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7 Commenti a “Il Club di Roma”

  • NEO:

    Che dire? in alcuni casi posso dire che e’ vero che la colpa principale e’ nostra, l’unica cosa che non mi va’, e’ che siano questi esseri abominevoli a decidere chi muore e chi vive.
    Se fosse la vera madre natura a decidere di eliminarci, ne sarei piu’ che contento.

  • Accanisciunoefesso:

    Porto a conoscenza dei lettori un fatto non segreto ma poco noto, ovvero che il presidente dell’ associazione laica buddista giapponese Soka Gakkai (assai diffusa anche in Italia) ha scritto un libro con il signor Aurelio Peccei. Alcune domande mi sorgono spontanee, non trattandosi di bambini, ma in entrambi i casi di persone ricche e molto potenti. Sicuramente almeno da una parte c’è malafede e siccome entrambi non mi sembrano persone sprovvedute e facili da raggirare non ci vedo chiaro. Secondo voi sono entrambi consapevoli ed hanno un progetto in comune oppure qualcuno ha cercato di usare qualcun altro ?
    Inoltre il ricco e potente giapponese mi pare che abbia un certo feeling con le Nazioni Unite, che dietro la maschera nasconde (ormai non nasconde più molto) natura ed obiettivi assai diversi da quelli ufficiali. Insomma pensar male si farà peccato ma spesso……
    Voi cosa ne pensate?

  • Impressionante!
    Due notazioni.
    La prima: il club di Roma non lo conosce nessuno, ma non per questo è meno pericoloso, perché può agire occultamente come le altre agenzie degli Illuminati.
    La seconda: il pianeta Terra è oggettivamente limitato negli spazi e nelle risorse, ma anche se questo è un dato di fatto, le conclusioni a cui giungono i fautori del NWO sono aberranti, giacché invece di provvedere a che l’intera popolazione umana viva dignitosamente (e avrebbero i miliardi per farlo), pensano a sbarazzarsi di quella che considerano spazzatura indegna di vivere. Basterebbe questo per spazzare via loro, questa oligarchia pasciuta e criminale. Come farlo?
    Qui sta l’inghippo.
    Freeanimals

  • Accanisciunoefesso-repetita juvant:

    Accanisciunoefesso:
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    11 giugno 2011 at 14:13
    Porto a conoscenza dei lettori un fatto non segreto ma poco noto, ovvero che il presidente dell’ associazione laica buddista giapponese Soka Gakkai (assai diffusa anche in Italia) ha scritto un libro con il signor Aurelio Peccei. Alcune domande mi sorgono spontanee, non trattandosi di bambini, ma in entrambi i casi di persone ricche e molto potenti. Sicuramente almeno da una parte c’è malafede e siccome entrambi non mi sembrano persone sprovvedute e facili da raggirare non ci vedo chiaro. Secondo voi sono entrambi consapevoli ed hanno un progetto in comune oppure qualcuno ha cercato di usare qualcun altro ?
Inoltre il ricco e potente giapponese mi pare che abbia un certo feeling con le Nazioni Unite, che dietro la maschera nasconde (ormai non nasconde più molto) natura ed obiettivi assai diversi da quelli ufficiali. Insomma pensar male si farà peccato ma spesso……
Voi cosa ne pensate?

  • Ti dico cosa ne penso io: non so cosa pensare! I Soka Gakkai non solo quelli che ripetono mantra per fare una specie di meditazione? Se è solo questo, sono innocui. Anche Franceschetti fa parte del sodalizio e mi sembra una persona degna e intelligente.
    Che il loro guru sia stato amico di Peccei e che abbia avuto agganci con l’ONU, non vuol dire niente. Si giudicano le persone per ciò che fanno: cosa ha fatto di male quel vecchio giapponese?

  • Accanisciunoefesso:

    Sig. Duria concordo con lei: le persone si giudicano in base alle loro azioni, o almeno così dovrebbe essere.
    Ovviamente esprimere un opinione è implicitamente una forma giudizio ma ben diverso da quello che spetta ai giudici. E’ piuttosto una riflessione, un pensiero. Ribadisco per i lettori distratti che non ho giudicato nessuno ma piuttosto mi domandavo e domandavo a voi qualche informazione in più, il vostro pensiero appunto. Scrivere un libro con Aurelio Peccei non è proprio come berci un caffé insieme, (che poi frequentare “certi bar” e “certi avventori” non sia da tutti è un’ altra cosa) e questo dovrebbe già farci riflettere abbondantemente su alcune cose.
    Prof. Duria mi chiedo se lei applica sempre le buone regole che indica. Leggendola talvolta mi è parso il contrario. Ancora peggio, converrà , è giudicare non conoscendo o conoscendo sommariamente l’ argomento; Anche questo mi è parso di leggere spesso tra i suoi articoli e tra i suoi commenti; così facendo si rischia di scrivere un sacco di inesattezze, la maggior parte delle quali senza alcun senso compiuto. Per carità, ognuno può far quel che crede, anche: “fate come vi dico , ma non fate come faccio” .
    Se permette colgo la palla al balzo per ricordarle che nel nostro diritto, tutti sono innocenti fino a prova contraria. Questa è una gran cosa ma purtroppo non è sempre stato così, e così non lo è ancora oggi in alcune parti del mondo. Questa grande conquista della nostra civiltà che molti giuristi e non, hanno voluto ed ottenuto migliorando la nostra vita (anche la mia e la sua) non sarebbe mai stata ottenuta se avessero pensato che nulla si può cambiare. Avremmo ancora sistemi piuttosto primitivi. Magari la lapidazione giudaica con processo sommario.
    Per fortuna esistono persone che agiscono concretamente al contrario di molti disfattisti, (ne conosce qualcuno?) ed io sono loro assai grato. Le ricordo altresì che esiste (sempre nel nostro ordinamento) il processo indiziario che a volte si conclude addirittura con sentenze di ergastolo, ed esistono anche leggi morali alle quali nessuno si dovrebbe sottrarre, tantomeno i cosidetti leaders religiosi che pretendono di guidarci nel mondo materiale e, come se non bastasse, anche in quello spirituale. Tuttavia già che ci sono voglio precisare anche alcune sue considerazioni.
    Se lei pensa che la meditazione e la recitazione di un mantra sia ” qualcosa di innocuo” la fermo subito. Indipendentemente dall’ accezione del termine,
    le dico subito che non è così. Glielo dico per esperienza diretta e glielo dico perché ci sono studi scientifici che confermano la mia esperienza. Meditare e recitare un mantra produce effetti. Alcuni sono oggi misurabili scientificamente attraverso analisi del sangue, tracciati E.E.G. e altro. Altre misurazioni sono rilevabili attraverso test psicologici. Le pratiche mantriche e meditative modificano percezioni, sensazioni e altro ancora. Così come aderire a gruppi religiosi modifica il proprio comportamento, il proprio punto di vista, spesso l’ intera visione del mondo.
    Crea bisogni ed esigenze che non si avevano prima dell’ adesione a quel determinato gruppo. Modifica radicalmente un essere umano e quindi le sue scelte. Lei sostiene, nonostante le premesse appena viste nel video, che la scrittura a quattro mani di un libro con un importante ed influente uomo d’ affari giapponese nonché leader religioso, sia un fatto insignificante come se fosse una banale azione di routine. Sono sbalordito.
    Afferma anche (imlicitamente) di saper poco sul ricco e potente leader religioso, così come in un post più sopra di saper poco sul Club di Roma. Per il rispetto che si deve all’ intelligenza (anche dei due potentissimi autori) scrivere un libro è tutto fuorché insignificante. Significa condividere idee e progetti. Ed entrambi questi signori ne hanno a lungo e lunghissimo termine.
    Quando gli autori di un libro si chiamano Daisaku Ikeda e Aurelio Peccei…..ekkettelodikoaffare!!!
    Che il signor Franceschetti sia una brava persona, come del resto i milioni di adepti Soka non ho alcun dubbio, ci mancherebbe.
    I gruppi religiosi sono formati da persone con tutte le peculiarità e statistiche del caso.(al pari di tutti gli altri gruppi composti da esseri umani. Ad esempio, un tratto distintivo di alcune religioni è di avere un alto tasso di pedofili all’ interno del proprio clero, altre di avere un alto tasso di vegetariani (non è il caso della Soka, nonostante appartenga alla matrice buddista). Le religioni (che già in sé poco mi piacciono) sono spesso ben altro dalle gerarchie religiose. Come spesso ben altro sono gli obiettivi dei loro leaders assai spesso diversi ovviamente da quelli dei loro ignari greggi.
    Inoltre i fedeli sono assai spesso qualcosa di molto diverso dalla pratica religiosa , ma questa è un’altra storia ancora.

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