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Fonte: http://chemtrail.dyndns.org

ED I MEDIA ITALIANI SI SVEGLIANO. TEMPO DI REAZIONE: 2 anni circa….e contando che per emule/torrent c’hanno messo 12 anni prima di accorgersene….e’ gia’ un passo avanti. Di questo passo va a finire che impareranno a conoscere anche IRC ed i trasferimenti DCC.

Il live motion del main-stream pare cantare all’unisono: BITCOIN = DROGA, MALAFFARE, RICICLAGGIO… E TUTTI SI STANNO ALLINEANDO.
A BREVE VEDREMO IL COLPO DI CODA DEL VERO POTERE ALL’OPERA.

MA LA DOMANDA SORGE SPONTANEA: COME FARANNO A SOPPRIMERE I SISTEMI P2P, VISTO CHE SONO ALMENO 5 ANNI CHE TENTANO DI ESTIRPARE IL FILE-SHAING(EMULE-TORRENT)? AH GIA..LO RENDERANNO ILLEGALE E/O SPENGERANNO INTERNET….DELLA SERIE: COME GENERARE DAL NULLA 3 MILIARDI DI CRIMINALI/UTENTI

Vista la situazione italiana per quanto riguarda il vuoto legislativo legato all’utilizzo di BitCoin, apro questo social network allo scambi/baratto fra utente/utente attraverso la piattaforma P2P sopracitata. Ogni utente registrato avra’ la possibilita’ di comprare/vendere/barattare PRIVATAMENTE e SOLO con i propri amici cio’ che vuole. Il sistema di Chat istantaneo/singolo o cooperativo/IntraMail/ e di geolocalizzazione che il socialnetwork mette a disposizione (ogni utente se vuole puo’ mettere le proprie coordinate attraverso un plugin che si lega a google-map) permette di vagliare a fondo l’affidabilita’ del compratore/acquirente; ed i feedback che gli utenti si scambieranno renderanno molto difficile comportamenti truffaldini reiterati.

Internet/ Bitcoin, la valuta degli hacker è sempre più popolare

TG LA SETTE
13/06/2011 20:36

INTERNET/ BITCOIN, LA VALUTA DEGLI HACKER È SEMPRE PIÙ POPOLARE

New York, 13 giu. (TMNews) – In settimana, due parlamentari americani hanno inviato una lettera al ministro della Giustizia, Eric Holder, avvertendolo dell’esistenza di un sito chiamato Silk Road. La lettera è stata poi inoltrata alla Drug Enforcement Administration , agenzia federale antidroga. Come un’eBay senza leggi, secondo i senatori, sul sito gli utenti “possono liberamente acquistare e vendere sostanze stupefacenti” e per le transazioni adoperano una nuova valuta virtuale, i Bitcoin. Creata nel 2009 da uno studente d’informatica giapponese conosciuto con lo pseudonimo, Satoshi Nakatomo, Bitcoin era inizialmente utilizzata dagli hacker per la compravendita dei loro servizi. Ora sta lentamente, affermandosi come valuta non ufficiale del web. Chiunque può acquistare le “monete” virtuali utilizzando le maggiori valute mondiali. Ma queste non vengono utilizzate esclusivamente per la compravendita di sostanza stupefacenti. La lista di attività legali che hanno cominciato a utilizzare la valuta virtuale s’ingrandisce col passare del tempo. Un singolo Bitcoin viene valutato 15,0351 dollari. Si stima che attualmente l’intera economia Bitcoin vale 53,16 milioni di dollari. Diversamente dalle valute tradizionali, i Bitcoin non vengono emessi da un istituto o da un’autorità centrale. Teoricamente, le monete possono essere create da chiunque ma richiedono un computer potente e molto tempo: la loro fornitura è controllata da una serie di complicati algoritmi integrati nel software. Quel che contraddistingue questo genere di pagamento da altri metodi online, come le carte di credito, è che le transazioni non lasciano alcuna traccia. Oltre ai criminali, questo attrae anche persone normali che lamentano la divulgazione di informazioni private che i rivenditori online pretendono per motivi di marketing. Una strana alleanza tra libertari, appassionati di informatica, imprenditori e narcotrafficanti crede che i Bitcoin potrebbero rappresentare il futuro della rete. Considerata inizialmente insignificante, Bitcoin potrebbe presto diventare oggetto di una serie di provvedimenti regolatori.

Per i critici è una minaccia alla sicurezza e alla stabilità dei mercati. Ma per molti rappresenta un passo decisivo verso l’indipendenza da governi e istituti di credito. Non lascia tracce, non può essere falsificato e non soffre di inflazione. Stiamo parlando del bitcoin, la moneta virtuale che spaventa banche e Stati Uniti.
Ideato nel 2009 da un anonimo studente giapponese che si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, bitcoin è nato come mezzo di baratto tra gli hacker. Ora sta rapidamente conquistando il Web. Chiunque può acquistare monete virtuali. L’elenco delle imprese che accettano bitcoin è in continua espansione, da siti legali per giardinaggio, fino ad aste online e negozi di videogiochi. Attualmente un bitcoin vale 9.22 euro e il valore di tutta l’economia bitcoin è stimato in 32,6 milioni di euro. Cifre che terrorizzano la finanza mondiale.
A differenza delle monete tradizionali, bitcoin non ha alcuna autorità centrale di emissione. In teoria, le “monete” possono essere create da chiunque, ma il procedimento è lungo e richiede una notevole potenza di calcolo. L’idea è quella di distribuire la base dati di tutte le transazioni attraverso una rete peer to peer. Questo permette di tenere traccia dei trasferimenti, impedendo che la stessa moneta venga utilizzata più volte. Un modo per allontanare i falsari.
I rischi però non mancano. Pochi giorni fa, racconta il Guardian, due senatori Usa hanno inviato una lettera al Procuratore Generale avvertendoli dell’esistenza di un sito sotterraneo chiamato Silk Road, una sorta di eBay senza legge. “Gli utenti – hanno spiegato i senatori – possono liberamente acquistare e vendere droghe illegali. Un supermercato di cocaina, eroina, ecstasy e marijuana”. Lo stesso potrebbe accadere per armi, gioco d’azzardo e prostituzione.
Ciò che rende bitcoin così attraente è che a differenza di altri metodi di pagamento online, come carte di credito o Paypal, non lascia traccia delle transazioni. Un vantaggio per i delinquenti, ma anche per i paladini della privacy, come testimonia il boom di pagamenti con la “moneta pirata”.
Una rivoluzione che certamente non piace ai governi e tiene la Cia con il fiato sospeso, considerati i rischi che potrebbero derivare se anche i terroristi usassero i bitcoin. A maggio, scrive Wired, Launch.is – che ogni anno organizza una conferenza per presentare al mondo hi-tech nuove aziende – ha lanciato l’allarme: “ Bitcoin è il più pericoloso progetto che abbiamo mai visto. Si basa su solide base tecnologiche, non può essere fermato a meno di non perseguitarne tutti gli utenti e sposa gli ideali politici dei libertari tecnologici, cioè di coloro che credono nel diritto fondamentale dell’individuo di essere libero, come WikiLeaks, Anonymous, Linux e Wikipedia. Cambierà il mondo a meno che i governi non lo fermino con pesanti sanzioni ”.

Da qualche anno esiste una nuova moneta.
A differenza di tutte le altre essa non viene emessa da una banca centrale, non è controllata da nessun governo e nemmeno stampata da nessuna zecca. E’ qualcosa di mai visto prima e porterà una vera e propria rivoluzione paragonabile forse soltanto a quella introdotta da Internet stessa.
Sto parlando di Bitcoin, la prima criptovaluta che circolando dal 2009 finalmente rende possibili transazioni monetarie tra singoli individui senza l’intermediazione di nessuna entità esterna.
Anche se sicuramente affascinanti, soffermarsi sugli aspetti tecnici di questo progetto sarebbe qui fuorviante: basta infatti limitarsi a sapere che il tutto si basa sulla crittografia e su una rete peer-to-peerdecentralizzata. L’aspetto cruciale che vale la pena di approfondire è piuttosto quello politico e la domanda vera da porsi è: dobbiamo per forza consentire l’esistenza delle Banche Centrali e lasciare ai Governi la facoltà esclusiva di regolare la moneta oppure possiamo considerare questa possibilità come un diritto acquisito ed inalienabile di ciascun individio?

In altre parole: il mezzo tecnico che consente l’interazione economica tra la persone A e B deve per forza essere posseduto e controllato da una entità C, oppure A e B hanno il diritto di svolgere le loro transazioni in piena autonomia?
E’ lecita ed opportuna una analogia col mondo della comunicazione: la persona A ha un concetto che vuole trasmettere alla persona B. Fino a qualche tempo fa era indispensabile la mediazione di un editore C (carta stampata, radio, tv ecc…) ma negli ultimi la tecnologia ha consentito ad A (ad esempio il sottoscritto) di interagire con B (tu che leggi) senza la mediazione di C. Perchè non estendere lo stesso concetto anche alle transazioni monetarie?

Ovviamente ci saranno delle resistenze: davvero pensate che le Banche Centrali (ma anche i vari Visa, Mastercard, Paypal, Western Union e compagnia bella) si faranno da parte senza dare battaglia?
Non c’è da stupirsi del fatto che Bitcoin ha già fatto scattare l’allarme di diversi Governi e, essendo questa tecnologia praticamente inarrestabile, c’è da aspettarsi che la strategia che attueranno per per limitarne la diffusione sarà quella di criminalizzare gli utenti.

Innanzitutto comincerete a vedere il termine Bitcoin associato ad altri quali “Terrorismo”, “Pedofilia”, “Evasione fiscale”, “Droga” ecc, successivamente verranno puniti duramente alcuni utenti a caso. L’utilizzo di Bitcoin a quel punto diverrà immorale, oltre che illegale. Un pò come se un tempo avessero detto che era giusto vietare le cabine telefoniche perchè queste consentivano ai rapitori di chiedere il riscatto anonimante, o che era il caso di vietare i coltelli da cucina perchè questi potevano essere utilizzati per fare omicidi.

Il risultato sarà che Bitcoin (o comunque qualcosa di analogo) continuerà a circolare ugualmente (proprio perchè inarrestabile) solo nelle attività criminali diventando così un prezioso strumento nel traffico di armi, droga, esseri umani o quant’altro. A beneficiarne saranno insomma solo i delinquenti veri (e forse anche qualche “C”!).
Noi altri invece rimarremo sottoposti al giogo ineludibile del signoraggio e dei suoi meccanismi perversi.
Così, come sempre, nei secoli dei secoli. Amen

 

FONTI

http://tg.la7.it/ecs/news-22055

http://www.tmnews.it/

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9151&ID_sezione=38&sezione=

http://www.ilriformista.it/stories/apcom/399125/

http://www.alain.it/2011/06/03/bitcoin-la-rivoluzione-monetaria-peer-to-peer/

Un Commento a “ED I MEDIA ITALIANI SI SVEGLIANO. TEMPO DI REAZIONE: 2 anni circa…INTERNET/ BITCOIN, LA VALUTA DEGLI HACKER È SEMPRE PIÙ POPOLARE”

  • Chicca:

    Direi che il mondo non lo possano cambiare quelli che pensano: così come sempre, nei secoli ecc………

    Direi che sarebbe di grande aiuto informarsi sul motivo della lotta alla canapa indiana, che nulla aveva a che fare con la droga nella quale e’ poi in seguito stata trasformata.

    Direi che e’ ora di informarsi, capire, riflettere e scegliere.

    Direi che l’assurdo e’ aspettarsi aiuto ed accettare limitazioni proprio da quelli che questo sistema di vita così assurdo lo hanno creato.

    Direi che sia ora di dire: “Io non ci sto’”.
    Io ho gia’ cominciato!

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