In linea di principio bisognerebbe votare SI’ al referendum sull’acqua, se non fosse che si tratta di una pura perdita di tempo e dell’ennesimo spreco di denaro dei contribuenti. I referendum rientrano nell’illusione di contare qualcosa e ci fanno dimenticare, insieme alle votazioni periodiche, che le decisioni importanti vengono prese durante le riunioni del Club Bilderberg e in altri ristretti consessi a cui partecipano solo Very Important Person. Della serie: “Io sono io e voi non siete un c….”, come disse Alberto Sordi nel “Marchese del Grillo”. I referendum abrogativi mi ricordano i Decreti Delegati che, volendo democratizzare la scuola, istituirono i rappresentanti dei genitori degli alunni a cui fu data la gravosa responsabilità di decidere dove portare i bambini in gita o quanti rotoli di carta igienica comprare. Negli anni Settanta si parlava anche di caserme democratiche, con tanto di soldati di leva attivisti, salvo poi accorgersi che certe istituzioni, per loro natura, non sono suscettibili di democratizzazione, in quanto intrinsecamente piramidali e gerarchiche. Ma perché dovrebbe essere diverso nella società in cui viviamo? Non è il mondo un immenso carcere o un’immensa caserma? Non ci sono quelli che comandano e quelli che ubbidiscono, oltre a quelli che cercano di fare i furbi destreggiandosi?
In un’ottica storica, le decisioni vengono prese dai potenti e calate dall’alto: lo jus primae noctis era il diritto del Principe a giacere con le novelle spose la prima notte di nozze. Prepotenza istituzionalizzata.
Le decime che la Chiesa imponeva erano tangenti richieste alla povera gente né più né meno di come i mafiosi attualmente pretendono il pizzo dai commercianti. Anche qui prepotenza istituzionalizzata, che dimostra come la Chiesa avesse capito da che parte stare, cioè quale parte del coltello afferrare: il manico. E questo, nonostante si dichiarasse, a parole, dalla parte dei poveri. I nobili aristocratici, almeno, non erano così ipocriti.
E si potrebbe continuare con un’infinità di altri esempi che testimoniano di come le scelte che contano vengono sempre prese da chi ha il potere di farlo, mentre l’inerme popolazione non può far altro che subire. In tempi pre-moderni esistevano forme di possesso in comune del terreno di pascolo, delle acque e del cibo che avanzava dopo la raccolta. Era un modo per permettere anche ai più indigenti di sopravvivere. A un certo punto, a riprova che i potenti slittano con estrema facilità nella categoria dei prepotenti, i latifondisti decisero di recintare le loro terre, così da impedire la caccia di frodo ai villici, mentre prima si limitavano a comminare la pena di morte ai bracconieri (vedasi Robin Hood). Il libero accesso alle terre di proprietà dei ricchi signori offriva anche altre forme di sussistenza al basso popolo, per esempio la raccolta dei frutti di bosco e, con l’interdizione a entrarvi, pose le basi per la creazione del sottoproletariato che si vide costretto a riversarsi in città per sopravvivere e a fornire mano d’opera per i nascenti opifici della rivoluzione industriale.
Da tale situazione economica scaturirà l’ideologia comunista, che avrebbe influito massicciamente, nel bene e nel male, su milioni di persone.
Di fronte a una situazione esplosiva di conflitto tra masse indigenti e sfruttate e minoranze di privilegiati datori di lavoro, occorreva trovare dei compromessi e degli antidoti per disinnescare la minaccia, giacché quando il popolo esasperato si arrabbia può diventare pericoloso. Fu così che, con rammarico delle vecchie dinastie monarchiche, si decise di adottare la democrazia, facendola passare per progresso e anzi inventando l’idea stessa di progresso, di cui già Leopardi aveva fatto cenno (le magnifiche sorti e progressive). L’idea di progresso fu associata, magari alla lontana, all’evoluzione darwiniana: se è accettabile che le specie animali si evolvano verso il meglio, partendo da una base di semplice brutalità (nel senso di bruto), è vero anche che le società vanno verso forme di convivenza superiori e rispettose dei diritti di tutti, lasciando la barbarie alle spalle. In quanto animalista, mi sono spesso accorto che l’idea di progresso è falsa, giacché di barbarie ce n’è ancora in grande abbondanza, a giudicare da come sono trattati gli animali in questa nostra sedicente civiltà evoluta.
Meglio contare le teste, che spaccarle, fu lo slogan dei riformisti repubblicani democratici, quando si trattò di scegliere tra un potere accentrato nelle mani di pochi o diffuso tra la popolazione. O falsamente diffuso tra essa. Fu così che la gente, in tutto il mondo perché l’idea si diffuse anche fuori dall’Europa, fu chiamata periodicamente a mettere una X su un foglietto di carta e si attribuì a tale atto reiterato un valore simbolico quasi sacrale, quasi una forma di religione laica. Lo dimostra il fatto che gli anarchici bastiancontrari finirono per assumere il ruolo di eretici e, alla fin fine, diventare funzionali al sistema anche loro. Vedete come siamo tolleranti? Dissero a gran voce i democratici repubblicani. Lasciamo vivere senza punirli perfino i sabotatori della grandiosa idea di democrazia, unica arma nelle mani della gente contro i soprusi del Principe. E milioni di persone ci cascarono. Il pifferaio di Hamelin non avrebbe saputo fare di meglio.
Eppure, una parte di buon senso contadinesco e bertoldiano (nel senso di Bertoldo; Brecht non c’entra), ricorda che: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Ovvero, fatta la democrazia, trovato il modo di fregare il popolo come avviene da secoli e come il Principe non intende smettere di fare.
Alcuni dicono che il referendum è lo strumento principe di questa fantomatica forma di governo chiamata “potere del popolo” e infatti nella civilissima Svizzera ne fanno uno via l’altro. Peccato che la Svizzera non sia per niente un paese civile, a detta di chi ci vive, ma un’isola di schiavi montanari xenofobi e banchieri complici delle peggiori dittature, oltre che di avvelenatori dell’ambiente (vedasi l’Icmesa di Seveso). Certo è un paese pulito, come può esserlo una prigione, ma l’immensa mole di torture inflitte agli animali nei….lindi laboratori di ricerca, ne fa una figlia della Maledizione, per usare le parole di Ceronetti.
La privatizzazione dell’acqua non è un problema solo italiano, non nasce da un’idea di Berlusconi, ma è voluta dalla Comunità Europea, quella stessa Europa che ha voluto la moneta unica, che è alleata della NATO e che è solo una fase di passaggio al Nuovo Ordine Mondiale. La tendenza è quella. Si vendono ai privati le spiagge e le coste, che un tempo erano demanio dello Stato. Si vendono ai privati le foreste e i parchi naturali, che un tempo rappresentavano qualcosa di intangibile e soggetto a proprietà comune, ma siccome spiagge, coste, foreste e parchi non sono alla portata di chiunque, solo gente ricca può permettersi di comprarli. E così il cerchio si chiude: torniamo al medioevo con aristocratici possidenti che sono facilmente controllabili dal Principe, secondo collaudati schemi gerarchici e piramidali.
Pochi proprietari terrieri che decidono – o qualcuno gli dice quali decisioni prendere – della vita e della morte di tutti gli altri, animali e uomini insieme. In Russia ci hanno già provato, con i Kulaki facenti parte della terra su cui lavoravano (vedasi “Le anime morte” di Gogol). L’acqua è bene prezioso solo nella misura in cui si riesce a captarla: e chi può fare una cosa del genere? Chi possiede già adesso le azioni dell’industria idroelettrica? Chi ha in mano le chiavi delle dighe?
Il problema non è tra acqua in mano ai privati o in mano allo Stato, ma tra chi ha come al solito il coltello dalla parte del manico e chi dalla parte della lama. Il vero pericolo è l’instaurazione di un regime totalitario mondiale, come vorrebbero gli Illuminati, in cui non solo l’acqua ma ogni altro bene primario sarà gestito da un’autorità che metterà il cittadino di fronte al ricatto di accettare i servizi necessari alla sopravvivenza, insieme alle altre imposizioni volute dal Principe, o soccombere. Potrebbe arrivare il tempo in cui se non si accettano le vaccinazioni o il microchip sottocutaneo non solo i tuoi figli non entrano a scuola, ma l’intera tua famiglia sarà lasciata morire di fame e di sete o sottoposta ad altre forme di ostracismo sociale in cui non vi sarà altra soluzione che il suicidio.
Alcuni dicono che se votare servisse veramente a qualcosa, sarebbe proibito. Io mi spingo oltre e dico: se il referendum sull’acqua (e sul nucleare) servisse a qualcosa, il Potere non lo avrebbe indetto. Se ce lo lasciano fare è perché sanno come cavarsela e a noi rimarranno in mano non le chiavi delle dighe, ma un pugno di mosche. I pessimisti affermano: “Se va avanti così, ci venderanno anche l’aria che respiriamo!”. Una variante ancora più pessimista afferma: “Se va avanti così, ci venderanno anche il sangue che ci scorre nelle vene!”. Del sangue non so, ma dell’aria già si sono impossessati, solo che non cercano di vendercela, ma ce la danno gratis con l’addizione di bario, alluminio oltre che a piacere, come condimento, salmonella, pseudomonas syringae e, ultimo modello, Escherichia coli.
Con gli acquedotti avrebbero avuto maggiori difficoltà, grazie ai controlli frequenti e capillari, ma il cielo è privo di difese, noi non abbiamo contraerea efficace e poi è il dominio tradizionale dell’aeronautica. Nulla osta, dunque, per militari e affini, a irrorarci di sostanze tossiche, intanto che noi ci preoccupiamo dell’acqua.
Il problema – ripeto – non è tra l’acqua ai privati o allo Stato, ma tra un regime dittatoriale che opprime e ricatta i sudditi e una società ideale decentralizzata e basata sulle reali esigenze della gente, esigenze da analizzare in loco caso per caso. Insomma, si ritorna alla vecchia aspirazione degli anarchici: l’abolizione dello Stato e la creazione di forme di governo autogestite dal basso, magari con votazioni per alzata di mano. Al punto in cui siamo, temo però che sia troppo tardi. Ma non è ancora detta l’ultima parola. Quasi quasi faccio uno sforzo, mi presento ai seggi e infilo quei fogliettini intonsi, belli puliti e puri com’era l’acqua una volta.
































E per il momento ti và anche bene se ti fanno votare i referudum!
I libici in questo momento sono in cura con bombe umanitarie all’uranio.
Meno male che esiste l’Onu e il tribunale dell’Aia.
Difendono le popolazioni civili e la libertà dei popoli.
Come sono umani!
A mero titolo informativo per l’autore. La frase – Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo – resa famosa, diciamo così, nel film il Marchese del Grillo, è tratta dalla poesia di Gioacchino Belli.
Li soprani der monno vecchio
C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.
Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
(Giuseppe Gioacchino Belli)
Articolo condivisibile fino alle ultime tre righe, nelle quali dopo aver dato il colpo al cerchio, lo si è dato anche alla botte.
Ho letto con attenzione e mi ritrovo su molte posizioni. L’analisi però lascia spazio solo ad una soluzione: SCANNAMOLI PER ACQUA ARIA E FAME MENTRE IO CON L’OCCHIO CHE MI VA’ SULLA BANDIERA DELLA PACE… e ci sarebbe di che parlare… ANCORA STO A CHIEDERMI QUANDO VERRA’ IL GIORNO IN CUI L’UOMO SMETTERA’ DI UCCIDERE IL SUO FRATELLO…alllora il vento di morte che respiriamo ogni giorno si poserà.
Pippo, quando non ci saranno più i referendum non ci sarà più neanche internet.
Icecub, grazie per la precisazione: non lo sapevo. Lo stile del Belli mi ricorda Cecco Angiolieri, seppure con altro vernacolo. Il senso è chiaro e convalida la mia tesi.
Jester, la tua osservazione è corretta. Infatti, dopo 22 anni dacché non voto, sarei tentato di infrangere le mie regole, più che altro per fare un piacere a un amico che insiste a mandarmi a votare e per permettere ai referendum di raggiungere il quorum. Così, poi, non potrete dare la colpa a me. Io ho fatto la mia parte, tappandomi il naso.
Paolo, il tuo intervento ha un sapore lirico.
Ciao a tutti da Freeanimals
@ROBERTO,
la tua analisi è esaustiva e condivisibile quasi interamente; dico quasi perchè se oltre a NON votare per questa “falsa” DEMOCRAZIA ignoriamo anche i REFERENDUM che pur qualche legge “democratica/popolare” almeno in passato hanno prodotto vedi quella sul divorzio-aborto-nucleare etc., che cosa infine ci resta NIENTE di NIENTE se partecipiamo almeno qualche segnale di vitalità possiamo inviarlo ai servitori del POTERE GLOBALE che sarebbero poi i nostri “delegati” POLITICI dall’ estrema SX all’ estrema DX passando per il cosidetto CENTRO la CASTA è CASTA SEMPRE !!!
Personalmente per principio rispetto le idee e opinioni di TUTTI, rispettare però NON vuol dire condividere infatti NON condivido l’ idea di tutti quelli che invitano a NON votare e a NON partecipare ai REFERENDUM; che cosa hanno ottenuto agendo così un BEL e GRANDE NULLA e così quelli che votano(?!) scheda bianca, è vero il partito delle schede bianche è il più importante e numeroso a livello NAZIONALE ma che cosa conta e ha prodotto mi venga spiegato perchè NON lo capisco il SUO risultato politico !!!
NAMASTE’
& HASTA SIEMPRE
SDEI, se fossi cattolico ti risponderei che gli Illuminati avevano in agenda sia l’introduzione del divorzio che quella dell’aborto, in un piano generale di demolizione del cattolicesimo, e che si sono serviti di forze laiche come il partito radicale per far sì che sembrasse una decisione presa dal popolo, ovvero che la società italiana si fosse svincolata dalle remore della Chiesa e fosse diventata meno bigotta.
E’ come con i disastri naturali che stanno imperversando ultimamente sul Pianeta: non si sa fino a che punto siano provocati da armi climatiche. Analogamente, nel caso della laicizzazione della società italiana (sede del Vaticano, non dimentichiamolo), non si sa fino a che punto sia un processo naturale, intrinseco al trascorrere del tempo, al maturare delle coscienze o al decadimento delle medesime, o non piuttosto la realizzazione di un progetto voluto dall’élite mondialista, in funzione del NWO in cui pare ci sarà un’unica religione e quella cattolica, con l’avallo del Vaticano, sarà messa in soffitta.
Prendere coscienza del fatto che gli elettori non contano un beneamato nulla, è il punto di partenza per ribellarsi a questo stato di cose, ma se noi continuiamo a credere di contare qualcosa, di indirizzare le scelte dei politici/servi, non muoveremo mai un dito per cambiare le cose.
Non so, forse mi sbaglierò. Infatti, sto decidendo cosa fare, se ritirare la scheda elettorale e presentarmi per votare scheda bianca, più che altro per far ottenere il quorum. Se si trattasse del referendum sulla caccia, non avrei dubbi e farei tutto il possibile, ma abbiamo visto com’è andata a finire. Anche in quel caso, quanto conta la volontà della gente rispetto alla lobby venatoria? Quei maledetti trovano sempre il modo di cavarsela.
Vieni a trovarmi, se vuoi, su: freeanimals-freeanimals.blogspot.com/
Ciao
Dobbiamo raggiungere il quorum e votare SI.
Informatevi in rete, troverete TUTTO!
Lasciate perdere i tuttologi disinformanti e disfattisti senza capo né coda e la loro prosopopea compulsiva da tastiera.
Accamisciunoefesso, l’anarchia è molto antica. E anche molto diffamata. Per esempio, l’anarchia non vuole il caos, ma una gestione umana della società. Il che significa che ciascuno abbia secondo i suoi bisogni. Ciascuno deve avere accesso all’acqua e non ci si dovrebbe nemmeno trovare nella situazione di decidere su questo. Dovrebbe essere una cosa ovvia.
La presa in giro consiste nel fatto che oggi ti chiamano a votare su una cosa che ti appartiene, e domani ti chiameranno a votare su altre cose che sono già di tua proprietà ma che loro fanno finta di avere in gestione. Ci hanno espropriato della nostra vita e continuiamo a considerarli delle brave persone, invece di mandarli a quel paese come si meritano.
Com’è stato possibile che noi gli abbiamo dato l’autorità di decidere delle nostre vite? Forse perché ci hanno sempre considerato dei “minus habens”? E alla fine, a forza di trattarci come tali, abbiamo finito per crederlo anche noi? Poca autostima?
Io mi sono tirato fuori da molto tempo da questo circolo vizioso. Non riconosco a nessuno alcuna autorità su di me. Non accetto i loro inviti ad andare a votare. Anzi, li mando io, piuttosto, a quel paese. Ché tanto – si è visto in moltissime occasioni – fanno più danni che altro, nel mentre si arricchiscono alle mie spalle.
Ciao e grazie per il tuo commento.
Lasciamo perdere l’ Anarchia tout court, il discorso ci porterebbe assai lontano.
Purtroppo nella nostra società orwelliana le parole hanno spesso un significato opposto o indicano esattamente un azione antitetica: Ministero della Difesa per organizzare le guerre, Ministero della Salute, O.M.S. etc etc per distruggere la salute pubblica nazionale e mondiale e così via.
Tornando a bomba, le dirò subito che lei non mi piace, non mi piacciono i suoi articoli e non mi piacciono le sue riflessioni. Le giudico tutto fuorché anarchiche, confuse questo si.
Credo che l’ Anarchia sia la massima espressione di “ordine e coscienza” che davvero lei non rappresenta. In fondo non è diverso da chi sfascia le vetrine delle banche credendo che sia un azione anarchica o contro il sistema, quando non solo non è Anarchia ma è “PURO SISTEMA”.
Lei mi sa tanto di impiegato statale deluso (tipo sessantottino) perché “tagliato fuori dai giochi.” Magari mi sbaglio ma è questa l’ impressione che ricevo….Ho conosciuto in passato chi voleva cambiare il mondo e per nostra fortuna posso serenamente affermare: “Per non ci sono riusciti.”
L’ “antisistema”, almeno in quel caso, era ben peggiore del sistema.
La cura sarebbe stata molto peggiore della malattia.(Riferito davvero a tutte le sigle).
La vedo così poco anarchico da definirla DISFATTISTA, alla fine lei volente o nolente (spero nolente) rema dalla parte opposta. Mi scusi ma ho poco tempo per entrare nei dettagli ma se ci tiene non mancherò in precisazioni ed approfondimenti (del livello che desidera).
Ma lei crede che questa società per quanto vomitevole sia, rappresenti il periodo più buio che l’ umanità abbia visto? Crede davvero che alle nostre latitudini e con il nostro sistema sedicente democratico davvero non possiamo fare nulla? Pensa che i complotti siano nati con internet ? Crede che i sistemi di governo passati abbiano avuto dei sudditi maggior rispetto di oggi? Pensa davvero che qualche secolo fa sia stato più semplice? Pensa davvero che i potenti di un tempo siano stati migliori di quelli di oggi? Una cosa è certa i potenti di ogni tempo adorano i sudditi come lei: questo è poco ma sicuro, come è sicuro che lei butta dalla finestra quel poco di libertà che ha a disposizione. Ed è questo che la rende antipatico e nocivo.
Se lei non è in malafede, ha comunque rinunciato ad ogni vera azione migliorativa della vita (con un qualsiasi “principio attivo” migliorativo), a meno che non consideri di qualche valore elucubrare posts dei quali non si capisce il fine su un blog.
Non solo lei rema dalla parte opposta a quella dell’ Anarchia ma lei è anche dannoso e ripeto diseducativo. Se lei fosse un insegnante, toglierei i miei figli dalla sezione dove insegna. Meglio con le suore o con i berlusconiani, almeno avrebbe un idea di cosa lo aspetta e da dove iniziare. Nulla è più dannoso per la vita di un disfattista!!!
L’ ammiro invece per il rispetto che ha del mondo animale e dal quale dovrei imparare qualcosa tagliando un poco anch’ io in ipocrisia. Ma attenzione, anche Hitler in questo campo avrebbe da insegnarmi molto…..insomma alcune buone qualità non sono il tutto.
Alla prossima.
Qualsiasi dialogo effettuato col reciproco rispetto, apporta agli irterlocutori ed agli astanti una crescita personale, questo non tanto per il reciproco scambio di idee, ma per lo sforzo dei neuroni, primi artefici del dialogo a impulsi di adattarsi ad idee non proprie.
Perdoni ma leggendo le sue esternazioni, non vi ho riscontrato alcun vizio costruttivo tale del quale possa dire di avere assimilato conoscenza, in compenso vi ho trovato arroganza, classico cliscè di chi pensa di essere un gradino più in alto di altri e questo converrà, che nel dialogo non è certo un bene, lo è ancor meno quando non c’è confidenza essendo se non sbaglio, il suo uno dei primi interventi in luogo.
Premetto di non essere nè il gestore del sito nè il censore del medesimo, tantomeno l’avvocato dell’articolista, ma avendo trovato in questo posto un luogo di civile confronto, mi preme che ciò, se è d’accordo, rimanga tale.
A rileggerla.
In primis ci tengo a sottolineare che rispetto chiunque, ma proprio chiunque non cerchi deliberatamente di danneggiarmi. Il signor Duria scrive e pensa tutto quel che vuole e non ho niente contro di lui.
Per il resto sono sue opinioni, le rispetto ma non le condivido.
Nel mio post non ci sono né insulti, né reati. Ma è buffo che scriva un post per scrivere che in “qualche modo non va bene”. Sulla base di cosa e in quali parti non lo spiega nemmeno.
Il politically correct ad oltranza è un cancro dei nostri tempi. I danni che produce sono sotto gli occhi di tutti. E’ un accessorio indispensabile del nostro sistema, che come ho già scritto è straordinariamente simile al 1984 di George Orwell. Il politacally correct è l’elemento indispensabile per costruire il reato di pensiero, limitare le opinioni accettabili, impedire la libertà di pensiero e ancor più di azione. Lei come giustamente afferma non è
l’ avvocato difensore di nessuno ma trovo buffo il suo atteggiamento di “supporto al controllore”, anzi lo trovo preoccupante. Il linguaggio veloce dei commenti agli articoli di un blog non è certo un discorso da Accademia dei Lincei, rileggo solo a volte e parzialmente i miei posts, forse non sarò riuscito ad esser chiaro e me ne dispiaccio, ma in quel caso venga al sodo e non mi faccia pipottoni insipidi che poi son sicuro troveranno davvero poco spazio nella sua vita non virtuale. (Non la conoscono ma son forte di statistiche personali e mi sbilancio) Ripeto ho semplicemente espresso una mia opinione in modo diretto e franco ad un ospite cardine di questo sito web. Cosa lei mi vuol comunicare francamente ho difficoltà a comprenderlo ma non fa nulla, forse per lei l’ importante è partecipare controllando il pensiero altrui.
Accanisciunoefesso, la ringrazio per….. l’ospite cardine”: non me n’ero accorto. Le dirò che mi lusinga, ma se tale sono diventato è solo perché, evidentemente, all’amministratore di Stampa Libera sono piaciuti i miei articoli. O forse perché Lino Bottaro sentiva che gli mancava un aspetto importante da tener presente: quello dell’animalismo. A cui modestamente spero di poter contribuire.
Per il resto, siccome mi è difficile credere che lei abbia poterei paranormali, nel momento in cui riesce a individuare il mio passato di insegnante e quindi di ex dipendente statale (frustrato?), l’unica spiegazione che mi posso dare è che lei sia un poliziotto della DIGOS.
In tal caso, se anch’io, pur senza avere faldoni segreti su di lei o database polizieschi, c’ho azzeccato, mi farebbe piacere riscontrare da parte sua una maggiore chiarezza e trasparenza, così ci possiamo confrontare da uomo a uomo, ad armi pari. Cioè, vorrei che lo dicesse chiaramente.
Perché, se così è, non è possibile per me avere un dialogo con uno sbirro, tenuto conto che sono sempre stato disponibile a parlare con tutti gli sbirri, tranne con i manganellatori e con quelli che hanno una mentalità tale, ovvero fascistacci ottusi e puri.
Tenuto conto che a volte mi sento anarchico, a volte comunista e a volte anche fascista, forse per il fatto che, sotto sotto, mi sento un libero pensatore, potrei benissimo confrontarmi con lei, e anzi mi piacerebbe perché vedo dalle sue parole una buona base culturale e fa sempre piacere parlare con persone colte.
Dunque, se mi sono sbagliato, se lei non è un poliziotto in servizio di disinformazione sui blog alternativi, la invito a proseguire il dialogo su:
freeanimals-freeanimals.blogspot.com/
A risentirla.
Animaliliberi