacco terroristico di massa diretto principalmente contro la popolazione di Gaza.
5- L’impiego illecito di armi di guerra su zone densamente abitate di civili, con uso di armi vietate dagli accordi internazionali, di cui il fosforo bianco, armi DIME (Dense Inert Metal Explosive), e bombe al grappolo.
La denuncia è diretta contro i seguenti dirigenti politici e militari :<

- Il Primo ministro israeliano Ehud Olmert – La ministra israeliana degli Esteri Tzipi Livni – Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak – Il Capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi – Il Comandante in capo dell’esercito di terra IDF, il generale Avi Mizrahi – Il Comandante in capo della marina di guerra, l’Ammiraglio Aluf Eli Marom – Il Comandante in capo dell’aviazione militare, il generale Ido Nehoshtan – Il Comandante del Comando Sud, il generale maggiore Yoav Galant – Il Comandante della Brigata Givati, il colonnello Ilan Malka – Il Comandante della Brigata Golani, col. Avi Peled

– Chief of General Staff Lieutenant General Gabi Ashkenazi

Gli imputati sopra rappresentano la direzione dell’attacco di Gaza e sono i principali responsabili dei reati di guerra compiuti da Israele nella guerra contro Gaza.

I tre primi imputati sopra erano membri del mini gabinetto (Gabinetto di sicurezza) d’Israele e pertanto erano sicuramente al corrente, hanno impartito ordini o hanno approvato le azioni a Gaza conoscendone le conseguenze. Ad ogni modo hanno omesso di arrestare tali operazioni, com’era facoltà loro, quando hanno saputo delle conseguenze.

Durante la guerra, gli imputati hanno ordinato e agevolato le operazioni senza intervenire almeno per sospenderle come ne avevano pienamente la facoltà.

Tra gli obiettivi dichiarati della guerra d’Israele vi era la punizione collettiva dei residenti di Gaza per portarli a ribellarsi contro il movimento di Hamas, provocando la pericolosa partecipazione di civili nel conflitto. Ciò è stato espressamente dichiarato dalle autorità dell’esercito israeliano prima e durante la guerra, e sostenuto dai dirigenti politici, di cui Shimon Peres,che dichiarava il 14 gennaio 2009: “Il nostro scopo era di sferrare un duro colpo alla popolazione di Gaza perché perdesse la voglia di continuare a spararci. Ecco è quanto.

Pertanto risulta chiaro che i capi di accusa descritti nella denuncia sono stati perpetrati intenzionalmente e che Israele ha violato tutte le norme internazionali militari, poiché non ha fatto distinzioni tra i civili non combattenti e i soldati.

E’ pertanto chiaro che che Israele ha aperto il fuoco su bersagli militari, senza alcuna considerazione per la presenza di qualsiasi tipo di civile, violando in tal modo gravemente le leggi della guerra e del diritto internazionale.

Durante l’attacco, circa 1300 palestinesi sono rimasti uccisi, di cui circa il 90% civili, 300 bambini e 120 donne. Il numero di morti dovrebbe aumentare poiché la ricerca di corpi seppelliti dalle macerie è ancora in corso e il numero di persone gravemente ferite è molto elevato.

A parte i decessi, almeno 5303 palestinesi sono rimasti feriti di cui 1872 bambini e 800 donne.

Molti di loro sono gravemente feriti per l’impiego del fosforo bianco e di armi DIME che sono state impiegate in zone densamente popolate. Circa 10000 palestinesi sono stati sfollati a causa della guerra.

I danni materiali erano stati premeditati e sistematici per tutta la comunità di Gaza, come ad esempio la distruzione di case private, di edifici civili o governativi, d’impianti agricoli ed economici, di centri sanitari e culturali, di scuole, di parchi, oltre alla demolizione delle infrastrutture, delle comunicazioni, degli impianti elettrici, idrici e di depurazione.

Risultano parzialmente o totalmente distrutti, circa 15550 case civili, 36 edifici governativi, 268 istituti scolastici (scuole, asili nido e università) e circa 52 moschee.

Il settore agricolo è stato distrutto in modo da colpire direttamente la produzione di cibo dei cittadini di Gaza. Ciò comprende la demolizione di terre agricole, del rifornimento idrico, oltre al bombardamento di negozi alimentari sotto bandiera ONU necessari per la vita dei civili.

Distrutti 35750 capi di bestiame e circa 1 milione di pollame.

Un totale di 701 aziende industriali sono state parzialmente o totalmente distrutte, senza contare tutti i danni ambientali.

Israele non ha lasciato alcun luogo sicuro nella Striscia di Gaza, persino i rifugi delle Nazioni unite sono stati selvaggiamente bombardati, ponendo donne e bambini in una situazione di pericolo umanitario senza precedenti.

La denuncia chiede che gli imputati citati sopra siano arrestati all’entrata sul territorio norvegese ed esige anche che siano rilasciati alla Norvegia, previa l’estradizione e la cooperazione della polizia norvegese con gli organi di polizia di altri paesi.

Nella denuncia si chiede anche che i capi di accusa contenuti nell’azione d’incriminazione siano rivolti loro direttamente e che gli imputati siano deferiti alla giustizia per affrontare la pena che meritano.

La Norvegia ha il diritto di intervenire nella competenza universale del codice penale norvegese.

Ciò può essere effettuato ai sensi delle disposizioni del Codice penale norvegese che istituisce le competenze e gli obblighi relativi ai diritti dell’uomo che scaturiscono dalla firma della Convenzione di Ginevra del 1949, e del protocollo aggiuntivo del 1977, conformi alle risoluzioni dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale all’Aja e al Codice penale norvegese.

Per molti anni la Norvegia ha partecipato attivamente alla risoluzione dei conflitti e delle crisi in Medio Oriente, ha finanziato e ha partecipato a forze di mantenimento della pace ONU ed è attualmente a capo del gruppo dei paesi donatori le cui donazioni alla popolazione palestinese sono state distrutte nella guerra contro la Striscia di Gaza. Consideriamo che tutto ciò dia alla Norvegia il diritto di organizzare un processo e di indagare sui gravi crimini di guerra compiuti contro i residenti civili, di badare che gli autori di questi crimini non sfuggano alla pena e di ristabilire i diritti gravemente lesi. La denuncia è stata depositata da vittime dell’aggressione e anche da residenti norvegesi che hanno il diritto di citare in giustizia i responsabili perché hanno perso sia dei parenti sia i loro beni. Chiedono che gli autori dei crimini siano sottoposti a una sanzione penale ed esigono un risarcimento civile.

Oslo, lì 20/04/2009

Avv. Loai Deeb, Pål Hadler, Bent Endresen, Geir Høin, Harald Stabell e Kjell M. Brygfjeld,

Traduzione di N Forcheri da inglese e francese, lingue non facenti fede, traduzioni a loro volta dal testo originale in norvegese.

2 Commenti a “Israele: denuncia per crimini di guerra dalla Norvegia”

  • Siamo tutti norvegesi.:

    Oltre che la denuncia ci vorrebbe anche una compilation di pedate nel culo per come si stanno comportando cercando di zittire e manipolare i mezzi di informazione per nascondere le loro porcherie ed i massacri commessi a Gaza.
    Siamo tutti norvegesi.

  • MARCO:

    ottima azione, era ora che qualcuno si facesse sentire, contro questa arroganza infame. moralmente mi sento vicino alla norvegia.
    marco

Lascia un Commento

Gianni Lannes
FreePC
Antonella Randazzo
SCIE CHIMICHE
Corso Nuova Fotografia