Fonte: GreenMe.it
La natura molto spesso ci regali scorci e situazioni che invitano alla riflessione, in questa lotta continua dell’uomo contro l’uomo. Potrebbe sembrare la scena di un film. Due animali, del tutto diversi, per razza e dimensioni, mostrano affetto e generosità, e sono pronti a salvarsi la vita.
La storia è realmente accaduta: un orango ha salvato un uccellino che stava annegando in uno stagno. Il video è ormai notissimo agli utenti di YouTube, e sta continuando a commuovere il web.
Un orango incuriosito dal cinguettare di un uccellino, decide di spiarlo e nota che il piccolo animale è finito dentro uno stagno e non è in grado di ritornare a galla. Così fa vari tentativi per salvarlo, prima con una foglia raccolta attorno allo stagno, tenta di avvicinarlo alla riva. Poi lo tira su con le sue manone e lo porta in salvo.
Ma non è ancora tutto. L’orango, pogiandolo delicatamente, vuole constatare se sta bene e gli si avvicina come per baciarlo.
Due mondi in appartenza lontani, incomunicabili, uniti dall’affetto e dalla solidarietà. Dovremmo pensarci un po’ su. Il mondo degli animali ha tanto da insegnarci, non credete?
Francesca Mancuso






























E poi dicono che sono bestie, io penso che siamo noi delle bestie
Infatti. All’uomo non piace pensare a sé stesso come a un animale. Tuttavia, non si fa alcuno scrupolo a comportarsi da bestia… la schizofrenia della nostra “civiltà” raggiunge qui il suo acme. Le uniche vere bestie hanno sempre due gambe e due braccia.
Saluti
GRAZIE…
bà sembra quasi che se lo voglia pappare.. comunque viene solo tristezza a vedere il video di questo povero orango addomesticato rinchiuso in uno zoo/carcere..
Scusate, non vorrei rompere l’incanto, ma l’uccellino “che stava annegando” in realtà mi sembra sia un pullus (pulcino) di gallinella d’acqua (Gallinula cloropus) o di qualche altro rallide. In tal caso, era nel suo elemento e non stava annegando. Ammetto che il suo comportamento fosse anomalo, poiché in condizioni normali sarebbe scappato dall’orango, ma non credo che fosse in pericolo di vita. Se l’orango si è comportato in quel modo è perché è un primate vegetariano e perché allo zoo è pasciuto, ma in natura uno scimpanzé avrebbe saputo subito cosa fare di quelle proteine. Viene da pensare che anche la cultura dell’Homo sapiens, anch’egli primate vegetariano saltuariamente carnivoro, abbia potuto svilupparsi solo in condizioni di avvenuta soddisfazione del bisogno di cibo. Cioè solo società pasciute sviluppano curiosità e conoscenza. Questo spiega perché al mondo ci sono lingue scritte e lingue orali. Quelle orali, appartenenti a popoli dell’Africa, per esempio, non hanno avuto tempo di diventare scritte perché i suoi membri erano impegnati nella lotta per la sopravvivenza. Tornando all’orango, la sua gentilezza nei confronti del pulcino è stata del tutto casuale.
Freeanimals, in un àmbito piú tradizionale e meno scientista e profano come quello che sposi tu, è cosa nota che la scrittura, lungi dall’essere stata un progresso, come ci piace credere, è stata in realtà l’inizio della decadenza, un po’ causa e un po’ effetto dell’atrofizzazione delle facoltà superiori dell’uomo, che prima non aveva bisogno di rendere “tangibile” ciò che riusciva ad interiorizzare senz’alcun bisogno di supporti materiali. La tua analisi dello sviluppo delle società umane è totalmente appiattita sulle posizioni ufficiali della scienza profana, e ha poco o nulla di reale.
Quanto agli animali, è vero, uno scimpanzè probabilmente si sarebbe mangiato il pulcino, come ancor piú sicuramente avrebbe fatto un predatore vero e proprio. E allora? Ciò non toglie che a volte gli animali sappiano stupire, almeno quelli che sono ancora in grado di farlo perché non dipendenti dalla corazza di cinismo dietro cui in molti si sono barricati.
Sinceramente mi stupisce che certi appunti vengano da te, che in passato hai avuto modo, in altra sede, di travisare completamente il pensiero di chi scrive, tacciandolo di voler mettere gli animali sullo stesso piano “morale” dell’uomo quanto a nefandezze compiute, e questo solo per aver sfatato alcune “leggende metropolitane” di chiaro stampo “buonista” come quella da te riportata – ricordi? – riguardo ai lupi che non si ucciderebbero mai fra di loro.
A quanto pare le parti si sono invertite (apparentemente, perché per quanto mi concerne, mi pare di sostenere sempre il medesimo punto di vista).
Saluti
Gli ultimi due interventi sono la prova tangibile che per caso o per scelta il gesto dell’orango ci deve comunque essere d’esempio…
Saluti